Menu
Luoghi magici

I luoghi del Sacro Graal

La coppa del mistero

Solo un eroe puro come Parsifal secondo la leggenda poteva ritrovare il Sacro Graal: erano i tempi avventurosi dei cavalieri della Tavola Rotonda e del cruento e affascinante tempo di Artù.

Solo un eroe puro come Parsifal secondo la leggenda poteva ritrovare il Sacro Graal, immagine presa da wikipedia
(immagine di Parsifal presa da wikipedia)

Tanti secoli prima Giuseppe di Arimatea aveva raccolto ai piedi di Gesù crocifisso il sangue di Cristo trafitto dalla lancia del centurione Longino nella preziosa coppa d’oro, la stessa usata da Gesù nell’ultima cena. Che divenne proprio per il valore speciale di quel sangue, tra un mistero e l’altro, il simbolo della protezione della fede, evocando storie e tradizioni mistiche specialmente diffuse nel vecchio continente.

Giuseppe di Arimatea in un ritratto di Pietro Perugino preso da wikipedia
(Giuseppe di Arimatea in un ritratto di Pietro Perugino preso da wikipedia)

Fino alla teoria più originale di tutte: in verità il Graal come sostenuto da Dan Brown nel romanzo “Il Codice da Vinci” non sarebbe altro che il flusso del sangue reale, ovvero la discendenza diretta e di sangue di Gesù che fuggito dalla Palestina con Maria Maddalena avrebbe avuto con lei dei figli, prima protagonisti nella dinastia reale dei Merovingi in Francia, poi nascosti sotto la protezione nel fantomatico Priorato di Sion.

il Graal come sostenuto da Dan Brown nel romanzo “Il Codice da Vinci” non sarebbe altro che il flusso del sangue reale
Il codice dal Vinci, libro e film © copyright

Ricerca, fantasia, mito, eresia, religione, sfida, coraggio: dietro al calice e al suo percorso dal mondo orientale a quello celtico non mancano di certo mille storie, dottrine e avventure.

E non è mai scomparsa la sua antica potenza.

Le tracce letterarie

La letteratura parla per la prima volta del Sacro Graal nel 1190 quando lo scrittore francese Chrètien de Troyes racconta del coraggioso cavaliere Parsifal che nel castello del re Pescatore si imbatte nella prodigiosa coppa d’oro. Poi fu la volta del poeta tedesco Eschenbach nel XIII secolo a trasformare il calice in una pietra magica, fonte di ogni bene sulla terra e collegato per questo col mito della pietra filosofale. Nello stesso periodo Robert de Boron illustra la vicenda di Giuseppe di Arimatea che si portò in Britannia il calice del vino col quale Gesù, prima di morire e di risorgere, insieme al pane spezzato per i suoi discepoli diede il via al rito dell’Eucaristia. Tra le pieghe del mito ha un ruolo anche il Mago Merlino che nelle vesti di druido convertito al cristianesimo avrebbe donato a Gesù la coppa e poi avrebbe chiesto a Artù e ai suoi Cavalieri di andarne alla ricerca per liberare coi suoi poteri la Britannia da una maledizione sia spirituale che materiale.

l’ipotesi di un possibile viaggio del Graal verso l’Oriente

Molto mondo celtico intrinseco alla leggenda quindi, di castelli e foreste, di spade e nebbie brumose, di incantesimi e lance insanguinate, di calici d’oro e maghi dai poteri magici. Ma anche l’ipotesi di un possibile viaggio del Graal verso l’Oriente, nel 540, ai tempi delle crociate e di altre affannose guerre ed eterne ricerche. O a seconda delle epoche, dei paesi e delle personalità la coppa d’oro è stata vista come il simbolo di qualcos’altro: di un rito iniziatico pagano e del centro del mondo esoterico, destinati a creare scompiglio nella Chiesa ufficiale; uno strumento per conquistare il mondo per la follia di Hitler, addirittura un archetipo dell’incoscio per il grande psicanalista Carl Jung.

Cercando il Graal

E se toccasse a noi da moderni archeologi la missione della sua ricerca, dove mai andremmo? Dove si troverebbe oggi la sacra reliquia e appagherebbe la nostra inquietudine conoscitiva, il nostro eterno bisogno di trascendenza?

Forse nel tesoro nascosto in qualche misterioso castello dei Templari, come quello di Gisors? O sempre in Francia nel Castello di Montsegur, roccaforte dei catari? O nella piccola cappella di Rennes le Chateau dove fu ritrovata la punta della lancia che trafisse il costato di Gesù?

il tesoro nascosto in qualche misterioso castello dei Templari, come quello di Gisors?

O magari in Terra Santa protetto in qualche cappella vicino Gerusalemme? O a Costantinopoli cioè la moderna Istanbul perché di là passarono tanti crociati?

Camuffato da Sacro Catino e intagliato in uno smeraldo nella splendida Cattedrale di San Lorenzo a Genova? A far compagnia alla sacra sindone a Torino? Tra le arcate della cattedrale di Bari, le montagne aragonesi di Huesca o come molti sostengono nella Capilla del Caliz dentro la bella cattedrale di Valencia in Spagna? O nel magnifico Castel del Monte tra le campagne e gli uliveti pugliesi dove Federico II lo ebbe in dono dai cavalieri teutonici durante le Crociate?

Camuffato da Sacro Catino e intagliato in uno smeraldo nella splendida Cattedrale di San Lorenzo a Genova?
nel magnifico Castel del Monte tra le campagne e gli uliveti pugliesi

Oppure lontanissimo da ogni luogo evocato dal mito, perso in Patagonia da templari viaggiatori o in una isoletta del Canada?

Tornando in Gran Bretagna i suoi luoghi sono stati rintracciati nella cappella di Rosslyn in Scozia e più a sud nella mitica Avalon, a Glastonbury, terra delle tombe di Re Artù e della Regina Ginevra, col Chalice Well, il pozzo dove secondo parecchie fonti Giuseppe di Arimatea avrebbe gettato il Graal.

Lo hanno cercato in tanti per i suoi poteri magici e miracolosi connessi all’ultima cena e alla crocifissione di Cristo

Cavalieri, monaci, guerrieri, pellegrini, re. Lo hanno cercato in tanti per i suoi poteri magici e miracolosi connessi all’ultima cena e alla crocifissione di Cristo. In tanti hanno pensato che potesse donare l’immortalità, di qui il motivo della sua ricerca, per usarlo come talismano invincibile che l’uomo pone difronte alla sua caducità fisica.

Forse è giusto che una reliquia del genere rimanga nascosta nel mito, nei tempi o addirittura nelle stelle. La ricerca dei segreti di Dio merita di restare inconoscibile. E seppure esistesse un oggetto del genere che apre le porte alla conoscenza divina fa anche un po’ paura.

Accontentiamoci di vedere sull’altare di ogni chiesa, anche la più piccola, un calice che contiene simbolicamente il sangue di Cristo.

Offerte e prezzi

Non ci sono Commenti

    Lascia un commento

    Iscriviti al Grillo Viaggiante e Caesar Tour Clicca qui

    Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi