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Il grillo Racconta

Antartide e Argentina

Quante volte i racconti di viaggi ci hanno affascinato?

Sicuramente è accaduto e avverrà ancora nel corso della nostra vita. Avventure al limite, destinazioni che sembravano irraggiungibili diventano sempre più vicine. Vediamo come quello che parevano solo un sogno ora è una concreta realtà.
Sto parlando dell’Antartide, un continente incontaminato dove il tempo sembra essersi fermato e la meraviglia non finire mai, un angolo di mondo che può essere sfruttato solo per scopi scientifici e turistici.

Sto parlando dell’Antartide, un continente incontaminato dove il tempo sembra essersi fermato e la meraviglia non finire mai

Questo è uno di quei viaggi che per motivi linguistici, organizzativi o di sicurezza è consigliabile fare con un tour guidato. L’Antartide infatti è una meta che il viaggiatore dovrebbe affrontare insieme ad esperti che consentano di vivere un’esperienza unica e indimenticabile.
C’è un po’ di strada da fare per raggiungerla ma la cosa bella è che il percorso per arrivare intorno al Polo Sud è altrettanto meritevole. Generalmente prima di arrivare in Antartide si passa dall’Argentina, terra di pampas con distese di bovini dalla succulenta carne, le imponenti cascate dell’Iguazú, foreste, montagne e ghiacciai, località con architettura coloniale e la vibrante Buenos Aires. Ed è proprio questa vivace metropoli che andiamo a visitare.

Buenos Aires

Buenos Aires

La capitale dell’Argentina è quasi completamente in pianura, sulla sponda dell’estuario del Rio de la Plata che la separa da Montevideo, capitale dell’Uruguay, verso la quale è rivolta. Non dimentichiamo che l’Argentina è nell’emisfero australe con le stagioni invertite rispetto al nostro emisfero boreale. Architettura moderna e fascino antico, edifici contemporanei e d’ispirazione europea convivono, scopriamo quindi gli angoli più caratteristici. La Boca è un quartiere portuale sorto grazie all’arrivo di immigrati, in particolare italiani. È noto per la presenza dello stadio in cui gioca la forte squadra di calcio del Boca Juniors ma ciò che lo caratterizza davvero è El Caminito, una strada pedonale con murales ed edifici dalle facciate sgargianti risalenti al tempo dell’immigrazione. Accanto al fiume, Puerto Madero è un quartiere moderno rivitalizzato negli anni ‘90, il più nuovo della città con spazi verdi, aree residenziali, negozi, ristoranti e intrattenimento.

Oltre a vari musei spicca il Ponte della Donna, attraversamento pedonale realizzato dal noto architetto Santiago Calatrava. È piacevole passeggiare nel vivace quartiere di San Telmo con la sua architettura coloniale che rappresenta l’essenza cittadina e per conoscere la storia argentina non perdete il Museo Storico Nazionale. In piazza Dorrego la domenica prende vita il mercato artigianale di San Telmo mentre l’omonimo edificio storico ospita quotidianamente attività commerciali e gastronomiche. In questo quartiere abbondano locali dove si balla l’immancabile tango. Anche nel quartiere di Montserrat si coglie l’ambiente coloniale e la cattedrale metropolitana, principale sede cattolica argentina, vanta una facciata neoclassica, con 12 colonne che simboleggiano gli apostoli. L’interno decorato ospita oggetti liturgici e personali utilizzati da Papa Francesco durante i suoi anni di vescovado a Buenos Aires.

Ponte della Donna, attraversamento pedonale realizzato dal noto architetto Santiago Calatrava

L’Avenida de Mayo, ricca di edifici storici, è il viale principale della città che collega la bella Casa Rosada, sede del potere esecutivo argentino, con il Palazzo del Congresso, sede del potere legislativo. Concedetevi una sosta al caffè Tortoni con i suoi splendidi interni. San Nicolás è un quartiere culturale e storico che vanta il bellissimo teatro Colón, visitabile al suo interno, e un obelisco di 67 metri che svetta in piazza della Repubblica all’incrocio fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio in memoria del quarto centenario della fondazione della città. Quest’ultima arteria, con i suoi 140 metri, è una delle strade più ampie e scenografiche del mondo e attraversa il centro città. Il quartiere Recoleta è un must see per gli affascinanti palazzi dal fascino europeo che ospitano abitazioni ed attività commerciali fra cui negozi di lusso e ristoranti raffinati. È una delle aree più costose della città, circondata da piazze e giardini, celebre anche per il cimitero monumentale, luogo di sepoltura anche di personaggi argentini famosi come l’indimenticata Evita Peròn. Opere di rilievo di artisti argentini ed internazionali sono esposti al Museo Nazionale di Belle Arti.

