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Luoghi magici

Area 51

Sono atterrati?

Due buchi nel deserto americano, due territori dove pure i coyote hanno paura ad avvicinarsi, due luoghi dove le temperature diurne sono bollenti e dove nei cieli sopra di loro sono accadute cose misteriose, fenomeni strani.

Va ancora chiarito se delle astronavi aliene siano apparse tra lampi e polvere, se degli Ufo abbiano provato a comunicare con l’uomo, se dentro basi ultra protette o cittadine sperdute siano sepolti eccezionali segreti o tentati di nascosto degli arditi esperimenti.

Area 51 Sono atterrati?

Dentro l’Area 51

Dentro l’Area 51 Da fuori sembra soltanto un’enorme base militare

Da fuori sembra soltanto un’enorme base militare, che si trova a 150 km dalla scintillante Las Vegas, in pieno deserto del Nevada.

Molto sorvegliata nei suoi 26.000 kmq (in pratica la nostra Lombardia!) da un migliaio di uomini coi fucili d’assalto M-16 perennemente in mano, certo, in pratica impenetrabile.

Con delle piste di decollo e di atterraggio, che magari servono a far partire aerei sperimentali e ultrasonici da battaglia, alla Top Gun per intenderci. Con oggetti luminosi che finiscono di continuo nei potenti radar notturni. Con recinti di filo spinato, sensori sotterranei di movimento e pattugliamenti continui a bordo di Jeep Cherokee che ricordano i bestiali fuoristrada della Migra (la polizia di frontiera che sorveglia i clandestini al confine col Messico), a proteggere esercitazioni, addestramenti di equipaggi, dossier blindatissimi della Cia, voli prova degli aerei spia U2 usati in Russia durante la Guerra Fredda, manovre di Air Force o di altri aerei da ricognizione come il famoso Blackbird o come il velocissimo Aurora che pare sia in grado di compiere il giro completo della Terra in 4 ore massimo grazie a dei dispositivi speciali anti-gravità.

Sipario calato anche sugli esperimenti coi radar, coi droni, sui test nucleari o per quelle apparecchiature tecnologicamente già pronte per affrontare le sfide e le guerre (?) del futuro. O anche gli invasori di altri pianeti?? Ce lo diranno mai?

Tutto “absolutely restricted”.

Neppure una fotografia scattabile nella“no trespassing area”.

Per gli intrepidi rischi dichiarati in tutte le lingue del mondo: 1000 dollari di multa e 6 mesi di prigione.

Per gli intrepidi rischi dichiarati in tutte le lingue del mondo: 1000 dollari di multa e 6 mesi di prigione.

Ma la vera domanda è che cosa ci sia dentro.

Proprio là, nello spazio gigantesco che occupa il territorio tra la Death Valley e Lincoln County, il Groom Lake e le Jumbled Hills. Se è vero o meno che la isolata base si sviluppi misteriosamente addirittura per 90 piani sottoterra, e che – come sostengono degli ufologi – il governo statunitense protegga nelle viscere del deserto le prove dell’esistenza degli extraterrestri.

Alcuni scienziati disertori, forse scioccati dalle prove viste, forse impazziti alla ricerca di un miraggio, forse in cerca di notorietà, hanno parlato al mondo in modo chiaro: là sotto ci sono resti di vite aliene, di dischi volanti. L’hanno “toccata piano”: gli Ufo dentro l’Area 51!

Un tale di nome Robert Lazar, che aveva lavorato nella Base, dichiarò nel 1989 che in quel luogo si studiavano addirittura astronavi aliene per ricrearne la tecnologia a scopi militari. La frittata era fatta!

Uno strano turismo

E come spesso accade da una diceria nasce una specie di mito, altrimenti perché chiamare la pista sabbiosa e pietrosa che taglia questi luoghi col nome di Extraterrestrial Highway?

