Sinceramente il mio primo viaggio in Norvegia avvenne in omaggio al grande protagonista della natura del nord, il fiordo.
E’ per vedere i fiordi che sono venuto qui da ragazzo, dove cominciano, dove finiscono.
Con quale potenza si sviluppano, con quale poesia scorrono.
In fondo a loro c’erano antichi approdi vikinghi o villaggi dei troll?
Serpenti blu tra alte montagne, profonde fenditure e lingue azzurre
dove tutto si riflette,
la valle, il bosco, la neve, il ghiaccio, le nuvole, il sole.
Da Bergen ad Alesund sono il tratto dominante del paesaggio e il paesaggio sembrano averlo ispirato. Disegnato.
Valli glaciali che in ere glaciali si sono spostate lentamente verso il mare.
Casette colorate sulle sponde, sentieri infiniti, una luce incredibile.
L’acqua come elemento che tutto abbraccia, tutto accompagna, tutto rinfresca.
La vita tranquilla di tante comunità che sui fiordi stanno bene,
pescano, coltivano, costruiscono, pregano in chiese di legno, viaggiano su lenti postali.
Sorridono e pensano.
Al cospetto di quale capolavoro della natura o di Dio gli sia toccato in sorte di vivere.
Il fiordo ti entra dentro, col suo spettacolo mozzafiato,
il fiordo ti riposa, ti incanta, all’alba e al tramonto
il fiordo evoca un altro mondo possibile, tutta purezza, solo bellezza.


Silenziosa venne la notte d’inverno con passi ovattati di neve.
Inverno dopo inverno, notte blu dopo notte blu.
I ghiacciai attanagliarono le vette.
Il sole primaverile attirava gocce di ghiaccio. Goccia trovava goccia.
Ruscello trovava ruscello. Scuoteva e strappava, infuriava e scorreva.
Strusciava e scavava nella roccia e nella terra. Creò valli profonde.
E – specchio verde smeraldo – il fiordo.
(Helge Torvund)

E’ quel sogno che portiamo in noi
Che succeda qualcosa di fantastico,
che debba succedere –
che si apra il tempo, che si apra il cuore
che si aprano porte, che si apra la roccia
che sgorghino sorgenti –
che si apra il sogno,
che noi un mattino possiamo scivolare in
una insenatura di cui nulla sapevamo.
(Olav H. Hauge)

Tutte le meraviglie
E al di sopra delle domande di ieri e di oggi
Splende su noi tutti
il sole, la grande risposta
(Gunnar Reiss-Andersen)
Verso est siede il ghiacciaio in una sedia d’algido verde
e brilla orgoglioso sulla terra.
Ma ora vibra e mormora e gorgoglia al sole,
così che la cascata si tuffa pazza di gioia nel fiordo.
(Vilhelm Krag)

La vita è così lunga, talvolta
dura dei mesi, interrotta da erba alta,
fiumi profondi e baci
che durano tanto quanto il cadere di
una mela
in quel piccolo secondo tra estate ed autunno.
(Terje Johanssen)

Quando l’autunno arriva,
quando il freddo arriva
e le sere si oscurano
siedo vicino al fuoco
e canto in sordina il mio canto –
mantengo in vita i dispiaceri,
evoco i ricordi solari
(Olav H. Hauge)
Dammi la mano al chiaro di luna.
Foglia sei tu –
Sotto il cielo aperto. Sopra l’abisso spalancato.
Come foglie
Siamo tu ed io.
Pronti a vibrare,
pronti a volar vis.
Vieni.
(Tarjei Vesaas)

Pieno di sorpresa il mio sguardo vide
Un paesaggio dipinto dalla natura,
Che si vaneggiava in una grandiosa rotondità
Dove il verde si perdeva nel blu;
L’intero cerchio era ovunque presente
Rivestito di una volta di zaffiro,
Le cui fondamenta in parte sulla roccia cadevano,
E in parte nel mare si protendevano.
(Christian Braunmann Tullin)

Il cielo è venuto,
forse come il giorno per caso,
con una luce cilestrina
e calmi e leggeri respiri.
(Astrid Hjertenaes Andersen)






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