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Il grillo Racconta

Egitto oltre le piramidi: oasi, deserti e cieli stellati

Quando si pensa all’Egitto la mente corre subito alle maestose Piramidi di Giza, ai colossali templi di Luxor e al leggendario fiume Nilo. Oltre ai monumenti dell’epoca dei faraoni, questa terra custodisce scenari che sembrano appartenere a un altro pianeta. Esiste anche un Egitto più lontano dal turismo di massa, fatto di spazi infiniti con sculture modellate dal vento ed oasi termali rigeneranti. Le tappe che voglio raccontarvi sono l’Oasi di Siwa, paradiso berbero sospeso nel tempo, e il Deserto Bianco, museo a cielo aperto dove le stelle sono a portata di mano e la natura ha dato vita a forme straordinarie.

Quando si pensa all’Egitto la mente corre subito alle maestose Piramidi di Giza, ai colossali templi di Luxor e al leggendario fiume Nilo

L’oasi di Siwa e il Deserto Bianco sono due location nascoste nel deserto occidentale egiziano, due delle mete più affascinanti a un passo dal confine libico, spazi infiniti ideali per chi cerca l’avventura e il silenzio, per chi vuole godere di scenari di grande suggestione lontani dai resort e dalla vita notturna. Un viaggio qui è un salto nel tempo alla scoperta della popolazione berbera, chiamata Amazigh. Si tratta di un’esperienza in un territorio di inestimabile valore storico che ha visto svilupparsi l’età faraonica ma che era popolato fin dall’epoca preistorica.

Visitare il deserto richiede massima attenzione infatti è fondamentale prevenire i colpi di sole e prepararsi a escursioni termiche estreme. Avventurarsi da soli è altamente rischioso e totalmente sconsigliato. Il Deserto Bianco e l’oasi di Siwa sono distese sterminate. Nel Deserto Bianco l’uso di automezzi 4×4 e l’accompagnamento di una guida esperta sono obbligatori per legge. A Siwa, invece, i veicoli non servono nel centro abitato ma diventano indispensabili per qualsiasi escursione fuori dai sentieri battuti.

Visitare il deserto richiede massima attenzione

È una scelta vincente affidarsi a una guida berbera che vi accompagnerà con tutta la sua esperienza su veicoli idonei offrendo datteri, tè e scorte d’acqua. Questi professionisti comunicano in inglese con i visitatori ma nel proprio villaggio parlano ancora il siwi, la lingua della loro identità culturale. Per secoli la posizione remota dell’oasi ha protetto questa comunità dalle influenze esterne preservando tradizioni uniche e diverse dal resto dell’Egitto. Con il giusto equipaggiamento e una guida che conosce ogni segreto del deserto i rischi si riducono al minimo lasciando unicamente spazio a un’esperienza indimenticabile.

Arrivare a Siwa significa entrare in un’altra dimensione dove lo scenario è dominato da una distesa sterminata di oltre trecentomila palme da dattero e ulivi che crescono rigogliosi grazie a numerose sorgenti d’acqua dolce naturali. Fra i canali d’irrigazione catturano l’attenzione specchi d’acqua salata ad altissima densità dove il corpo galleggia piacevolmente come avviene nel Mar Morto. Queste piscine saline, circondate da croste di sale bianco che riflettono la luce abbagliante del sole, danno vita ad un contrasto cromatico con il verde della vegetazione e il colore dorato delle dune circostanti.

Il fulcro storico dell’oasi è la Fortezza di Shali, un imponente dedalo di fango, sale e gesso, costruito nel XIII secolo per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei nomadi. Oggi Shali è una città fantasma in parte dissolta da una rara e intensa pioggia nel 1926. Camminare tra i suoi resti al tramonto, mentre la luce dipinge di rosso le pareti di terra, regala un impatto unico. Sulla cima della fortezza si trova la moschea di Atiq realizzata in argilla, sabbia e sale, restaurata e riaperta al culto a fine 2015. Questo intervento di recupero fa parte del più ampio progetto di rivitalizzazione dell’intera fortezza a beneficio del turismo e dell’economia locale.

Poco distante si trovano i resti del Tempio dell’Oracolo di Amon, il luogo sacro che Alessandro Magno raggiunse nel 331 a.C. per farsi decretare figlio della divinità e legittimo sovrano d’Egitto. Questo luogo religioso è legato al mistero dell’esercito perduto, inviato nel 525 A.C. dal Re Cambise II di Persia per distruggere l’oracolo. La leggenda racconta che i soldati scomparvero nel nulla.

specchi d’acqua salata ad altissima densità dove il corpo galleggia piacevolmente

Siwa è la meta perfetta anche per il benessere. Qui si può nuotare nel Bagno di Cleopatra, la grande piscina in pietra dove la tradizione locale vuole che la regina si rilassò prima di consultare l’oracolo di Amon. Da non confondere con quello di Marsa Matrouh. Un’altra sosta imperdibile sono le sorgenti calde di Bir Wahed, pozze di acqua sulfurea nascoste tra le maestose dune del Gran Mare di Sabbia.

In paese, passeggiare fra i negozi che vendono datteri, olive, sale, olio, spezie ed erbe aromatiche fa entrare in un mondo di profumi e colori. Poi ci si può sbizzarrire fra gioielli in argento, tappeti fatti a mano, abiti colorati, oggetti in fibra di palma e in legno che vengono prodotti nelle botteghe artigianali locali. Le proposte sono varie per portare a casa un souvenir del viaggio.

