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Il grillo Racconta / Metropolis

Sofia, tante chiese e tante anime

La capitale della Bulgaria conta 1,3 milioni di abitanti, si trova a 560 mt slm e coi suoi 2000 anni di storia è sorprendentemente la terza città più vecchia d’Europa dopo Atene e Roma! I suoi monumenti principali sono le chiese, legate a più confessioni religiose, testimonianze quindi di un passato e di un tessuto multiculturale. Inoltre, a Sofia non mancano le rovine dei tempi dei traci e dei romani perché durante il loro Impero era uno snodo importante per commerci e comunicazioni. L’epoca più recente ha lasciato le ferite delle due guerre mondiali e i palazzoni dell’era comunista quindi, dall’antico al moderno, la città ha sovrapposto epoche con tracce, stili, architetture e influssi di vario tipo.

Sofia, tante chiese e tante anime

Il Venerdì

La nostra scelta si basa su un Hotel centralissimo, il Sofia Balkan Palace, con l’enorme hall in stile classico, le camere confortevoli e la colazione di altissimo livello, d’altronde il costo irrisorio dei voli low cost permette di godersi ottimi hotel e ristoranti in città. Arriviamo con la metro gialla che sbuca dopo mezz’ora di viaggio tra le pietre romane della fermata Serdika.

La prima visita da fare è quella al cuore simbolico della città, la Cattedrale Alexsandr Nevsky, distante 10’ a piedi dal nostro albergo. Si tratta di una magnifica chiesa ortodossa, una delle più grandi e splendenti al mondo, che spicca ancora di più perché situata al centro di una immensa spianata. Costruita a fine ‘800 in stile neobizantino, per onorare i soldati russi caduti durante la guerra coi turchi che portò alla liberazione di Sofia dal giogo dell’impero ottomano, è famosa soprattutto per le sue cupole verdi e dorate e per il suo prezioso patrimonio di icone. Le prime si vedono da fuori in tutta la loro maestosità (la cupola centrale ha un diametro di ben 53 metri), mentre le seconde ti aspettano nelle oscurità della cripta sotterranea e per questo sembrano brillare ancora di più. L’interno della cattedrale presenta poi altri mosaici e colonne e alabastri, insomma un’ora qui passa tranquillamente e le icone senza flash si possono anche fotografare. Sono molto colorate e molto intense.

la Cattedrale Alexsandr Nevsky, distante 10’ a piedi dal nostro albergo
è famosa soprattutto per le sue cupole verdi e dorate e per il suo prezioso patrimonio di icone.

Nella piazza davanti ecco il Mercatino delle Matrioske e degli originali memorabilia comuniste (colbacchi, medaglie, oggetti di guerra e di antiquariato, spille, divise) mentre proprio difronte si erge la Chiesa di Santa Sofia, costruita sui resti della necropoli della città romana di Serdika e omaggio dell’Imperatore Giustiniani alla “Sophia”, ovvero alla “Saggezza” greca, da cui ebbe origine il nome affascinante della città. Ogni bulgaro ma anche ogni turista si fa una foto tra le due chiese.

Ritornando verso l’albergo si visitano altri due monumenti simbolici di Sofia, la Chiesa Russa di San Nicola, così poetica e lieve che sembra uscita da un libro di favole, e l’elegante Teatro Ivan Zavov, in pietra bianca e rosa, importante istituzione culturale della capitale, di stile classico e circondato da fontane e giardini (ma le rose famose della Bulgaria non le vedremo).

A ora di pranzo la scelta è di restare leggeri e di puntare, sempre a due passi dall’albergone, al Mercato Coperto in design neorinascimentale di Sofia, che si chiama Tsentraini Hali, esiste dal 1911 e ricorda quello analogo di Budapest, ottimo quindi per una pausa gastronomica al caldo, tra i vari chioschi di street food (zuppe piccanti o fredde allo yogurt, spiedini, insalate, salsicce, polpette) e souvenir artigianali (tessuti, ceramiche) presenti nei suoi tre piani. La passeggiata nel pomeriggio è molto raccolta e ci vedrà per visitare prima la Rotonda di San Giorgio nel cortile del Palazzo presidenziale, poi le sorprendenti rovine romane (strade, terme, anfiteatro, chiesa) ritrovate nel 2012 tra la Metro Serdika e il Largo coi palazzoni comunisti, ricordo di un’età affascinante e lontana che si può osservare appena sotto la sede stradale attuale.

Il nome Serdika significava “In mezzo”, proprio a indicare la posizione strategica del sito al centro dell’Impero Romano.

Il nome Serdika significava “In mezzo”, proprio a indicare la posizione strategica del sito al centro dell’Impero Romano.

