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Il grillo Racconta

Sulle tracce di Persefone

La Sicilia tra miti classici e fioriture di maggio

La Sicilia, perla del Mediterraneo, ha tanto da raccontare in quanto la sua realtà è caratterizzata da molteplici aspetti passati e presenti che le conferiscono un fascino indiscusso. Andiamo a conoscere alcune delle sue meraviglie nelle province di Agrigento, Ragusa, Siracusa, Catania ed Enna fra storia millenaria, mitologia, architettura maestosa, letteratura, natura lussureggiante e gastronomia locale. Consiglio di visitarla in primavera, particolarmente nei mesi di aprile e maggio, quando il risveglio della natura con le rose che sbocciano e le zagare in fiore, unitamente a temperature piacevoli e un limitato affollamento, rende l’esperienza davvero apprezzabile. Questo ciclo naturale diventa poi ancor più interessante e suggestivo se lo associamo al mito di Persefone, la leggenda con radici mitologiche greche il cui svolgimento avviene proprio nella bella Sicilia, più precisamente sulle rive del Lago di Pergusa.

Andiamo a conoscere alcune delle sue meraviglie nelle province di Agrigento, Ragusa, Siracusa, Catania ed Enna

Lago di Pergusa

A pochi chilometri dal comune di Enna questo lago naturale è un paradiso per gli amanti del birdwatching che possono osservare particolari uccelli migratori come l’airone cenerino, il falco di palude e il cavaliere d’Italia. Proprio qui il mito di Persefone racconta l’origine dell’alternarsi delle stagioni basato sul legame fra il mondo dei vivi e quello dei defunti. Infatti secondo la leggenda la giovane Persefone, figlia di Zeus e Demetra, stava raccogliendo fiori sulle rive del lago quando improvvisamente il dio degli inferi Ade, innamorato di lei, emerse dalle profondità e la rapì portandola nel regno dei morti per farne la sua sposa. Vista la disperazione della madre, Zeus fece un accordo con Ade: per sei mesi all’anno Persefone restava sulla terra mentre per gli altri sei sarebbe tornata negli inferi. E da qui derivano i cicli della natura: la luce e il rifiorire della vita in primavera ed estate che simboleggiano la gioia della madre in contrapposizione al buio e allo spegnersi della vita in autunno ed inverno che simboleggiano il suo dolore.

A pochi chilometri dal comune di Enna questo lago naturale è un paradiso per gli amanti del birdwatching che possono osservare particolari uccelli migratori
Di Toni Pecoraro – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27485877

Prima o dopo la visita al lago fate un salto nel centro storico di Enna per coglierne l’atmosfera medievale fra strade strette e quartieri antichi, ne vale proprio la pena.

E poi due piccole curiosità …. sapevate che la provincia di Enna è l’unica in Sicilia a non avere sbocchi sul mare e che Enna con i suoi 931 metri è il capoluogo più elevato della Sicilia?

Valle di Noto

Geograficamente si trova nella parte sud-orientale della Sicilia fra i Monti Iblei, la costa ionica e quella mediterranea. Il vulcano Etna non ne fa parte ma ne rappresenta il naturale confine settentrionale, ai piedi di Catania. Il nome Valle di Noto deriva dall’antica suddivisione amministrativa della Sicilia in valli. Le otto città tardo barocche della Valle di Noto dichiarate patrimonio Unesco sono Ragusa, Catania, Caltagirone (CT), Militello in Val di Catania (CT), Palazzolo Acreide (SR), Noto (SR), Modica (RG) e Scicli (RG). Ovviamente chi ama quello stile non dovrebbe perderle.

l vulcano Etna non ne fa parte ma ne rappresenta il naturale confine settentrionale

C’è un evento di grande richiamo che si svolge ogni anno durante il terzo fine settimana di maggio: l’Infiorata di Noto. Via Nicolaci si trasforma grazie alle abili mani dei maestri infioratori che creano vere e proprie opere d’arte floreali lungo la strada. Durante la notte del venerdì inizia la preparazione dei capolavori che restano per cinque giorni dando vita ad un colpo d’occhio mozzafiato. Il centro storico è il cuore pulsante della manifestazione in cui sono concentrate la maggior parte delle attività. Anche altre vie centrali sono generalmente decorate ma Via Nicolaci resta comunque il top per le sue opere floreali di assoluto pregio. Vedere per credere!

