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I grandi reportages / Scandinavia, un altro mondo

Scandinavia, un altro mondo: Helsinki e la Love Boat

Un abbraccio di luce

Scandinavia, un altro mondo: Helsinki e la Love Boat

Viaggiatore innamorato del Nord Europa se alla fine o all’inizio della tua scoperta della Scandinavia arrivi anche qui immaginati una città che sussurra storie di mare e di foresta, dove il passato e il presente si intrecciano in un abbraccio caloroso, nonostante il suo clima sia poche volte clemente. Dopo l’eleganza e la ricchezza che Stoccolma sfoggia sull’acqua, dopo l’allegria vissuta sul canale e sul corso di Copenaghen, dopo le architetture moderne, le statue umaniste e le foreste e il mare che circondano Oslo, ad Helsinki, la tranquilla capitale della Finlandia, troverai un luogo che incanta con la sua bellezza autentica e il suo spirito accogliente.

Passeggiando per le sue strade, si respira un’aria di calma e meraviglia. Le case in stile Art Nouveau, i caffè accoglienti e le piazze vivaci raccontano di una città che sa essere moderna senza dimenticare le sue radici. Helsinki è un mosaico di emozioni: il calore di un sorriso finlandese, la magia di un tramonto sul Mar Baltico, e la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande. Questo qualcosa è la natura tutta intorno a Helsinki, i parchi verdi e le tante isole, l’odore del mare e dei boschi, la poesia delle spiaggette, tanti luoghi dove camminare, respirare, anche nuotare se ce la farai, libero. Assolutamente libero e riconoscente. Di conoscere finalmente una città senza inquinamento, stress, rumori, dove le biciclette e le barche a vela sono più amate delle macchine che soffocano la maggior parte dei centri urbani europei, dove a due passi dal centro ogni abitante trova il suo angolo speciale, la capanna sul molo, la foresta di betulle, la scogliera ventosa, l’isola selvaggia, il tramonto o l’aurora dai colori sempre incredibili.

si respira un’aria di calma e meraviglia
Le case in stile Art Nouveau, i caffè accoglienti e le piazze vivaci raccontano di una città che sa essere moderna senza dimenticare le sue radici

D’inverno deve essere una città ancora più intima e candida, sprofondata nel silenzio e nel gelo delle lunghe notti di neve. Dei ragazzi locali conosciuti in un pub ci raccontano che i mesi freddi e bui sembrano non finire mai, che gli fanno compagnia i libri, le bottiglie, l’amore o l’amico. Ma quando poi arriva la bella stagione, seppur frizzante, seppur ventosa, col sole che regala un volto diverso al golfo, ai panorami, alle strade e alle persone stesse, i finlandesi sprigionano un po’ come gli altri cugini scandinavi tutta la loro energia e tutta la loro voglia di vivere. All’aperto, visitando laghi, boschi, fiumi, navigando il mare, non dormendo quasi mai.

Helsinki per loro e anche per te, turista di passaggio, non sarà mai solo una città, piuttosto un’esperienza sensoriale. È il profumo del pane e delle torte appena sfornato nei caffè di Kallio, il suono delle onde che si infrangono contro il porto, le atmosfere sospese delle foreste, il vento che segna il viso, quell’abbraccio di vera luce atteso per mesi e che ora è il regalo più bello e più grande: la sensazione di sentirsi parte di un luogo che celebra la natura e la cultura con passione.

Helsinki per loro e anche per te, turista di passaggio, non sarà mai solo una città, piuttosto un’esperienza sensoriale

Il giro turistico

Helsinki città, Helsinki coi suoi monumenti, musei, architetture si visita in poco tempo: la bianca ed essenziale Cattedrale luterana si trova in Piazza del Senato, la stessa dove si incontrano gli studenti universitari per decidere dove andare a cenare, a bere e a ballare nei week end; a guardare il porto è l’altra cattedrale, quella rossa e ortodossa di Uspenski, che ricorda le chiese della vicina Russia, con le guglie verdine tipiche di queste latitudini; sempre dal porto si sviluppano i lunghi e verdi giardini e viali dell’Esplanadi, pieni di locali, Caffè alla moda ed eleganti negozi di arredamento e design; il bianco torna a dominare i poli museali, il Kiasma di Holl dove si ammirano le collezioni di arte contemporanea, il Finlanda-talo di Aaltoo dove si assiste ai concerti, il Museo del design e il Museo Nazionale. Se si vuole fare un tour panoramico delle architetture della capitale basta sedersi comodamente sul tram 3T che attraversa anche la stazione ferroviaria in stile Art Nouveau e il Parco Sibelius, dedicato al musicista finlandese più famoso. Insomma questa “figlia del Baltico” abitata da poco più di mezzo milione di persone che godono del miglior sistema scolastico del mondo e che hanno visto nascere sul loro suolo aziende fenomenali come la Nokia presenta vari motivi di interesse e la sua visita è piacevole perché spesso si conclude in ristoranti gustosi e disco-bar scatenati.