A proposito di ricordi, resta nella memoria locale la visita dei reali Carlo e Camilla nel 2006 che soggiornarono in un eco lodge senza elettricità, non molto distante dal centro storico, promuovendo il turismo sostenibile.

il paesaggio cambia nettamente fino a culminare nel Deserto Bianco

Lasciando Siwa e spingendosi verso est, oltre l’oasi di Bahariya, il paesaggio cambia nettamente fino a culminare nel Deserto Bianco, un’area protetta che rappresenta uno dei fenomeni geologici più straordinari del pianeta. Normalmente un deserto ha tonalità ocra e dorate ma qui la natura si esprime con tonalità bianche. Migliaia di anni fa questa regione era il fondale di un antico oceano poi, con il ritirarsi delle acque, i depositi di gesso, calcare e fossili marini sono stati modellati dal vento e dalle tempeste di sabbia dando vita a formazioni talmente particolari che in molti casi sfidano perfino la gravità. Camminando nel Deserto Bianco s’incontrano enormi formazioni rocciose, torri, profili che ricordano onde marine e la formazione del “pollo e del fungo”, diventata il simbolo del parco. Un’altra cosa altrettanto affascinante è che il paesaggio cambia continuamente a seconda dell’ora del giorno, poi quando il sole scende verso l’orizzonte la progressione dei colori delle sculture di gesso è davvero magica.

Lontano dalle luci delle metropoli e dall’inquinamento luminoso della Valle del Nilo, l’oscurità che avvolge Siwa e il Deserto Bianco è totale. Passare una notte in un campo tendato beduino è un’esperienza imperdibile per chi ama l’avventura. Dopo una cena cucinata alla brace e accompagnata da musiche tradizionali, la temperatura cala rapidamente e il cielo si accende letteralmente. Le sculture calcaree del deserto, illuminate solo dalla luna e dalle stelle, si manifestano in tutta la loro suggestione regalando uno spettacolo magico immerso in un silenzio che infonde una grande pace. Nelle notti di luna nuova la Via Lattea si mostra al massimo della sua chiarezza con stelle così nitide e vicine che sembra quasi di poterle toccare. Nelle fasi crescenti e calanti la scia luminosa resta visibile prima che la luna sorga e dopo il suo tramonto. Al contrario, l’intensità della luna piena ne cancella la visibilità; per questo motivo è importante evitare queste poche notti quando si organizza il viaggio.

Passare una notte in un campo tendato beduino è un’esperienza imperdibile per chi ama l’avventura

Se state pianificando un’escursione nel Deserto Bianco, ci sono due tappe lungo la strada da non perdere. Entrambi i siti si visitano facilmente con lo stesso tour in fuoristrada 4×4. Il primo è Il Deserto Nero, un paesaggio quasi lunare caratterizzato da colline vulcaniche ricoperte da ciottoli di basalto nero. Il contrasto cromatico tra la sabbia dorata e la roccia scura rende questo luogo perfetto per scattare foto incredibili. Il secondo è la Montagna di Cristallo, una formazione rocciosa davvero insolita. Si tratta di una cresta ricca di splendidi cristalli di quarzo. Quando i raggi del sole colpiscono la roccia, i frammenti riflettono la luce creando un effetto brillante quasi magico.

TEMPISTICHE E LOGISTICA

Pianificare questo viaggio richiede un’accurata gestione. Il tempo minimo necessario per visitare l’oasi di Siwa e il Deserto Bianco partendo e tornando da Il Cairo è di 5 giorni mentre con 3 giorni a disposizione si può optare per una delle due destinazioni. Considerare entrambe le mete in un solo giorno è impossibile perché richiedono lunghi trasferimenti.

Marsa Matrouh è un’ottima base di partenza per un’escursione in giornata a Siwa ma non per il Deserto Bianco che da qui sarebbe troppo lontano. Inoltre è da tenere presente che non esistono collegamenti diretti o tour di linea che collegano Siwa e il Deserto Bianco.

Per l’escursione al Deserto Bianco, Il Cairo è l’hub principale dell’Egitto. Qui si trovano agenzie specializzate che offrono permessi militari e logistica per il pernottamento. Poi sul posto, a Bahariya, sono presenti fuoristrada 4×4 con autisti esperti.

Queste due esperienze si possono abbinare a un viaggio più ampio in Egitto oppure sono perfette per una singola vacanza fuori dalle classiche mete turistiche, più breve ma ugualmente carica di emozioni.

QUANDO ANDARE

Da novembre a febbraio le temperature diurne si aggirano attorno ai 20°C-25°C. Di notte però il termometro crolla bruscamente sfiorando lo zero. È sufficiente portare con sé abbigliamento termico così da godere appieno della magia notturna del deserto.

Marzo, aprile e ottobre sono mesi di transizione con giornate piacevoli, 25°-30°C, e serate fresche che si aggirano sui 10°-15°C.

Da maggio a settembre le temperature diurne superano facilmente i 40°C mentre quelle notturne si aggirano fra i 20°-25°C.

Il vento è notoriamente l’artefice che ha scolpito il deserto e continua a modellarlo. La sua intensità cambia a seconda della stagione e dei versanti.

Se avete voglia di stupirvi, di ricaricare lo spirito con un’avventura in assoluto fuori dalla consueta routine, la magia del deserto egiziano è sicuramente una scelta ideale. Dovete solo decidere qual è il periodo dell’anno che si adatta meglio alle vostre esigenze.

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