Non è facile scegliere fra tante destinazioni esotiche da sogno, ma se in un viaggio cerchiamo relax e un’atmosfera vivace e accogliente, acque turchesi, spiagge candide, vegetazione lussureggiante, meraviglie naturali, gastronomia e storia, allora non ci sono dubbi: vogliamo andare a Zanzibar.

Benvenuti nell’oceano Indiano, nella costa est dell’Africa. Nell’emisfero meridionale a poca distanza dell’equatore, Zanzibar è un arcipelago che conta più di 50 isole, abitate e non, con due isole principali: Zanzibar, denominata anche Unguja, e Pemba. Nel corso della storia quest’arcipelago è stato un importante snodo commerciale di schiavi e spezie influenzato dalle relazioni con persiani, arabi, portoghesi, indiani e britannici. Si è unito alla Tanzania il 26 aprile 1964 pur mantenendo un proprio governo.
Il clima è caldo tutto l’anno, solitamente con una temperatura media massima che non scende sotto i 28-30 gradi, una stagione più piovosa da marzo a maggio e da ottobre a dicembre con una più secca nei restanti mesi dell’anno.
Sia lo swahili che l’inglese sono idiomi ufficiali. Lo swahili è la lingua più diffusa mentre l‘inglese è molto utilizzato nell’ambito turistico, lavorativo e governativo.
Lo scellino della Tanzania è la valuta locale ma il dollaro americano viene largamente accettato.

Anche se la maggior parte degli abitanti è di fede mussulmana nell’arcipelago esiste libertà di religione. L’islam influenza la vita e la cultura nelle isole, ad esempio nell’abbigliamento. È consigliato infatti coprire le spalle, le ginocchia ed evitare capi di vestiario trasparenti. Il bikini è accettato solo in spiaggia, non durante il tragitto per raggiungerla.
La cucina è un connubio di influenze swahili, arabe, indiane e persiane che portano sulla tavola pesce, verdure, riso, frutta tropicale e latte di cocco. I piatti sono gustosi ed aromatici, talvolta piccanti ma non sempre. A proposito di cibo, a Zanzibar il palato non resta mai deluso perché i piatti che si sono originati dalle varie influenze etniche sono ottimi, ne è un esempio la pizza di Zanzibar che non ha nulla in comune con la nostra ma è una gustosa focaccia fritta sottile farcita con varie scelte di ingredienti salati o dolci. Andrebbero comunque provate altre due specialità: lo spiedino di manzo o pesce chiamato mishkaki, impreziosito da un mix di numerose spezie che lo rende davvero sfizioso e il riso pilau che deve anch’esso il suo profumo alle spezie.

Le opzioni per soggiornare spaziano da guesthouse a strutture di lusso. Una nota positiva è data dalla presenza della spiaggia privata in molti resort oppure immediatamente accanto ad essi; questo è apprezzato dai turisti che scelgono questa meta per un soggiorno di totale relax fra sole e mare. Ma per un viaggio e una vacanza con la “V” maiuscola, il che significa godersi a pieno Zanzibar immersi nella cultura locale, bisogna esplorare almeno in parte l’arcipelago.
Il paesaggio è caratterizzato da spiagge mozzafiato con acqua turchese e sabbia bianca, foreste, paludi con mangrovie e piantagioni dove crescono spezie fra cui chiodi di garofano, noce moscata, pepe nero, cannella e vaniglia. In queste isole crescono alghe marine, arbusti fra cui spiccano i baobab, poi palme da cocco e banane rosse, piccole e dolci ricche di potassio, vitamina C e beta carotene. La barriera corallina è uno dei fiori all’occhiello per chi si concede indimenticabili immersioni e snorkeling.
Fra la ricca fauna di Zanzibar troviamo scimmie, squali, tartarughe marine, uccelli migratori, granchio del cocco, il più grande artropode terrestre e balene, generalmente da luglio ad ottobre. Infine il particolare leopardo di Zanzibar più piccolo rispetto agli esemplari più comuni; il suo pelo è più corto, la coda è più lunga e le macchie sono più dense ma di dimensioni ridotte.

