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Glasgow, cuore operaio

L’anti-Edimburgo

Succede in Scozia la stessa cosa dell’Inghilterra: che per fascino, storia, bellezza, abitudine, Edimburgo venga considerata la meta imperdibile e da cartolina, proprio come Londra. Ma che se poi vuoi trovare il paese più reale e brumoso, la città piovosa e dinamica schierata sulle acque limacciose del fiume Clyde, sorprendente per la vita pulsante, malinconica nelle grigie periferie, che sa di porto e di industrie, di architetture ardite e di forti passioni, è a Glasgow che devi andare, proprio come quando scegli un viaggio nel nord inglese, a Liverpool o a Manchester, ugualmente autentiche e vibranti.

Glasgow, cuore operaio

Le vite qui per tutto il ‘900, nei ghetti di arenaria rossa sono sembrate un po’ più in salita, meno borghesi e più operaie, e quando è questo il quadro dominante, il clima prevalente, l’eredità e il dna di un luogo, in genere ti ritrovi in città che ti conquistano più lentamente ma poi più intensamente e in alcuni casi perdutamente.

A Glasgow non pensi all’idillio dei laghi e delle colline delle highlands, non ti emozioni per la magia dei castelli, i panorami verdi o marini sono più lontani. Ma quando ti abitui a lei, quando la vivi da dentro, ti sembra di essere finito in una tana calda (a dispetto dei freddi venti) e coinvolgente.

Glasgow è il volto più commerciale, industriale e popolare della magnifica terra di Scozia, altrimenti ancora classificabile per Nessie, le isole e gli altopiani selvaggi, il whisky e le cornamuse.

Glasgow è il volto più commerciale, industriale e popolare della magnifica terra di Scozia

Il primo impulso allo sviluppo di Glasgow fu dato dall’importazione del tabacco: alla fine del XVIII secolo i bastimenti provenienti dalla Virginia con le preziose foglie e poi anche col cotone arrivavano in anticipo qui rispetto a tutta la Gran Bretagna e quindi determinavano i prezzi e il mercato dei due beni anche a scapito della grande Londra. Seguirono con la costruzione dei canali quelle dei cantieri e delle fabbriche navali, tessili o che lavoravano il carbone e i metalli pesanti.

Fumi di ciminiere, docks, commerci marittimi, lo stesso destino portuale-fluviale di Liverpool, mentre Edimburgo si abbelliva di templi greci e guglie gotiche, palazzi reali e castelli splendidi di pietra antica. Tanti operai e pendolari ad aumentare il traffico della città, a frequentare i suoi pub, a morire di ansia durante i derby tra Celtic e Rangers mentre nella bella rivale si fermavano – a dire il vero ancora oggi – la maggior parte dei turisti, snobbando ingiustamente la metropoli più verace della Scozia.

Fumi di ciminiere, docks, commerci marittimi, lo stesso destino portuale-fluviale di Liverpool,
Edimburgo si abbelliva di templi greci e guglie gotiche, palazzi reali e castelli splendidi di pietra antica

Glasgow però ha un cuore molto autentico, la gente che vive qui, che fatica qui, ha passioni forti e forse proprio per questo The Second City of the British Empire custodisce tesori d’arte comunque pregevoli, ha oltre 50 musei, teatri e gallerie, sperimenta soluzioni architettoniche fra le più moderne d’Europa, organizza una miriade di eventi, di festival, di manifestazioni, di congressi finanziari e culturali.

Glasgow vive, assolutamente vive. E vivendo tanto è piombata nella modernità.

Glasgow vive, assolutamente vive. E vivendo tanto è piombata nella modernità.
custodisce tesori d’arte comunque pregevoli, ha oltre 50 musei, teatri e gallerie

Per una visita

Il giro prettamente turistico di Glasgow per cominciare a scrollarsi di dosso il pregiudizio della dura vita portuale e delle periferie fuligginose si può cominciare con la Cattedrale gotica di St. Mungo, ricca di pitture su vetro e sculture, e con appena dietro uno dei tipici cimiteri verdi di queste latitudini dove sulle tombe soffia forte il vento del nord. Sull’altro lato della strada si entra nella Casa più antica della città, la Provand’s Lordship, con bei mobili di quercia scozzese e arazzi fiamminghi.

La piazza principale del centro è la George Square che ospita la City Chambers, ovvero il Municipio con finestre e piccole porte di tipico e austero stile vittoriano

La piazza principale del centro è la George Square che ospita la City Chambers, ovvero il Municipio con finestre e piccole porte di tipico e austero stile vittoriano. Sulla piazza campeggiano i monumenti di Walter Scott, l’autore del romanzo storico Ivanhoe, del poeta Roberts Burns, considerato il Bardo della nazione, dei famosi reali Vittoria e Albert, dei politici Gladstone e Peel: una specie di pantheon tra antico e moderno che rappresenta le vicende principali del paese.

