Tante sono le componenti che rendono un’esperienza di viaggio particolarmente memorabile: la bellezza dei luoghi, suoni, colori, profumi e il calore della gente. La cosa bella è che possiamo trovare tutto questo in Andalusia, in modo ancor più evidente a Cordova durante le giornate in cui si scopre la magia del Festival dei Patios. Andiamo ad approfondire l’argomento e questo evento gioioso in una terra dal cuore grande.
L’identità andalusa dei patios fioriti è presente in modo particolare a Cordova ma anche a Siviglia (nei quartieri di Santa Cruz e San Bartolomé) e a Granada (nel quartiere di Albaicín) e prende vita quando la natura comincia a rinascere con lo sbocciare dei fiori.

I PATIOS DI CORDOVA – PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Che cosa sono esattamente i suoi patios? Sono cortili che si trovano all’interno di abitazioni le cui pareti bianche vengono impreziosite da numerosi vasi di piante e fiori unitamente ad altri elementi decorativi e artigianali. Tutto ciò li rende un luogo di relax estremamente piacevole in cui familiari e amici amano incontrarsi ed il risultato armonioso evidenzia il piacere di mantenere viva questa tradizione andalusa.La maggior parte dei patios si trova nel quartiere storico che si arricchisce di un’esplosione di colore e di un notevole impatto visivo.
Come sono nati i patios in Andalusia? Sono stati ideati al tempo dei romani per contrastare le alte temperature e contenevano principalmente grandi vasche di acqua, successivamente l’influenza araba ha portato ad un loro arricchimento con fiori e piante fra cui rampicanti per fare ombra. Da allora queste aree all’interno di abitazioni dai muri spessi non furono più solo un rifugio per la sopravvivenza ma divennero anche un luogo di convivialità. La porta d’ingresso delle abitazioni non portava direttamente al patio dove si cucinava, lavava e socializzava; per raggiungere questa sorta di ampliamento della casa si percorrevano corridoi porticati denominati zaguán. A quell’epoca era molto comune aiutarsi nell’accudire bambini e anziani perché più di una abitazione si affacciava su un patio, nelle abitazioni popolari. Già da tempo i patios hanno perso la loro funzione primaria di sopravvivenza convertendosi in spazi meticolosamente decorativi e culturali pur sempre continuando ad essere oasi di sollievo dal caldo. Che sia un patio de vecinos oppure un patio signorile, è sicuramente una bella esperienza soggiornare in una struttura con questo tipo di cortile e vivere la tradizione che continua assaporandone il fascino storico.

FIESTA DE LOS PATIOS DE CÓRDOBA
È un evento molto famoso in città, e non solo, che si svolge in maggio solitamente nelle prime due settimane del mese. Il quartiere di spicco dell’evento è San Basilio unitamente alla zona nei pressi del Palazzo di Viana. In cosa consiste? È possibile ammirare gratuitamente più di una sessantina di patios del centro storico che aprono le porte al pubblico. Questo numero è molto più numeroso rispetto ai 10-15 patios visitabili durante il resto dell’anno, anche con tour guidati, a cui si aggiunge il Palazzo di Viana con 12 patios sempre aperti e quello del Mercado de Artesanía. Che cos’hanno di speciale questi cortili? I patios dallo stile mediterraneo ed arabo uniscono elementi architettonici come fontane, pozzi, porticati, scalinate alcune con splendide piastrelle in ceramica chiamate azulejos, vasi fioriti alle pareti con gerani, garofani, gelsomini e petunie ma anche alberi e piante. Rappresentano un’oasi naturale di relax, refrigerio, bellezza, sono musei a cielo aperto carichi di memorie storiche e regalano ai visitatori un trionfo di colore. I patios sono solitamente chiusi durante le ore centrali del pomeriggio, mentre la sera vengono illuminati. In alcuni di essi i proprietari vendono artigianato, prodotti tipici e souvenir legati alla festività. Spettacoli di musica, concerti ed esibizioni di flamenco sono organizzati lungo le strade ma anche in alcuni patios sufficientemente spaziosi. Oltre a mostrare quanto è bello e curato il proprio cortile interno, le famiglie hanno la possibilità di partecipare al Concurso municipal de patios sperando che la valutazione complessiva del proprio patio convinca il giudice ad assegnare a loro il premio in denaro. Ma non è tutto. Visitare i patios non è solo un’esperienza visiva ed olfattiva, è sentirsi accolti dai proprietari, ascoltare le loro storie e avvertire il loro orgoglio per il lavoro certosino e l’attaccamento verso questa tradizione. Grazie alla passione dei proprietari i patios sono molto più che cortili, hanno una storia, sono realtà vive che fanno parte dell’anima andalusa.

