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Cultura da Viaggio

Le canzoni italiane sul viaggio

Colonna sonora Made in Italy

A Natale e per l’Anno Nuovo “Il Grillo Viaggiante” vi ha fatto gli auguri con una raccolta di aforismi sul viaggio che potete ritrovare in questo stesso topic che abbiamo chiamato “Cultura da viaggio”: frasi di scrittori e non solo che hanno secondo noi ben descritto i valori e le passioni dei viaggi e i tratti specifici e i ricordi emozionali che alcuni luoghi sono capaci di suscitare. Ora che siamo a Pasqua 2021 e che i viaggi sono ancora un bene offuscato e una possibilità limitata abbiamo pensato a dei nuovi auguri basati sul breve racconto di una colonna sonora per viaggi e vacanze “Made in Italy”.

Colonna sonora Made in Italy

Perché la musica il viaggio lo ispira: la strada e i sogni, le lontananze, certe atmosfere. Il panorama che scorre dal finestrino di un’auto o di un treno. Il vento in faccia quando si è in bici o in moto o a piedi. I ricordi e gli amori di viaggio anche, hanno spesso un sottofondo musicale. La musica dei luoghi dove prima o poi andremo è molto affascinante ma lo è pure la musica di casa nostra, leggera, pop, rock, che il viaggio sa farlo vivere, a volte con grinta e felicità, altre con ispirazione, romanticismo o malinconia.

Quei viaggi organizzati

Siccome “Il Grillo Viaggiante” by Caesar Tour, pur suggerendo belle evasioni ed esperienze di viaggio personali, opera da anni nel settore del turismo organizzato in stretta collaborazione coi migliori Tour Operators, noi crediamo che il pezzo inaugurale di questa playlist musicale debba essere “Viaggi organizzati” del compianto Lucio Dalla, che in questa canzone inventa un dialogo fra un passante, un viaggiatore, e un poster o se volete un cartellone pubblicitario, un depliànt turistico, la vetrina di un’agenzia di viaggio o chissà un sito web, da cui “esce” una ragazza che canta. “Io sono il cielo dietro all’angolo, sono un viaggio, che farai, sono un progetto, sono un calcolo, chiudi gli occhi e ti immaginerai, potrai sdraiarti sotto un albero, fare, solo quello che ti va, giocare con il cuore elettrico accenderti spegnerti, accenderti spegnerti…”. Un po’ la nostra missione di tutti i giorni, fare in modo che un vostro sogno di viaggio diventi realtà.

Quei viaggi organizzati

Il manifesto del viaggio italiano

La nostra seconda traccia di un ideale playlist non può prescindere dal manifesto di Lucio Battisti che con “Sì, viaggiare” del grande poeta Mogol invita con la sua voce inconfondibile a lasciarsi andare, a scoprire con coraggio come “dolcemente viaggiare, rallentando per poi accelerare, con un ritmo fluente di vita nel cuore, gentilmente senza strappi al motore”. Ci sembra chiaro che la metafora riguardi il percorso su una strada ma anche nella stessa vita.

L’importanza di un compagno

Proseguiamo con l’omaggio ai migliori cantautori italiani con Francesco De Gregori che ai viaggi ritorna spesso, da quello simbolico del “Titanic” alle fatiche di “Adelante, adelante” ai “Viaggi e Miraggi” in giro per l’Italia. Forse la sua perla però è quella dove ci sottolinea l’importanza di un’empatia personale da riversare nei viaggi, sia essa con un amore o con un amico: “Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità e avevano toccato il fondo della loro provvisorietà… Due buoni Compagni di Viaggio non dovrebbero lasciarsi mai, potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai”.

L’importanza della strada percorsa

Per Claudio Baglioni nel suo inno “Strada Facendo” il viaggio è crescita personale e incontro con gli altri: “Io troppo piccolo fra tutta questa gente che c’è al mondo, io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai, e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità, e giovane e invecchiato mi son detto Tu vedrai, vedrai… Strada facendo vedrai, che non sei più da solo, strada facendo troverai, un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far parte del tuo cuore…”. Per Vasco Rossi l’importante è l’energia, la dimensione ribelle, da “Vado al Massimo” a “Una vita spericolata”, per Pino Daniele il viaggio oltre a “Napule è” significa spesso evasioni verso l’esotico, come in “Medina” e “Africa Africa”. Ma c’è sempre qualche strada percorrere.

Il viaggio italiano che supera i confini

Il viaggio italiano che supera i confini

Per i Modena City Ramblers tante le suggestioni lontane, dall’Irlanda di “In un giorno di pioggia” al Chiapas messicano di “Natale a San Cristobal”, due pezzi struggenti che fanno innamorare e che troverete nei pezzi de “Il Grillo Viaggiante” contenuti nel topic “I Grandi Reportages”, dedicati a “Il viaggio verde” (vedi Intro/Irlanda ti vivrò) e al passaggio in Chiapas (vedi “Tutti i soli del Messico”/ C’era una volta Marcos). Per Zucchero oltre al suo viaggio musicale personale alle radici del blues conta molto l’amore e il calore di Cuba, molto evidente in “Baila”. Bennato ci porta con le sue metafore a “L’isola che non c’è” mentre Fabrizio De Andrè a rivivere episodi biblici o la Spoon River americana.
Gianna Nannini spazia da “Ragazzo dell’Europa” all’”America”, tutta da vivere e sentire, invece Carmen Consoli ci porta nell’infanzia della sua “raggiante Catania” ritratta “In bianco e nero” oppure nella grecità del mito di Narciso, approcciato nella bellissima “Parole di Burro”: “conquistami, inventami, dammi un’altra identità, stordiscimi, disarmami, e infine colpisci, abbracciami e ubriacami di ironia e sensualità”.