Poi arriva il momento dello shopping, specie quando si percorrono Argyle Street e l’omonima Gallery, la zona pedonale di Buchanan Street e la via commerciale più nota, la Sauchiehall Street. A zonzo per il centro si incontrano il Teatro, la School of Art in stile liberty e l’Università nel bel Parco di Kelvingrove. Un altro polo culturale di rilievo è la Kelvin Hall che ospita quadri di Botticelli, Raffaello, Rubens, Rembrandt e Dalì. Da vedere qui anche la sezione museale dedicata alle costruzioni navali – dove Glasgow ha giganteggiato per secoli – e quelle che trattano le armature medievali, le tradizioni popolari e gli oggetti in ceramica e argento. Per finire si può cenare in uno dei ristoranti di Byres Road, magari per provare qualche zuppa tipica come lo scotch broth, il brodo scozzese preparato con carne di manzo, orzo e verdure o la cock-a-leekie a base di porri e prugne, le piccole torte ripiene di macinato di carne, le pies, l’imperdibile salmone affumicato (a volte presente anche nei cartocci di fish and chips), dell’ottima carne di selvaggina o il famigerato haggis che riunisce le frattaglie della pecora nel suo stesso budello con farina d’avena, cipolle, rape e purea di patate. Per i dolci, i pudding ma anche per i biscotti a Glasgow basta entrare nella storica tea room Willow, progettata e decorata dall’architetto mackintosh. Un bicchierino finale i buon whisky e… Slàinte, salute, come dicono in Scozia!

Il giorno seguente per gli amanti della pittura – stavolta la scuola spagnola di Velasquez, El Greco, Goya e Murillo – il Museo da visitare è la Cart Water Pollok House. Da non perdere il giro delle architetture più ardite, quasi tutte disposte lungo il fiume, che ti fanno chiaramente pensare che a Glasgow si inventa e si progetta il futuro della Scozia. Per esempio il Riverside Museum, con le avveniristiche forme disegnate dall’anglo-iraniana Zaha Hadid e dedicato al mondo dei trasporti, oppure la famosa scala a chiocciola del laboratorio creativo della Lighthouse di Mackintosh, la sua Glasgow School of Arts composta da slanciate strutture in ferro o ancora lo spazio per artisti nell’edificio vittoriano del mercato del pesce di Briggait o l’”armadillo” di Norman Foster, sarebbe a dire il Clyde Auditorium.

l’”armadillo” di Norman Foster, sarebbe a dire il Clyde Auditorium
il Museo da visitare è la Cart Water Pollok House. Da non perdere il giro delle architetture più ardite, quasi tutte disposte lungo il fiume
laboratorio creativo della Lighthouse di Mackintosh, la sua Glasgow School of Arts composta da slanciate strutture in ferro o ancora lo spazio per artisti nell’edificio vittoriano del mercato del pesce

Sullo stesso fiume Clyde si può navigare in battello prima di finire la serata in qualche pub dove non legare con gli abitanti del luogo è semplicemente impossibile.

Se si capita a Glasgow in luglio l’appuntamento da non perdere è quello col Merchant City Festival, una vivace rassegna di musica, danza, moda, teatro, artigianato e giochi all’aperto per i più piccoli.

Come dire, la città cresciuta con i cantieri e le industrie regala oggi anche tante sorprese, tante nuove idee e tante forme d’arte. Non raggiunge probabilmente la fama universale del Festival di Edimburgo ma lo eguaglia l’intensità del suo infinito cartellone di eventi che vedono una grandissima partecipazione della gente locale.

Enrico Martino nel numero 214 di Meridiani-Scozia descrive benissimo così Glasgow, la ruvida e inclusiva Glasgow: “Si presenta per quello che è. Con la sua bellezza ruvida e quasi invisibile, almeno all’inizio, ma più viva che mai dopo la mutazione architettonica e sociale che l’ha trasformata da relitto di archeologia industriale in scintillante vetrina di un’identità scozzese contemporanea, ben lontana da icone pastorali di brughiere, castelli, kilt e cornamuse”.

Dulcis in fundo la possibilità di assistere a Glasgow al derby calcistico più sentito del mondo

Dulcis in fundo la possibilità di assistere a Glasgow al derby calcistico più sentito del mondo, perché sfocia in un ambito delicato, quello della della confessione religiosa e della dimensione sociale e politica: lo giocano infatti i Rangers, sostenuti dai tifosi protestanti e dalla maggior parte della classe operaia scozzese, e il Celtic la squadra seguita dall’anima cattolica e irlandese del paese, visto che a Glasgow sono arrivati negli anni migliaia di immigrati provenienti dall’Irlanda del Nord.

Pare che l’accesissima partita, chiamata Old Firm, sia una forma di catarsi e delirio collettivo, una sfida che va sempre oltre i gol e oltre lo sport, per riversare sul campo da calcio questioni storiche e identitarie: religione a parte i fans dei blues sono orangisti e unionisti, da sempre attaccati all’impero britannico, i tifosi bianco verdi dimostrano invece spiccate tendenze separatiste, spingendo per l’indipendenza della Scozia.

La domanda che resta sul tavolo e che tutti gli scozzesi potrebbero farsi è: in un paese così bello, in una città così dinamica, la migliore azione da fare dentro o fuori il campo da gioco, in uno degli storici pub che si trovano tra i due stadi, non sarebbe quella di dividersi una pinta di birra col rivale sportivo?

o giocano infatti i Rangers, sostenuti dai tifosi protestanti e dalla maggior parte della classe operaia scozzese, e il Celtic la squadra seguita dall’anima cattolica e irlandese del paese

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