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Brazil com Emocao / I grandi reportages

Brazil com Emocao: Rio e Bahia in Musica

Rio in Musica

E poteva mancare una grandissima tradizione musicale nella città meravigliosa? Che solo a guardarla dai suoi morros, dalle sue praias, dalle sue avenidas e dalle sue favelas ispira diversi sentimenti e diversi sound? Che fa pensare da sempre a un frullato etnico, a un crocevia di razze e culture e quindi anche di ritmi e melodie musicali destinate a mescolarsi come in un laboratorio artistico senza confini?

E poteva mancare una grandissima tradizione musicale nella città meravigliosa?

Culto del proprio paese e della propria città, note insieme dolci, nostalgiche, malinconiche oppure più scatenate, brillanti, divertenti… Una certa tendenza a raccontare tutto il Brasile, i suoi volti di tutti i colori, i suoi popoli indigeni, la bellezza della terra come delle donne, un rifugio volontario nella dimensione più autentica della natura e del mito, un’esplosione anche qui di cuore e folklore: la samba, la bossanova e la corrente del tropicalismo in fondo ricordano e celebrano tutto questo.

La bossanova dolcissima

Uno dei grandi della musica di Rio è stato senz’altro Antonio Carlos Jobim (vedi ritratto in basso a sinistra preso da wikipedia) che si è sempre definito ispirato dalle foreste, dagli uccelli, dalle onde e dalle spiagge tanto da affermare che senza l’incanto del paesaggio di Rio le sue canzoni con echi africani e latini non sarebbero mai nate e neppure le sue storiche collaborazioni con Frank Sinatra.

Uno dei grandi della musica di Rio è stato senz’altro Antonio Carlos Jobim

Vinicius de Moraes che scrisse le parole semplici e indimenticabili di “Garota de Ipanema” sulla lirica delicata di Jobim forse era addirittura di più un poeta che un cantante. Il duo (ritratto qui sopra a destra in una foto presa da wikipedia) ci ha lasciato altre tracce memorabili come “Aguas de Marco”, tutti capisaldi della bossanova, un sound intimista, timido e raffinato, nato sulle spiagge di Ipanema e Copacabana. Vale la pena di riascoltarle queste magiche canzoni:

https://youtu.be/AWxyzVbiT98?si=r0GNYVy0uYes8lyy, “The girl of Ipanema”, con Stan Getz, registrata e interpretata “soltanto” da altri 440 artisti nella sua storia.

https://youtu.be/aKvwnHiJSdk?si=1ZyL7vawaZCrm8BI, “Aguas de Marco”, con Elis Regina

Joao Gilberto, definito abile nel toccare la chitarra come Pelè toccava il pallone, autore dell’altro capolavoro “Desafinado” (https://youtu.be/W-DKtzy-07Y?si=Zl2IoWoRmwDH3yzH) si può collocare senz’altro anche lui alle origini della bossanova, quel genere sensuale e a tratti triste di musica che ti va di ascoltare quando sei solo coi tuoi pensieri, a ricordare qualcosa, a trovare un’ispirazione o a bere un drink davanti al tramonto. Altro manifesto indimenticabile della bossanova la sua versione di “Chega da Saudade”: https://youtu.be/yUuJrpP0Mak?si=hNab8_3uhhMUW5IN che sembra esibire una tranquillità zen. La bossanova grazie a questo trio eccelso di artisti è rimasta nella storia della musica sudamericana e mondiale come un sospiro, un racconto sottovoce, un tentativo di introspezione che ricorda il grande jazz americano, per esempio quello di Chet Baker.

La bossanova grazie a questo trio eccelso di artisti è rimasta nella storia della musica sudamericana e mondiale

Viva Samba

Viva Samba

https://youtu.be/hg0XftC43Zo?si=x-CsNNxkqgHxztx4, “Mas que Nada” di Jorge Ben

La bossanova è l’altro volto della samba, della follia, della musica carnevalesca, di quella magia che partendo dalle classi più umili e unendo in modo speciale tamburi africani e malinconiche melodie portoghesi fa ballare tutto il mondo per quanto risulta divertente, esplosiva e solare. Una cosa fenomenale la musica samba: testi malinconici e a volte perfino tristi, trascinati nel vortice di un ritmo incredibile, quindi una specie di tristezza sensuale e felice che celebra il primato del corpo e dello spirito… può accadere solo in Brasile!

Fra i massimi esponenti di sempre di questo liberatorio e sfrontato simbolo di vita, di questa rivendicazione della natura e del sesso oscurati dalla morale cattolica dei conquistadores, di questa impressionante sequela di costumi, tamburi e batterie, di alasepassistas (ruoli ed eroi definiti e precisi in ogni corteo delle scuole), di giganti scenografie ispirate al mondo animale e vegetale che ricordano con forza le radici afro-brasiliane ecco un altro cantante-icona, Tom Jobim, la prima raffinata star Carmen Miranda, poi imitata da Clara Nunes e dall’uragano Elis Regina, gli antesignani Paulinho da Viola e Martinho da Vila, il Chico Barque sopraffino di “Construcao”, l’eclettico performer e percussionista bahiano Carlinhos Brown di “Omelete”, capace come pochi altri di far sfociare la samba nel rap, e ovviamente tante altre regine di una notte o di un Carnevale, piene di piume e coperte di niente, salite e scese dai carri di Rio ( https://youtu.be/bRi6D0IdN0s?si=lGlfZwSNNc_i5gBF)

Il genere di Bahia

Poi arriva il tempo della grande generazione dei cantautori che senza far torto a nessuno possiamo riassumere citando Gilberto Gil, Caetano Veloso

Poi arriva il tempo della grande generazione dei cantautori che senza far torto a nessuno possiamo riassumere citando Gilberto Gil, Caetano Veloso, Maria Betanha, Elis Regina e Gal Costa, i cosiddetti tropicalisti, molto più legati stavolta al mondo africano di Salvador de Bahia.

