Diario di un Viaggiatore a Parigi
Appena atterrato all’aeroporto Charles de Gaulle, sentii subito quell’aria speciale: il profumo di croissant e l’eco di un francese musicale che rimbalzava tra le mura moderne del terminal.

Il mio consiglio per chi arriva? Prendete il RER B fino al centro: economico, veloce e già dal finestrino si comincia ad assaporare Parigi.

La mia prima tappa fu Montmartre, uno dei quartieri più affascinanti e pittoreschi della città. Salendo verso la Basilica del Sacré-Cœur, vi consiglio di evitare le trappole turistiche: ci sono venditori che cercheranno di legarvi braccialetti al polso “per amicizia” e poi chiedervi soldi. Un gentile ma deciso “Non, merci” e proseguite.
Arrivato in cima, la vista era mozzafiato: la città si stendeva sotto di me come una mappa vivente, e in quel momento capii perché Parigi viene chiamata “La Ville Lumière”. Dopo aver visitato la basilica, mi fermai in una delle piccole creperie in Rue Lepic.

Consiglio da viaggiatore: ordinate una crêpe au Nutella o una galette complète (con prosciutto, formaggio e uovo) e sedetevi al tavolino, anche se fa freddo. Parigi va assaporata lentamente. Il giorno seguente attraversai la Senna con una passeggiata lungo il Pont Alexandre III, il più elegante dei ponti parigini. Se volete scattare foto, andateci al tramonto: la luce dorata regala scatti da cartolina.
Da lì, a piedi, raggiunsi la Tour Eiffel. Acquistate i biglietti online per evitare le lunghe code — e se siete coraggiosi, salite a piedi almeno fino al secondo piano: la vista sarà la vostra ricompensa. Un altro consiglio prezioso: acquistate un Paris Museum Pass se avete in programma di visitare musei come il Louvre o il Musée d’Orsay.

Risparmierete tempo e denaro, oltre a saltare molte code. La sera, la magia di Parigi si accendeva davvero. Un bicchiere di vino in un bistrò del Quartiere Latino, qualche chiacchiera con turisti e locali, e quella sensazione unica di sentirsi parte di una storia più grande. Prima di ripartire, non dimenticate di perdersi almeno una volta tra le librerie di Saint-Germain-des-Prés e fare una passeggiata lungo la Rive Gauche.

Parigi non è solo monumenti: è atmosfera, dettagli, scorci rubati tra una via e l’altra. E mentre lasciavo la città, sapevo già che ci sarei tornato. Perché Parigi non la si visita una volta sola.
La si vive, un caffè e un tramonto alla volta.

Fabio C. viaggiatore da Aversa
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