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Brazil com Emocao / I grandi reportages

Brazil com Emocao – Il Nord Est di Recife e Olinda

La moderna Recife

Risalendo a Nord la costa di Bahia dopo 800 km arriva Recife ma ci vorrebbero 10 ore e passa di macchina quindi optiamo per un volo interno, perché questo paese-continente si deve per forza visitare così avendo il mesetto circa di un viaggio di nozze a disposizione.

Recife è una città moderna, vibrante, commerciale, diventata a suo modo abbastanza ricca grazie agli anni della coltivazione intensiva della canna da zucchero e grazie ai suoi allevamenti di bovini: diciamo pure che ogni volta che in Brasile assapori un caffè, un cocktail e una succulenta bistecca lo zucchero e la carne di Recife possono aver recitato un ruolo importante.

Recife è una città moderna, vibrante, commerciale

Conta quasi due milioni di abitanti, tante industrie, tanti ponti, tanti locali, tanta vita notturna, tante bellezze mulatte, tanti calciatori a piedi nudi e tanti chioschi con la batida de coco improvvisati sulla lunga e divertente spiaggia di Boa Viagem. A Recife in genere si visitano il Convento do Santo Antonio, noto in tutto il Sudamerica per la sua Cappella dorata e le grandi statue di legno, il variopinto Mercato artigianale e alimentare di Sao Josè, il Convento do Carmo coi preziosi azulejos e il Teatro Santa Isabel in stile neoclassico.

tanti chioschi con la batida de coco improvvisati sulla lunga e divertente spiaggia di Boa Viagem
A Recife in genere si visitano il Convento do Santo Antonio, noto in tutto il Sudamerica per la sua Cappella dorata

Se si ha tempo si da uno sguardo alla parte più vecchia della metropoli, nei quartieri posti sulle isole del fiume, ma lì oltre ai pochi resti della colonizzazione olandese e alla più antica sinagoga delle Americhe si incontrano anche le favelas e la povertà.

E allora dopo una notte a ballare (la più famosa è quella del martedì sera, la Terca Negra, con musiche afro americane che invadono il centro e il lungomare) in genere si sceglie di proseguire il soggiorno sulla Spiaggia di Porto de Galinhas dove tra pranzi luculliani a base di pesce e frutta si solca il mare su agili e antiche barchette a vela per andare a fare il bagno in delle azzurre piscine naturali poco a largo. In questa località è facile abbandonarsi alla pigrizia di una vacanza tutta sole, frullati e musica tipica.

Se si ha tempo si da uno sguardo alla parte più vecchia della metropoli, nei quartieri posti sulle isole del fiume
il soggiorno sulla Spiaggia di Porto de Galinhas

L’antica Olinda

Ma indubbiamente il capolavoro artistico e culturale del Pernambuco è la vicinissima e bellissima Olinda (“Oh bella” non a caso, il suo nome in portoghese).

Olinda benché nel tempo si sia sviluppata moltissimo ha ancora il suo cuore antico che si presenta come un villaggio piccolo, intimo e assolato, che sa di nostalgie portoghesi e di stile barocco, di echi religiosi e di scene tropicali, tante sono le palme, le croci e i campanili bianchi e gialli a stagliarsi contro la linea poetica e azzurra del mare là sotto. Un villaggio sì, ma che fa percepire un passato fastoso e coloniale, per le sue case e le sue chiese, il suo selciato e le sue taverne, i suoi episodi di architettura civile o dedicata solennemente alla fede.

a di nostalgie portoghesi e di stile barocco, di echi religiosi e di scene tropicali

Olinda è l’antico capoluogo del Pernambuco e se ne sta arrampicata su una dolce collina, un vento leggero e caldo soffia tra le sue bellissime palme, che le chiese e la gente sembrano accarezzarle.

Sul litorale tanti bambini giocano a pallone o corrono dietro agli aquiloni, hanno la pelle scura o mulatta, eredi dell’Africa. I loro genitori li guardano da una veranda, preparando riso e qualcosa, oppure da una barca da pesca dove sciolgono le reti.

La visita di Olinda, diventata anche Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, ha il suo culmine nella favolosa Chiesa di Nossa Senhora das Neves, (si proprio così, una chiesa per la Madonna delle nevi in un paradiso umido e tropicale, ma questa è la fantasia brasiliana!) esempio massimo del barocco portoghese di fine XVI secolo, circondata da alte palme e col fondale del mare a fare da cartolina. Ugualmente poetiche, un po’ screpolate ma per questo più affascinanti, immerse nel verde e vicine al blu dell’Oceano, anche la Chiesa del Pilar, il Convento de Sao Francisco e il Convento de Sao Bento.

La visita di Olinda, diventata anche Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, ha il suo culmine nella favolosa Chiesa di Nossa Senhora das Neves

Da innamorati ci innamoriamo delle stradine, dei saliscendi, degli scorci panoramici, della vita indolente e delle golose pousadas di Olinda, qui la vita ha un passo semplice che a fine febbraio diventa però un passo scatenato… Il Carnevale non lo abbiamo potuto vivere ma pare che qui sia molto autentico e trascinato dalla musica del fevro (traduzione in italiano “febbre, fremito”) reso assai tipico dalle sfilate dei pupazzoni (i bonecos) dove partecipa con passione tutta la popolazione. Casse di birra e cachaca che vengono svuotate, ritmi scatenati si succedono giorno e notte, specie il 28 febbraio, il giorno più matto e più allegro, eletto “o dia do fevro”.

Olinda ha una comunità culturale forte e unita che ricorda in altre feste anche i tempi delle spedizioni navali e la cultura contadina delle enormi fazendas del Sertao. Tutto qui trasmette festa, serenità, rilassatezza, saudade e da questo rifugio coloniale, forse il più tipico del Brasile, anche i grattacieli di Recife sembrano più sopportabili. Gli abitanti di Olinda non la amano troppo Recife, amano piuttosto la penombra delle loro chiese, una volta ricoperte tutte d’oro, amano i colori pastello delle casette di Rua Amparo, le botteghe artigiane e gli atelier artistici in cima alle salite, la buona cucina di ricette tropicali, la capoeira e il fevro ovviamente. Adorano il loro piccolo mondo antico e soprattutto la liberazione dei sensi che avviene ogni benedetto Carnevale, al suono ossessivo dei tamburi.

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