La tavolozza di foglie
Giallo, giallo ocra, oro, beige, arancione e marrone, rosso, rosa pallido, amaranto, porpora, granata e tante tonalità intermedie. Più l’ultimo respiro di verde, magari già striato dei caldi colori dell’autunno.
Quando gli alberi perdono le foglie, o le cambiano, sul tappeto dei boschi e dei prati, o precariamente appese ai rami pronti ormai a denudarsi, restano le ultime tracce dell’estate, e avanzano le prime tracce del freddo, tracce bellissime, romantiche, un po’ malinconiche e ispiratrici di pensieri intensi, che vanno dalla consapevolezza della caducità alla meraviglia del cambiamento.

E’ questo l’incredibile fenomeno naturale del foliage che ha creato nel tempo nicchie sempre maggiori di appassionati, di viaggiatori che vanno proprio là, dove i colori creano con una delicata poesia, con una tavolozza degna dei migliori pittori impressionisti, un grande spettacolo: in Giappone, in Canada, nel New England, nel Lake District inglese, nella Foresta Nera tedesca tanto per citare solo alcuni dei luoghi più famosi dove immergersi nello spettacolo del “fogliame”.
E il viaggio allora da visivo diventa anche sensoriale, esperienziale, un viaggio tra miti, colori e luoghi incantati, nell’aria ormai frizzante, sotto i nuvoloni carichi di pioggia o gli ultimi tiepidi raggi del sole, in regioni dove la natura celebra se stessa e chi ha la pazienza di camminare, di guardare, di aspettare il passare delle ore in silenzio può provare una emozione unica, quella di finire in una specie di grembo materno, così speciale, così accogliente. Come il calore di quei camini che in autunno cominciano ad accendersi, come quelle serate che sanno di brace, di pane, di uva, di vino.

Il foliage lo vedo anche come un momento intimo, come un invito a rallentare, a rilassarsi, a riflettere, è un paesaggio esteso a più latitudini, silenzioso e potente, è una piccola filosofia in fondo, perché rappresenta come dicono un po’ tutti, dai coreani che vivono nei paesaggi rurali agli irlandesi rapiti dalla bellezza e dal misticismo del Parco nazionale di Killarney, dai cinesi che godono della natura incantata del Parco di Jiuzhaigou pieno di faggi e abeti che si specchiano nei laghi agli scozzesi che spalancano gli occhi davanti ai colori cangianti delle betulle delle Highlands, l’arrivo di quella stagione che conclude i raccolti, mette di più in contatto col cielo e con qualche dio e simboleggia la fine di un ciclo e l’inizio di un nuovo percorso.
Ecco i luoghi più adatti a vivere l’emozione del foliage, ecco quelli che probabilmente restano più nel cuore, dai più vicini ai più lontani.
La Foresta Nera

La Schwarzwald della Germania sud-occidentale ha questo nome perché le chiome degli alberi sono così fitte da sbarrare nei boschi l’entrata della luce del sole. Ma sotto la coltre “nera” ogni autunno avviene un vero miracolo cromatico che fa della foresta una delle mete più iconiche del foliage.
Gli alberi infatti si tingono di mille caldi colori, le colline diventano d’oro e di rosso, la popolazione locale nelle terre descritte in tutti i romanzi giovanili di Hermann Hesse tira fuori le leggende di dame misteriose e gnomi dispettosi, la poesia investe ogni angolo del paesaggio, le case a traliccio coi tetti a punta di Calw, la cittadina natale dell’indimenticabile autore di “Narciso e Boccadoro”, come il chiostro del convento di Maulbronn, dove maestro e scolaro si conobbero, oltre che le sorgenti e i boschi e i piccoli villaggi svevi descritti benissimo anche nelle fiabe dei Fratelli Grimm e nelle poesie di Eichendorff, Novalis o Holderlin.
Non troppo lontano il paesaggio di un’altra favola, quella del bianco castello di Neuschwanstein nel cuore delle foreste bavaresi, altrettanto poetiche e colorate nei giorni d’autunno.
La Valle della Loira
Il foliage qui si mescola all’arte, alla storia e ai tempi più nobili di Francia, nei parchi che circondano i famosi Castelli. Non manca nulla, nessun colore, quello dei boschi destinati a mutare presto il loro verde, quello delle vigne giallastre e rossastre, non manca neppure il profumo del vino, la magia della pietra che adorna le residenze reali di Chambord o Chenonceau, i battelli che navigano lenti sul fiume e i suoi affluenti. Forse è proprio questo il miglior periodo dell’anno per visitare una delle mete più belle della Francia: cromoterapia, en plein-air.
Il Lake District e Le Cotswolds inglesi

