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Il grillo Racconta

Chefchaouen: la perla blu del Marocco

A volte ci chiediamo quale potrebbe essere una meta fuori dai canoni più consueti per vivere l’esperienza di una realtà con particolari caratteristiche che la rendono unica o difficilmente eguagliabile. Fra le varie opzioni ce n’è una che sicuramente non sbaglia, che avvolge e incanta nei suoi spazi celesti. Vi porto in Marocco e usciamo dalle mete più classiche del paese, andiamo a conoscere Chefchaouen altrettanto meritevole di mostrarsi in tutta la sua bellezza. Partiamo quindi alla scoperta di questo gioiellino fra le montagne battezzato “la città blu”.

Partiamo quindi alla scoperta di questo gioiellino fra le montagne battezzato “la città blu”.

In riferimento alla forma delle cime della catena montuosa del Rif che la circondano il nome Chefchaouen significa “guarda le corna”. Il paesaggio non è impreziosito solo dalle vette circostanti ma anche da valli lussureggianti che danno vita ad un grande scenario. Questa realtà di circa 46.000 abitanti nel nord-ovest del Marocco si è sviluppata con l’influenza dalla cultura berbera, araba, ebraica ed andalusa.

Il clima è mediterraneo con estati secche e calde alternate da inverni piovosi e freschi. La primavera e l’autunno sono caratterizzati da precipitazioni di intensità intermedia rispetto alle altre due stagioni. Ad un’altitudine di circa 600 metri, le estati di Chefchaouen non raggiungono temperature estreme con punte intorno ai 32°-35° in luglio ed agosto. Il vento si concentra principalmente fra il tardo inverno e l’inizio della primavera. Durante l’inverno e l’inizio della primavera la nebbia può formarsi all’inizio del mattino e di sera.

Le lingue ufficiali sono l’arabo classico ed il berbero, più precisamente il Tamazight. L’arabo marocchino è noto come Darija. L’idioma straniero più parlato in Marocco è il francese seguito dallo spagnolo nel nord del paese. L’inglese è in crescita nel settore turistico e fra i giovani.

Sapevate che in passato il Marocco è stato diviso in protettorati di Spagna e Francia? La Spagna aveva occupato il versante nord con le montagne del Rif, la costa mediterranea e la parte sud intorno a Cap Jubey mentre la Francia controllava una maggiore porzione corrispondente al restante territorio. Dal 1956 il Marocco è uno stato indipendente, ad eccezione di Ceuta e Melilla che sono rimaste spagnole.

le estati di Chefchaouen non raggiungono temperature estreme

Il piatto più caratteristico è la tajine di capra o agnello, uno stufato di origini berbere cotto lentamente nel tipico recipiente a cono, in cui si fondono aromi dolci a saporiti. Gli ingredienti per prepararla sono frutta secca e spezie, il tutto guarnito con mandorle tostate mentre l’aggiunta di verdure è facoltativa. Solitamente viene servita con il khobz, il pane marocchino. Un’altra specialità è il jben beldi, cremoso e delicato formaggio artigianale di capra dalla consistenza variabile che ricorda la ricotta o lo yogurt greco per l’accenno di acidità. La costante di questi piatti non sorprende data la presenza di svariati allevamenti di capre, una vera e propria tradizione delle montagne del Rif.

Un paio di informazioni pratiche: come in tutti i paesi arabi vestire in maniera decorosa coprendo spalle e ginocchia è importante come segno di rispetto verso la cultura del paese che ci ospita. Quando si visita una moschea viene richiesto di coprire braccia, gambe e testa anche se agli uomini non viene sempre richiesto di coprire il capo. Nei paesi musulmani il venerdì è il giorno sacro ed alcuni negozi potrebbero osservare la chiusura.

Perché visitare Chefchaouen?

Sicuramente per il colore dei suoi edifici che si prestano ad essere immortalati nelle nostre foto ricordo, l’atmosfera rilassata, il panorama montano circostante e il suo affascinante mix di Marocco, Andalusia e cultura ebrea storicamente dovuto alla fuga di musulmani ed ebrei andalusi durante l’inquisizione spagnola del 15° secolo.

Sicuramente per il colore dei suoi edifici che si prestano ad essere immortalati nelle nostre foto ricordo

Infatti, ciò che contraddistingue principalmente la città è la sua medina azzurra, caratterizzata da vicoli stretti e ripidi puntellati da ristoranti, caffetterie e negozi, in particolare di artigianato, intervallati da scalinate e arcate scenografiche. A Chefchaouen si notano con piacere gli edifici con tegole di terracotta e cortili interni, fontane pubbliche, elementi marocchini-andalusi ma anche molti punti impreziositi da fiori ad esempio lungo Callejón el Asri, un vero piacere per gli occhi.

Ma perché la medina di Chefchaouen è azzurra? La maggior parte dei suoi edifici è stata dipinta con questa tonalità per motivi storici, religiosi e pratici. Eccone alcuni: l’azzurro è simbolo del cielo e del Mar Mediterraneo ma è anche il colore perfetto per mantenere il fresco all’interno durante la calda estate e come tinta repellente per le zanzare che sono più attratte da colori scuri e dal rosso sangue.

