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Brazil com Emocao / I grandi reportages

Brazil com Emocao: Rio che ti innamora

La scoperta e l’emozione

Quante cartoline ti regala la città più affascinante e scenografica del Brasile, questa specie di sensuale sirena tropicale… Un numero impressionante, di vedute, di spot visivi, di acquarelli realistici.

Io me lo immagino il navigatore Goncalves Coelho quando il 1 gennaio del 1502 con la sua caravella entra nella baia azzurra delle meraviglie, ampia ben 400 kmq, con oltre 130 isole, e guarda ad occhi spalancati le spiagge incantate, i tondeggianti picchi rocciosi, il verde della foresta tropicale, tutta quella natura grandiosa, quasi sfacciata nel suo splendore, che gli si para davanti. E Coelho battezza il luogo Fiume di gennaio perché gli sembrò di trovarsi alla foce di un fiume.

Brazil com Emocao: Rio che ti innamora La scoperta e l’emozione

Rio indubbiamente da sempre attira e cattura: esploratori, viaggiatori, turisti.

E’ una rivelazione che colpisce al cuore, è un’avventura che non finisce mai, anche quando dietro l’incanto si percepiscono il dolore, l’arretratezza e la miseria. Città di enormi contrasti (si racconta che le sue prime abitanti, le indigene tupì, fossero bellissime e nudissime e disponibilissime ma anche delle cannibali!) Rio si adora e si può anche maledire, ma non può mai lasciare indifferenti perché è un tale spettacolo del mondo, un tale inno alla bellezza e alla mescolanza, che in una vita intera bisogna passarci almeno una volta. Davanti a un paesaggio così infatti chiunque si può sentire sempre un re.

Panorami dall’alto

Mi sento di consigliare il primo sguardo sulla città dall’alto, dai suoi due morros conosciuti in tutto il mondo, il Pan di Zucchero e il Corcovado. Primo perché sono la meraviglia, secondo perché ci tira una piccola brezza che ti solleva dalle ondate di caldo umido e tropicale.

due morros conosciuti in tutto il mondo, il Pan di Zucchero e il Corcovado

Fanno mancare il fiato perché da quassù ammiri Rio a 360 gradi.

Ti senti leggero a guardarla, ad abbracciarla, a dominarla la città che avevi tanto sognato.

Nelle sue mille insenature, nelle sue mille sfumature.

Il blu del mare, il bianco e l’oro delle spiagge, tutte le tonalità del verde delle numerose specie di alberi, il granito scuro delle colline, i grattacieli e le ville sfavillanti, le favelas desolanti, la gioventù dorata, la gioventù disperata, donne e uomini tra i più belli del mondo, il sambodromo e il tempio mondiale del calcio, i locali notturni più sfrenati e le periferie più difficili.

Quante cose sono riunite in armonia in questo universo?

Quanto si mescolano a Rio come nel Brasile intero la ricchezza e la povertà, i vizi e le sofferenze, la natura più pura e la città insieme gigantesca, più luminosa e più dura, quella dove non mancano mai scippi, sparatorie e sequestri?

Siamo arrivati da sposini in un luogo che può essere Paradiso e Inferno, sicuramente in un mondo di realtà multiple e parallele. E ci sentiamo di dire dopo l’impatto molto urbano col Brasile di San Paolo che il vero Brasile della grande natura comincia qua.

Il Pan di Zucchero si raggiunge in cima ai suoi quasi 400 metri con un percorso in due tappe

Il Pan di Zucchero si raggiunge in cima ai suoi quasi 400 metri con un percorso in due tappe e sei minuti, prima con la vecchia teleferica in funzione dal 1912 e l’ultimo tratto grazie alla moderna funivia. Dalla vetta ecco un panorama incredibile di palme e colline lussureggianti, di baie spettacolari, onde placide, vele, palazzi e casupole, picchi morbidi che sono baciati dal sole e che a volte spuntano dalle nuvole in una visione ancora più fiabesca.

Ai piedi del Pan di Zucchero che nel dialetto tupi-guaranì significava “alta collina” si trovano la Baia di Guanabara e le famose spiagge di Botafogo e Flamengo, rese immortali dai nomi delle due grandi squadre di calcio locali che insieme ai club del Fluminense e al Vasco de Gama si sfidano in partite seguitissime nel tempio sportivo di tutti i brasiliani, lo stadio immenso del Maracanà.