Opere di rilievo di artisti argentini ed internazionali sono esposti al Museo Nazionale di Belle Arti.

Palermo, il quartiere più grande di Buenos Aires, unisce moderno e antico e non mancano zone di lusso ed eleganti. Oltre ad essere una zona residenziale e culturale vanta aree verdi, negozi, ristoranti, caffetterie e una vivace vita notturna. Non possiamo lasciare la città senza un minimo approfondimento sul tango, anima argentina nata nei quartieri popolari e portuali di Buenos Aires come pure di Montevideo. Questa danza appassionata unisce stili musicali e balli di immigrati europei soprattutto italiani e spagnoli ma anche africani e creoli della regione del Rio della Plata. Oltre che apprezzare spettacoli in locali e teatri si possono ammirare performance in strada a Piazza Dorrego (San Telmo), El Caminito (La Boca) e Calle Florida (San Nicolás) soprattutto nei fine settimana.

Terra del Fuoco

Con un volo da Buenos Aires o una lunga traversata in Patagonia si raggiunge la punta sud dell’Argentina, precisamente la cittadina di Ushuaia. Siamo nella Terra del Fuoco, arcipelago condiviso da Argentina e Cile, caratterizzato da scenari naturali che spaziano da steppe a montagne, da laghi a coste e da fiordi a ghiacciai fra cui spicca il Martial. Questa terra è il paradiso di condor, fenicotteri, puma, guarachi, balene e leoni marini. In questo contesto naturale si è sviluppata Ushuaia soprannominata “città alla fine del mondo”, nata nel 1884 come colonia penale. Essendo così a sud il clima è subpolare, sempre freddo con frequenti venti forti e piogge distribuite nell’arco dell’anno. Può comunque capitare che nel corso di una singola giornata si verificano condizioni meteo diverse. Da Usuhaia partono i tour per il Parco Nazionale della Terra del Fuoco così battezzata per via dei falò accesi dagli indigeni allo scopo di proteggersi dal freddo.

Altri siti di notevole interesse sono la laguna Esmeralda, uno specchio d'acqua circondato dalle montagne e raggiungibile tramite un sentiero di 4,5 km

Altri siti di notevole interesse sono la laguna Esmeralda, uno specchio d’acqua circondato dalle montagne e raggiungibile tramite un sentiero di 4,5 km, Bahia Encerrada dove si apprezzano il panorama, volatili migratori e stanziali, mentre la Laguna del Diavolo è ideale per pattinare sul ghiaccio in inverno. Attraverso un percorso immerso nella natura il Treno della Fine del Mondo ripercorre la storia dei primi carcerati. Il museo della Fine del Mondo racconta la cultura e la storia della Terra del Fuoco mentre il museo marittimo illustra la storia nautica della regione. È infine piacevole passeggiare lungo Avenida San Martín, la strada principale di Ushuaia, in cui si concentrano attività commerciali, ristoranti ed agenzie di servizi turistici che propongono, fra le varie opzioni, il tour dello scenografico Canale di Beagle, una stretta via navigabile impreziosita da cime innevate che collega l’oceano Atlantico al Pacifico. Durante la navigazione è emozionante avvistare leoni marini, otarie, gabbiani, albatross e ammirare un antico faro ora alimentato ad energia solare.

n questo contesto naturale si è sviluppata Ushuaia soprannominata “città alla fine del mondo”

E proprio da Ushuaia, incantevole angolo di mondo, partono le imbarcazioni a propulsione ibrida progettate per la navgazione in acque polari. Comincia quindi l’avventura verso l’Antartide facendo subito i conti con il Passaggio di Drake, l’ampia fetta di mare fra Capo Horn e la nostra meta, dove i venti sono forti e le onde imponenti anche se, talvolta, il meteo concede una pausa dagli impeti. Il passaggio prende il nome dall’esploratore inglese Sir Francis Drake che nel 1578, fu spinto sulla suddetta rotta in seguito ad una tempesta, scoprendo questo collegamento fra l’oceano Pacifico ed Atlantico.