Durante questa festa i patios sono ovviamente l’attrattiva principale ma non può mancare l’incontro con la cucina locale nelle taverne, nei mercati o nei cortili stessi. Il salmorejo è il piatto tradizionale di Cordova che consiste in una salsa fredda ottenuta con pomodoro, pane, aglio, olio a cui solitamente vengono aggiunti prosciutto tagliato a piccoli dadi e un trito di uovo sodo. Il vino bianco Fino di Montilla-Moriles è considerato l’abbinamento perfetto per il salmorejo.È presente anche qualche bancarella lungo il centro storico.
CORDOVA
L’interesse verso i patios non può comunque prescindere da una visita alla terza città più popolata dell’Andalusia, nata sulle sponde del Guadalquivur e abbracciata a nord dalla Sierra Morena. Il suo ricco passato è caratterizzato da edifici storici come la Mezquita-Catedral, l’Alcázar de los Reyes Cristianos e il centro storico dove si trova anche il quartiere ebraico, uno dei più grandi d’Europa, fra vicoli dalle pareti bianche e colorati vasi di fiori. Fuori dal centro storico suggerisco il Viale del Gran Capitán, cuore commerciale moderno, il Mercado Gastronomico Victoria e il Parco di Miraflores per godere della vista panoramica sulla città storica e sulla Mezquita. Cordova offre tanto di più con chiese, musei ed aree verdi, è la città con più titoli Unesco al mondo per categoria ed è indubbiamente da esplorare.
ALLA SCOPERTA DELLE VIBRANTE ANDALUSIA
Spesso la Spagna viene associata all’energia e al calore dell’Andalusia; come mai? Durante la dittatura del generale Franco negli anni ’50 e ’60 il governo decise di promuovere il turismo per risollevare l’economia, così vennero scelti simboli andalusi perché attraevano maggiormente gli stranieri: architettura araba, patios fioriti, flamenco, nacchere, balli con ventagli nonché gustose tapas. Alcune di queste icone sono presenti in altre aree della Spagna, dove comunque ogni comunità autonoma ha il suo fascino e la sua identità, ma in Andalusia sono protagoniste in quanto nate proprio in quella zona.

L’Andalusia è la comunità autonoma più popolata e la seconda più estesa della nazione. Siamo nel profondo sud, affacciati al Marocco, dove il territorio variegato spazia dalla costa mediterranea a quella atlantica, dal deserto di Tabernas alla Valle del Guadalquivir, dalla Sierra Nevada alla Sierra Morena passando fra colline, altopiani e zone di campagna. È divisa in otto provincie: Malaga, Huelva e Cadice con le note spiagge della Costa del Sol e de la Luz, le famose città di Cordoba, Granada e Siviglia, capitale andalusa, con il loro fascino architettonico, Almeria fra deserto e mare, infine Jaén per un turismo più rurale. ¡Bienvenidos a Andalucía!
L’ANIMA DELL’ANDALUSIA
Approfondire un territorio non significa solo conoscerne tutte le bellezze artistiche e geografiche, imparare magari ogni minimo dettaglio e curiosità ma è anche esplorare l’anima di un popolo che si cattura attraverso la storia, l’arte, la cultura e gli eventi.
La gente è prevalentemente allegra, socievole, ospitale e dal carattere rilassato, cosa che talvolta porta con sé lo stereotipo degli andalusi pigri per via della siesta. Cerchiamo di spiegare. Il carattere festivo degli andalusi non decreta questo popolo come dedito solo al divertimento e il fatto di chiudere molte attività nelle ore centrali del giorno non va considerato come un aspetto negativo. È un’esigenza principalmente estiva che consente di essere attivi quando le temperature sono più accettabili. Poi va tenuto presente che nonostante l’Andalusia presenti un clima mediterraneo con più di 300 giorni soleggiati all’anno, fra dicembre e febbraio nell’entroterra giornate fredde e talvolta piovose sono una realtà.