Se lo guardi un po’ più a lungo del solito pare che ti fissi con lo stesso sorriso enigmatico di Buddha

Il Corcovado è altro un bel panettone verde, anche più alto, si trova infatti a 730 metri di altezza e ti aspetta col suo Cristo generoso e sorridente, dalle enormi braccia aperte. Ci sali col trenino dal Parco de Tijuca e quando arrivi là sotto senti quasi timore o tenerezza verso la grande statua di 30 metri che sembra proteggere e consolare la vibrante metropoli tropicale. Questo simbolo veglia su Rio da quasi 100 anni, è il Cristo più famoso del mondo, è stato infatti innalzato sopra il cielo di Rio nel 1931. Se lo guardi un po’ più a lungo del solito pare che ti fissi con lo stesso sorriso enigmatico di Buddha e come Buddha, ma a latitudini più latine e umide, ti regala una grande serenità.

Meno sereni sono i compratori delle case con vista sulle sue braccia benedicenti: solo per questo motivo costano un terzo di più delle altre.

Il Corcovado è altro un bel panettone verde, anche più alto, si trova infatti a 730 metri di altezza e ti aspetta col suo Cristo

Copacabana, Ipanema e le altre

Rio è la città delle spiagge metropolitane larghe e dorate, da godere tutto l’anno. Qui brilla un sole forte e cocente, da cui proteggersi, il mare presenta spesso delle onde lunghe, a volte anche pericolose, da rispettare quando si affrontano. Lo scenario è frequentato tutti i giorni dell’anno ma soprattutto nei nostri mesi invernali da giovani bellissimi che praticano sport e che mettono in mostra muscoli tirati a lucido e chiappe da collezione, da ammirare se si vuole.

La Rio sul mare è giovane, giovanile, tentatrice, sfacciata. Un vero tempio dell’edonismo.

La spiaggia più famosa e turistica è quella di Copacabana con la sua grande pavimentazione a onde bianche e nere della Avenida Atlantica che precede la morbida sabbia e poi il grande mare aperto.

Il suo nome non c’entra davvero niente con uno dei luoghi più simbolici di Rio: glielo diede un proprietario terriero originario dell’Alto Perù che fece edificare da queste parti una cappella in onore di Copacabana, santa patrona di uno sperduto villaggio boliviano sulle sponde del Titicaca, che ho avuto la sorte di visitare in un lunghissimo viaggio andino. La chiesetta sul mare di Rio neanche esiste più.

Le metti a confronto le due popolazioni e le due località e se pensi alle donne coperte da bombette e pesanti gonne da una parte e a quelle celate solo da qualche centimetro di stoffa dall’altra o se pensi alle solitudini e al freddo della Bolivia e ai quattro milioni di fan a petto nudo che affollarono la spiaggia per il concerto di Capodanno del 1994 di Rod Stewart, record di sempre, ti spunta un sorriso serafico come il Cristo del Corcovado ( https://www.youtube.com/shorts/XomovIYwpcw?feature=share).

La spiaggia più alla moda, stile Santa Monica in California, è probabilmente Ipanema

La spiaggia più alla moda, stile Santa Monica in California, è probabilmente Ipanema (il suo nome indio significa “acque pericolose”), la battigia della ragazza sensualmente dondolante della canzone, la spiaggia-passarella, dove tutti prima o poi vanno a finire e dove si distribuiscono ai turisti i volantini per i migliori rodizios e i più bollenti show notturni. O dove si vendono alcune paia delle circa 250 milioni di infradito Havaianas esportate in tutto il mondo !

La spiaggia più caratteristica per l’atmosfera, le balere di samba e le trattorie sul mare è invece la Barra de Tijuca, in un municipio modello sorvegliato da vigilantes, dove sembra di stare a Miami, mentre quella più solcata dalle tavole da surf e dai vip è quella di Leblon.

Su tutte e quattro le spiagge ma anche davanti alle rocce dei Due Fratelli della Praia Arpoador e davanti alle sfumature rossastre di Praia Vermelha proprio sotto il Pan di Zucchero scorrono le scene tipiche del Brasile ovvero i corpi scolpiti o sensuali in mostra, gli sportivi che passano ore a surfare, a correre, a fare ginnastica, a giocare a beach volley o a beach soccer con tocchi di mano o di piede che riescono per davvero solo ai ragazzi carioca. Sfilano in ogni dove bikini colorati a tinte fluo, tanga o meglio fili interdentali che spariscono nelle curve dei favolosi bum bum delle ragazze, fusti bianchi, neri o mulatti che fanno girare la testa alle turiste. Qua e là la magia di enormi castelli di sabbia.

