Il Guatemala regala emozioni da vivere a 360° spaziando dall’incontro con la cultura e con le tradizioni indigene a scenari naturali d’incomparabile bellezza fatti di vulcani e laghi, dalla scoperta di città e villaggi coloniali fino alla maestosità delle rovine maya nascoste dalla giungla. Non ci sono parole per descrivere questo mix vincente.

Il Guatemala occupa la parte settentrionale dell’America Centrale e il significativo legame con la cultura maya è presente nel paese dove buona parte della popolazione che discende dall’omonima etnia è orgogliosa di mantenere vive le proprie origini con tradizioni, riti, artigianato e abbigliamento soprattutto nella regione di Petén e in quella degli Altopiani. Un viaggio in Guatemala oltre a natura e architettura coloniale significa proprio immergersi nel passato dei maya, in una storia da scoprire non solo tramite i loro discendenti ma anche più concretamente attraverso siti a cielo aperto con inestimabili resti archeologici.
Il terzo paese più grande e il più popolato dell’America Centrale vanta diversi paesaggi naturali ognuno con le proprie caratteristiche: montagne imponenti, vasti altopiani, valli fertili, una foresta tropicale lussureggiante ed anche acque ideali per il surf, spiagge di sabbia bianca ma soprattutto nera perché qui i vulcani sono una presenza concreta e allo stesso tempo da monitorare soprattutto quando non sono estinti ma quiescenti. Il Guatemala infatti si trova nella cosiddetta cintura di fuoco del Pacifico in quanto zona vulcanica e sismica.

La cultura maya e quella ispanica convivono in questo paese, una repubblica completamente indipendente dal 1847, il cui simbolo nazionale è il quetzal, uccello dal piumaggio colorato che vive nella foresta pluviale di montagna, che ha dato il nome alla moneta nazionale e che è presente nella bandiera. Questo volatile è legato anche alla seconda città più grande del paese che si chiama Quetzaltenango, Xela per gli abitanti del posto. Quest’uccello è sacro per i maya come lo è pure la ceiba, il maestoso albero nazionale dal tronco possente e dalla notevole altezza che può raggiungere anche i 70 metri.
Il clima si divide in periodo secco generalmente da novembre ad aprile e con piogge solitamente da maggio ad ottobre. Le località più calde si trovano nella valle orientale e nelle pianure costiere mentre quelle più fredde sono nell’Altopiano Centrale.

La gastronomia si distingue per il sapore ricco e variato derivante dalla combinazione di tradizioni culinarie maya e spagnole. Il pepián, il piatto nazionale, è uno stufato di carne con verdure e salsa di semi tostati, con peperoncino e pomodori. Da notare che il peperoncino non è sempre piccante e che di solito viene servito separatamente.
Lo spagnolo è l’unica lingua ufficiale dello stato anche se sono riconosciute altre lingue nazionali sotto forma di patrimonio culturale e naturalmente fra queste sono presenti gli idiomi dei maya. La lingua inglese è parlata principalmente nelle aree urbane, nel settore turistico, dei servizi e viene insegnata nelle scuole specialmente private.
Quando si è per strada in Guatemala salta all’occhio che il tipo di guida locale non è rilassato, che le arterie principali non sono al massimo della condizione e che la circolazione nelle strade secondarie è impegnativa, in buona parte a causa della metereologia e dei sismi che ne compromettono lo stato. È possibile trovare punti non illuminati e segnaletica insufficiente ma questa è la realtà locale e fa parte della conoscenza di questo paese che non vediamo l’ora di andare a scoprire.
Vediamo in dettaglio alcuni dei suoi punti più salienti.

