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Il grillo Racconta / Metropolis / Uk Memories

London Vibes

Il significato culturale e commerciale delle vibes

Un’altra puntata nella poliedrica e cosmopolita capitale inglese per scoprire dopo i suoi monumenti e le sue cartoline più famose, dopo un viaggio nelle sue icone più rappresentative, l’infinita mappa delle sue attrazioni, quelle culturali e scientifiche, quelle sportive, quelle legate ai mercati e ai quartieri tipici.

Londra è la città più avanti in Europa per questo, per il suo volto moderno e vario, per la sua vita scintillante, per le enormi possibilità divulgative come per quelle di intrattenimento.

Londra è presente e influente in ogni forma d’arte, in ogni cucina, è aperta, è mondiale e per la rivista Time Out ha ormai superato Parigi e New York in questa speciale classifica di città più attraente e dinamica del pianeta perché la sua cultura non rimane al chiuso dei numerosi musei e teatri, non si limita alle sue notissime e storiche sedi, ma invade letteralmente le strade, i mercatini, gli spazi alternativi e underground, i quartieri bohemien fino agli stessi pub delle periferie più operaie.

Il significato culturale e commerciale delle vibes

E su una cosa bisogna davvero riflettere: se Londra come metropoli diventa ogni anno sempre più costosa e competitiva, se i prezzi delle case e dei ristoranti sono esorbitanti, il modello culturale londinese continua a funzionare alla perfezione perché è un modello democratico, accessibile, assolutamente non elitario. Infatti, se per seguire un derby di calcio in tribuna o per mangiare in un locale di moda può partire uno stipendio, per ammirare le collezioni del British Museum, della National Gallery o della Tate Gallery il costo del biglietto è zero, la cultura è davvero alla portata di tutti.

Tanto poi secondo uno studio l’indotto creato dalla cultura e dagli eventi a Londra genera un mostruoso giro d’affari annuo di circa 65 miliardi di sterline!

Della serie: venite pure a vedere gratis i nostri musei scientifici, le nostre collezioni artistiche, godete del libero accesso a tutto questo valore, a tutta questa bellezza, poi spenderete in altro modo, coi divertimenti serali, con la ruota panoramica, con le serate all’Opera o ad applaudire i Musical, con le cene nei ristoranti gourmet, con gli alberghi e i BB, con le tessere dei trasporti, coi souvenir, con gli acquisti in Oxford Street.

La cultura e gli intrattenimenti a Londra sono letteralmente un motore economico, i suoi eventi, rassegne, concerti, mostre, spettacoli, partite, attirano milioni di persone ogni anno, anche nelle versioni più sperimentali, inventate nei sobborghi, nei parchi, nei loft, nelle fabbriche abbandonate, lungo i canali di Camden Town dove giganteggia ancora il mito di Amy Winehouse.

nelle fabbriche abbandonate, lungo i canali di Camden Town dove giganteggia ancora il mito di Amy Winehouse

Londra vive di questo, di questo circuito si alimenta, grazie a questo fenomeno cresce, attrae, incanta, cresce ancora. Il caos creativo è notevole in città, tutto fa cultura, gli ambienti eleganti e raffinati come quelli più sporchi e disordinati, la cultura più alta e quella più popolare, e la gente arriva perché sa che nella capitale inglese tutto è possibile, accade sempre qualcosa, va sempre in scena qualcosa.

Per questo Londra vince su tutte le altre, perché non è solo una città storica e turistica ma è anche una città esplosiva e vitale, perché non è una città che si mette in vetrina ma piuttosto un luogo che assomiglia a un grande laboratorio sempre acceso. Grazie ai piccoli festival, ai listening bar, agli spazi queer, alla compresenza di culture, lingue, ritmi, musiche, cucine caraibiche, africane, asiatiche, mediorientali. Che non esistono solo nella carissima City ma anche in quartieri come Peckham, come Brixton, Southall, Southbank, Camden, Hackney o Whitechapel.

è una città che si mette in vetrina ma piuttosto un luogo che assomiglia a un grande laboratorio sempre acceso

Londra è il trionfo della diversità, della pluralità, della tolleranza, della mescolanza.

Londra è un affascinante ecosistema culturale.

I Musei più famosi

Cominciamo da uno dei musei più importanti del mondo, che ospita collezioni, reperti storici e archeologici provenienti da tutto il mondo e che è totalmente gratuito, il British Museum.

ospita collezioni, reperti storici e archeologici provenienti da tutto il mondo e che è totalmente gratuito, il British Museum

Dentro ci si perde vanno quindi selezionate le highlights, le opere da non perdere, dalla Stele di Rosetta che permise di decifrare i geroglifici egizi e la lingua dei faraoni alla stupefacente collezione di statue di marmo provenienti dal Partenone, dalla ricostruzione della Tomba delle Nereidi ritrovata in Turchia allo splendido busto di Ramses II, dai sarcofagi sempre egizi ovviamente alla mirabile figura della Venere accovacciata in marmo bianco, dagli elmi di guerra ai Moai dell’Isola di Pasqua, dal bassorilievo rappresentante i tori alati assiri di Sargon II allo stendardo di Ur fino alla pregevole e antichissima serie di Scacchi di Lewis ritrovati probabilmente in Norvegia e scolpiti in denti di balena e zanne di tricheco…

Ben 8 milioni di reperti, di oggetti, una scelta insomma va fatta a priori, altrimenti si resta una vita tra i saloni e le teche del British!