Colpisce una foto tra le rovine da cui si scorgono insieme il minareto della Moschea, i tabelloni pubblicitari, l’alta colonna dedicata alla Sophia e i palazzi tipici delle architetture dell’Est.

Un po’ di relax in albergo e uscita verso le 18.00 per il lungo corso pedonale di Sofia, il Vitosha Boulevard, che prende il nome dalla grande montagna posta poco fuori la città.

Per i bulgari questi sono i loro Champs Elysees e in effetti vi si trovano tanti ristoranti, caffè e negozi. Nei pressi del boulevard decidiamo di cenare in un ristorante tipico in ambiente di legno che ricorda la Bulgaria rurale, un po’ come le taverne visitate tra Bucarest e Transilvania. Musica folkloristica, camerieri in costume, piattoni di carne fumante. Tra i piatti principali della cucina bulgara si annoverano zuppe calde di tutti i tipi a base di carne e ortaggi (occhio a quella con la trippa!), la zuppa fredda Tarator a base di yogurt, cetrioli, noci e aneto (un must soprattutto per i mesi estivi), la Banitsa che è una torta salata in pasta fillo con uova, yogurt e volendo verdure, il Kavarma che è il classico stufato di carne condita in tegami con pepereni, pomodoro e cipolla, le Kyufte che sono le polpette locali, i Kebabcheta che sono delle salsicce, la Moussaka nella variante bulkgara con patate, carne macinata e uova, i Sarmi che sono degli involtini di foglie di vite ripieni di riso e carne macinata simili alle dolmades greche, la Baklava che è il dolce principale a base di miele e noci.

i Sarmi che sono degli involtini di foglie di vite ripieni di riso e carne macinata simili alle dolmades greche, la Baklava che è il dolce principale a base di miele e noci

Prima e dopo cena il boulevard si riempie di giovani perché questa è la zona principale di aperitivi e discobar per la movida notturna. Il cuore pulsante di Sofia.

Il Sabato

Giornata dedicata al giro dei monasteri ortodossi tra le montagne bulgare (vedi articolo in uscita Le ore di Rila).

La Domenica

Dopo l’infinita colazione tra i marmi e gli stucchi dell’albergo si può decidere di cercare un complesso termale o di visitare un Museo: i due più degni di nota sono il Museo Nazionale di Storia situato in periferia nella ex residenza del dittatore comunista Zhivkov dove nelle sale si ammirano reperti che vanno dalla preistoria, ai tesori dei traci alle icone, e la Galleria Nazionale d’Arte Kvadrat 500 , situata vicino alla Cattedrale, per un’immersione nella pittura locale e non solo.

Poi si va visitare, poco a nord dell’albergo, la Moschea Banya Bashi, il cui nome significa “bagni termali” visto che sorgevano una volta proprio qui. Costruita nel 1566 dallo stesso architetto della Moschea Blu di Istanbul è testimonianza del dominio ottomano in città e ha un interno impreziosito da ornamenti geometrici e calligrafia islamica. Ci si entra senza scarpe e alle donne all’entrata viene prestato un copricapo. Fuori della Moschea un tipico tram e gli islamici di Sofia che si inginocchiano sui tappeti.

la Moschea Banya Bashi, il cui nome significa “bagni termali”

Molto autentica e lì accanto la tappa per il pranzo odierno a base di street food, il Mercato delle Donne, attivo di domenica, così chiamato perché in questo luogo all’aperto venivano solo donne, sia contadine che artigiane, a vendere i loro prodotti. Qui l’atmosfera è in genere semplice, caotica e multiculturale, un pezzo quindi di autentica Bulgaria tra banchi di frutta e verdura, formaggi e latte, barattoli giganteschi di sottaceti, evidentemente molto in voga da queste parti, chioschi di fiori e donnone con facce rubiconde e modi socievoli.

chioschi di fiori e donnone con facce rubiconde e modi socievoli

A due passi c’è la Sinagoga, abbastanza moderna e con dentro il più grande lampadario dei Balcani. Siamo nel pieno triangolo della “tolleranza religiosa”. E qualche graffito agli angoli delle strade, a ricordare anche la cultura alternativa e di avanguardia.

E qualche graffito agli angoli delle strade, a ricordare anche la cultura alternativa e di avanguardia

Le ore finali del nostro week end le spendiamo di nuovo sul Vitosha Boulevard, stavolta di giorno, a passeggiare, a bere un Caffè a comprare un profumo e un olio all’acqua di rose, il souvenir principale della Bulgaria. Alla fine del vialone sorge l’enorme Palazzo Nazionale, simbolo dei tempi comunisti. E Sofia mescola di nuovo i suoi stili e le sue carte, guardandoti coi suoi occhi antichi e con quelli di oggi.

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