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Brazil com Emocao / I grandi reportages

Brazil com Emocao: San Paolo che ti inghiotte

La selva di cemento, il mare di luci

La fine non la vedi, non la distingui.

Se atterri o riparti in aereo da San Paolo il primo spettacolo che appare e che dura una ventina di minuti sotto di te è quello di una selva di cemento e di una pioggia di luci.

Brazil com Emocao: San Paolo che ti inghiotte

L’interminabile nastro d’asfalto dell’Avenida Paulista, nata per farci sorgere le ville e i palazzi dei magnati del caffè nella seconda metà dell’ottocento e oggi diventata la Wall Street dell’America Latina con le sue numerose sedi di banche, multinazionali, società finanziare, agenzie pubblicitarie, case editrici. La città tentacolare e grigia, che probabilmente non riesce a stare più dietro neppure a un piano regolatore tante sono le strade, gli svincoli, i caseggiati che nascono e muoiono, che si sovrappongono, che arrivano a occupare territori nuovi. Le luci scintillanti dei grattacieli e quelle fioche delle favelas. Le superstrade a dieci corsie dove le industrie automobilistiche vomitano almeno centomila auto nuove ogni anno e i quartieri provvisori colpiti solo da povertà e violenza. Le luci della notte infine, la vibrante, sudata, divertente notte paulista, che vive di arte, eventi e cucina gourmet.

San Paolo ai tempi del mio viaggio di nozze (una ventina di anni fa) contava 8 milioni di abitanti

Numeri che fanno paura

San Paolo ai tempi del mio viaggio di nozze (una ventina di anni fa) contava 8 milioni di abitanti, oggi è già arrivata a 12 e il conteggio è destinato a salire perché come nel caso di Città del Messico l’area metropolitana si è allargata a dismisura, ha inglobato circa 500 quartieri e sobborghi e questo luogo che nella mia memoria era già caotico e assurdo sempre di più ha esercitato su tanti poveracci brasiliani del Nord Est o del Sertao la funzione pericolosa e ambigua di una gigantesca calamita: tutti ammucchiati qui, per cercare fortuna, lavoro, futuro.

San Paolo non è per niente benedetta dallo stesso paesaggio di Rio, non ha le stesse spiagge, le stesse colline scenografiche, le stesse scuole di samba, lo stesso folklore, il suo sole è spesso offuscato da un inquinamento perenne, il suo fiume puzza e raccoglie gli scarichi di condomini, industrie e favelas, ma tanti brasiliani vogliono venire a vivere solo qui, perché qui pensano di avere la loro occasione.

Rio stravince il confronto sulla bellezza, ma San Paolo domina in quello economico.

l’area metropolitana si è allargata a dismisura, ha inglobato circa 500 quartieri e sobborghi

Del resto San Paolo può esibire cifre impressionanti: rappresenta con le sue attività il 45% del pil del gigantesco paese, il 60% dei suoi consumi, il 55% della produzione industriale (dalle auto all’alimentare, dal settore tessile a quello chimico ed elettronico), una fabbrica su due in Brasile nasce qui, due giornali su tre anche, 16 delle prime 20 banche del paese hanno la loro sede nella City paulista e così proliferano per queste arterie ormai giunte al collasso per il traffico le migliaia di agenzie pubblicitarie, quelle legate al mondo della comunicazione e dello spettacolo. Ogni anno ecco costruzioni, energie e sfide nuove, ecco aggiungersi un centro commerciale che si inghiotte un intero isolato, un ponte che collega nuovi viadotti, un centro congressi o un polo museale che contribuiscono a ingrandire la capitale del business e dell’arte del Sudamerica.

Nel Triangulo

la gioventù dorata paulista: bianca, ricca, straricca, uomini d’affari, modelle stratosferiche, macchinone, vizi e conti a tanti zeri

Tra i freddi grattacieli della metropoli, nella sua selva di cemento anonimo e verticale, sotto l’ombra delle torri residenziali di Niemeyer dalle forme fluide e metalliche (la Montreal, la Copan, condomini di lusso protetti da guardie armate) spuntano comunque tantissimi negozi, alberghi e ristoranti di lusso, roof garden panoramici (?) destinati ai cocktails bar più prestigiosi, teatri, cinema e locali notturni con ogni tipo di attrazione e divertimento, quelli cercati dalla gioventù dorata paulista: bianca, ricca, straricca, uomini d’affari, modelle stratosferiche, macchinone, vizi e conti a tanti zeri.

La calamita attrae e richiama tanta gente anche per questo suo enorme potere seduttivo, perché al delirio si accompagnano le emozioni, perché in mezzo alla follia c’è uno spazio evidente anche per l’estetica, per il design, per la moda, per le arti plastiche, per le grandi produzioni teatrali e musicali.

