Destinazione Cilento

Innanzitutto avete fatto una scelta, magari nell’ambito della stessa regione Campania.
Conoscete già Napoli, Pompei, le meravigliose costiere di Sorrento e di Amalfi, una o più isole di quel Golfo unico al mondo ma avete capito che vi è rimasta una bellezza diversa da scoprire, sicuramente meno famosa ma certamente più intatta.
Il Cilento è poco più a sud che vi aspetta col suo mare e la sua terra che vi innamoreranno per sempre. “Benvenuti al Sud” sarebbe il caso di dire, proprio come il titolo del divertente film con Claudio Bisio. Un sud più lento, nascosto, selvaggio, un sud che significa un’immersione totale nella natura, la natura aspra del Parco Nazionale, la natura verde e la natura blu, di litorali senza troppi neon e rumore, di campagne solitarie, di paesini arroccati, di marine deliziose, di templi che spuntano improvvisi. Un sud dai colori e dai sapori incredibili e reso ancora più attraente dall’ospitalità della gente.
Un viaggio di almeno dieci giorni serve a conoscere bene il Cilento, vediamo come.

Il primo suggerimento è quello di prevedere la base di partenza in quello che personalmente reputo il Cilento più autentico, quel triangolo composto da Agropoli, Santa Maria di Castellabate e Pollica/Acciaroli. Una settimana in un relais, anche un po’ distante dal mare, una di quelle fattorie o costruzioni in design con uliveto e piscine e colazioni in veranda col solo canto di uccelli a fare da sfondo è una scelta impagabile. Il nostro si trovava nella frazione di Perdifumo, equidistante in pratica tra i tre paesini sopra menzionati. Quando si aveva voglia di mare si andava al mare, le spiagge sono tante, diverse, con un’acqua limpida da fare paura. Ma quando si aveva voglia di altro si faceva altro, la visita della certosa più famosa d’Italia o quella del villaggio abbandonato, il trekking tra i sentieri del Parco, le serate nei borghi marinari o sistemati in cima alle colline, la scoperta di grotte e cascate, l’avventura in barca o col trekking o col rafting.
Un finale più turistico di almeno tre notti può invece riguardare il Cilento più famoso quello di Capo Palinuro e di Marina di Camerota per intenderci. Mesi ideali del viaggio, giugno e settembre.
Giorno 1
Partenza all’alba da Roma (nel nostro caso) e arrivo proprio davanti alla Certosa di San Lorenzo a Padula, Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, nel momento in cui apre per le visite del pubblico, alle ore 09.00. Si tratta del maggior monumento monastico dell’Italia meridionale, costruita all’inizio del 1300, fiorente centro religioso e culturale fino al tempo di Napoleone, in declino in quel tempo, restaurata con grande passione nel 1960 e oggi bellissima da visitare in un paio d’ore con un percorso tra il chiostro con le pitture seicentesche, la cappella con l’altare in marmo, i giardini curati, le cantine, le celle dei monaci, le stalle e i granai, le fontane, la cucina e la biblioteca.

A seguire, a una distanza di 20 km dalla Certosa, breve sosta nel borgo medievale di Teggiano con le sue strade antiche e le sue 13 chiesette. Da comprare qui gli ingredienti per il pranzo al sacco, per un motivo speciale. Il motivo speciale vi aspetta a una mezz’ora di macchina tra i paesaggi naturali di un territorio verde e aspro, che ha già cominciato a conquistarvi. La meta da raggiungere per pranzo è infatti il villaggio abbandonato di Roscigno Vecchia, nel cuore del Parco del Cilento. E qui ci fermiamo qualche ora, in un luogo senza tempo, dove tra le montagne carsiche degli Alburni e i ruderi causati da frane, dissesti idrogeologi e incuria dello Stato, è rimasto a vivere per decenni un solo abitante, Giuseppe Spagnuolo, un vecchietto col barbone alla Marx, purtroppo scomparso nel gennaio del 2024, che faceva da splendida guida ai turisti. Il paesino ricorda un po’ la parte vecchia di Canale Monterano vicino al Lago di Bracciano oppure col suo destino morente fa pensare alla fragilità di Civita di Bagnoregio ubicata su una rupe vicino al Lago di Bolsena e tutta la sua cultura e storia è raccontata nel Museo della Civiltà Contadina. Il punto centrale è la Piazza Nicotera, senza selciato, con tigli secolari e al centro una fontana e un abbeveratoio e sul lato una chiesetta. Me lo immagino qui il Marx del Cilento più profondo a fare compagnia alle rovine, agli alberi, agli animaletti del bosco, quindi vorrei omaggiarlo con questo link da you tube: https://youtu.be/-p8KXZOUT6w.

