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Scandinavia, un altro mondo: nel paese dei Vikinghi

Forgiati dalla Natura

Scandinavia, un altro mondo: nel paese dei Vikinghi

In fondo non è difficile dopo qualche estate scandinava immaginarsi nello stesso paesaggio (vedi qui sopra la foto di una ricostruzione virtuale presa da pixabay) le gesta, le lotte e le tradizioni del temibile popolo nordico che imperversava qui in lontane epoche. Qui dove il vento freddo sussurra antiche storie, dove le montagne si ergono maestose e i fiordi si tuffano nel mare come specchi di leggende, dove molte miglia al largo delle coste il paesaggio si fa rarefatto e si possono incontrare resti di iceberg e sbuffi di balene. Qui dove i boschi fitti e neri intorno a Uppsala o al lago di Malaren, la tundra immensa e spoglia ti fanno capire inequivocabilmente che a comandare è sempre la natura, sia sotto il sole di mezzanotte che nella stagione dell’aurora boreale. Qui dove le insenature del Sognefjord o del Geiranger sono lunghe chilometri, qui dove nella punta dello Jutland il vento allora come oggi spazzava via ogni cosa e forse anche la voglia di restare, a vivere di sola pesca o a coltivare dei campi difficili.

Questa è la Scandinavia, una terra di mistero e magia, di paesaggi mozzafiato e di racconti che attraversano i secoli, portando con sé il fascino di un passato ricco di avventure e miti. E da tutto questo vento, da tutte queste onde, da tutto questo ghiaccio presente soprattutto in Norvegia i ruvidi abitanti del passato sicuramente hanno preso anche la loro tempra e la loro forza.

Questa è la Scandinavia, una terra di mistero e magia

Nel cuore di questa regione, si nasconde la memoria di un popolo audace: i vichinghi, che furono secondo tutte le cronache storiche dei guerrieri e degli esploratori senza tempo. Non furono solo guerrieri feroci, come spesso si pensa, ma anche navigatori, commercianti, artigiani, abili fabbri e magnifici tessitori, dei veri avventurieri che ebbero il coraggio di attraversare mari sconosciuti, portando con sé storie di scoperte e di incontri tra culture diverse. Le loro navi a vela o a remi, lunghe e affusolate, per questo leggere e agili, adattissime alle incursioni fulminee anche sul corso dei fiumi (pensiamo al loro arrivo a Parigi, alle cittadine saccheggiate sul Reno), sono rimaste in qualche museo (Oslo, la danese Roskilde) e alcune riproduzioni solcano ancora le acque dei fiordi per le gite turistiche. Quando arrivavano nei villaggi da depredare le navi vikinghe suscitavano un misto di eleganza e terrore: esteticamente infatti erano dei capolavori, le loro polene erano ornate di teste di drago o di uccelli rapaci, le vele si gonfiavano maestose nelle tempeste e dai loro pontili scendevano condottieri sanguinari, resi più cattivi dal fatto di aver perso scontri tra tribù e clan sul loro territorio e con il bisogno che diventava ferocia di dover cercare altrove gloria e bottini.

Le leggende dei vikinghi in tutta la Scandinavia vivono ancora nelle saghe pagane, che a queste latitudini sono state sempre rispettate come delle bibbie cristiane, custodite coi loro pochi resti letterari (il libro dell’Edda, Erik il Rosso) nei centri culturali della regione, fino in Islanda, in alcuni casi in Irlanda e soprattutto in tutte le fonti orali tramandate di generazione in generazione, anche nei più isolati villaggi del nord, nei racconti fatti intorno al fuoco.

Camminare tra le rovine di antiche fortezze o ascoltare le storie di un anziano che narra di Thor e Odino

I vichinghi per oltre trecento anni hanno rappresentato senz’altro l’anima indomabile di questa terra: con il loro ardore di affrontare l’ignoto e il mare aperto in tempesta, con la loro eterna sete di scoperta e il grande rispetto per la natura selvaggia.