Nell’Altopiano Centrale la capitale Città del Guatemala, circondata da montagne e vulcani, è la località più popolata della nazione. Visitarla significa sentirsi avvolti da un’atmosfera in cui confluiscono la sfera maya, coloniale e moderna. Gli svettanti grattacieli non possono rivaleggiare con il centro storico, un tripudio di stili neoclassico, barocco ed art nouveau.
Sexta Avenida è la strada principale e pedonale in cui si concentrano gallerie d’arte, negozi, caffetterie e ristoranti. Il cuore della città è Plaza de la Constitución con la Cattedrale Metropolitana neoclassica e il Palazzo della Cultura, un tempo sede del governo, visitabile con tour guidati.
Il Museo Pupol Vuh e quello Nazionale di Archeologia ed Etimologia raccontano il cammino dell’arte pre-ispanica come pure il sito archeologico maya denominato Kaminalijuyó. Visitare un mercato poi significa addentrarsi nella cultura locale, a tal proposito il Mercato Centrale permette di fare acquisti ed assaggiare piatti tipici mentre nel piano superiore il Mercato degli Artigiani propone tessuti, gioielli e souvenir.
Il Parco Zoologico Nazionale La Aurora è il più grande della zona ed uno dei migliori in America Latina. Nel Parco Minerva invece, una grande mappa 3D in cemento evidenzia la morfologia della nazione ed infine non lasciate Città del Guatemala senza averla apprezzata da uno dei suoi belvedere, ad esempio dal Mirador Capital City o dal ristorante girevole Vista Quince.

La città coloniale di Antigua, anch’essa nell’Altopiano Centrale, vanta strade in ciottolato, case dalle facciate colorate e architettura barocca. Il simbolo di questa città dichiarata patrimonio dell’Unesco è l’Arco de Santa Catalina con la vista sullo sfondo del vulcano de Agua, attualmente non attivo. Plaza Mayor è impreziosita dal municipio, dalla Cattedrale barocca di San José, dalla Fontana delle Sirene e dal Palazzo dei Capitani Generali che ospita il Museo di Arte Nazionale guatemalteca. Anche qui la cultura maya è ben presente, ad esempio durante la Settimana Santa la fede cattolica si fonde con le credenze maya quando i bellissimi alfombras, tappeti realizzati a mano con oggetti naturali ed esposti lungo le strade, evidenziano colori e disegni tipici della cultura indigena assieme alla spagnola.
Nell’Altopiano Occidentale, fra montagne e valli fertili, non può mancare una sosta a Chichicastenango affettuosamente ribattezzata Chichi. La città è nota per il trionfo di colori nel suo grande mercato indigeno all’aperto in cui socializzare, acquistare tessuti, oggetti artigianali e assaggiare specialità guatemalteche il giovedì e la domenica di fronte alla chiesa, in stile coloniale, di San Tomás. In suo onore a dicembre viene celebrata la festa patronale caratterizzata dal suggestivo spettacolo del Palo Volador, legato alla tradizione Maya, che consiste in due o quattro uomini che salgono in cima a un tronco di circa 30 metri e legati ad una corda si lanciano fino a terra girando intorno al palo. Questa è una località dove si vive appieno una realtà fatta anche di riti, ad esempio l’incenso sparso sui gradini della suddetta chiesa che unisce il misticismo maya al cattolicesimo.

Ad oltre 1.500 metri di quota l’Altopiano Occidentale regala una meraviglia che porta il nome di Lago Atitlán, il più profondo del Centro America all’interno di una caldera e circondato da tre suggestivi vulcani: San Pedro, Tolimán e Atitlán. Su questo bacino d’acqua si affacciano alcuni centri urbani fra cui il più popolato conta circa 45.000 abitanti e la maggior parte della popolazione è di origine maya. Una di queste località è San Juan La Laguna che si caratterizza per l’ambiente colorato in cui spiccano murales, ma anche per le tinte vivaci nei tessuti e negli oggetti di artigianato. In Calle de los Sombreros si notano i cappelli colorati appesi ai fili mentre in quella de Las Artes non passano inosservati gli ombrelli sospesi.
Circa 300 gradini portano al Mirador de la Cruz, il belvedere che permette di ammirare il lago e i vulcani, uno scenario mozzafiato. In un altro punto del lago ad oltre 2.000 metri, la Nariz del Indio, luogo sacro maya, è un altro belvedere con vista sui vulcani e sul lago particolarmente spettacolare all’alba e al tramonto. Il camminamento più breve, ma impegnativo, per raggiungerlo nel punto più alto è da Santa Clara de la Laguna con un percorso di circa 3 km fra andata e ritorno. Sulle sponde del lago si trova anche la Riserva Naturale Atitlán, un tempo piantagione di caffè, ora spazio idilliaco con ponti sospesi, cascate, sentieri, un farfallario ed una fauna che comprende anche uccelli, scimmie, procioni e armadilli.

