Il fogliame vicino a noi
Dopo un breve viaggio nel mondo coi viaggi descritti “a caccia delle foglie rosse” guardiamo anche dentro casa nostra perché le occasioni di stupirsi attraversando i boschi e i paesaggi da favola della nostra penisola certamente non mancano. Se Canada, New England o Giappone, se alcune foreste europee permettono un viaggio magico nei colori cangianti dell’autunno non è detto che dalla Valle d’Aosta alla Sicilia non si possano vivere emozioni simili, anzi.
Ecco un altro diario del foliage, stavolta tutto italiano.
Nord Italia

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso in Valle d’Aosta costituisce probabilmente insieme a vari punti delle Dolomiti l’esempio più bello di foliage del nostro arco alpino. Salendo in quota tra baite, sentieri, vette, stambecchi e prima neve ecco l’occhio che indugia sulla metamorfosi delle foglie, pendi ricoperti di alberi multicolore, prati dove le foglie a terra cercano riposo, e i tuoi passi sopra di loro e corpo e anima che si rilassano mentre cammini, mentre respiri. Anche più in basso, specialmente nella Val Ferret, vicino Courmayer e con la vista sul Monte Bianco, le foglie creano un grande spettacolo, prima che lo sci di fondo scalzi gli amanti del trekking. E a Chatillion si scopre il regno degli aceri rossi.
Il Piemonte è un paesaggio molto suggestivo per assistere al fenomeno del foliage. Tra le Langhe e il Monferrato, tra Cuneo e Asti, sono molte le vie del trekking, interrotte sempre volentieri dalla visita di paesini, vigne e cantine. Ma la vera sorpresa è nel trenino delle foglie, quello che dai suoi finestrini sui 52 km della tratta Domodossola-Locarno, apre la vista su monti, valli e boschi gialli, rossi, ocra e marroni, arrivando fino in Svizzera e facendo vivere il viaggio davvero come un’immersione nella natura e nella poesia dell’autunno.

La Liguria presenta un bell’esempio di foliage con l’enorme faggeta del Bosco di Rezzo, vicino Imperia.
I grandi laghi del Nord, Maggiore, Iseo, Garda, Como, presentano tutti in maniera scenografico lo stesso spettacolo delle foglie che cambiano colore, degli alberi che si specchiano nelle acque cristalline.
A piedi, usando le seggiovie, in bici, si ammira tutto il paesaggio e si passano week end bellissimi.
In Veneto, vicino Verona, Valeggio sul Mincio e dintorni sono un piccolo capolavoro del foliage italiano: tra il Castello Scaligero, il Ponte Visconteo, le sponde del fiume e soprattutto il suggestivo Parco Giardino Sigurtà col suo Labirinto, il Viale delle Rose, la Grande Quercia, i laghetti ancora fioriti, non si smetterebbe mai di passeggiare tranquilli e lieti, entrando in contatto vero con la natura e rallentando un attimo dalla vita quotidiana.

Il Trentino Alto Adige è la regione italiana in cui il foliage sicuramente provoca più “vittime”: camminatori estasiati, appassionati di fotografia, escursionisti e alpinisti, cercano la via delle grandi montagne come le Tre Cime di Lavaredo, per guardare da sopra i boschi che cambiano le foglie. O il Sentiero di Sissi vicino Merano per regalarsi ore romantiche a contatto con la natura, o salgono con la funivia sull’Altopiano del Renon vicino Bolzano per scoprire tutti i colori dei larici.
Oppure girano intorno al magnifico Lago di Braies, quello consacrato dalla fiction “A un passo dal cielo” con Terence Hill che ha reso forse anche troppo “instagrammabile” la poetica cartolina della capanna di legno sulle sponde, circondata dallo specchio celeste del lago, dai boschi fitti e dalle maestose vette. Ecco, dopo le folle estive, le foglie autunnali permettono più meditazione e riposo. O ancora visitano più in basso la Val di Non e la Val di Nunes, famose in tutto il mondo per i loro verdi pendi, per i meleti, per i vigneti: uno spettacolo assoluto quando a ottobre la natura si accende di colori caldi. Così come commuove la vista delle foglie intorno al Lago di Tovel, nel cuore del Parco Adamello-Brenta.