l’altra cattedrale, quella rossa e ortodossa di Uspenski, che ricorda le chiese della vicina Russia, con le guglie verdine

L’Europa vera a Suomenlinna

Poi volendo si prende un traghetto, si comincia a guardare Helsinki dal mare, si raggiunge la fortezza di Suomenlinna sull’isola difronte, dove una vita fa ho conosciuto dei giovani di tutta Europa in un campo di lavoro ecologico.

la fortezza di Suomenlinna sull’isola difronte, dove una vita fa ho conosciuto dei giovani di tutta Europa

E’ un bel ricordo questo, cosmopolita e simpatico, l’Europa mi sembrava più unita tanti anni fa in una vacanza particolare come questa, a contatto con ragazzi e ragazze di altri paesi, lingue, culture, che nel pantano politico di oggi. Confini aperti, accoglienza, mescolanza, un’identità forte e basata sul rispetto, sull’aiuto. A Suomenlinna trasformammo i locali e i giardini di un ostello, cucinavamo insieme, nascevano storie d’amore e d’amicizia e poi tutto continuava con altri giri per la Scandinavia e missioni di saluto invernali in tutta Europa. L’orizzonte era quello delle onde e degli alberi, la sveglia con gli uccelli del Baltico, i momenti di divertimento ogni sera sul prato sotto gli spalti della fortezza, i momenti di riflessione dentro una bella sauna.

Già la sauna, una passione tutta locale quella per i rigeneranti bagni a vapore.

Il rito della sauna

Le saune a Helsinki e dintorni sono sparse ovunque, negli alberghi, nei centri sportivi e termali, ma le più belle sono quelle sistemate dentro le tipiche mokki, le capanne rosse di legno che spiccano nei verdi boschi e in riva ai laghi. Ecco infilarsi con gli amici le ciabatte di betulla e passare una mezz’oretta dentro quelle casette, passando da un rifugio caldo a un tuffo freddo fu un’esperienza rigenerante, un rito necessario dopo giornate passate a tagliare erba, a verniciare muri, a costruire recinti. Una sauna purifica, aiuta il respiro, rende leggera l’anima, toglie la fatica, rilassa, ti fa guardare il resto del giorno e il resto del mondo in un modo migliore. E fa sensazione pensare che si sia sviluppata come cultura fisica e spirituale soprattutto qui, in un paese freddo e nordico, dopo aver visto i natali migliaia anni fa nelle terme romane o negli hammam turchi, in terre calde, terre del sud. Mi è mancata l’esperienza del tuffo nella neve dopo la bella sudata a 80 gradi, mi sono accontentato del lago e del braccio di mare di Suomenlinna. Oggi quando a Roma dopo una partita di padel o calcetto nel mio circolo sportivo finisco la giornata dieci minuti nella sauna del club e rivedo quel mestolo e quella bacinella in legno, risento quelle essenze, mi lascio andare tra quei vapori, mi torna in mente tanta Finlandia. Il paese dove, nel frattempo, hanno aperto quasi due milioni di saune. Si, due milioni, per 5 milioni di abitanti!!!

L’orizzonte era quello delle onde e degli alberi
dentro le tipiche mokki, le capanne rosse di legno che spiccano nei verdi boschi e in riva ai laghi
Una sauna purifica, aiuta il respiro, rende leggera l’anima, toglie la fatica, rilassa

Finale sulla Love Boat (?)

il viaggio notturno sul traghetto Turku-Stoccolma, altrimenti noto come Love Boat

La spallata definitiva all’immagine dei finlandesi come popolo freddo e solitario, abituato solo ai boschi, ai laghi, alle renne, alla sauna e alle malinconie invernali, me la diede il viaggio notturno sul traghetto Turku-Stoccolma, altrimenti noto come Love Boat. Beh… su quella nave dal nome da favola, “Cinderella”, più che una favola si viveva un delirio: tre piani di discoteca, tre bottiglie (minimo) a testa, tre ore (massimo) di sonno su un tragitto notturno di dieci, zazzere bionde a spasso, vestite di poco o di niente, vikinghi muscolosi e totalmente ubriachi, un’euforia pazza e trascinante, di quelle che da giovane almeno una volta ti piace vivere. Solo sull’isoletta greca di Ios ho visto scene del genere, senza filtri, senza pudori, senza freni. Ho dei flash, assurdi, non ricordo facce, nomi, solo i rumori fuoriuscenti dalle piccole cabine, la promiscuità nella piscina con idromassaggi e sauna, i resti di bottiglie di birra e vodka sparse un po’ ovunque, insieme a pezzi di costumi da bagno, dal casinò al ponte più alto, una specie di alcova collettiva all’aperto.

A Stoccolma il mattino seguente tutti ricomposti, quasi normali, l’ultima tappa scandinava è stata sicuramente la più pazza di tutte. E sicuramente la nave della Viking Line non me la ricorderò come un tempio dell’amore…

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