Il cuore di Chefchaouen è la sua medina, nucleo storico circondato dalla Kasbah, cittadella fortificata del 15° secolo che si contraddistingue per la muraglia rosso-marrone eretta come protezione dalle invasioni. Il suo ingresso è a pagamento e il suo interno è una piacevolissima scoperta. Troviamo il museo etnografico con manufatti regionali, la tranquilla oasi dei giardini andalusi fra aranceti, fontane e sentieri ed anche la torre portoghese che offre una vista panoramica sulla medina e le montagne. Piazza Uta el Hammam è il centro pulsante della cittadella e negli immediati dintorni come pure lungo le strade che si diramano da essa si coglie la vivacità di ristornati, caffetterie e negozi. Prima di entrare in una moschea informatevi sempre se è consentito l’accesso a chi non è di fede musulmana come nel caso della Grand Mosque, proprio vicino alla piazza, che spicca per il minareto ottagonale. Il souk cittadino, più rilassato di quelli nelle grandi città marocchine, non è raccolto in unico edificio ma si tratta di vari negozi lungo le strade nei pressi della piazza. Nel fare acquisti non dimenticate di contrattare sul prezzo perché questa pratica è una realtà quotidiana, imprescindibile. L’arteria commerciale principale della medina è Rue Targui lungo la quale, e non solo, gli artigiani mettono in mostra i loro prodotti tessili con scialli, coperte, tappeti ma anche pelletteria e pregevoli ceramiche. In questa strada e intorno ad essa shopping e fotografie vanno a braccetto fra i vicoli carichi di azzurro, le piccole scalinate decorate, i fiori, angoli deliziosi e scenografici uno dopo l’altro.

E per immergersi ancor più nella dimensione locale potreste chiedere all’Information Center o all’Esemble d’Artisanat dove effettuare un corso di cucina tipica, di calligrafia marocchina o di artigianato. Nei piccoli negozi la carta di credito non è sempre accettata perciò consiglio di portare alcuni Dirham, la moneta locale. Nella zona del Rif occidentale è molto probabile incontrare donne che indossano l’abito tradizionale, il mendil, e Chefchaouen non fa eccezione. Per chi fosse interessato è possibile provare l’esperienza dell’hammam scegliendo fra caratteristici bagni pubblici o piacevoli spa private. E cosa ne dite di una decorazione all’henné? Solitamente resiste da 1 a 3 settimane.

Alla base della medina, Piazza Mohammed V vanta una bella fontana andalusa e un notevole giardino in cui rilassarsi e apprezzare le montagne del Rif.

Facilmente raggiungibile dal centro, poco fuori dalle mura, la cascata Ras el Maa, è una serie di piccole cadute in parte naturali ed artificiali fra cui la più alta misura circa 5 metri. È un luogo spesso molto affollato per la presenza di numerosi visitatori e famiglie oltre alle donne che qui si recano per andare a lavare e a socializzare. Da Ras el Maa si raggiunge facilmente la Moschea Spagnola, edificio religioso in stato di abbandono, costruito durante il colonialismo spagnolo, da dove però si ha una vista mozzafiato della mediana, particolarmente al tramonto.

Perché dormire in un riad? La risposta è semplice: per vivere un’indimenticabile ed autentica esperienza marocchina nella medina senza spendere cifre da capogiro. Nei riad di Chefchaouen prevale l’incantevole stile marocchino-andaluso con una terrazza e un cortile centrale, belle piastrelle ornamentali e soffitti intagliati. La colazione è solitamente inclusa nel prezzo del soggiorno. Pernottare nella medina significa avere a portata di mano le attrazioni principali della città.

Non troppo distanti da Chefchaouen ci sono alcuni luoghi che meritano di essere segnalati. Iniziamo con Talassemtane National Park, ad 1h30 di distanza, creato nel 2004 per proteggere l’ultima foresta di abeti del Marocco nonché la fauna in via d’estinzione fra cui bertucce, avvoltoi barbuti e aquile reali. Al suo interno si trovano altre meraviglie naturali come grotte, rilievi, gole, valli e le cascate Akchour. Queste ultime si raggiungono con una camminata non impegnativa di circa 2h attraverso una foresta lussureggiante che poi lascia spazio a splendide pozze dalle acque turchesi; in particolare la cascata più bassa è ideale per concedersi una nuotata rinfrescante. Non passa inosservato il God’s Bridge, un arco in travertino di circa 25 metri scolpito dal fiume Fada.

A circa 1h30, Tetouan è una città con la dominante di colore bianco in cui si scopre un mix di influenze berbere, marocchine ed andaluse nel contesto montuoso del Rif. La sua medina fortificata è patrimonio Unesco.

Di fronte a Gibilterra, Tangeri è una grande realtà urbana con 1.400.000 abitanti a circa 2h15 da Chefchaouen

Di fronte a Gibilterra, Tangeri è una grande realtà urbana con 1.400.000 abitanti a circa 2h15 da Chefchaouen. È soprannominata la “città bianca” e in essa troviamo atmosfere del Marocco, dell’Andalusia, un paesaggio costiero atlantico e collinare, il tutto fra alti edifici moderni in netto e affascinante contrasto con le candide costruzioni nei vicoli della medina.

A circa 2h30 da Chefchaouen segnalo sull’oceano Atlantico la cittadina di Asilah, una località tranquilla e rilassata con murales dalle tinte accese e le mura intorno alla medina impreziosita da edifici bianchi con decori, porte e finestre colorate.

Si può decidere di visitare Chefchaouen come viaggio in sé programmando il giusto tempo per conoscerla a fondo e magari inserire la visita di qualche altra località come sopra, oppure si può visitarla come tappa durante un tour più ampio che può comprendere Fez, Meknes, Casablanca e Rabat ma anche Marrakech e Agadir che però sono più lontane.

Qualunque sia la scelta, una cosa è certa: Chefchaouen non può mancare in un viaggio in Marocco.

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