Più a est, in Friuli Venezia Giulia, ad aspettarti ci sono invece i boschi di abete rosso intorno ai due laghi di origine glaciale della Conca di Fusine. Qui in provincia di Udine quando arriva il freddo le cose si fanno serie, diventa uno dei punti più freddi d’Italia, si ammirano i cristalli disegnati sugli specchi d’acqua ghiacciati, la neve ammanta tutto, ma un attimo prima, un respiro prima, l’autunno regala ancora un grande spettacolo di natura vergine e di foglie colorate. Molto bello anche il paesaggio del Lago di Sauris, zona di produzione di un ottimo prosciutto.
Centro
Tutto l’arco appenninico con le sue altezze variabili tra i 1.000 e i 1.300 metri è un altro paesaggio italiano tipico per il foliage. Chiaramente non parliamo degli aceri canadesi o degli abeti dolomitici, questo piuttosto è il regno di robusti e frondosi castagni, di secolari querce, di delicate faggete. Basta salire in auto un week end e scegliere una meta tra le Foreste Casentinesi, i Monti Sibillini o Cimini per ammirare tutto questo nel momento della “muta”: i boschi mettono in scena tantissimi colori, i sentieri ti portano a scoprire balconi panoramici e vedute indimenticabili, paesini sperduti, gente molto accogliente e sapori indimenticabili.
Per una mappa più precisa del foliage che riguardi la Toscana le zone consigliabili sono sicuramente le colline del Chianti, la Garfagnana e il Monte Amiata dove tra vigneti e castagne si celebrano anche molte sagre contadine.

In Emilia Romagna su va appunto nelle belle Foreste Casentinesi che cominciano nelle provincia di Forlì. Nelle Marche si consiglia di percorrere il Sentiero delle Due Sorelle sul Monte Conero.
Per l’Umbria cuore verde d’Italia che si appresta a diventare in due mesi fantastici un cuore giallo, arancione, ocra, rosso, le parti più belle sono il Bosco di San Francesco vicino Assisi, la Strada del Sagrantino che attraversa le meraviglie di Montefalco, Bevagna e Spello e le sponde del Trasimeno tra Castiglion del Lago e Passignano da dove si ammirano oltre i colori degli alberi anche i passaggi degli uccelli come il cormorano, il nibbio e il martin pescatore.


Per l’Abruzzo ecco la poderosa Majella, l’Altopiano delle Rocche, le pendici del Gran Sasso, un’occasione unica di wild life anche a contatto con eremi e spazi vuoti e immensi come il Tibet. Un bellissimo punto panoramico da foliage è la Forca d’Acero a sud di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale, un luogo più intimo è il Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, un paesino che è un’opera d’arte.


Scendendo a quote più basse verso il Lazio da consigliare sicuramente tutta la provincia di Viterbo, la Tuscia, con alcuni boschi e paesaggi incredibili soprattutto nella zona di Ronciglione e del Lago di Vico. Poi c’è ovviamente Roma con le ville storiche e la fascia a sud dei Castelli Romani dove boschi, laghi e paesi premiano l’arrivo dell’autunno con tante sagre e colori.
Sud
Qualche meraviglia di foliage è visitabile anche nel nostro più assolato Mezzogiorno.

Per esempio in Puglia la Foresta Umbra sul Promontorio del Gargano presenta tanti sentieri dove si ammirano le foglie di faggi, aceri e querce cambiare colore.
Per esempio in Irpinia, celebrata anche da pagine di Albert Camus, il sentiero che porta da Montorio Superiore a Pizzo San Michele il panorama su alberi e boschi è superbo. E la Campania si fa inoltre apprezzare per l’area del Taburno vicino Beneventi, per le pendici del Vesuvio, per l’Oasi del fiume Alento nel salernitano e per la Valle delle Ferriere nel retroterra di Amalfi. Per esempio il Parco del Pollino in Basilicata regala oltre ai suoi funghi e alle sue castagne un foliage che è una tavolozza di colori tra i pini sempreverdi e le foglie rosse degli aceri e quelle giallognole dei faggi. E anche l’area del Laghi di Monticchio vicino Potenza è un piccolo capolavoro di foliage, come la poetica Oasi del WWF di Guardiaregia, in Molise.
Per esempio il massiccio della Sila in Calabria ha tanti angoli dove la natura autunnale diventa davvero emozionante, al livello degli scenari alpini che si scoprono salendo tra gli abeti in alto, con bici, cavalli o trekking, dopo aver salutato in basso le querce e i castagni.


Per esempio la Sicilia montana, dei Nebrodi e delle Madonie, dove le foglie sono capaci di stupire ancora. O infine la Sardegna tra la Barbagia e l’oasi di Gutturu Mannu vicino Cagliari dove il foliage riguarda altri alberi come i lecci, le immancabili sugherete o piante da macchia mediterranea come il lentischio e il ginepro.
Il viaggio è finito, un viaggio piccolo, diverso, che fa bene al cuore, anche se il cadere delle foglie un po’ di malinconia la porta, un po’ vengono in mente la caducità e la fragilità. Ungaretti col suo verso più famoso forse aveva proprio osservato il foliage italiano: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Ma io voglio pensare che le sfumature fantastiche delle foglie autunnali rappresentino anche un canto diverso e una vita nuova che ogni anno comincia.



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