La visita successiva ci porta ovviamente in piena Trafalgar Square, dove troneggia la costruzione classica della National Gallery. Anche qui è obbligatoria una visita intelligente che potrebbe prevedere i seguenti capolavori, utili all’educazione di ogni animo sensibile in ambito pittorico. Inutile quasi aggiungere che si tratta di un altro regalo di Londra visto che anche questa esperienza unica è gratuita.

  • La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci (Sala 51)
  • I Girasoli di Vincent van Gogh (Sala 43)
  • I coniugi Arnolfini (The Arnolfini Portrait) di Jan van Eyck (Sala 52)
  • The Fighting Temeraire di J.M.W. Turner (Sala 34)
  • Venere e Cupido (Rokeby Venus) di Diego Velázquez (Sala 30)
  • L’esecuzione di Lady Jane Grey di Paul Delaroche (Sala 38)
  • Bagnanti ad Asnières di Georges Seurat (Sala 43)
  • Il battesimo di Cristo di Piero della Francesca (Sala 66)
  • Bacco e Arianna di Tiziano (Sala 8)
  • Autoritratto di Rembrandt (Sala 15)
  • La cena di Emmaus di Caravaggio (Sala 32)
  • The Umbrellas di Renoir (Sala 44)

Terzo momento tutto londinese dedicato all’arte è la Tate Gallery che presenta una collezione di arte moderna e contemporanea accanto ad una più tradizionale, tutta britannica.

Nella prima sezione si raccomanda di visitare la Marylin di Warhol, le tele cupe e astratte dei Seagram Murals di Rothko, l’opera di Picasso che segna il suo passaggio al surrealismo, Les trois Danseuses, la Turbine Hall che è lo spazio di ingresso pieno di grandi installazioni all’avanguardia, il telefono-aragosta di Salvador Dalì, la tela pop Wham di Lichtenstein, la Hèbuterne di Modigliani, la Babel, ovvero la torre di radio di Meireles, la celebre scultura futurista in movimento di Boccioni, mentre nella seconda sezione sono imperdibili gli acquarelli di Turner, le opere di Blake e il dipinto preraffaellita Ophelia di Millais che ritrae l’eroina di Shakespeare immersa nell’acqua.

Per finire un minimo tour dei Musei inglesi ecco l’atrio del Natural Histories Museum con il gigantesco scheletro del dinosauro e il più folkloristico Museo delle Cere di Madame Tussaud, rivolto alle celebrità passate e presenti. Solo qui il costo è di circa 24 pounds e si passano in rassegna attori, cantanti, sportivi, reali d’Inghilterra come personaggi dell’orrore e eroi della Marvel: buon divertimento!

Museo delle Cere di Madame Tussaud

Lo sport

Londra vive di spettacoli sportivi e di templi sportivi. Si organizzano costosi tour a pagamento in tutte le gloriose locations per vedere dal vivo i campi da gioco e le hall of fame del tennis, del rugby e soprattutto del calcio della straricca e spettacolare premier league che ha ormai distanziato tutti gli altri campionati europei per livello di show, campagne acquisti, giri di merchandising, fatturati delle squadre. Quindi le London Vibes si colgono benissimo anche a Wimbledon sulla cui mitica erba Jannik Sinner ha trionfato nelle ultime due edizioni, a Twickenham dove si può comprare la meravigliosa maglia da rugby con le rose inglesi, a Wembley dove gioca da sempre la nazionale di calcio e nei vari stadi delle potenti squadre dell’Arsenal, del Tottenham, del Chelsea. E volendo pure nei campi di cricket!

Sappiamo tutti che l’Inghilterra è un formidabile covo di tradizioni e che il torneo tennistico più celebre del mondo ne conserva molte: dall’immancabile dress code total white che fa apparire davvero i tennisti gli sportivi più eleganti del pianeta al consumo di fragole con panna adorate dagli spettatori, dalle partite che vanno assolutamente giuocate con la sola luce naturale al falco Rufus che sorveglia il prezioso prato dagli “attacchi” degli altri uccelli, fino ai campi senza tabelloni pubblicitari e questa è veramente una gloria da esibire nei tempi dello sport moderno!

Altrettanto amati i riti del rugby a Twickenham: la camminata di massa dalla stazione della metro lungo Whitton Road con l’inno “Swing Low, Sweet Church” cantato a squarciagola dai tifosi e le loro soste nei pub nel prepartita come il barbecue improvvisato nei parcheggi dello stadio, il passaggio della squadra inglese sotto i cancelli della gloria intagliati con la rosa d’Inghilterra, il Royal Box presente come a Wimbledon, il famoso Terzo Tempo con altre bevute nei pub insieme ai tifosi avversari, un’usanza che evidenzia tutto lo spirito sportivo e speciale del rugby.