A Caltagirone invece si apprezzano pregevoli opere in ceramica nelle varie botteghe cittadine. In quest’arte la terracotta locale viene impreziosita da una smaltatura vetrosa decorata a mano nei colori predominanti del verde, blu, bianco e giallo ocra dove i temi più ricorrenti sono legati alla natura come la foglia d’acanto e i fiori ma non mancano anche figure geometriche ed immagini simboliche. Oggetti per la cucina teste di Moro, vasi e pigne sono gli articoli generalmente proposti. Caltagirone è famosa anche per i suoi fischietti in terracotta e per le figurine del presepe.

Agli amanti del birdwatching suggerisco le seguenti due oasi naturali, un tempo utilizzate come saline: la Riserva di Vendicari nei comuni di Noto e Pachino (SR) in cui osservare ad esempio fenicotteri, cicogne e aironi e poi le Saline di Priolo a Priolo Gargallo (SR), l’unico luogo in Sicilia dove il fenicottero rosa nidifica regolarmente.

Da non perdere a Scicli le case in grotta concentrate principalmente nel quartiere di Chiafura

Da non perdere a Scicli le case in grotta concentrate principalmente nel quartiere di Chiafura sulla collina di San Bartolomeo. Queste abitazioni, scavate direttamente nella roccia calcarea, furono abitate dal periodo bizantino fino alla fine degli anni ’50 quando furono abbondante per motivi igienico-sanitari. Ora possiamo visitarle nel loro ruolo di testimonianza storica.

In provincia di Siracusa, Pantalica, la più grande necropoli rupestre d’Europa, è un sito archeologico caratterizzato da oltre 5.000 tombe a grotticella scavate nelle pareti rocciose che si estendono su un vasto altopiano delimitato dai canyon dei fiumi Anapo e Calcinara. 

Eccellenze gastronomiche locali sono la mandorla ampiamente utilizzata nei biscotti, nel torrone e nella granita ma anche il cioccolato di Modica, i pomodori di Pachino, la salsiccia di Palazzolo Acreide e il vino Nero d’Avola.

Valle dei Templi

Non distante dal mare, su un’altura fuori dal centro abitato di Agrigento il complesso archeologico più grande d’Europa e del Mediterraneo risalente al periodo ellenico è qualcosa di stupefacente in termini di testimonianza del passato. La Valle dei Templi è un’area archeologica che ospita i resti dell’antica Akragas, una delle città greche più importanti e ricche del Mediterraneo. Dal 1997 è inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità per lo stato di conservazione dei suoi templi dorici fra cui il più intatto è il tempio della Concordia. Il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo dà poi la possibilità di apprendere la storia dell’antica Akragas. All’interno della Valle dei Templi Casa Diodoros è un antico casolare rurale restaurato secondo l’omonimo progetto pensato per utilizzare al meglio i terreni agricoli del parco attraverso la produzione di prodotti alimentari. Durante l’anno poi vengono organizzati laboratori di Cooking Class molto apprezzati, sono presenti punti di ristoro ed un negozio in cui si possono assaporare ed acquistare prelibatezze locali.

All'interno della Valle dei Templi Casa Diodoros è un antico casolare rurale restaurato secondo l’omonimo progetto pensato per utilizzare al meglio i terreni agricoli del parco

Combinate la visita alla Valle dei Templi con l’opportunità di passeggiare per il centro storico della vecchia Girgenti; sapevate che fino al 1927 Agrigento era chiamata così? Durante il regime fascista il nome fu modificato per riallinearlo al latino Agrigentum.

La strada degli scrittori: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri

Pirandello, Sciascia e Camilleri sono tutti originari della provincia di Agrigento, un’area battezzata “triangolo letterario”. Il contributo di questi scrittori è stato fondamentale nel dare slancio all’identità siciliana.

Luigi Pirandello è nato ad Agrigento nel 1867. Di lui apprezziamo il risalto che ha dato al dialetto e alla descrizione del panorama siciliano, per lui la natura costituisce lo specchio dello stato d’animo dei personaggi. Oggi la Casa Museo Luigi Pirandello è la villa settecentesca dove è nato lo scrittore; ospita fotografie ma anche manoscritti e prime edizioni di opere teatrali e letterarie dell’autore. Le sue ceneri riposano nel giardino.

