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Il grillo Racconta

Uzbekistan: nella terra della via della seta

In prospettiva del nuovo anno c’è chi inizia giustamente a pensare a uno o più buoni propositi …. qualcuno vuole rimettersi in forma, certuni affinano le loro abilità culinarie, altri invece desiderano migliorare la conoscenza di una lingua straniera pensando di fare un bel viaggio; ottima idea! E allora volete scoprire una nazione che trabocca di storia raccontata in ogni suo angolo? Fra i paesi con queste caratteristiche ce n’è uno in particolare dove la ricchezza del suo mix di influenze sorprende ogni volta che si svela ai nostri occhi sotto svariate forme. Sto invitandoti a visitare l’Uzbekistan, una realtà tutta da scoprire che fa vivere un’esperienza indimenticabile. Tuffiamoci nella Via della Seta.

Sto invitandoti a visitare l’Uzbekistan, una realtà tutta da scoprire che fa vivere un’esperienza indimenticabile. Tuffiamoci nella Via della Seta.

L’Uzbekistan è una delle nazioni un tempo attraversata da questa famosa e lunga strada sviluppatasi nel II secolo d.C. durante la dinastia cinese Han che si è conclusa con l’ascesa dell’impero ottomano nel 1453. Ma che cos’era esattamente la Via della Seta? Consisteva in una vasta rete di strade commerciali e percorsi marittimi che collegavano l’Asia al Mediterraneo rendendo così possibile lo scambio di beni preziosi e indispensabili, ma anche di conoscenze e invenzioni. Alcune delle destinazioni su questa rotta sono Xi’an in Cina, Samarcanda in Uzbekistan, Costantinopoli in Turchia, l’odierna Istanbul, Aleppo e Damasco in Siria. Come mai è stata battezzata Via della Seta? Perché a quel tempo la seta era un bene di grande valore che veniva trasportato dalla Cina verso occidente.

Nel corso della storia l’Uzbekistan ha subito il susseguirsi del dominio persiano, arabo, mongolo dopodichè il condottiero Tamerlano, il turco-mongolo Amir Timur, ha dato vita al grande impero timuride con capitale Samarcanda e dall’Unione Sovietica fino all’indipendenza dell’attuale Uzbekistan nel 1992. Sapevate che in passato in questa terra si utilizzava l’alfabeto arabo? Poi con il dominio russo si è passati a quello cirillico e con l’indipendenza è iniziato il processo di introduzione dell’alfabeto latino. Alla lingua uzbeka si affianca il russo come secondo idioma molto diffuso, l’inglese è meno parlato ma è presente nelle strutture turistiche e si sta facendo strada fra le nuove generazioni e le persone più colte.
Vi siete mai chiesti cosa significa Uzbekistan? E come mai le ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale terminano in “stan”? Ecco la risposta. Il suffisso “stan” deriva dal persiano e significa terra o luogo di …. quindi l’Uzbekistan è la terra degli uzbeki.

 il turco-mongolo Amir Timur,

Anche se la maggior parte degli abitanti è di fede mussulmana, fra il mix di etnie mongole, persiane e caucasiche vige la libertà di culto.
Quando visitare l’Uzbekistan? L’estate, fra giugno ed agosto, è un periodo di gran caldo mentre in inverno, fra dicembre e febbraio, può essere anche molto freddo. In autunno e primavera le temperature sono più miti e in aprile le colline sfoggiano la fioritura dei tulipani. Per quanto riguarda le piogge, si verificano maggiormente fra novembre ed aprile ma non sono particolarmente abbondanti.
Quali sono i motivi che invitano a visitare l’Uzbekistan? Per la sua incredibile storia che ha dato vita ad un’architettura mozzafiato frutto delle influenze di diversi di popoli ed anche per i suoi bazaar vivaci, l’accoglienza e i suggestivi scorci panoramici.

è prevalentemente pianeggiante e desertica, come il Karakalpakstan,

Questa nazione dell’Asia Centrale senza sbocchi sul mare è prevalentemente pianeggiante e desertica, come il Karakalpakstan, ma il versante orientale presenta colline e montagne, valli fertili con laghi, fiumi e cascate ad esempio nelle montagne Tien Shan.

Cosa non dovrebbe mancare in un viaggio in Uzbekistan? Scopriamolo assieme immergendoci nelle città più rappresentative. Alcuni degli aeroporti con collegamenti internazionali si trovano a Samarcanda, Bukhara e Tashkent, quest’ultimo quello maggiormente utilizzato.

piazza Registan, patrimonio Unesco, con tre grandi edifici di scuole islamiche

Samarcanda è indubbiamente la città più nota dell’Uzbekistan che sicuramente molti di noi hanno sentito nominare e di cui ne hanno visto immagini. Questa località, la terza più grande dello stato, si compone di una parte edificata dopo il periodo russo e una parte medievale dal fascino indiscutibile. La zona più visitata è la piazza Registan, patrimonio Unesco, con tre grandi edifici di scuole islamiche, si tratta delle magnifiche madrase Ulug Beg, Sher Dor e Tillya Kari. In questo sito di una bellezza mozzafiato lo sguardo è catturato dalla raffinatezza delle piastrelle in ceramica in tonalità turchese, verde e blu che impreziosiscono le facciate unitamente ad altri decori dorati o dai colori più caldi. Vicino a questa piazza altri siti da non perdere sono la grande moschea Bibi-Khanym con il vicino mercato Siab Bazaar e il mausoleo del condottiero Tamerlano.