Il meticciato, la mescolanza genetica, ha donato a questo paese la grande bellezza della sua gente.

Tutto sulle spiagge di Rio celebra in un certo senso la bellezza e si fa in funzione dell’apparenza

Tutto sulle spiagge di Rio celebra in un certo senso la bellezza e si fa in funzione dell’apparenza: il look, le passeggiate, le corse sul lungomare, gli sport più vari, gli allenamenti più duri, i palleggi funambolici con un pallone e i tuffi perfetti sul campo da beach volley di Copacabana, i costumi e le modelle a zonzo per Ipanema, le diete per stupire gli altri con la propria forma fisica, le abbronzature che durano un anno intero. Non esistono al mondo più cliniche di chirurgia estetica e centri fitness che a Rio.

Non mancano neppure i ristoranti salutisti che nascono come funghi accanto a quelli dove si celebra il rito del golosissimo spiedo di carne del churrasco (altrettanto prelibata la variante con crostacei e frutti di mare) o della ricca e pesante feijoada (il nutriente piatto speciale che è uno stufato di fagioli rossi e neri cotti con carne di manzo affumicato, salsicce, lardo e cotiche di maiale più riso e manioca: olè).

Tre gli indirizzi gastronomici indimenticabili in questo senso, tutti “colpevoli” di aver contributo ai miei primi evidenti chili presi subito dopo il matrimonio: “Porcao” a Ipanema è un paradiso di carni fumanti e gocciolanti, grasse e tenere, speziate e aromatizzate, cotte con maestria e servite con tagli artistici; “Marius” sulla spiaggia di Arpoador si visita per regalarsi un trionfo di gamberoni, crostacei, pesce e squisiti frutti di mare; la “Casa de Feijoada”, ancora nel cuore di Ipanema, è la meta giusta per gustare il celebre piatto di legumi e cotiche locali. Prima di scrivere questo articolo ho controllato su internet: esistono ancora tutti: e allora buon appetito, ma attenti alla bilancia!

il rito del golosissimo spiedo di carne del churrasco

Una simpatica alternativa sono le tapas di Rio, ovvero i petiscos, che si assaggiano nei botequins, bar, trattorie, chioschi e chioschetti sparsi un po’ ovunque.

Tornando a Copacabana, Ipanema e alle loro sorelle: è qui che si girano le trasmissioni radio e tv più seguite, si trovano i locali più cool e in design, le discoteche per divertirsi, piacersi e scatenarsi, i chioschi sul mare che offrono frullati strepitosi di frutta tropicale (papaya e mango, maracuja e avocados, ananas e banane) e pinacoladas, caipirinhas o batidas de coco.

Passeggiamo per Ipanema di domenica, giorno del famoso mercatino hippy dove trovare oggetti in cuoio, quadri naif, gioielli etnici e strumenti musicali di tutti i tipi.

Purtroppo il mare davanti alla metropoli non è proprio pulito ma la vista che regala vale da sola il viaggio, specie tra albe e tramonti, quando le spiagge si svegliano o si riposano nella luce più bella, quella amata dai turisti, dai ragazzi di Rio come dagli innamorati.

Purtroppo il mare davanti alla metropoli non è proprio pulito ma la vista che regala vale da sola il viaggio

L’inno alle spiagge del Brasile sono senz’altro i versi di “Garota de Ipanema”, scritti da Vinicio de Moraes: “Guarda che cosa bella, piena di grazia, è lei, la ragazza che sta passando, dondolandosi dolcemente verso il mare…” e ancora“Ah, lei sapesse, che quando passa il mondo sorride… e diventa più bello per colpa dell’amore”. E’ un disco immortale, che fa stare bene e rilassati dalla prima nota, dall’attacco.

Parole dolci che potrebbero essere dedicate pure alla statua della dea-sirena che guarda il mare di Ipanema, Yemanjà. O che potrebbero rappresentare il verbo delle onde, sulla pavimentazione iconica di Copacabana.

la dea-sirena che guarda il mare di Ipanema, Yemanjà. O che potrebbero rappresentare il verbo delle onde

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