Arrivai a Budapest in una mattina di sole, quando la città si stava ancora svegliando e il Danubio rifletteva il cielo con una calma che sembrava irreale.

Dal finestrino del taxi vidi sfilare davanti a me ponti eleganti e palazzi imponenti: subito capii che questa non era una città qualunque, ma un luogo che aveva tanto da raccontare. Il mio albergo si trovava a Pest, vicino al Parlamento. Appena uscita, mi fermai a guardarlo: bianco, maestoso, con le sue guglie gotiche che puntavano dritte verso il cielo, come se volessero toccarlo.
Passeggiare lungo il fiume fu il mio primo vero incontro con la città: da una parte Pest, moderna e vivace, dall’altra Buda, con le colline verdi e il Castello che sembrava un guardiano silenzioso. Attraversare il Ponte delle Catene mi diede la sensazione di varcare una soglia: bastarono pochi passi e mi trovai immersa in un’atmosfera diversa, più raccolta e nobile.

Salendo alla Collina di Buda, con la funicolare che arrancava lenta, mi fermai più volte a guardare indietro. Dall’alto, la vista era un mosaico perfetto: il Danubio blu intenso, i tetti rossi, i ponti che collegavano le due anime della città. Il Bastione dei Pescatori sembrava uscito da una fiaba, con le sue torri candide e i balconi che offrivano panorami infiniti. Rimasi lì a lungo, lasciando che la brezza mi portasse l’odore del fiume.
La sera, Budapest cambiò volto. Pest si accese di luci, i caffè all’aperto si riempirono di musica e risate, e io mi ritrovai a camminare tra locali ricavati da vecchi edifici abbandonati, i famosi ruin pubs. Le pareti scrostate, piene di graffiti e oggetti vintage appesi qua e là, raccontavano una storia di rinascita. Un bicchiere di vino Tokaji in mano e il brusio intorno: fu così che scoprii il lato più bohémien della città.

Il giorno dopo decisi di concedermi un’esperienza tipicamente ungherese: i bagni termali. Scegliere le terme di Széchenyi fu naturale, con quelle piscine esterne monumentali, dove l’acqua calda contrastava con l’aria fresca del mattino.
Giocare a scacchi dentro una vasca fumante, tra anziani signori che sembravano personaggi di un film, fu un’immagine che porterò sempre con me. Prima di partire, volli vivere un’ultima passeggiata sul Danubio al tramonto. Le luci si accesero una dopo l’altra, il Parlamento divenne dorato, e i battelli scorrevano lenti sotto i ponti illuminati.

Budapest mi aveva mostrato le sue due anime, opposte e complementari, e io mi sentivo un po’ parte di entrambe.
Era arrivato il momento di salutarla, ma avevo la certezza che, come accade con le città speciali, sarei tornata.

Luisa F. viaggiatrice da Lucca
Offerte e prezzi
SCRIVI ANCHE TU IL TUO RACCONTO DI VIAGGIO
I racconti più belli, scelti tra quelli arrivati, saranno pubblicati su ilgrilloviaggiante.it e riceveranno un premio in Sesterzi.
Per inviare il tuo racconto vai su Enjoy E-vado.it e partecipa al Contest “La voce dei Viaggiatori”, entra con le tue credenziali Caesar Tour, vota il racconto per te più bello oppure invia il tuo premendo il bottone “Clicca qui per inviare il tuo racconto”. In alternativa puoi anche entrare nella tua Area riservata Caesar Tour.
Non hai le credenziali?
Registrati su Caesar Tour iniziando da qua.


Non ci sono Commenti