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I grandi reportages / Tour de France

Tour de France – Da Montecarlo a Saint Tropez

Francesi del sud

Già lo sappiamo a bordo dell’auto che percorre gli ultimi chilometri autostradali della Liguria: lo sguardo della polizia di frontiera a Ventimiglia come al solito non ci farà impazzire, i grattacieli di Montecarlo non saranno la meta più desiderata del viaggio nel paese fratello, così come le larghe ed eleganti vie aperte sul mare di Nizza e Cannes non fungeranno da prima calamita ai nostri pensieri da viaggiatori.

La vera Francia per noi comincerà dopo Saint Tropez, il rifugio alla moda degli anni d’oro del cinema francese. Comincerà dove il mare crea le sue magie e le sue calette, tra i pini marittimi e la luce favolosa della Provenza marittima. Comincerà nella focosa Marsiglia, esempio di città vera e non da cartolina.

E continuerà nei luoghi più belli che toccano in sorte ai francesi del sud: le paludi e i borghi fortificati della Camargue, ancora percorsa da cavalli bianchi e selvaggi, la Provenza interna con le sue dolci campagne di lavanda dipinte da tanti pittori, le sue cittadine piene di arte e di storia, i suoi ponti e teatri romani, le sue abbazie e palazzi di papi.

Obiettivo finale la Linguadoca, la regione degli antichi poeti trovatori, il salotto all’aperto di Montpellier, il castello di Carcassone, le prime cime dei Pirenei lungo il confine spagnolo. Tutti paesaggi abitati da francesi diversi, del sud, più simili a noi.

Montecarlo, una vita per pochi

Montecarlo, una vita per pochi

Mentre consideriamo il tempo speso per cercare un parcheggio, i 5 euro per un caffè all’aperto, i 20 euro per un qualsiasi cocktail sorseggiato davanti alle banchine occupate dagli yacht degli sceicchi, mentre ci facciamo due conti sui costi delle case al metro quadro, sulle fortune rimediate o buttate sui tavoli del Casinò, sull’abbondanza di lusso, di ville, di macchine.
Mentre proviamo a immaginarci i bolidi di Formula Uno sfrecciare sulle curve del porto e l’altra curva ben più in alto, dove precipitò l’auto della bellissima Grace Kelly.
Mentre dalle boutique del centro vediamo uscire modelle o i ricconi di mezza Europa venuti a godersi il sole, il mare, la cucina e il paradiso fiscale, ci accorgiamo che il tempo da dedicare a Montecarlo per noi è già finito, che è una bandierina sull’atlante stradale e che abbiamo bisogno di ben altri orizzonti, quelli della Provenza e della Camargue.
Non ci fa impazzire l’idea di una città per pochi, che se la godano loro. Cerchiamo la Francia più bella, più mediterranea, più autentica. Avanti tutta.

Nizza, l’italiana

Nizza, l’italiana

Sulla Promenade des Anglais di Nizza, sui piccoli bastioni di Antibes, sulla Croisette di Cannes già va meglio, la Costa Azzurra ancora non è il volto della nostra Francia preferita ma è comunque una Francia che si fa ben volere: turistica ed opulenta, borghese ed elegante.
Un paio di giorni su questi litorali, lungo questi viali aperti sul mare, a camminare con pigrizia, a gustare le prime delizie gastronomiche francesi, il pesce, i dolci, i vini, a visitare i negozi ricercati e a vedere da fuori i palazzi e gli alberghi immortalati durante i festival del cinema sono un bel passatempo, indubbiamente.

Nizza assomiglia tantissimo a una città costiera italiana, del resto apparteneva al regno di Sardegna e fu ceduta alla Francia appena un anno prima dell’Unità d’Italia, nel 1860.
Eppure oggi la città dove nacque Garibaldi è il centro principale della Costa Azzurra, il capoluogo della regione delle Alpi Marittime, un luogo segnato da piazze e palazzi che ricordano l’architettura sabauda.

Il suo palcoscenico naturale è il Lungomare degli Inglesi: qui si celebra il Carnevale coi carri, la Battaglia dei Fiori, la vita in spiaggia. E qui purtroppo il terrore di un attacco kamikaze tra la folla nel 2016 ha segnato per sempre la coscienza dei francesi e di tutti gli occidentali difronte alla questione islamista. Ci pensiamo quando sostiamo per dieci minuti sulle famose seggiole blu a godere della brezza marina o quando sgombriamo la mente pesante con la leggerezza delle opere di arte moderna in Piazza Massena. O nel coloratissimo Museo Matisse, dedicato al pittore che così tanto amava la luce di Nizza.

