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Il grillo Racconta / Mare, mare, mare

Mini crociera – Maxi divertimento

La nave-palazzo

Mini crociera – Maxi divertimento

Quattro giorni in mare a metà ottobre, per una convention inaspettata e quindi più gradita di lavoro, partenza dal porto laziale di Civitavecchia, navigazione di un giorno nel Mediterraneo (il tempo ideale per godersi tutta la vita di bordo), poi la discesa per l’escursione a Palma di Maiorca, poi lo sbarco a Barcellona e il ritorno col volo a Roma. I giorni a venire sembra che ci regaleranno un sole bellissimo e un po’ sono anche emozionato perché risalgo su una grande nave da crociera dopo vent’anni che ho lasciato la compagnia per la quale lavoravo. Come saranno diventati questi giganti del mare? Mi emozioneranno? Mi ci perderò?

La prima sensazione è esattamente questa, emozione e smarrimento, perché sulla banchina mi trovo davanti un palazzo bianco e moderno, alto venti ponti, lungo oltre 320 metri, capace di trasportare 5300 persone, il mio quartiere in pratica. Guardo in alto e sento le vertigini… al contrario!

Sono con un amico a bordo, curioso quanto me. Entriamo nella pancia della nave, nei ponti bassi, sotto i quali mi ha sempre affascinato immaginare l’esistenza di un mondo a parte: le cuccette dell’equipaggio, la sala macchine che non sarà quella di “La leggenda del pianista sull’Oceano” ma che un suo fascino dovrà pur averlo, i punti ritrovo di tanti latino-americani o rumeni o asiatici o filippini che ormai costituiscono la maggioranza dei camerieri, dei cuochi, dei marinai, delle governanti di bordo e che lì sotto nel poco tempo libero conducono una vita parallela, sempre in mare, sempre lontano da casa, con gli amori che nascono e muoiono lì, con le soddisfazioni per una promozione e le malinconie per un distacco, per una mancanza, che si confessano al mare, da un oblò che sporge sulle immense oscurità delle notti.

Il tempo di metterci in pantaloncini e maglietta e cominciamo l’impresa, su e giù, da poppa a prua, ogni piano, ovvero il giro nave completo, identificando su una mappa dettagliata ogni salone, ogni ristorante tematico, ogni attrazione, ogni scivolo o piscina o idromassaggio, la palestra e la discoteca, le hall più scenografiche possibili, i ponti aperti sul mare, i bar e le boutique, l’immenso teatro e lo spazio più grande per lo sport, i tuffi e gli spettacoli esterni. A passo lento, con qualche oooohhhhh di meraviglia, passa tutto il pomeriggio e il contapassi a fine giro-nave ci fa spalancare gli occhi: 7.800 metri!!!!!

Il punto più bello

Come sceglierlo il punto più bello e indimenticabile della nave?

Faccio prima, pubblico la sua foto qui sotto, la foto del ponte trasparente, una lastra di vetro che ti fa venire voglia di sdraiartici sopra, per vedere l’altezza, la vertigine di blu, prima la piscina in design, più sotto l’infinito blu del mare.

vedere l’altezza, la vertigine di blu, prima la piscina in design, più sotto l’infinito blu del mare

Quanto mangiano?

Come recitava la mitica frase di “Blade Runner”…? “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…” e così via.

Bene io su questa nave ho visto scene da combattimento al buffet.

Non tanto ai bar o ai ristoranti, lussuosi, eleganti, oppure alternativi, tematici, etnici (carne e pesce, sushi, thai, tacos ma anche solo tanta cioccolata), tutti col Menu a la carte, ma proprio al buffet…

Il buffet è un luogo che va raccontato, non spiegato perché è impossibile.

La gente, chiaramente non tutta, si carica i piatti all’inverosimile, comincia a colazione dove ho visto – lo giuro – passare degli stranieri in equilibrio precario con vassoi con 6 uova e 6 salsicce ricoperte di riso, peperoni, fagioli e sull’altra mano una tazza di caffè con sopra incastrati non so come tre piani di frittelle, torte e biscotti! Gente che ai buffet esterni nelle zone piscine a pranzo si caricava sullo stesso piatto la lasagna col babà, per paura di non trovarlo alla fine.

E quindi come la commenti una cosa del genere?

Che la vita moderna e l’all inclusive producano questa ansia da cibo, da Kg di cibo è normale?

Come lo guardi poi uno che si infila nel tuo idromassaggio al tramonto dopo che per la “merendina” si è divorato tre vassoi di roba?

A voi la sentenza, almeno mi lascia il ponte jogging e la palestra liberi!

La notte

Col calare della sera comincia un’altra crociera, la parte probabilmente più divertente.

Obbligatorio il tramonto goduto da qualche Infinity Bridge, col cielo striato di rosa e arancio che va a toccare il grande mare.

Poi la cena, ripeto tutto sommato discreta, di dimensioni giuste, quindi il caffè o l’amaro in uno dei dieci bar e a seguire tutto il resto: lo spettacolo internazionale con cantanti, ballerini, comici, mimi, maghi o acrobati nel grande teatro, il ponte dove trovi in sequenza il Bar Sport per vedere una partita e bere una birra o un cocktail, il bowling, il simulatore di Formula Uno, il Casinò (in un angolo del quale si rifugiano, imperterriti, gli accaniti fumatori), il pub, il discobar, la discoteca. E poi quel peregrinare finale, lanciandosi sul pezzo di pizza appena sfornata alle tre di notte. Bastaaaaaaaaaaa!