Pirandello, Sciascia e Camilleri sono tutti originari della provincia di Agrigento

Leonardo Sciascia è nato a Racalmuto nel 1921. Anche lui ha raccontato apertamente i volti della società siciliana e non da ultimo la sua identità linguistica. La Fondazione Leonardo Sciascia, ospitata in un’ex centrale elettrica degli anni ’20, conserva la biblioteca dello scrittore con oltre 30.000 volumi di vari autori e una vasta collezione di ritratti che raffigurano scrittori che vanno da Pirandello a Verga, da Stendhal a Voltaire e da Cervantes a Swift. Casa Sciascia, visitabile su prenotazione, è la residenza dove l’autore crebbe e scrisse alcune delle sue opere più famose. La statua di Sciascia è una scultura in bronzo a grandezza naturale che lo ritrae mentre cammina pensieroso sul marciapiede del corso principale.

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle nel 1925. La sua intuizione di mischiare il dialetto alla lingua italiana ha dato vita ad un linguaggio che ha reso più accessibile la conoscenza della Sicilia e che non tralascia nessun aspetto sociale. La sua casa natale in Via La Porta 16 è proprietà privata perciò non visitabile all’interno. Ci sono comunque varie opportunità di ricordare l’autore: in Via Roma dove è presente la sua statua, lungo la strada pedonale di Salita Chiesa dove c’è un murale a lui dedicato ed infine ad Agrigento dove nella piazzetta dello scrittore c’è un tavolino in cui ci si può sedere accanto alla sua statua in bronzo.

Altre scene poi sono state girate a Noto (SR) e in provincia di Ragusa specificatamente a Modica, Ispica, Sampier

Il valore di Camilleri ha aperto una vetrina internazionale con la serie televisiva dedicata al commissario Montalbano raccontata nella città immaginaria di Vigata. Chi ha seguito con passione gli episodi spesso si informa sui luoghi delle riprese che non rispecchiano i contenuti del libro a cui si ispirano. Piace sapere che alcune scene della città sono state girate nel quartiere antico di Ragusa Ibla e che il Municipio di Scicli (RG) ha ospitato il commissariato di Vigata. Altre scene poi sono state girate a Noto (SR) e in provincia di Ragusa specificatamente a Modica, Ispica, Sampieri, frazione di Scicli, e Donnafugata, frazione di Ragusa. A Punta Secca,borgo marinaro frazione di Santa Croce Camerina (RG), si trova invece quella che era la casa di Salvo Montalbano, ora adibita a B&B, con l’iconica terrazza e la piazzetta antistante meta di numerose visite.

Realmonte vanta la Cattedrale di Sale realizzata in un’antica miniera dove si ammirano il Cristo, la Sacra Famiglia, l’altare e le particolari pareti in salgemma. E poi l’incredibile Scala dei Turchi, scenografica roccia bianca a picco sul mare particolarmente apprezzabile con tour in barca; questa meraviglia della natura viene citata anche nei racconti di Camilleri della serie Montalbano.

E poi l’incredibile Scala dei Turchi, scenografica roccia bianca a picco sul mare particolarmente apprezzabile con tour in barca

Quante meraviglie da scoprire e conoscere nel profondo ci regala questa splendida terra! Ma fra una visita e l’altra non dimenticate di assaggiare la specialità locali come i cavatelli all’agrigentina, gli arancini al ragù, la zuppa di pesce matalotta, i formaggi Cosacavaddu Ibleo e Piacentinu Ennese. Però non può mancare un dessert e allora assaggiamo i fragranti biscotti carduna in pastafrolla farcita con ricotta, cioccolata e decorati con mandorle, poi la giurgiulena, un croccante di sesamo, miele e mandorle tostate oppure i tutù, morbidi biscotti al cioccolato aromatizzati con cannella e ricoperti di glassa bianca. Un’infinita serie di prelibatezze!

Andiamo dunque a scoprire la rinascita primaverile della Sicilia che ci regala un’esplosione di colori con papaveri, margherite, rose, ginestre, gelsomini e profumo di zagare.

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