Nel tardo pomeriggio viaggio finale di 90 minuti per raggiungere il nostro Resort nella campagna di Perdifumo: il sollievo del tuffo in piscina e la bontà della cena a base di ingredienti locali sono il nostro particolare “Benvenuto al Sud”.
Giorno 2
Il viaggio del primo giorno è stato faticosetto quindi il secondo lo passiamo per metà nella pace assoluta del Resort. Colazione eccezionale, il lettino a bordo piscina, un tuffetto, una dormitina, la natura complice, il silenzio sovrano: bellissimo.
Nel pomeriggio scegliamo per il primo tuffo in mare una delle spiagge più famose della zona, quella della Trentova, distante appena un quarto d’ora dal nostro rifugio: una lunga striscia di sabbia che spunta dal verde, un numero giusto di persone, le camminate sul mare, l’attesa del tramonto. Per la cena andiamo nella vicinissima e pittoresca cittadina di Agropoli che si divide tra la parte bassa e turistica, con vari stabilimenti, locali, il porticciolo, e la parte alta, arroccata su un promontorio di roccia, dove sorge l’antico centro storico cui si sale attraverso degli scaloni che passano sotto una porta di pietra. A sorvegliare tutta la scena un poderoso castello, a sorvegliare la costa invece alcune torri e fari.

Giorno 3
Giornata dedicata a Santa Maria di Castellabate, distante solo 12 km dal Resort, il paesino dove hanno girato le scene principali di “Benvenuti al Sud”. Ce lo godiamo con grande calma in due diverse tappe, tornando nelle ore più calde a rilassarci al Resort.
La mattinata ci rechiamo al borgo alto, quello coi panorami sul mare, con celebre piazzetta del film, i vicoli dove soffia per fortuna un po’ di vento, dove ti rapiscono gli odori delle cucine, dove ti aspettano i profumi di fiori e piante di orti e cortili.
Nel pomeriggio scendiamo invece giù al mare, a sdraiarci sulla comoda spiaggia cittadina, e a visitare prima di una cena favolosa sotto il Portico delle Gatte (fulcro commerciale della Marina di Castellabate nei tempi d’oro) il Maniero di Palazzo Belmonte e la celebre Villa Matarazzo in stile ottocentesco. Mancano solo i fuochi d’artificio finali del film ma l’incanto vissuto è esattamente lo stesso.

Giorno 4
Esperienza stupenda di mare di mare e piccolo trekking nella zona naturalistica di Punta Licosa, e anche questo luogo meraviglioso è a soli a 15 km da “casa”.
Il Sentiero di Punta Licosa, partendo dal porto di San Marco di Castellabate, nei pressi dell’”Approdo Resort”, ci consente di visitare uno dei posti più selvaggi della Costa del Cilento, Punta Licosa appunto.
Il sentiero dolce e verde e profumato non si può certo definire da trekking perché non presenta nessun tipo di difficoltà ma è piuttosto una passeggiata incredibile in uno dei punti più belli del Sud Italia. I chilometri da percorrere, tra andata e ritorno, sono circa 5, ma si attraversano posti meravigliosi e si giunge, prima al porto di Punta Licosa, poi sulla spiaggia di Punta Licosa, dove è possibile ammirare tutta la bellezza dell’isola di Licosa e il suo faro.
D’obbligo qui il pic nic e il tuffo in mare con l’attrezzatura da snorkeling, perché i fondali sono notevoli.
Il mito racconta che Licosa fu una delle tre sirene che non riuscì ad ammaliare Ulisse col suo canto e si buttò in mare proprio qui dando vita a questo grande scoglio.
Un altro giorno, ma stordito dalla leggenda delle sirene non mi ricordo più quale, ci siamo tornati vi mare con una barca che comprendeva guida locale, soste per i tuffi e pranzetto a bordo.