Il suo palcoscenico naturale è il Lungomare degli Inglesi: qui si celebra il Carnevale coi carri, la Battaglia dei Fiori, la vita in spiaggia

Una breve escursione all’interno ci porta a Cagnes sul Mer, nella tenuta tra gli ulivi dove il pittore Renoir visse gli ultimi 12 anni della sua vita. Tutta la dolcezza di Nizza si allarga qui dai campi al mare.

La luce di Antibes

“Qui tutto splende, tutto fiorisce, tutto canta”: lo diceva il famoso romanziere Victor Hugo di Antibes, lo pensava probabilmente anche Claude Monet che elesse la cittadina costiera a suo luogo di luce preferito per dar vita ai quadri impressionisti.

Hotel di lusso ovunque, ville favolose camuffate nella vegetazione del promontorio, il verde e la pace dei giardini botanici, il porto turistico forse più importante del Mediterraneo, ma a colpirci di più è l’emozione della passeggiata nel centro storico difronte ai bastioni del castello che si affaccia direttamente sul mare.

“Qui tutto splende, tutto fiorisce, tutto canta”: lo diceva il famoso romanziere Victor Hugo di Antibes

Cannes, il mare elegante

La terza tappa emozionante della Costa Azzurra è annunciata dalla Palma d’Oro e dalla Croisette. Arrivare a Cannes dà davvero l’effetto di entrare in un grande cinema all’aperto: il glamour francese qui è molto evidente, il livello della vita altissima, come i costi degli alberghi frequentati dagli attori e dal jet set internazionale. Tutto è scenografico, il boulevard, le onde azzurre e le Alpi sullo sfondo.

Uno dei più famosi festival cinematografici del mondo si organizza a Cannes dal 1974, la città è cresciuta tantissimo grazie al turismo, agli affari, all’arte e ai congressi. Ma oltre all’indubbia raffinatezza di ogni negozio, di ogni passeggiata, di ogni panorama, di ogni albergo, torna a toccarci quella sensazione di essere ancora un po’ lontani dalla Francia che preferiamo.

La terza tappa emozionante della Costa Azzurra è annunciata dalla Palma d’Oro e dalla Croisette

Il mito di Saint Tropez

Il mito di Saint Tropez
I colori delle case pastello cominciano a sostituire quello bianco dei grandi alberghi classici

I colori delle case pastello cominciano a sostituire quello bianco dei grandi alberghi classici, l’ansa del mare prende il posto delle lunghe Promenade, il paesino che si gode tra le tegole rosse e i pini del Mediterraneo ha evidentemente sostituito l’aria borghese di Nizza e Cannes.

La Francia qui diventa già più intima e particolare, qualcosa di estetico.

Il destino di quello che per secoli era stato un semplice villaggio di pescatori cambia sul finire degli anni ’50. Colpa del film “Piace a troppi”. Colpa di una bionda dallo sguardo di bambola e dalle curve favolose. Colpa di un sex symbol come Brigitte Bardot. Che mutò il volto del villaggio, attirò i media, i turisti, i ricchi, gli yacht e le ville edificate sulle scogliere come nelle campagne. Ma nell’aria e nel porticciolo di Saint Tropez è rimasto qualcosa di bello e di gentile, che ispira riconoscenza.

il paesino che si gode tra le tegole rosse e i pini del Mediterraneo ha evidentemente sostituito l’aria borghese di Nizza e Cannes

Hyerès, un acquerello

L’ultima tappa di mare prima dell’affascinante Marsiglia è a Hyerès che mette in fila davanti alle sue splendide isolette le palme e i pini marittimi e le piazzette in stile Belle Epoque. Pare che sia famosa anche per il Festival di Moda e Fotografia che prepara in un certo modo le grandi sfilate parigine e il tasso di ricchezza del luogo lo percepiamo buttando l’occhio sulle magnifiche ville della zona, ma quello che ci accoglie oggi è soprattutto un caffè sul mare, un clima dolce e un tramonto sulla spiaggia.
Un vero acquerello della Costa Azzurra.

L’ultima tappa di mare prima dell’affascinante Marsiglia è a Hyerès

Lo sguardo a Tolone, primo porto militare francese, lo diamo solo dall’alto del Monte Faron: la meta finale dopo alcune piccole e pittoresche calette e quel gioiellino di Cassis col suo porticciolo color pastello quasi confuso col blu del mare è il Port Vieux di Marsiglia.

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