La vita quotidiana

Camminare tra le rovine di antiche fortezze o ascoltare le storie di un anziano che narra di Thor e Odin, è come fare un salto nel passato, un’esperienza che tocca il cuore e accende l’immaginazione. Fissare un fiordo al tramonto significa anche immaginarsi di veder spuntare una loro nave, coi remi, le grida, gli elmetti con le corna, le pellicce grossolane a coprire lunghe spade e muscoli fuori la norma. Questi ruvidi navigatori del Nord avevano una cultura ricca di tradizioni, arte e valori profondi, che noi oggi ci divertiamo a rivivere in alcune serie e fiction a tema ma che ai loro tempi erano davvero importanti e vibranti: di vita e di sangue, capaci di rappresentare a fondo il carattere dell’uomo nato e cresciuto in terre fredde e selvagge dove comunque – la storia si ripete ovunque nello stesso modo – c’erano anche lì regni e faide, rivalità e ferocia, un bel po’ di tenebre.

I vichinghi per oltre trecento anni hanno rappresentato senz’altro l’anima indomabile di questa terra
Con l’arte e l’artigianato realizzavano gioielli, armi, scudi e oggetti decorativi con grande maestria

Le radici della civiltà vichinga affondano in un passato remoto, tra il IX e il XI secolo. Questi possenti barbuti con loro bionde valchirie vivevano in villaggi chiusi agli stranieri e governati da codici guerrieri, sparsi tra foreste, montagne e fiordi, e avevano un forte legame con la natura. I bambini imparavano lavori, fatiche e lotte fin da piccoli. La loro religione era politeista, con divinità come Odin, Thor e Freyja, che rappresentavano appunto le forze della natura, della saggezza, la dote del coraggio e della forza e la dea dell’amore e della fertilità. In questa fede non esistevano concetti assoluti di bene o di male. Le loro credenze erano ricche di miti e leggende che ancora oggi affascinano studiosi e appassionati. Con l’arte e l’artigianato realizzavano gioielli, armi, scudi e oggetti decorativi con grande maestria, come ad esempio i pettini fatti con le corna dei cervi o i pattini da ghiaccio costruiti con le loro ossa. La lavorazione del legno, del metallo e della pietra era molto raffinata, e spesso decoravano le loro creazioni con simboli runici e motivi ispirati alla natura. Le rune, gli antichi alfabeti runici, non erano solo strumenti di scrittura, ma anche simboli magici e protettivi. Sulle pietre figurate dell’isola svedese di Gotland si trovano molti motivi mitologici.

Vivere come un vichingo significava rispettare valori come il coraggio, l’onore e la solidarietà.

Vivere come un vichingo significava rispettare valori come il coraggio, l’onore e la solidarietà. Proprio l’onore e il coraggio sul campo di battaglia erano identificati come valori supremi e quelli che in combattimento morivano erano consacrati come eroi e venivano portati dalle valchirie nel Valhalla. Le donne erano fiere e vigorose quanto gli uomini, avevano la libertà di divorziare e assumevano molte responsabilità quando i compagni partivano per le loro spedizioni. Le comunità vikinghe erano molto unite, e le decisioni importanti venivano prese collettivamente. Le feste e le cerimonie religiose erano momenti di grande partecipazione, spesso accompagnate da canti, danze e racconti epici.

le loro avventurose imprese ed esplorazioni, raggiunsero luoghi lontanissimi affrontando mari e onde impossibili

I vikinghi passarono alla storia per le loro avventurose imprese ed esplorazioni, raggiunsero luoghi lontanissimi affrontando mari e onde impossibili, si spinsero fino alle coste dell’America del Nord, del Medio Oriente e dell’Europa, aprendo rotte commerciali addirittura con gli Inuit in Groenlandia o con le tribù delle remote steppe russe e degli assolati spazi arabi, portando a casa merci preziose. La loro sete di scoperta e il desiderio di conoscere il mondo li hanno resi senza dubbio tra i più grandi esploratori della storia. Le loro storie di eroi, di battaglie aperte con grida intimidatorie, condotte con spade, lance, asce ed armature spaventose e vinte grazie alla forza o con la famosa formazione a scudo umano, e in più le loro incredibili scorribande e avventure continuano a ispirare numerosi film, libri e opere d’arte e se ogni tanto nei viaggi nella Scandinavia moderna capita di visitare un museo, scoprire un sito archeologico o frequentare una festa o una sagra che ricorda il mondo vikingo, che ricorda la cruenta epoca di Ragnar, di Harald Bellachioma, di Canuto il Grande ecco che tutta quell’epica riesce ancora a mostrarsi viva e affascinante, coi suoi misteri e le sue meraviglie, con le sue crudeltà e le sue emozioni.

se ogni tanto nei viaggi nella Scandinavia moderna capita di visitare un museo, scoprire un sito archeologico o frequentare una festa o una sagra che ricorda il mondo vikingo

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