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I grandi reportages / Marocco on the road

Marocco on the road – Essaouira e l’Oceano

Essaouira, come in un quadro

Dopo tanto caldo e piste nella sabbia e nella polvere ci voleva la vista appagante e l’aria fresca dell’Oceano. La brezza di Essaouira, insieme al grande mare che la bagna, al sapore (finalmente!) del pesce in tavola e al colore di tutta la sua arte, rendono questa città costiera la meta ideale per un finale di vacanza dopo aver conosciuto le città imperiali, le Kasbah e il Sahara.

Essaouira, come in un quadro

Essaouira è semplicemente molto bella, bianca, poetica, il mare azzurro la circonda, i suoi bastoni coi possenti cannoni sono stati il set dell’”Otello” di Orson Welles, le case candide e i colori pastello delle porte ornate e i numerosi vasi di fiori, gli angoli pittoreschi, i balconcini, i vicoli, i profumi, hanno ispirato vari pittori naif e infine gli alisei, le dune appena fuori la città, le sue melodie fuoriuscenti dalla Medina, l’aria di partenze e di ritorni del porto, gli incroci culturali tra berberi, arabi, ebrei e cristiani hanno ispirato musicisti come Jimi Hendrix e Leonard Cohen.

Essaouira è semplicemente molto bella, bianca, poetica
Il porto rappresenta sicuramente il suo palcoscenico più vibrante e naturale

L’antica Mogador (il significato è fortezza) dei portoghesi conserva molto intatta l’impronta del suo ricco passato marinaro e carovaniero. Il porto rappresenta sicuramente il suo palcoscenico più vibrante e naturale, è bello passare di lì e vedere i pescatori che rientrano al tramonto, i gabbiani che volano sulle barche colorate, il pesce saporito cucinato sui bracieri all’aperto.

Protetto da mura merlate un centro storico antico e romantico si raccoglie intorno ai suk da sempre famosi per gli oggetti in ebano, l’arte dell’intarsio, le stoffe di porpora. Tipico anche il quartiere israelita della Mellah e numerosi i giardini e i cortili abbelliti da palme e profumati di mimose. Nell’ombra di alcuni vicoli e portici si vedono discreti dei tuareg, avvolti nei loro mantelli che vanno dall’indaco al blu.

Tipico anche il quartiere israelita della Mellah e numerosi i giardini e i cortili abbelliti da palme e profumati di mimose

Mare e dintorni

Dopo i giri nel centro, nei mercati, al porto e sui bastioni è la volta delle spiagge. A parte quella di fronte al fortino, che è una baia grande dove in genere passeggiano gli abitanti e armeggiano i pescatori, due chilometri a sud, verso Agadir, cominciano le dune di sabbia, le macchie di ginepri, le spiagge selvagge di Cap Sim, Diabat e Sidi Kaouki, tutte sterminate e silenziose e molto amate dai surfisti, sotto la loro luce selvaggia. L’oceano qui è freddo quanto pulito. Gli sport praticabili oltre alle mitiche tavole con cui i ragazzi marocchini si impegnano a fondo nel dominare le lunghe onde, sono le gite a cavallo e in bicicletta. Dal porto di Essaoira si può scegliere infine di effettuare varie escursioni: la gita alle isolette coi reperti fenici e romani, nel bled alla Maison du Chamel o anche un paio di giorni fra la mondana Agadir, i suk di Taraoudant, i tuareg di Tiznit e le cascate di Ida Outaname.

le spiagge selvagge di Cap Sim, Diabat e Sidi Kaouki, tutte sterminate e silenziose
Dopo i giri nel centro, nei mercati, al porto e sui bastioni è la volta delle spiagge

Differenze provate tra i suk

A Fès prima si guarda e poi si compra, di sicuro è lo spazio sacro dei marocchini, il loro territorio, ed è meglio visitarlo accompagnati perché è un caos di saliscendi, di rumori, di mestieri; a Marrakech sono letteralmente le merci che comprano te, perché le cose esposte sono migliaia e venditori abilissimi ti fanno letteralmente impazzire. A Fès (forse perché è stato il primo?) il suk ti seduce, a Marrakech ti domina, ti strema come una febbre e alla fine vince lui. Vince sempre lui. Inoltre a Fès il Marocco ti sembra più una città storica e imperiale, a Marrakech ti parla più dell’Africa. Eccoci infine al suk di Essaouira, più raccolto, delicato, dove arrivano, filtrate, le luci di un delicato tramonto arancione e insieme il profumo del mare. Le mura del suk e quelle dei bastioni che ti fanno pensare a storie di pirati si colorano di rosa, i gabbiani volano tutto intorno, le barche lente rientrano, le braci all’improvviso si accendono e tutte le case bianche con le porte e le finestre immancabilmente celesti sono avvolte da una luce morbida davvero stupenda. Soffia pure un venticello leggero e fresco, per questo motivo il suk e il centro storico di Essaouira sono un’esperienza più a misura d’uomo, più gradevole, quasi più artistica. E dagli artisti e dagli artigiani di sicuro Essaouira è molto frequentata e molto amata, in piccole stanze affacciate sull’Oceano essi dipingono tele azzurre e gialle, mentre nelle botteghe nascoste nella Medina modellano con sapienza il legno e l’argento. Le vie di Essaouira profumano appunto di fiori e di legno, sono colorate di quadri, brillano per i monili d’argento.

A Fès prima si guarda e poi si compra, di sicuro è lo spazio sacro dei marocchini
a Marrakech sono letteralmente le merci che comprano te, perché le cose esposte sono migliaia
venditori abilissimi ti fanno letteralmente impazzire

Il rito del tramonto

Siamo molto felici di essere qui, di passare qui (tappa finale prevista a Casablanca a parte) gli ultimi giorni di questo tour indimenticabile. Ci piace il connubio di arte e storia, di mare e vento, la città è estremamente rilassante, si dorme senza aria condizionata, si compra senza assilli nei suk e si sceglie anche bene, un quadro azzurro, una statuina in legno, un bracciale d’argento. Il pesce arrosto (astici, gamberetti, orate, spigole) ci serviva dopo due settimane di cous cous e tajinè, la stanchezza e l’afa del deserto sono scivolate di dosso proprio qui, in riva all’Oceano, l’aria verso sera tonifica, i colori, i suoni e i sapori accontentano i sensi. E il corpo ringrazia.

Il rituale più atteso a Essaouira è il tramonto quando una palla arancione decide di tuffarsi in mare. Lo guardano tutti insieme, gli abitanti, i pescatori, gli artisti e i turisti.

La città, forse anche per questo, si sente molto una comunità, baciata dal clima e dal suo genius loci.

Ognuno si sceglie il suo posto, sulla sabbia, tra i banchi di pesce, sugli spalti e sulle torri merlate della vecchia fortezza portoghese ed è bello cambiarlo pure ogni sera il posto, per viverle tutte queste atmosfere. Alle sei di sera in genere si sparge nell’aria una specie di segnale: la luce diventa più morbida, le persone smettono di fare acquisti, si siedono nei Caffè, camminano semplicemente in piazza o verso il mare, i pescivendoli non gridano più, gli innamorati si fanno le promesse, gli artisti fanno cadere il pennello, i bambini posano il pallone e si scelgono il proprio cannone. E tutti guardano questa scena incredibile, azzurra e poi gialla, rossa, viola, come in un quadro.

Il rituale più atteso a Essaouira è il tramonto quando una palla arancione decide di tuffarsi in mare

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