Ce l’avete presenti le odi di John Keats e di Samuel Taylor Coleridge, le poesie di John Ruskin e soprattutto di William Wordsworth?
Tutte o quasi nate qui, ispirate qui, nel distretto dei 16 laghi di origine glaciale nel nord dell’Inghilterra (il Rydall su tutti, che si percorre a piedi nel suo periplo capolavoro di foliage), tra dolci pendi erbosi, piccole e grandi macchie d’azzurro, milioni di alberi come faggi, castagni e betulle che ogni ottobre rendono ancora più romantico questo paesaggio. Si può camminare per ore nella Valle di Langdale, si può vagare per giorni sui tanti sentieri in mountain bike, incontrando al massimo altri viandanti, o volpi, o cerbiatti o ammirando il volo di uccelli. E la sera terminarla in uno dei tipici pub di Keswick, il paese centro di partenza delle varie escursioni.
Nella vasta area collinare ad ovest di Londra ecco invece il paesaggio altrettanto dolce delle Cotswolds, celebre per i pittoreschi villaggi in pietra color miele come Castle Comble, Bibury, Bourton on the water, i vasti pascoli, un sentiero, il Cotswold Way, lungo 164 km, meraviglioso per compiere un trekking nel foliage oltre che nelle atmosfere descritte con maestria nei romanzi di Jane Austen e nei film come “Pride and Prejudice” lì ambientati.

La Finlandia
Nella più isolata regione scandinava ricoperta per il 70% del territorio da foreste e con ben 41 parchi nazionali il foliage è un viaggio tutto da vivere. Bastano i piedi, gli occhi, una canoa, una sauna in riva un lago e fermarsi a osservare, a osservare, a osservare ancora.
In Lapponia alla fine della breve estate artica il fenomeno comincia già a settembre quando tra le foreste arancioni si osservano anche tanti animali come renne, alci ed orsi.
Tra i più bei parchi nazionali del paese ci sono quello di Oulanka e quello di Urho Kekkonen e anche nella regione dei laghi di Koli lo spettacolo è incantevole, così colorato e fiammeggiante, così sospeso tra acqua e terra.

Il Parco di Plitvice in Croazia e il Lago di Bled in Slovenia
Un luogo incantato, tutto godibile e fotografabile dalle numerose passerelle di legno che lo attraversano, che ti fanno ammirare da vicino boschi e cascate, picchi e prati. Patrimonio naturale dell’Unesco dal 1979 ha il suo lato più poetico nei colori caldi dell’autunno che si rispecchiano nell’acqua, l’effetto è simile a quello di un quadro, l’atmosfera quella di una favola.

Più a nord un altro incanto slavo, quello dell’azzurro lago di Bled coi boschi che circondano lo specchio d’acqua e gli alberi che abbracciano il campanile sull’isolotto in una scena che emana pura bellezza.

Il Douro portoghese
Dall’altra parte dell’Europa ecco la regione nordica di Porto, meravigliosa per le foglie d’autunno, per i colori e le atmosfere delle vallate e delle vigne, dei paesini di pietra e delle profumate cantine situate lungo il fiume e nel cuore della città vecchia. Un viaggio lento e prezioso quello nel foliage portoghese, in una realtà semplice di terra, di colline, di tradizioni e di vino.
Giappone
Il fenomeno del foliage è spettacolare e insieme alla fioritura dei ciliegi in primavera costituisce un imperdibile invito al viaggio.
Nel Sol Levante questa esperienza è chiamata anche come momijigari, ovvero “la caccia alle foglie rosse”, quelle degli aceri giapponesi che cambiano ogni giorno la loro tonalità come in un incantesimo, come in un sogno, nei giardini zen, nei sentieri che circondano i santuari, in mezzo ai templi buddhisti di Kyoto o sulle pendici del Fuji o del Monte Takao, dove il silenzio e la purezza delle montagne fanno dimenticare il frastuono della vicina Tokyo dove alcuni spazi intimi per il foliage riescono a trovarsi però, in particolare nei giardini Hama-rikyu e Koishikawa Korakuen.


