Voglia di Brasile
Ci ho pensato spesso in questi anni: mi capiterà di compiere un altro lungo viaggio in Brasile? In questo bellissimo e umidissimo e divertentissimo paese? In questo benedetto e maledetto continente?
E se sì questo nuovo viaggio dove mi porterà?
Tornarci da uomo maturo oltre vent’anni dopo il viaggio di nozze che scelte mi farà fare?
Una voglia mi è rimasta, certamente, quella di passare qualche giorno a Rio de Janeiro, a Salvador de Bahia o magari anche nella piccola e deliziosa Olinda durante i giorni pazzi del Carnevale. Magari tirerò a sorte per sceglierla la città o magari la sceglieranno le mie figlie se ci tornerò insieme a loro.
Poi un sogno, anzi una chimera, anzi una follia: mi piacerebbe tanto sfidare l’infinito fiume limaccioso, le nuvole di zanzare, le notti insonni sulle amache e scendere il corso del Rio delle Amazzoni, fino alla foce, fino a Belèm, per ascoltare altre storie e leggende, per conoscere altre persone e paesaggi che la piccola porzione di Amazzonia vissuta intorno a Manaus mi ha solo lasciato intravedere.
Poi vorrei vivere qualcosa di razionale, unito a qualcosa di poetico: una sosta tra le architetture geometriche di Brasilia, la città-esperimento di Niedermeyer che sono sicuro che un’anima latina e brasiliana ce l’avrà anche lei; e il ritorno nel mitico Nord Est, a perdermi sul lenzuolo bianco di dune meravigliose, a cercare su quelle dune ispirazione e leggerezza. Su Fortaleza invece ho più incertezze che certezze perché ho sentito troppe storie di italiani andati lì a fare cose che non mi piacciono.
Il Brasile comunque per quanto grande e vario si presenti ha causato in me già un piccolo miracolo: io che per principio torno poco volentieri nei paesi già attraversati qui vorrei tornare eccome, perché sono sicuro che mi aspetterebbero tante emozioni e scoperte nuove.
Provo quindi a tracciare brevemente e visivamente il percorso della “prossima volta”:
1 – Il Carnevale
Per vedere la massima mescolanza di colori, costumi, luci, musiche, balli.
Per non capire niente, almeno per un po’.
Per rendermi conto da vicino di come un popolo che spesso ha poco durante il Carnevale sente di avere tutto.
Per imparare finalmente la samba, o fare finta almeno.
Per decidere in una pausa a tavola, la pausa necessaria dopo il frastuono delle trombe e delle giravolte, dopo le sudate, dopo le sfilate, chi vince definitivamente il derby delle delizie gastronomiche: se il churrasco di carne o di mariscos, se la feijoada dell’entroterra o la moqueca bahiana.
Per stare bene semplicemente in mezzo alla musica, tra genti nuove, in costume, in infradito e con una caipirinha in mano
Per testimoniare una volta per tutte se ci sono al mondo spettacoli migliori di una brasiliana che balla.


Per provare a spiegarmi tutti i significati e le allegorie di una festa di popolo.
Per provare a disegnare un carro per il prossimo Carnevale!
2 – Belèm, Amazzonia


Per rivedere il mondo più verde, caldo e umido che ho potuto finora vedere.
Per sentirmi la stessa faccia, gli stessi brividi di stanchezza e di gioia dei ragazzi incontrati sul porto di Manaus, scesi a terra dopo giorni di navigazione sul grande fiume.

Per vivere da dentro alcune storie conosciute solo attraverso i film e i romanzi: “Fitzcarraldo”, “Pantaleon e le visitatrici”, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “Nessuno scrive al colonnello”.
Per dare un colore alle centinaia di fotografie viste in una mostra di Sebastiao Salgado dedicata a una stupefacente Amazzonia in bianco e nero.
Per forzare il concetto di viaggio, di fiume, di esperienza, di confine.
Per attraversarla tutta l’immensa arteria d’acqua dell’America latina.
Per sentire il battito di una certa America Latina.
Per sentirmi come Mister No in volo sulla gigante macchia verde col suo piper sgangherato.
Per dare un nome a chissà quante nuove piante e animali.
Perché l’Amazzonia finisce a Belèm. E forse si capisce anche meglio a Belèm, coi chilometri, le sponde, i villaggi, i tramonti e i giorni dietro le spalle.
3 – Brasilia


Perché oltre all’avventura mi affascina pure la geometria, la precisione, la progettazione.

Perché voglio capire meglio come dal niente sia nata e cresciuta questa utopia di città

Perché Brasilia è l’alba dell’architettura modernista.
Perché Brasilia significa affacciarsi sul Brasile del domani.

4 – Lencois de Maranhao
Perché il bianco è incanto e purezza.
Perché le dune bianche sono un paesaggio da favola.
Perché vicino Sao Luis mi immagino un mondo irreale e surreale.
Perché voglio rotolarmi senza pensieri su un a montagna di sabbia molto più grande di quella di Lipari o di Sharm o di Merzouga.
Perché questa parte di Brasile assomiglia a un quadro e a un sogno.
Perché voglio contare le mie impronte sulle dune soffici e vergini.
Perché dopo il divertimento a volte serve il silenzio.
Perché tra i lenzuoli bianchi del Maranhao secondo me si respira esattamente questo: il silenzio.
Perché il Brasile si può ammirare anche nel silenzio.


Perché un’emozione del genere se la merita ogni viaggiatore innamorato del Sudamerica.

E allora per uno, due, tre, quattro motivi… Brasile aspettami!


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