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La voce dei viaggiatori

Boa Vista mon amour

Da alcuni decenni sentiamo parlare di Capo Verde come luogo turistico rinomato.

Boa Vista mon amour

Questo arcipelago, sparso in pieno Oceano Atlantico e distante 500 km dalle coste del Senegal, mi ha spinto, per curiosità, a intraprendere un viaggio da quelle parti. Anche se, per la breve durata di una settimana di vacanza passata casualmente sull’isola di Boavista — poiché più che una scelta consapevole, studiata e supportata da informazioni approfondite, si è trattato di un pacchetto vacanza preso al volo a prezzo vantaggioso — mi sono trovato su questa isola.

Boavista, appunto, che a mio modo di vedere rappresenta la quintessenza della natura selvaggia e incontaminata, anche se gli esseri viventi che popolano l’isola, circa 12.000 abitanti più animali come capre, asini e uccelli, ne fanno parte e vivono in simbiosi con essa, adattandosi al ritmo del tempo, delle stagioni e di ciò che offre il territorio. Scoperta intorno al 1460 dai portoghesi che vi posero le basi, l’isola si dimostrò da subito aspra e poco fertile, in quanto non vi sono sorgenti di acqua. Venne comunque popolata da animali e pochi abitanti dediti alla pastorizia, che sfruttavano in prevalenza il periodo delle piogge per conservare l’acqua da utilizzare nei periodi di siccità.

L’isola è di origine vulcanica, è la più antica dell’arcipelago e si stima si sia formata 15 milioni di anni fa. È ormai geologicamente inattiva e restano solo tracce di rocce laviche o blocchi di basalto. Ciò che colpisce il turista è lo strabiliante contrasto della natura che si fonde in lunghe spiagge di sabbia finissima, orlate da un mare cristallino dalle sfumature verdi e blu, azzurre, che si mescolano e cambiano continuamente a seconda del vento e del flusso delle maree. All’interno vi sono vaste zone di bianco deserto con dune che in alcuni casi confluiscono sul mare, mentre qua e là vi sono zone aride intervallate da piantagioni di acacia e vegetazione simile alla savana, punteggiata da alberi e asini.

Oggi, grazie alla tecnologia, viene utilizzata l’acqua dissalata per alimentare la condotta dell’unica città, e rex, alcuni paesini e i moderni resort esistenti sull’isola. Il turismo ha avuto inizio intorno agli anni 80/90, con la costruzione dei primi resort, e si è sviluppato lungo una parte di costa in modo molto sobrio, essenziale e senza eccessi. Il classico luogo da frequentare quando si ha la necessità di staccare la spina, fuggire dallo stress e ritemprare il corpo e la mente.

Oltre che per gli amanti della storia, camminare tra i vicoli di certi paesini e della capitale Sal Rei

Anche se volendo, qualche locale da movida si trova. Oltre che per gli amanti della storia, camminare tra i vicoli di certi paesini e della capitale Sal Rei, sono tuttora evidenti le tracce di un passato coloniale, fatto di case basse, multicolori dalle tinte pastello, con balconcini a veranda e porticati in legno. Una gioia per gli occhi e per il senso estetico!

Pensando poi a certi momenti vissuti, tipo camminare sul crinale di una duna bianchissima, portato dal vento, oppure una lunga passeggiata lungo una spiaggia infinita tra sabbia, mare e vento intorno, oppure ancora dentro una grotta con vista mare con piccoli uccelli che sfrecciano in ogni direzione senza essere molestati.

Qui è la natura che parla! È il luogo dell’anima!

Roberto Riccardo B. viaggiatore da Peschiera Borromeo

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