Difficile immaginare un altro viaggio in un luogo e in una stagione così delicati e spirituali, per capirlo probabilmente basta immergersi nella pace e nei colori dei giardini più iconici della vecchia capitale imperiale, quelli di Tofuku-ji e di Kiyomizu-dera, di Arashiyama ed Eikandoo molto godibili per le illuminazioni serali o raggiungere il paesaggio quasi sacro di Nikko dove foglie, nebbie, riflessi, templi, colori, sentieri e boschi creano un’atmosfera unica. Un foliage più freddo ed estremo si ammira infine nell’isola settentrionale di Hokkaido, dove già in un fresco settembre le foglie diventano dei colori rosso e oro, specie nel selvaggio Parco di Daisetsuzan dove si arriva anche per godere della vista delle montagne, dei vulcani e delle sorgenti termali.
In tutto il Giappone il fenomeno del foliage appare legato alla filosofia wabi-sabiche nasce dal continuo fiorire e svanire delle cose. Cadono le foglie, cambiano colore, muore e rinasce la vita stessa, è il foliage.
New England
E cosa dire della colorata magia autunnale che investe la Costa Nord-Est degli Stati Uniti, incendiando gli alberi del Maine, del Vermont, del New Hampshire, del Massachussets?

Un giro tra quelle colline, quei boschi, quei freddi villaggi di pescatori, quei piccoli borghi pittoreschi dell’interno, quelle strade piene di foglie, lascia senza fiato, e non a caso ha sempre ispirato pittori e poeti. Gli alberi di qui si specchiano nei fiumi e nei laghi, i villaggi sembrano cartoline, i colori si mischiano e sovrappongono di continuo e si depositano in fondo all’anima.
Una strada su tutte da percorrere, la famosa Kancamagus Highway, per fotografare la luce morbida che cade sulle fattorie e insieme la raccolta delle mele, i prati di zucche e i milioni di foglie gialle e rosse.
Un parco nazionale da visitare, l’Acadia nel Maine, con la sua costa selvaggia piena di boschi, di scogliere e di fari, o la White Mountain National Forest, e poi ogni angolo, davvero ogni angolo del suggestivo Vermont.
Dall’altro lato degli Stati Uniti, ad Aspen, in Colorado, molto bello il panorama delle Maroon Bells, con le chiome colorate degli alberi che si spostano nel vento, proprio sotto i due grandi picchi gemelli.
Patagonia
Il sud ghiacciato del mondo, la terra scoperta e sognata da mille avventurieri, descritta con limpida nostalgia e gagliarda passione da Sepùlveda, da Coloane, da Chatwin, tutto quel paesaggio immenso e sospeso tra Argentina e Cile dove le sfumature gialle e rosse dei boschi di lenga e di nire si stagliano contro l’azzurro dei fiordi o il bianco dei ghiacciai.
La Patagonia sembra un luogo primordiale e il suo foliage ti ricorda come le vette, come i laghi, come le sue grandi solitudini che la natura governa ancora tutto, che la natura resta per sempre un passo avanti.

Canada
Fino a che arriva forse il più grande e unico capolavoro di Madre Natura e del Foliage, il Canada, dove la foglia d’acero fa talmente parte del dna e dell’immaginario nazionale che è finita oltre che sulle frittelle col suo delizioso sciroppo anche in mezzo alla bandiera biancorossa del gigantesco paese.


Il Canada dell’Ontario, del Quebec (la pittoresca Gaspè Peninsula), del Parco Algonquin (.7600 stupendi kmq, la Highway 60, il lungo lago Opeongo), del Mont Tremblant (il regno dell’acero rosso), delle foreste lungo l’estuario del San Lorenzo, dove c’erano i mohicani una volta, i boscaioli e i cacciatori di pellicce, gli escursionisti più avventurosi e i trapper.
Qui dove tutto sembra infinito e quindi lo sembrano anche le foreste e le foglie, si celebrano feste, eventi, sagre, per celebrare la tavolozza rossa intensa dei boschi o il tappeto variopinto delle foglie d’acero e anche nelle grandi metropoli come Montreal, Quebec City, Toronto, Ottawa, i parchi diventano una galleria di colori, col rosso degli aceri che si staglia contro l’azzurro del cielo o coi primi paesaggi bianchi di neve.

Credo che il Canada sia la somma contemplativa del foliage, di quella bellezza transitoria (potremmo dire come la vita?), che dura poco prima di sparire.
Altro che un clic da pubblicare sui social!


Non ci sono Commenti