Specie il calcio, infine, a Londra è una religione, divisa tra quartieri ricchi e popolari, tra punti cardinali della città, tra tifosi che hanno i propri eroi, e anche loro i propri covi, i propri cori, i propri colori, i propri pub e che riescono a impazzire anche per club “minori” come il West Ham, il Fulham, il Crystal Palace, il Brentford, il QPR, il Charlton, il Millwall e me ne dimentico sicuramente qualcuna.

Specie il calcio, infine, a Londra è una religione, divisa tra quartieri ricchi e popolari, tra punti cardinali della città

I mercati e i quartieri tipici

Covent Garden e Camden Town, Portobello Road e Notting Hill, forse basta un giro tra queste realtà per entrare ancora meglio nel cuore e nelle vibrazioni di Londra e per finire di conoscere e amare questa incredibile città.

Covent Garden è un celebre quartiere nel West End di Londra.

Prima o dopo i teatri, i pub, i musei, una passeggiata da questa parti significa un piccolo salto nella storia (il nome significa “orto nel convento” perché proprio qui i monaci dell’abbazia di Westiminster coltivavano nel XII secolo frutta e verdura) e una grande immersione nello shopping e nell’intrattenimento. A parte il Mercato Coperto di generi alimentari e punti di ristoro e i Seven Dials, l’incrocio delle strade pedonali strapiene di club, negozietti, botteghe artigiane, cortili colorati e ristorantini di ogni tipo, qui si può frequentare la Royal Opera House con gli spettacoli di balletto, il London Transport Museum per approfondire la propria conoscenza di bus rossi e taxi neri, l’Apple Market con le bancarelle di artigianato e antiquariato o semplicemente fermarsi a guardare i numerosi artisti di strada. C’è sempre un motivo per essere attratti dal perimetro del Covent Garden, sia di giorno che di sera, sia d’estate che d’inverno.

Covent Garden è un celebre quartiere nel West End di Londra.

Dal quartiere borghese a quello popolare e alternativo per eccellenza, ovvero Camden Town.

Dalla fermata della metro omonima si sviluppa una lunga strada di locali alternativi, club underground disposti lungo i canali artificiali, graffiti dipinti sui muri, centri sociali e artistici, mercatini hippy e vintage ricavati da antiche stalle vittoriane, con le insegne giganti dei negozi in 3D, col tempio della techno ovvero il Cyberdog e coi chioschi colorati di street food che davvero rappresentano tutte le cucine del mondo e che rendono l’aria del quartiere fritta o speziata. E su Camden High Street giganteggia ancora il mito e l’anima punk di Amy Winehouse, la sua voce black irresistibile, le cover band che animano i locali, i suoi ritratti e la statua in bronzo dove appariva più grintosa che fragile…

Dal quartiere borghese a quello popolare e alternativo per eccellenza, ovvero Camden Town.

Ultima scena, quartiere e set londinese quello di Notting Hill, nella zona ovest della capitale, reso celebre dall’omonimo film con Hugh Grant e Julia Roberts al culmine delle rispettive carriere.

E’ molto piacevole respirare la sua atmosfera bohemièn, passeggiare tra le sue strade con le case color pastello dell’età vittoriana, tipo Portobello Road.

Anche in questo caso si scende a una fermata della Tube di riferimento, la Notting Hill Gate, e si può passare il tempo tra il verde di Holland Park, tra i negozi glamour di Westbourne Grove, nella Graffik Gallery con opere di Bansky o nell’Electric Cinema per gustarsi un film sdraiato su comode poltrone e divani a mangiucchiarsi qualcosa (due luoghi di culto rispettivamente situati ai civici 284 e 191 di Portobello Road), tra le vecchie librerie piene di fascino, i negozietti di antiquariato, le bancarelle di frutta o cibi etnici, i caffè eleganti coi tavolini all’aperto, le biscotterie come “Biscuiteers” per un tè o i pub come “Earl of Londsale” per una pinta di birra, tra gli affollatissimi mercatini del sabato mattina dove trovare fumetti e dischi, film e poster, vestiti di tutti i tipi, oggetti antichi e artisti di strada.

Finché sarà inevitabile tornare una volta a Notting Hill anche solo per divertirsi in mezzo al Carnevale caraibico o per scovare St. Luke’s Mews, la stradina capolavoro ritratta in quell’altra perla di film che è stato “Love actually”, o per mettersi semplicemente in posa davanti alle locations dei due film che hanno appunto segnato il lancio definitivo nella moda e nel mito di questo quartiere, tutte ben segnalate.

Tra mostre, eventi, feste, mercati, brunch, tra giamaicani, indiani, arabi che vendono di tutto e mettono in scena canzoni, ritmi, cibi, stoffe, si coglieranno le ultime vibes di Londra.

sarà inevitabile tornare una volta a Notting Hill anche solo per divertirsi in mezzo al Carnevale caraibico
la sua atmosfera bohemièn, passeggiare tra le sue strade con le case color pastello dell’età vittoriana

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