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Vin Santo… una sorpresa dalla Grecia

Vin Santo e Cantucci... chi non li ha mangiati almeno una volta apprezzando il dolce di uno dei vini passiti più famosi d’Italia insieme a quei deliziosi biscotti secchi?

Vin Santo e Cantucci

Ma conosciamo la storia di questa eccellenza italiana? 

Di certo il Vin Santo viene associato alla Toscana, ma in realtà è anche umbro e andando a scavare bene nella sua storia scopriamo che addirittura le sue origini potrebbero essere greche. Fin dal tardo Medioevo i mercanti veneziani importavano dalla Grecia vini dolci di qualità, considerati allora i migliori sul mercato.  Non tutti potevano ovviamente permettersi lussi del genere, quindi iniziò una produzione locale che diventò importante con la dominazione Ottomana sulla Grecia e il relativo blocco dei commerci.

il Vin Santo viene associato alla Toscana

Anche dietro al nome di questo vino si possono scoprire leggende e miti.

Le prime citazioni risalgono agli inizi del Cristianesimo, forse per indicare un vino puro particolarmente adatto al rito della Messa; proseguendo nella ricerca delle probabili origini del nome si arriva al 1348, quando durante la peste scoppiata nel senese,  i moribondi che ingerivano il vino da messa somministrato da un frate, sembra esclamassero “vin santo” per il sollievo provato come se fosse miracoloso e quindi “Santo”.

un vino puro particolarmente adatto al rito della Messa

Un’altra versione riconduce la nascita del nome al 1439, data del Concilio indetto da Papa Eugenio IV per discutere dell’unione della Chiesa occidentale con quella orientale. Ben settecento erano gli alti prelati greci, e tra loro il Cardinal Bessarione, vescovo di Nicea, che assaggiando del vino dolce toscano pare abbia esclamato: “Ma questo è Xantos!” volendosi riferire alla somiglianza con un vino prodotto nell’isola greca di Xantos, trasformato poi dai presenti nell’aggettivo latino “santus”

Un’altra spiegazione fa invece riferimento al ciclo produttivo del vinsanto, basato intorno alle feste religiose più importanti del calendario liturgico cristiano. Alcuni spremono l’uva per i Santi, altri per Natale ed altri per Pasqua. Alcuni imbottigliano il Vinsanto in novembre, mentre altri ad Aprile.

Il Vin Santo viene prodotto in prevalenza con uva Trebbiano e Malvasia

L’origine meno romantica, ma probabilmente più realistica, è l’associazione di questo vino con il suo uso comune durante la messa.

Il Vin Santo viene prodotto in prevalenza con uva Trebbiano e Malvasia. Tradizionalmente vengono scelti i grappoli migliori da lasciare poi ad appassire. Le uve vengono poi pigiate e il mosto che ne deriva messo a fermentare in piccole botti di legno in cui secondo la tradizione viene conservata la cosiddetta “madre”, cioè la feccia risultato delle precedenti produzioni, considerata la principale responsabile del particolare gusto di questo vino.

In genere viene servito accanto a dolci a base di mandorle, ma può essere un delizioso aperitivo e accompagnare formaggi erborinati come il gorgonzola dolce. 

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