Puntando in qualche modo e con qualche ora di traffico al cosiddetto Centro, quello chiamato Triangulo perché delimitato dalle Ruas Direita-Sao Bento e Quinze de Novembre si incontrano anche le rare vestigia coloniali della città, l’enorme Cattedrale da Sé in stile neogotico, il Patio del Colegio gesuita, la Casa do Bandeirante che è una perfetta ricostruzione degli ambienti dove vivevano gli avventurieri che andavano in cerca di schiavi e oro all’interno del paese, e poi la storica Borsa, i principali Cinema, il glorioso Teatro Municipal che ha forgiato artisti come Caetano Veloso, Chico Barque e Gilberto e quella serie di prestigiosi Musei di Arte Paulista, Moderna e Contemporanea che tra opere, mostre, giardini di sculture ed esposizioni moderniste hanno fatto di San Paolo la culla e il principale palcoscenico delle avanguardie artistiche latinoamericane.

Altri due musei da non perdere, poiché rappresentano l’enorme e variegato volto etnico del continente brasiliano, sono quelli di Archeologia e Etnologia, ubicati vicino a un grande parco.

Dalle preghiere dei gesuiti all’immensa fortuna del Caffè

la sua storia è cambiata soltanto grazie al caffè, ai raccolti, commerci e industrie di caffè

Brevi cenni storici: San Paolo è stata fondata nel 1554 da Padre Anchieta, un gesuita che voleva convertire gli indios tra l’altopiano minerario di 800 metri nel quale si trova ancora oggi e le spiagge della vicina Santos, la cittadina passata alla storia per aver ospitato le gesta calcistiche di Pelè. Per tre secoli ha vissuto dormicchiando, tra preghiere nelle chiese, lezioni nelle scuole e nelle missioni e lavori nei campi e la sua storia è cambiata soltanto grazie al caffè, ai raccolti, commerci e industrie di caffè.

I fazendeiros diventati ricchi da metà ‘800 in poi si stabilirono con le loro residenze e i loro traffici in città, la fecero prosperare e crescere al punto che da più paesi lontani se ne avvertì l’eco e arrivarono tante ondate di immigrati, ognuna dedita a un particolare settore produttivo: gli italiani ovviamente in quello gastronomico, i giapponesi in quello alimentare (a San Paolo pizza, agrumi e soia sono quasi diffuse più che in Italia e Giappone!), i portoghesi pronti a gestire forni, bar e caffè, i tedeschi a occuparsi di industrie e commerci, i mediorientali a creare con grande abilità l’importante industria tessile, gli ebrei ad aprire le prime grandi banche.

Cucina e notti al top

si possono compiere i migliori tour di gastronomia gourmet mondiale, specie nei distretti di Jardins e Itaim Bibi

Chiaramente ogni popolo ha portato a San Paolo la sua cultura, i suoi costumi, la sua positiva contaminazione. Pochi lo sanno ma probabilmente in questa gigantesca città si possono compiere i migliori tour di gastronomia gourmet mondiale, specie nei distretti di Jardins e Itaim Bibi, così simili al Greenwich Village di New York o al Quartiere Latino di Parigi, o a Bexiga, il quartiere pieno di cantine e botteghe alimentari dove hanno sempre vissuto le comunità italiane.

Per la notte ci si trasferisce poi nei locali (Beco, Catedral do Samba) e nei bar di Vila Olimpia e di Vila Magdalena

Per la notte ci si trasferisce poi nei locali (Beco, Catedral do Samba) e nei bar di Vila Olimpia e di Vila Magdalena, ad ascoltare e ballare musica afro e latina, a farsi belli, a farsi vedere.

E ogni giorno i contrasti

San Paolo è tutto questo e anche qualcosa in più, un mostro come il D.F di Mexico City, una città problematica, frenetica, lussuosa e povera insieme, piena di vita, di cultura e allo stesso tempo consumata, disgraziata, inquinata, caratterizzata eternamente dai suoi contrasti: i venditori ambulanti che ai semafori ti offrono mazzi di fiori e unti panini e gli yuppies che frequentano solo la Borsa e i locali per vip, le favelas lacerate e le ville esagerate, con giardini e piscine protette da altissimi muri, i grattacieli e poco distanti le baracche, le sfilate di modelle e quelle degli operai che scioperano, l’arte moderna dei musei e quella di strada dei graffiti, le feste private e blindate e quelle di strada organizzate da volenterose e solidali comunità brasiliane o etniche che tra street food e street band trovano i fondi per riparare le loro scuole, le loro chiese. Per andare avanti.

La San Paolo degli artisti e degli scippatori, degli eroi sportivi indimenticati e indimenticabili come Ayrton Senna e quella dei carcerati più dimenticati e trattati peggio nel mondo, come nel famigerato istituto di pena di Carandiru, chiuso finalmente nel 2002 dopo anni di omicidi e vergogne ad opera della Policia Militar.

La San Paolo degli artisti e degli scippatori, degli eroi sportivi indimenticati e indimenticabili come Ayrton Senna

La San Paolo dei sogni e delle cadute, forse non una tappa da viaggio di nozze ma di sicuro un pezzo vibrante di vita da cogliere come e quanto si può.

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