Com Emocao

Doveva arrivare.
Doveva arrivare, dopo la giungla metropolitana di San Paolo resa solo più umana dal dolce ricordo di Ayrton e dopo l’incommensurabile bellezza di Rio che si era svelata un panorama dietro l’altro, una spiaggia dopo l’altra, una caipirinha e una bossanova dietro l’altra.
Doveva arrivare, dopo l’incanto coloniale di Paraty, di Ouro Preto e Olinda, capaci tutte insieme di regalarti un Brasile diverso, di echi antichi, capolavori artistici e nostalgie.
Doveva arrivare, dopo la fragorosa potenza delle cascate di Iguazù e dopo l’esperienza quasi estraniante nel cuore più umido e più verde del mondo, l’immensa e fragile Amazzonia.
Doveva arrivare, dopo i misteri e le dolcezze di Bahia, dopo la vita in vacanza del litorale di Recife.
Doveva proprio arrivare la tappa finale del nostro viaggio di nozze a Natal, perché scendere dalle alte dune di sabbia con le macchinette colorate è un qualcosa che assomiglia tanto a una giostra, a una serie di capriole e di virtuosismi, a un film girato in super 8, a un rewind di tutte le emozioni del viaggio appena compiuto.
E quella frase del ragazzo-pilota – sorriso, canotta, bandana e faccia bruciata dal sole perenne della capitale del Rio Grande do Norte – quella frase pronunciata come una sentenza e come una scommessa un attimo prima del tour sulle dune, “Com o Sem Emocao…?” (con o senza emozione, con o senza brivido?) ci torna in mente come la conclusione perfetta della scoperta di questo paese, anzi di questo continente. Così calzante da fornire il titolo a questo diario di viaggio.
“Com Emocao!”, certamente, non potevamo desiderare altro, con la stessa emozione provata dal Pan di Zucchero, nel Pelourinho, nella foresta più fitta, nella spiaggia più selvaggia, nella chiesa più semplice e nel villaggio più tipico. Con emozione, con grande emozione, per cavalcare le montagne di sabbia che si trovano appena fuori il centro di Natal.

La città del sole
Natal è il pezzo di Brasile più vicino all’Africa, precisamente a Dakar.
Natal è il regno del sole (qui splende oltre 300 giorni l’anno), della pesca, delle scorpacciate di pesce e di crostacei, dei cocktails gustati pigramente in spiaggia.
Natal è la città degli alberghi e delle palme, dei ristoranti e dei locali notturni nella zona industriale di Ribeira o sulle spiagge di Praia di Forte, do Meio e dos Artistas, una località così giovane, così frizzante, così alternativa e piena di vita, che più che valorizzare i suoi pochi monumenti come il Forte dei Re Magi con la muraglia a forma di stella, cerca con creatività e convinzione uno sviluppo tutto suo, fatto di turismo-avventura.




Praia de Pipa
E il turismo-avventura a Natal comincia con l’esplorazione dei piccoli villaggi amati dagli Hippies, come quello di Praia de Pipa, situato sulla costa poco più a sud, una serie di taverne, bar, botteghe artistiche, pensioncine semplici e colorate situate in riva al mare, sotto alte scogliere rossicce.
Giovani di tutto il mondo arrivano qui attratti da un modello di vita frugale ma piena di emozioni, emozioni che si chiamano musica, arte, sole, frutta, surf, delfini. Li vedi che ciondolano, che girano in costume da bagno tutto il tempo, che ballano a piedi nudi sulla sabbia, e ti fanno venire in mente i giovani delle spiagge thailandesi del Full Moon Party.

Praia de Pipa è in fondo un altro modello di vita e di società, poco rumorosa, poco competitiva, magari troppo leggera, troppo superficiale ma sicuramente il simbolo di una spensieratezza senza confini.
Un luogo dove l’amicizia mi sembra essere quasi un valore che si tocca, dove la comunità è un concetto possibile e anche affascinante.
Ci penso spesso nei due giorni passati lì: servono posti del genere per ripulire e disintossicare temporaneamente il proprio animo per poi tornare nel vortice del lavoro, del traffico, dei ritmi moderni, delle preoccupazioni, oppure una dimensione del genere può diventare una scelta assoluta e definitiva, che ti lascia ai bordi di tante cose, più libero e più irresponsabile?
Intanto noi ci viviamo il momento di ore bellissime e cenette buonissime in riva all’oceano più indolente del Brasile.

Le grandi dune
Ma questo tipo di turismo-avventura è sublimato soprattutto sulle stupende dune di Genipabu, poco più a nord di Natal, dove ti aspettano per il giro com emocao appunto le agili e buffe bugue, le automobiline scoperte che per qualche miracolo della fisica o per l’innata bravura dei piloti non si rovesciano mai sulle dune più gettonate del Brasile.
Siamo nel cuore di un parco nazionale tutto dedicato alla sabbia e al mare, puro e selvaggio, con orizzonti di spiagge, palme, lagune e l’Oceano davanti.
Tra il Morro de Careca e Genipabu, tra Cabo de Sao Roque e la spianata desertica di Pitangui, intorno alla laguna di Jacumà solcata con un volo su una lunga zip line a carrucola va in scena quello che a Natal conta di più, il divertimento, il divertimento anche un po’ spericolato e folle.
In questa specie di Sahara tutto brasiliano le dune buggies fanno curve, salti e giravolte da impazzire, puntano la cima della duna, sembrano volare, sembrano cadere, sembrano piombare a tutta velocità nel mare fino a che, all’improvviso, trovano sempre un sentiero tutto loro nella sabbia. Tra le urla dei turisti e le risate dei diabolici piloti.
Il finale, inevitabile, è in un chioschetto a due passi dall’acqua: birra gelata, gamberetti, pezzi di cocco.
Il Brasile, com emocao, ci saluta così.



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