Il viaggio onirico, notturno, marino

Ci sono poi quelle canzoni dove il viaggio è avventura casuale, movimento onirico, fuga nella notte o verso il mare, verso un altrove ideale e un tempo e un luogo migliore. Bastano pochi ingredienti come la macchina, la moto, la strada, un paesaggio o una persona da raggiungere o anche solo da attraversare, da incontrare.
E’ il caso di Certe Notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei” di Ligabue che diventa famoso col brano “Balliamo sul Mondo”. E’ il caso di Luca Carboni con Mare, Mare mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo. Mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì, e che ogni tanto gli fa sentire l’onda…”. E’ il caso di Antonello Venditti che identifica il mare con lo stravolgimento provocato da una donna: “Tu sei dentro di me, come l’Alta Marea, che riappare e scompare, portandomi via”. Un viaggio di altro tipo decisamente quello di “Bomba o non Bomba… arriveremo a Roma!”O di Gianluca Grignani con la sua hit, “Destinazione Paradiso”: “Prendo un treno che va a Paradiso Città”.
O dei Tiro Mancino che cercano spesso un’analogia tra viaggio e elementi naturali come nel caso di “Le Onde” e “Imparare dal vento”, entrambe delicatissime: “Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose, dove non vogliono andare. E avere la pazienza delle onde, e andare e venire, ricominciare a fluire”. O dell’accoppiata Max Gazzè-Niccolò Fabi che canta “Vento d’estate, io vado al mare voi che fate? Non mi aspettate, forse mi perdo”.

Il viaggio onirico, notturno, marino

Il viaggio sociale

Se ai due cantautori romani aggiungi il terzo amico, Daniele Silvestri, esce fuori con “Life is sweet” un’altra dimensione del viaggio, quello sociale, solidale che crea ponti e strade verso realtà povere e precarie, un aiuto agli ultimi, in questo caso qualche popolo africano: “Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno, con le scarpe nelle mani, in fila uno ad uno… Un ponte lascia passare le persone, un ponte collega i modi di pensare, un ponte chiedo solamente, un ponte per andare…”. Di Silvestri molto delicati altri due pezzi, il bozzetto minimalista de “L’Autostrada” e il grande respiro del mito cubano del Che in “Cohiba”.
Il viaggio anche per Jovanotti è la consapevolezza di non essere mai solo, specie se il viaggio della vita ti porterà nell’”Ombelico del Mondo” o se fatto con qualcuno di speciale vicino ti lascerà sempre una traccia, un ricordo, un insegnamento come in “Fango”: “Ora la città è un film straniero senza sottotitoli, le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli il ghiaccio sulle cose, la tele dice che le strade son pericolose ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente, il profumo dei fiori, l’odore della città, il suono dei motorini, il sapore della pizza, le lacrime di una mamma, le idee di uno studente… il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l’appetito, la sete, l’evoluzione in atto, l’energia che si scatena in un contatto…Io so che non sono solo, anche quando sono solo, io lo che non sono solo, e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango”. Stupenda, specie col video girato alle cascate di Iguassù in Brasile.

Il viaggio sociale

Basta viaggiare, muoversi, rotolare

Ascoltiamo ancora la playlist con delle canzoni che mettono in risalto gli inviti nostalgici al puro vagare. Pensiamo al noto verso “Io, Vagabondo che son io” dei Nomadi, a quello di Cremonini in “Buon Viaggio”: “l’incanto sarà godersi un po’ la strada”, ovvero partire per sperimentare o per ricominciare, per vivere piccole esperienze positive, anche semplicemente a bordo di una vespa sui colli bolognesi se a Cremonini affianchiamo i suoi ex compagni dei Luna Pop. Per Piero Pelù “Il Viaggio” è “viaggiare insieme è come un tango, come strade che si incrociano, un po’ d’asfalto, un po’ di fango, per due vite che si sfiorano, cercano… Hai mai trovato quello che volevi? Sei mai partita per dove sognavi? Hai mai guardato dove nascono i venti?”. E coi suoi Litfiba in “Lacio Drom” l’imperativo gitano era “Ti porterò nei posti dove c’è buon vino e festa fino al mattino…”. I Negrita con “Rotolando verso Sud”, da mettere ogni volta che si parte per l’America Latina o per il sud del mondo, ci lasciano il loro credo: “sogno un viaggio morbido dentro al mio spirito e vado via… continente vivo, desaparecido, sono qua, sotto un cielo avorio, sotto nubi porpora, mille fuochi accesi, mille sassi sulla via… Mare accarezzami, luna ubriacami, Rio Santiago Lima Holguin Buenos Aires Napoli”.

Il sogno di viaggi nuovi o infiniti

L’importante è che il viaggio non finisca mai: “Non senti che tremo mentre canto, è il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai” (“Estate” dei Negramaro). Insomma “Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più” (Irene Grandi) E se hai viaggiato poco, speraci sempre, lascia il sogno intatto e vivilo con la persona giusta: “Con te partirò, paesi che non ho mai veduto e vissuto con te adesso sì li vivrò” (Andrea Bocelli).

Buon viaggio e buona musica e scusateci se abbiamo (sicuramente) dimenticato qualcuno!

Il sogno di viaggi nuovi o infiniti

Ecco la playlist proposta:

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