Le tematiche del Tropicalismo diventano più sociali e politiche, ai toni dolci della saudade si alternano quelli più aggressivi, ironici e di denuncia contro il regime militare colpevole di torture, sparizioni ed esili come nella vicina Argentina. I militari si insediarono in Brasile a metà degli anni ’60, con un colpo di stato permesso dalla inflazione gigantesca e dal debito pubblico spaventoso accumulati nei decenni precedenti dal Brasile, e i cantanti tropicalisti risposero con musica di chitarre elettriche e voci ribelli, battendosi invece per il pluralismo e la democrazia, nella vita come nell’arte.

Le tematiche del Tropicalismo diventano più sociali e politiche, ai toni dolci della saudade

Veloso, l’intellettuale, il filosofo, l’autore di “Alegrìa, alegrìa”, “Soy loco por ti, America” e “Proibido proibir” e compagni sicuramente risentono anche degli esempi del rock americano e del pop inglese anni 60’ e ’70, quello dei Beatles, dei Pink Floyd, dei Doors, di Jimi Hendrix e di Bob Dylan.

In particolare il Veloso di “Tropicalia” segna questa stagione della musica brasiliana, col suo stile carismatico e allo stesso tempo umile. Le sue canzoni sono una forma di dialogo, di catarsi.

https://youtu.be/WL8l8olaMmI?si=8ADPAE7_AO90Ha-4, “Alegrìa, alegrìa”

https://youtu.be/DRXfWIr5sSE?si=W3xerYKekim1DB5V, “Soy loco por ti America”

https://youtu.be/WwfwRULbSA8?si=OBEYkRTrsnvZgd6k, “Tropicalia”

https://youtu.be/7hYxfP5q5og?si=CY6Zni6s6mrnBTmL, “Proibido, proibir”

Gilberto Gil era l’altra metà della mela, il musicista più istintivo e creativo del tropicalismo, probabilmente il talento più versatile, quello capace di trasportare la corrente bahiana nelle contaminazioni della world music, del jazz e del pop, del reggae e del caribe. Le sue canzoni restano nel cuore come inni pacifisti e spirituali.

Gilberto Gil era l’altra metà della mela, il musicista più istintivo e creativo del tropicalismo

https://youtu.be/XgQLOSpG4EM?si=PXFUkUk9MnF6Z6z_ , “Toda menina bahiana”

https://www.youtube.com/watch?v=cH65dRyJ_Ys “Andar con Fe”

Veloso e Gil (vedi ritratto qui sotto preso da wikipedia) vennero definiti agitatori culturali indesiderati dal regime e costretti a un esilio a Londra di quasi cinque anni.

Ma il seme era stato ormai piantato e non solo nella musica, ma anche nella pittura, nella scultura e nella letteratura.

Moderna mescolanza

Dopo l’intensa stagione del Tropicalismo il Brasile ha continuato a scoprire artisti e generi: Milton Nascimento nel povero stato del Minas Geiras (epica la sua versione di O que serà con Chico Barque: https://youtu.be/lkRe-6evscY?si=CeiZNQ4NWBFy2ug).

E ancora Bahia con gli scatenati complessini a bordo dei Trio Electricos, i camion-palcoscenico capaci di sconvolgere di allegria le notti del quartiere coloniale e colorato del Pelourinho, sempre Bahia con Daniela Mercury con le sonorità Axe, e poi la Lambada proveniente dall’Amazzonia di Belèm, il cantautore Toquinho, le rock band più dure provenienti da San Paolo e l’ultimo fenomeno uscito da Rio ma anche da Bahia e San Paolo, come a riunire la musica brasiliana in una trinità, ovvero i Tribalistas di “Jà sei namorar”, cantata in modo sublime da Marisa Monte, famosa anche per il celebre album “Portas”, qui con un gruppo fresco e ispirato, i degni eredi di Veloso e Gil, capaci di aggiungere alle tradizioni musicali locali elementi di flamenco, reggae, funny, soul e ritmi africani…

Come dire, il massimo della mescolanza, del sincretismo culturale e del meticciato e il meticciato è sicuramente l’essenza primaria di questo straordinario continente brasiliano. Lo abbiamo in qualche modo imparato proprio grazie alla musica ma anche dalla cascata di telenovelas prodotte in un centinaio d’anni da Rede Globo, una delle grandi più industrie di Rio.

il massimo della mescolanza, del sincretismo culturale e del meticciato

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