Anche se le serate più belle per me sono quelle sui larghi ponti panoramici di poppa, a ballare, bere e ridere con le persone giuste, a vedere la scia bianca che lascia la nave e il cielo nero con le stelle che brillano sul mare. Il momento in cui prendi sonno è pure lui un tributo alla notte, al mare, all’immensità dello spazio e del silenzio: dieci minuti sul balcone della tua cabina prima di chiudere gli occhi sono sempre emozionanti.

le serate più belle per me sono quelle sui larghi ponti panoramici di poppa

Palma di Maiorca

Non me la ricordavo così bella, la città dell’eterna primavera. Forse perché la mia unica volta sull’isola era stata più dedicata ad altre località, alle spiagge, ai divertimenti tipici dei giovani. Ma il capoluogo è veramente un gioiellino.

Ti accoglie con la grandiosa cattedrale dalle guglie gotiche, alla cui costruzione contribuì anche il genio visionario di Gaudì. La pietra della chiesa è color ocra, riflette benissimo le luci di albe e tramonti, il piazzale panoramico della cattedrale stesso è un omaggio al mare, ai galeoni pieni di merci che da continenti lontani arrivavano, alle spedizioni navali di conquista dei Re cattolici che spesso da qui partivano.

Ti accoglie con la grandiosa cattedrale dalle guglie gotiche, alla cui costruzione contribuì anche il genio visionario di Gaudì

Intorno alla chiesa si sviluppa un quartiere dalle vie strette e pittoresche, interrotto da piazzette ombreggiate, da cortili, da campanili.

Capisci come era la vita lì una volta, i commerci, le corporazioni di artigiani, le bettole dei marinai.

Un luogo raccolto e bellissimo sono i bagni termali, eredità degli arabi, perché ti trovi in un giardino con archi e portici moreschi, con gli alberi di agrumi, il gocciolare di una fontana, lo spazio in penombra dove si passavano le ore di relax con l’acqua, i massaggi, le essenze profumate.

Appena fuori altre strade di negozi, ristorantini, caffè, fino ai palazzi alla Gaudì che anticipano l’entrata nella solita scenografica Plaza Mayor che contraddistingue ogni città spagnola, piccola o grande che sia.

Per pranzo la scelta cade su un succulento bocadillo de jamòn de pata negra e su un cartoccetto di delizioso queso manchego (d’altronde i buffet della nave almeno un po’ li avevamo saccheggiati anche noi!!), con una gelida cerveza a farci compagnia. Davanti a noi un poster che inneggia alla classicità della vita turistica e balneare di Maiorca e che riporta aggiunta con un pennarello una frase che vorrebbe l’isola lontana e indipendente dalla Spagna: il vento del più ribelle nazionalismo catalano è evidente che sia arrivato fino a qui…

il vento del più ribelle nazionalismo catalano è evidente che sia arrivato fino a qui…

Dopo un giro per le Ramblas locali prendiamo il taxi di ritorno che passa per la Marina con gli yacht, sotto il castello nascosto tra i pini e ci riconsegna in dieci minuti al nostro gigante del mare.

Barcellona

A Barcellona abbiamo fatto una scelta, del resto non c’era troppo tempo con lo sbarco alle 10.00 e il volo di ritorno previsto per le 16.00.

Abbiamo scelto di visitare, di ammirare, di “sentire” solo la Barcellona su mare, che vive sul mare: il quartiere tipico della Barceloneta con caseggiati e cortili popolari che sembrano quelli di Napoli o Genova, il primo trambusto dei mille bar de tapas che organizzavano spuntini e bicchierini e tavolini fuori per la giornata, i vecchi sulle panchine a fissare il mare, i giovani, tantissimi giovani ad abitare la spiaggia, a riempirla, ad animarla, perché Barcellona anche in autunno è molto vitale, ci sa fare, invita la sua gioventù allo sport e all’aria aperta, a giocare a beach volley, a correre sul lungomare, a fare un giro con la barca a vela.

Barcellona anche in autunno è molto vitale, ci sa fare, invita la sua gioventù allo sport e all’aria aperta, a giocare a beach volley, a correre sul lungomare

Tutto questo spettacolo di vita salubre sotto il sole, col vento in faccia, con i grattacieli di vetro scintillanti e la vela di vetro a fare da quinte teatrali, a celebrare il matrimonio, l’unione intima, di Barcellona col suo azzurro tratto di mare.

Poco oltre la scultura della grande balena (o come la chiamano qui del pesce d’oro) progettata da Frank Gehry e realizzata in acciaio inox color oro con pannelli speciali che cambiano colore con la luce del sole ci gustiamo una ottima paella mare e monti.

E già, dal buffet di colazione ormai erano passate le giuste ore. Con un costume addosso ci saremmo pure tuffati nel Mediterraneo spagnolo.

Poco oltre la scultura della grande balena (o come la chiamano qui del pesce d’oro)
E già, dal buffet di colazione ormai erano passate le giuste ore

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