E come è normale che accada intorno all’Area 51 e alla cittadina di Rachel (scene che sembrano uscite dal film “Paris, Texas” di Wenders) si è sviluppato un fiorente turismo ufologico (!!), vi si danno appuntamento per parate, festival e appostamenti di ogni sorta una miriade di ufologi, curiosi, scienziati, persone bizzarre, lì convenute per osservare il cielo e diffondere le loro teorie sulla presenza di altri mondi, di altri esseri, di velivoli che non sono certo i jet velocissimi dell’esercito americano…

E come spesso accade da una diceria nasce una specie di mito, altrimenti perché chiamare la pista sabbiosa e pietrosa che taglia questi luoghi col nome di Extraterrestrial Highway?

Il mistero di Roswell

Un migliaio di km a sud ovest del Nevada e dei suoi segreti ecco un’altra area desertica, una di quelle cittadine anonime nella polvere, salite alla ribalta della storia e della fantascienza. Roswell, New Mexico, anno 1947, fattorie sperdute, silos, ranch, praterie interminabili, un’altra base militare vicina.

In una notte di tempesta di inizio luglio dei grandi e strani oggetti luminosi sembrano attraversare il cielo, se ne accorgono in pochi, semplici allevatori di bestiame, agricoltori che stanno a riposare sotto il portico della farm dopo una giornata di duro lavoro.

Quello che stupisce sono dei numerosi pezzi di metallo rinvenuti sul terreno il mattino dopo, per i militari dei resti di un pallone sonda usato per dei segretissimi test atomici, per gli impauriti abitanti locali della frazione di Corona le prove di una disintegrazione di un disco volante.

per gli impauriti abitanti locali della frazione di Corona le prove di una disintegrazione di un disco volante

Quello che fa venire dei dubbi è però l’atteggiamento dei soldati della base di Roswell: circondano e recintano l’area sospetta, nessuno può avvicinarsi, vedere, toccare, chiedere. Le voci corrono, si parla di resti di cadaveri dalle sembianze strane ritrovati tra le lamine metalliche.

Chi sono? Che ci facevano lì?

I militari ordinano addirittura delle bare, sembrano col loro atteggiamento voler celare qualcosa di indicibile. Anni dopo spunta addirittura il documentario-prova, un dottore con camice bianco che esamina il cadavere di un alieno. Immagine dubbiosa, sfocata, incerta, come i misteri che calano sulla notte vissuta negli spazi del New Mexico. In parte descritti e documentati nel locale museo dell’Ufo Research Center che continua ad attirare ogni anno 200.000 appassionati del tema… che poi fatalmente finiscono a sbranarsi un Big Mac nell’unico fast food americano a forma di astronave o a ritrarsi davanti ai graffiti e alle composizioni artistiche che ritraggono alieni in vari punti di Roswell.

i misteri che calano sulla notte vissuta negli spazi del New Mexico. In parte descritti e documentati nel locale museo dell’Ufo Research Center

L’anello di congiunzione

Ma se poi crediamo alla teoria cospirativa che i resti meccanici del velivolo disintegratosi nella tempesta sopra Roswell insieme ai resti umani dello sfortunato equipaggio siano stati trasportati proprio dentro la misteriosa Area 51 famosa fino ad allora solo per l’estrazione dell’argento e del piombo, ecco che qualche campanello d’allarme risuona, ecco che anche la coscienza più critica e razionale cede al fattore emotivo e alla storia forse improbabile, ma sicuramente affascinante, che tra la polvere del Nevada siano celate le prove degli Ufo. Se non ricordo male qualche episodio della serie di culto di “X-Files” parlava proprio di questo…

I nuovi dei

E allora nonostante le continue smentite della Nasa e del Pentagono è facile cadere nella tentazione di credere che la tenebrosa Area 51 sia in realtà un centro di contatto con le civiltà aliene. Forse non è un caso che un americano su cinque creda agli Ufo (che io penso siano solo delle scie luminose lasciate dagli aerei supersonici) e alla teoria che gli extraterrestri più o meno verdi, goffi, rugosi e cattivi, siano già tra di noi.

I greci cercavano l’oltre vita nell’Olimpo degli dei, gli americani o in senso lato gli uomini moderni la cercano forse nella prova di esistenze altre e aliene.

I greci cercavano l’oltre vita nell’Olimpo degli dei, gli americani o in senso lato gli uomini moderni la cercano forse nella prova di esistenze altre e aliene.

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