le facciate unitamente ad altri decori dorati o dai colori più caldi

Segnalo anche la bellissima necropoli Shakhi-Zinda, uno dei siti più suggestivi da visitare, e lo storico osservatorio astronomico Ulugh Beg.
Tashkent è la capitale e la più grande città dell’Uzbekistan, vicino al confine con il Kazakhstan. L’architettura fonde il modernismo sovietico con la tradizione islamica e i viali alberati abbelliscono questa località. Con i suoi 375 metri la TV Tower, l’edificio più alto della città, consente di ammirare il panorama dal sesto piano. Facilmente riconoscibile, il grande edificio blu del Chorsu Bazar è una piacevole luogo, un’esperienza nella realtà locale fra cibo, tessuti e artigianato. Segnalo la Moschea Minore con le sue incantevoli pareti esterne bianche e la bella cattedrale ortodossa dell’Assunzione dove spiccano cupole dorate dalla forma “a cipolla” e pareti esterne azzurre. Anche a Tashkent ci sono alcune importanti madrase da visitare: Kukeldash e il complesso Khast Imam.

Tashkent è la capitale e la più grande città dell’Uzbekistan,

La città di Bukhara unisce la cultura islamica e persiana com’è evidente nell’architettura del centro storico considerato l’esempio migliore di città medievale in Asia Centrale. La zona centrale ospita il complesso denominato Poi Kaylan dove spuntano il bellissimo minareto, la moschea e la madrasa con giochi di luce delle piastrelle. Un vasto edificio dalla pianta esagonale con una grande cupola centrale ed altre minori, il Toqi Telpak Furushon, è il luogo ideale per l’acquisto di artigianato locale. Non si dovrebbe lasciare Bukhara senza visitare la moschea Bolo Hauz ed il rilassante complesso Lyabi Hauz con tre splendidi edifici, rispettivamente due madrase e un edificio religioso chiamato khanaka, intorno ad un laghetto che occupa una delle sue piazze centrali.

Khiva è un vero e proprio gioiello nel deserto, perfettamente conservato

Khiva è un vero e proprio gioiello nel deserto, perfettamente conservato, che concentra le sue attrattive principali nella città murata dove, accanto alla madrasa Amin Khan, il minareto Kalta Minor è considerato il monumento più iconico. Si tratta di una struttura cilindrica, più bassa di quanto siano solitamente le costruzioni con quella funzione, ma dall’impatto visivo notevolissimo per la presenza delle immancabili piastrelle in ceramica turchesi, blu e verdi. Sempre all’interno della cinta muraria, la cittadella Kunya Ark svela le sue bellezze fra cui il palazzo Tosh-hovli storica residenza dei governanti. La madrassa Islam Khodja vanta invece un minareto molto slanciato e scenografico, il più alto dell’Uzbekistan; accanto ad esso la madrasa Kutlimurodinok e poi da non perdere la moschea Juma per la particolarità del soffitto sostenuto da oltre 200 colonne di legno.

Shahrisabz è celebre per aver dato i natali al condottiero Tamerlano, rappresentato da una statua che lo raffigura in posizione eretta. La moschea Kok-Gumbaz con la sua grande cupola decorata con piastrelle blu è nota per i dettagli architettonici elaborati, scritture arabe e lavori in stucco.
Il deserto di Kyzyl Kum, che sconfina anche in Kazakhstan e Turkmenistan, vanta diversi scenari con sabbia rossa, dune sabbiose alte anche una trentina di metri, dorsali scoscesi, valli e terreni pietrosi. In quest’ambiente naturale le oasi sono abitate dai nomadi che vivono nelle caratteristiche yurte. I visitatori possono provare l’adrenalina di dormire in una di queste grandi tende circolari immerse nell’ambiente circostante.

Nella cucina uzbeka, ricca e saporita, sono presenti piatti a base di carne di agnello, montone e manzo ma anche di pollo e cavallo con l’aggiunta di riso e spezie. Il tè è la bevanda più tipica, offerta anche agli ospiti in segno di benvenuto, particolarmente la versione verde, mentre quella nera è molto consumata a Tashkent. Potete apprezzare questa bevanda nelle case da tè denominate chaikhanas.

Le autostrade principali sono generalmente in condizioni buone o accettabili mentre le strade secondarie e rurali, particolarmente in montagna, denotano una manutenzione più scarsa con tratti a cui prestare ulteriore attenzione come pure alla scarsa illuminazione in particolare di sera. Per questo motivo un tour ben organizzato o un veicolo a quattro ruote motrici consentono di godersi questa splendida esperienza senza pensieri.

Non esitate quindi a programmare il vostro viaggio magari concedendovi il piacere di acquistare un capo in seta o uno splendido tappeto.

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