L’altopiano è impreziosito dalla presenza di vulcani fra cui l’Acatenango all’interno di un’area protetta, inattivo dal 1972 ma non estinto. È possibile accamparsi lungo i suoi pendii e dalla cima a circa 3.900 metri si può assistere alle costanti spettacolari eruzioni vulcaniche del vicino Volcán de Fuego, uno dei più attivi in Guatemala. Questa esperienza carica di adrenalina va conquistata con una salita impegnativa che va generalmente dalle 5 alle 8 ore. Il vulcano Pacaya, all’interno dell’omonimo Parco Nazionale, è uno dei più attivi e accessibili del Centro America; offre l’esperienza di camminare su fiumi di lava solidificata o no, oltre a regalare splendide vedute sulla Laguna de Calderas e sui vulcani circostanti.
Dirigiamoci nel dipartimento di Petén, il più grande del Guatemala, che occupa circa un terzo del territorio e vanta prestigiosi siti archeologici maya. Un punto di riferimento significativo è la piccola isola di Flores nel lago Petén Itzá dove l’acqua è cristallina. Questo lembo di terra, circondato dalla foresta pluviale tropicale, è raggiungibile tramite una strada rialzata collegata alla terra ferma e si caratterizza per le strade in ciottolato con case in stile coloniale dalle facciate colorate.
A pochi minuti da Flores, il parco Ixpanpajul è una riserva naturale in cui scenari suggestivi sono all’ordine del giorno, ad esempio ponti sospesi e un belvedere da dove ammirare la foresta e il lago Petén Itzá. Si può andare a cavallo, osservare i volatili che qui dimorano ed anche noi potremmo farlo presso Ixpanpajul Natural Park Lodge.
Concludiamo alla grande con i due prossimi siti che appartengono alla riserva della biosfera maya, la più grande area protetta del Guatemala per biodiversità, natura e archeologia.

Fra la densa vegetazione, il sito archeologico di Yaxhá, un tempo influente città maya, è il luogo ideale dove lasciarsi affascinare dal tramonto, esplorare un’antica civiltà e camminare ammirando templi e piramidi. L’area comprende anche due lagune, Yaxhá e Sacnab in cui dimorano coccodrilli.
Non poteva mancare il sito archeologico maya per eccellenza che si rivela ai nostri occhi nel cuore della giungla. Si tratta di Tikal, una delle città più importanti e maestose di quel tempo che ha ancora tanto da offrire in quanto solo una minima percentuale è stata portata alla luce ma nell’attesa si apprezzano il Tempio del Grande Giaguaro, il Tempio dei Mascarones, l’Acropoli Centrale, il complesso cerimonale-astronomico del Mondo Perduto, i complessi Q ed R. Da notare che la foresta tropicale è habitat ad esempio di giaguari, puma, scimmie, tucani, pappagalli e aquile.

Non c’è dubbio che questa sia una nazione ricca di sorprese paesaggistiche e culturali, un paese legato alle tradizioni che tengono conto di un significativo patrimonio storico.
È una nazione in cui apprezzare i colori dell’arte e dell’abbigliamento indigeno, del verde delle foreste, dell’azzurro dei laghi, del blu del mare, del marrone delle montagne e del rosso dei vulcani zampillanti.
Tutto questo è il Guatemala, il “cuore del mondo maya”.


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