Il suo passato millenario unisce cultura romana, araba, ebraica e cristiana, un insieme riconoscibile nell’arte e nell’architettura dei quartieri storici. E a proposito di storia il nome Andalusia deriva dall’arabo Al-Ándalus utilizzato per indicare il controllo dei territori della penisola iberica. Ci si addentra nell’identità della terra andalusa anche leggendo le opere dello scrittore Federico García Lorca cariche della sua personalità esuberante e al contempo malinconica dove emergono la presenza del flamenco, che appunto esprime gioie e dolori, nonché del folklore gitano.
È un vero piacere passeggiare lungo strade strette, fra i monumenti più rappresentativi e poi concludere la giornata in una terrazza panoramica assaggiando la cucina tipica fatta di piatti di terra e mare, succulente realtà frutto di prodotti locali e influenze culturali. Sapevate che l’Andalusia è la maggior produttrice di olio al mondo? Uscire per pranzo o cena oppure invitare amici e parenti a casa non è solo una condivisione di cibo, è molto di più, perché ciò che viene dopo è la sobremesa, un tempo rilassante di chiacchere conviviali senza troppa fretta aspettando di chiudere del tutto il pasto con un caffè o un digestivo.
Le strade andaluse, soprattutto nelle località più famose, sono realtà in cui immergersi anche nell’anima musicale fra canti e balli come flamenco, sevillana e fandango. Questi tre balli hanno in comune un abito molto simile che consiste per le donne in gonna lunga e scialle, ventaglio, nacchere, il tutto accompagnato dalla chitarra flamenca. L’anima andalusa ci riporta anche ai ritmi dei Gipsy King e alla chitarra classica suonata da Andrés Segovia, originario proprio dell’Andalusia. In novembre a Cordova ha luogo, ogni tre anni, il concorso di arte del flamenco.
PERCHÉ VISITARE L’ANDALUSIA IN PRIMAVERA
Il clima è mite e gradevole, la temperatura media stagionale generalmente si aggira intorno i 25° di giorno e i 10° di sera prima del grande caldo estivo particolarmente intenso nelle provincie di Cordova e Jaén Siviglia dove già in maggio la temperatura può raggiungere i 30°. Nelle zone montuose e costiere il clima invece è più mite solitamente soleggiato ma, come si sa, la primavera è variabile. Quanti di voi conoscono la Calima? È un fenomeno che porta vento caldo e polvere rossa mista a sabbia proveniente dal deserto del Sahara che ovviamente riduce in modo significativo la visibilità e che, se associato a piogge, produce precipitazioni fangose. Può verificarsi principalmente in marzo e aprile per circa tre giorni e le province più colpite sono Almeria, Malaga e Granada.
Segnalo alcune feste locali come la Feria de Abril a Siviglia e in maggio la Feria del Caballo a Jerez de la Frontera, da non dimenticare anche La Romería de El Rocío. Molto sentiti poi in tutta l’Andalusia i festeggiamenti durante la Settimana Santa.

Visitare i punti più interessanti dell’Andalusia, alcuni dei quali patrimonio Unesco, è decisamente un must.
A Siviglia segnalo:
– Alcazar, palazzo in stile mudéjar, islamico, gotico e rinascimentista con bellissimi giardini. È la residenza dei reali spagnoli quando soggiornano in città.
– La cattedrale con la Giralda, torre campanaria ed ex minareto. È il tempio gotico di maggiori dimensioni al mondo ed il terzo edificio cristiano per grandezza costruito sui resti di un’antica moschea. Al suo interno sono esposte le spoglie di Cristoforo Colombo.
– Plaza de España all’interno del parco Maria Luisa; fu realizzata in occasione dell’esposizione iberoamericana del 1929. Si caratterizza per la grandezza e la forma semicircolare con il fiume sormontato da quattro ponti. Ma ciò che attrae maggiormente sono le nicchie, ai lati della piazza, decorate con le piastrelle azulejos che rappresentano le 48 provincie spagnole.

A Granada invece non può mancare la visita all’Alhambra, un complesso arabo con palazzi, fortezze e giardini, eretta come cittadella. Lo stile è islamico con successive influenze cristiane e rinascimentali.
A Cordova l’arte islamica e quella cristiana si fondono nella Mezquita-Catedral, una moschea diventata una cattedrale dopo la conquista spagnola.
Los pueblos blancos sono caratteristici paesini così battezzati per le facciate in calce, situati principalmente in altura e in numero minore lungo la costa. Meritano una visita per immergersi nella loro realtà e ammirare gli scorci panoramici.
Vivete la magia dei patios di Cordova e lasciatevi trasportare dall’anima avvolgente dell’Andalusia.


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