L’Antartide

L’Antartide è uno scrigno che rivela scenari da favola fatti di montagne, ghiaccio ed iceberg, un altro mondo. Nonostante questo aspetto e l’assenza di popolazione nativa e permanente viene considerata il settimo continente; gli unici esseri umani sono visitatori e scienziati internazionali. L’emozione sale quando si approcciano le prime isole, ad esempio Elephant Island, una sorta di anteprima. Ferve la preparazione a bordo con lo staff che fornisce tutte le informazioni, le presentazioni scientifiche e si comincia ad incontrare la fauna marina. Non capita tutti i giorni di arrivare in Antartide e bisogna essere preparati.

Ad esempio ad essere accompagnati da megattere e ad addentrarsi nel Canale di Lemaire, il più scenografico punto di accesso all’Antartide vera e propria. Lo spettacolo è incredibile con enormi blocchi di ghiaccio a picco sul mare, sfumature di azzurro nel bianco e iceberg di svariate forme, talvolta giganteschi. Probabilmente nessuno riesce ad immaginare la maestosità della natura in questo angolo di mondo prima di averla davanti agli occhi: emozioni silenziose interrotte solo dalla presenza della fauna. Le balene popolano queste acque in maggior numero nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo. In dicembre e gennaio, inoltre, è un grande emozione assistere alla nascita e alle prime corsette dei piccoli di pinguino.

è un grande emozione assistere alla nascita e alle prime corsette dei piccoli di pinguino

Scegliere di salire sugli appositi gommoni per poi sbarcare, camminare sul ghiaccio, incontrare i pinguini e provare l’emozione di avventurarsi fra gli iceberg in kayak è qualcosa di indescrivibile, indimenticabile, il tutto insieme a un team di esperti. Per le sue caratteristiche e la grande calotta di ghiaccio, l’Antartide è a tutti gli effetti un deserto polare che ingloba il Polo Sud. In netta contrapposizione, le McMurdo Dry Valleys sono aree estremamente aride; in questo particolare scenario non si accumulano neve e ghiaccio per l’azione del vento e dei rilievi circostanti. Altra particolarità è il monte Erebus, il vulcano più attivo dell’Antartide in continua eruzione dal 1972, che ospita uno dei rari laghi di lava presenti al mondo all’interno del suo cratere. Il clima è poco piovoso, costantemente ventilato e rigido. In Antartide esistono due periodi stagionali particolarmente diversi con una transizione climatica fra di essi. In quello estivo la luce del sole è presente continuativamente per più o meno giorni a seconda della latitudine e più ci si avvicina al polo si verifica il fenomeno del Sole di Mezzanotte. Allo stesso modo nel periodo invernale l’oscurità o la penombra dipendono dalla latitudine fino ad arrivare ai lunghi mesi delle notti polari. Le temperature estive, pur con il termometro sotto lo zero, consentono alle navi di raggiungere l’Antartide.

è necessario indossare abbigliamento termico, antivento e pioggia, scarpe resistenti e impermeabili con suola in gomma antiscivolo

Questo è il luogo più freddo della Terra dove è necessario indossare abbigliamento termico, antivento e pioggia, scarpe resistenti e impermeabili con suola in gomma antiscivolo unitamente ad occhiali altamente protettivi per contrastare l’accecante contrasto fra cielo e neve ma anche il forte vento. Una macchia di colore in questo luogo candido è dato proprio dalla casette degli scienziati con colori sgargianti come il rosso.

L’Antartide è un luogo dove solo felci, funghi, batteri e alghe riescono a sopravvivere alle fredde temperature. Non è raro comunque trovare conchiglie di molluschi che vivono nelle acque ed anche esemplari fossilizzati. Questo mondo incantato di pace è il regno di pinguini, balene, foche e vari uccelli marini come albatross, gabbiani e sterne.

Pensando a James Cook, che arrivò in Antartide nel 1700 e a Roald Amundsen, il primo a raggiungere il Polo Sud nel 1911, viene anche a noi la voglia di vivere una grande avventura.

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