Giorno 5
Ci spostiamo per tutto il giorno nella zona di Pollica, Acciaroli e Pioppi (il comune panoramico in collina e le sue due frazioni turistiche sul mare) per visitare coi tempi giusti e soprattutto con grande rispetto i tre paesini dove visse il Sindaco Pescatore Vassallo, ucciso dalla camorra per le sue idee ecologiste e per la strenua difesa del territorio da speculazioni edilizie e affari sporchi. Siamo a 20 Km dal Resort e conosciamo altri panorami stupendi, godendoci la natura, la cultura e i sapori del Sud. E’ tutto troppo, troppo buono, i gelati con la frutta locale, il caffè co i dolcetti vari, la pasta succulenta con le melanzane, coi frutti di mare, il pesce al coccio o fritto o grigliato, le carni alla brace, gli squisiti salumi e formaggi locali. Nella vacanza ceneremo una volta a Pollica, al fresco di una veranda piazzata difronte alla chiesetta e al verde della collina, e un’altra sul lungomare di Acciaroli, molto gradevole per una serata.
Il borgo di Pollica nacque nell’VIII sec e passò di mano da abati a famiglie nobiliari prima di sviluppare un suo destino agricolo e turistico con le due frazioni sul mare. Da vedere in alto oltre ai panorami, la Chiesa di San Nicola, il convento francescano di S. Maria delle Grazie e il Palazzo dei Principi Capano, entrambi risalenti agli inizi del’600. Ad Acciaroli oltre al lungomare si ammirano i resti di una torre normanna mentre a Pioppi c’è il Museo vivo del Mare.
Entrambe le località hanno conquistato più volte la Bandiera Blu per la limpidezza delle loro acque.
Giorno 6
Serve in mezzo alla vacanza, relax la mattina in piscina, pranzo al resort con panzanelle, mozzarelle e verdure, un calice ghiacciato di Falanghina, e poi la siesta. Nel pomeriggio ritorno alla Trentova e la sera cenetta a Castellabate alta perché un posticino così si deve vedere sia di giorno che di notte.

Giorno 7
Gita naturalistica più impegnativa nel Cilento interno: viaggio di 100 km e 90 minuti per raggiungere a sud la zona dell’Oasi WWF di Morigerati con le Grotte del Bussento, la possibilità di scendere un tratto di fiume col rafting, la visita della suggestiva Cascata dei Capelli di Venere.
Il sentiero delle Grotte è lungo 3 km tra andata e ritorno e si percorre in 30 minuti tra boschi e fontane: le tappe sono il punto di risorgenza del fiume e il vecchio mulino ad acqua dove si può fare un bagno.
Poco lontano, nei pressi dello splendido borgo medievale di Casaletto Spartano, l’altra Oasi Capello con la delicata cascata da scoprire alla fine di un’altra facile passeggiata.
La meta finale è Palinuro, in un piccolo agriturismo vista mare.

Giorno 8
Il mare intorno a Capo Palinuro, la Spiaggia dell’Arco Naturale di roccia, l’altra anche più selvaggia delle Saline e la Net Beach. Sera molto piacevole nell’unico disco bar della vacanza, Palinuro ha chiaramente una vocazione più turistica di… Perdifumo e la pizza come sempre da queste parti è spettacolare.
Giorno 9
Gita in barca alla Baia del Buon Dormire, colori assoluti e diafani, uno dei bagni più belli mai fatti.
Serata con replica del giorno prima, un po’ di vita dopo tanta natura e silenzio sinceramente fa anche piacere.
Giorno 10
Visita di Marina di Camerota e gita in barca alla famosissima Baia degli Infreschi, una delle cartoline più belle del Cilento con le sue rocce e sabbia chiare, il verde dietro e le acque di un turchese impressionante.
Cena sul lungomare di Marina di Camerota per un saporitissimo finale.
Giorno 11

Nel viaggio di ritorno sosta ai templi favolosi della campagna di Paestum.
Siamo nella Piana del Sele, vicino all’abitato agricolo di Capaccio, mozzarellifici lungo la statale, lidi già più caotici e affollati, ma la vista dei templi sotto il sole bollente del sud costituisce l’addio ideale a questo bellissimo viaggio.
Paestum era un fiorente centro della Magna Grecia, dedicata a Poseidone, ma anche ad Atena. Percorrere la Via Sacra, la Cinta Muraria, fermarsi nel vecchio Foro, ammirare le colonne del Tempio di Cerere, guardare la luce passare tra esse, tra gli ulivi, in questo silenzio, sotto questo cielo azzurro, è qualcosa di unico.
E l’ultimo sguardo va dato al Museo Archeologico che ti regala con l’affresco rinvenuto nella Tomba del Tuffatore uno degli esempi più leggeri e poetici dell’arte di ogni tempo.
Come un invito a tuffarsi nella vita, dal mare del Cilento.
Nelle sue acque blu, ascoltando il canto delle sirene.



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