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Il grillo Racconta / Metropolis

Bruxelles tra Europa e tradizioni

Il cuore della città

Bruxelles tra Europa e tradizioni

Mi prendo un paio di birre nella Grand Place.

Arrivano una a poca distanza dall’altra, una bionda e una rossa, e non sono bellezze fiamminghe o vallone, ovvero di “ceppo” olandese e francese, ma sono due capolavori di gusto, schiuma, aroma, che ricordano tradizioni, campi di luppolo e storiche abbazie.

Vanno giù allegre le birre nella Grand Place.

Me le godo seduto al tavolino di un bistrot di questa magica piazza che di notte svela il suo volto più accogliente, cosmopolita e gentile, con tanti giovani di tante razze, lingue e fedi diverse che si riuniscono qui, per passeggiare e conversare sotto la luna o sotto l’elegante galleria coperta per sentirsi – forse più che altrove – veramente cittadini europei.

Vanno giù allegre le birre nella Grand Place

Arriva un piatto enorme di patate fritte e cozze nella Grand Place.

Si è proprio lui, il Moules-Frites, il famoso spuntino nazionale belga, che alla birra e alle chiacchiere allegre si accompagna benissimo. I momenti sociali vissuti in questo grande quadrilatero di 110 x 68 metri sono semplicemente perfetti, l’aria estiva è dolce, la luce morbida dei lampioni illumina i pinnacoli artistici delle chiese, le forme gotiche delle vecchie case, come quella dove era vissuto lo scrittore francese Victor Hugo. O come il magnifico Hotel de Ville, con i suoi interni preziosi di statue e arazzi. O come la Maison du Roi, con la torre panoramica. O come la Casa delle Corporazioni che fa immaginare i tempi dei mercanti, vera anima della crescita e della ricchezza del Belgio.

Torno di giorno alla Grand Place.

A entrare dentro le case storiche, a visitare ovviamente il Museo della birra, la gloria nazionale dei belgi. A entrare discreto nelle chiese di Notre Dame, Santa Caterina e San Giovanni Battista, tutte situate a pochi passi dalla piazza centrale di Bruxelles. A curiosare tra le botteghe artigiane di Rue des Bouchers, piena di negozietti tipici e locali alla moda. A cercare una bancarella di fumetti per comprarmi un numero di Tin Tin in lingua originale.

Torno di giorno alla Grand Place.
 i lampadari antichi, i grandi specchi antichi e anche i dehors dal sapore un po’ vintage.

A gustarmi un piatto di praline al cioccolato in una delle attraenti pasticcerie del centro. A godermi la vista dal Cafe de la Place, o il mercato dei fiori e la domenica anche quello degli uccelli. A pranzare col pesce delle Fiandre o con la selvaggina della Vallonia e con gli immancabili cavolini in un bistrot di quelli antichi, con le vetrate antiche, i lampadari antichi, i grandi specchi antichi e anche i dehors dal sapore un po’ vintage.

con la selvaggina della Vallonia e con gli immancabili cavolini in un bistrot di quelli antichi

E ovviamente a fotografare il bambino col pisellino più famoso del mondo, visto che la fontana con la statua del Mannenkepiss si trova tra la Rue de l’Etuve e la Rue du Chene, in pratica sempre a ridosso della Grand Place.

A dire il vero a Bruxelles ci sono anche le statue di una bambina e di un cagnolino che fanno pipì ma l’icona della città è sicuramente la statua del bambino che mi ha sempre incuriosito perché fin da piccolo l’ho visto sulla libreria di casa essendo un souvenir del viaggio di nozze in Francia, Olanda e Belgio dei miei genitori.

Gli abitanti di Bruxelles affermano che il bambino che fa pipì per strada è un simbolo di libertà, indipendenza e irriverenza e lo vestono a festa in molte occasioni.

Mi piace questa spiegazione: rappresenta il grande orgoglio di un piccolo paese, probabilmente.

Gli abitanti di Bruxelles affermano che il bambino che fa pipì per strada è un simbolo di libertà, indipendenza e irriverenza e lo vestono a festa in molte occasioni.

Il cuore dell’Europa

Anche Bruxelles in fondo è una città piccola, quasi una capitale di provincia, quieta, pulita, con una vita notturna relativa, niente a che vedere con quelle delle vicine Amsterdam e Parigi per esempio.

Ma la sua dimensione ridotta, il fatto che rappresenti uno stato poco ingombrante, l’ha comunque catapultata al centro della geopolitica e della finanza occidentale ed europea, trovandosi a Bruxelles sia la sede europea della Nato che varie e importanti istituzioni della politica europea, come il Parlamento, il Consiglio e la Commissione. Quindi è una città dove li avverti questi contrasti tra vita provinciale e ambiente internazionale, del resto è stata anche capace di trasformarsi nei secoli da borgo mercantile a metropoli finanziaria e appunto cosmopolita.

Le vie del centro sono senz’altro sempre piene di giovani, di studenti, di famiglie, ma appena ti sposti nei sobborghi dei ricchi, fatti di villette con giardino e circoli privati, appena ti avvicini ai palazzi del potere o fissi certi arrivi o certe macchine in aeroporto, la percepisci anzi la intravedi benissimo la vasta fauna di politici, diplomatici, giornalisti, delegazioni, conferenzieri, banchieri etc etc…

Vengono dei pensieri al riguardo…

Se la meritano tutti questa agiatezza? Di vivere comodamente in questo bel salotto d’Europa?

Ci sanno rappresentare? Spendono bene i nostri soldi?

Difendono bene la dignità del nostro vecchio continente?

Lo sapranno far rimanere in pace?

Il cuore dell’Europa

I cartelloni pubblicitari che ho visto qui solo a Ginevra sono simili: orologi e abiti e auto di lusso, non di certo le offerte dei supermercati come da noi…

Sui boulevard della città moderna sfrecciano tante auto blu, molti teatri e ristoranti di lusso sono frequentati da “quelli del Parlamento”…

Nei grattacieli di vetro vivono e lavorano loro e questi palazzi a Bruxelles crescono di giorno in giorno, come le spese degli affitti o i conti dei ristoranti migliori…

Ma lasciamo la politica e guardiamo alla scienza, al progresso, al futuro: questa città ha un cuore antico ma un destino moderno, è ricca, evoluta, si gode un incredibile numero di musei, tutti di grandissima qualità, che spaziano dall’arte antica a quella moderna, alla storia di ogni paese e di ogni epoca, alle scienze naturali, alle gallerie di quadri della scuola fiamminga e di quella vallone.

Più lontane, più nascoste, più critiche le periferie. Non ai livelli dele banlieu parigine che ogni tanto vanno a fuoco ma i problemi ci sono pure qui, perché non è che a Saint Gilles o a Schaerbeek gli immigrati di origine turca o nordafricana se la passino benissimo. Con tanta opulenza a due passi a volte la rabbia degli esclusi diventa un problema non trascurabile.

Meglio godersi l’ultima vista di Bruxelles a spasso nel verde parco Laeken o sotto la struttura imponente dell’Atomium, che rappresenta con tubi e sfere di acciaio i 9 atomi di un cristallo di ferro. Costruita per l’Expo del 1958 è una costruzione unica nella storia dell’architettura mondiale, ospita mostre, permette pranzi e panorami a 100 metri di altezza e fa capire una volta di più come questa piccola città sia stata capace di guadagnarsi la ribalta mediatica nel mondo.

la struttura imponente dell’Atomium, che rappresenta con tubi e sfere di acciaio i 9 atomi
un incredibile numero di musei, tutti di grandissima qualità, che spaziano dall’arte antica a quella moderna

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