Per meglio apprezzare l’isola consiglio di noleggiare un’auto tenendo conto che la guida è a sinistra. Le strade fuori Zanzibar City sono relativamente tranquille, in buono stato e pavimentate, ma più ci si avvicina alle zone rurali questa condizione tende a diminuire, di conseguenza è preferibile optare per un veicolo 4×4. Prestate attenzione alla guida serale perché molte strade non sono ben illuminate. Un’opzione per il noleggio dell’auto è l’aeroporto internazionale Abeid Amani Karume nei pressi di Zanzibar City. Per meglio organizzare il soggiorno è bene sapere che nell’isola non sono presenti treni e che i mini van pubblici battezzati dala-dala sono poco affidabili in quanto non hanno orari fissi, partono solitamente quando sono al completo sono quasi sempre affollati e la manutenzione è scadente. Se non disponete di un mezzo proprio i taxi sono solitamente raccomandabili ma, come sempre, non dimenticate di verificare l’operatività del tassametro o di concordare la tariffa quando il dispositivo non è presente.
Scopriamo insieme cosa apprezzare durante il soggiorno.
In un arcipelago le spiagge certamente non mancano e qui Madre Natura è stata più che generosa. A questo si aggiungono le basse maree capaci di rivelare affascinanti lingue di sabbia con acque poco profonde, meta di tanti visitatori. Le spiagge sfoggiano tutto il loro fascino da cartolina con palme ondeggianti, sabbia bianca, acque incantevoli ideali per snorkeling, immersioni, nuoto e per rilassarsi. Lungo il litorale capita di trovare coralli e conchiglie ma è importante ricordare che è illegale raccoglierli. È possibile scegliere fra spiagge più frequentate e vivaci come Nungwi, Kendwa e Kiwengwa ed altre più appartate come Pongwe, Bwejuu, Michamvi e Matemwe. Tutti i litorali sono raggiungibili da Zanzibar City in massimo un paio d’ore d’auto. La spiaggia di Nungwi è spesso considerata la più bella dell’isola ma questo è un fattore puramente soggettivo. Anch’essa ha tutte le suddette caratteristiche da sogno sia per quanto riguarda il candore del litorale, la trasparenza dell’acqua e l’imperdibile opportunità di ammirare, durante lo snorkeling e le immersioni, colori e forme della barriera corallina con la prolifica vita marina. Questa spiaggia spaziosa, unitamente a quella di Kendwa, è nota per la bellezza del tramonto, mentre per un’alba spettacolare Matemwe, Kiwengwa e Paje sono una garanzia. E se amate praticare surf non perdete la spiaggia di Paje mentre Jambiani è preferibile per i principianti.

Sulla costa centro-ovest dell’isola andiamo alla scoperta della capitale Zanzibar City che, con poco più di 200.000 abitanti, è un mix di influenze africane, arabe, indiane ed europee. La città è suddivisa in una parte moderna denominata Ng’ambo e in una storica denominata Stone Town con un bel lungomare ed un labirinto di vicoli. Quest’area antica è la più visitata e non mancano venditori che con entusiasmo propongono i loro prodotti; facendo assaporare la vivace quotidianità dell’isola, realtà che si vive al Darajani Market, il mercato pubblico con una grande varietà di proposte gastronomiche ed anche luogo in cui trovare souvenir e oggetti realizzati artigianalmente. Quando cala il tramonto prende vita il mercato notturno di Forodhani Gardens, luogo ideale per una cena in stile street food in un’ambientazione vivace e tipica. La moschea Ijumaa, restaurata nel 1994, evidenzia il suo stile arabo moderno mentre la cattedrale anglicana Christ Church, che vanta belle vetrate decorate, mostra il suo stile gotico con influenze mediorientali. Segnalo anche il tempio hindu Shiv Shakti Mandir, edificio religioso dedicato al dio Shiva e alla dea Shakti. Sapevate che Freddie Mercury è nato a Zanzibar? Nel 2019 è stato inaugurato un museo al piano terra della sua casa natale.
L’arcipelago ospita diversi villaggi dall’atmosfera tranquilla, con mercati locali, fra scenari lussureggianti e un mare d’incanto. Qui è ben radicata la cultura swahili con la sua architettura in cui spiccano splendide porte intagliate, cucina prelibata, tessuti colorati, musica ed espressioni come hakuna matata che noi tutti conosciamo bene.
A Zanzibar si dovrebbe provare l’esperienza di un’escursione sensoriale nelle piantagioni di spezie dove i partecipanti vedono, toccano, odorano e assaggiano diversi prodotti e frutti tropicali. Solitamente questa piacevole avventura denominata Spice Tour si conclude con un pasto tradizionale swahili.

Il Parco nazionale Jozani Chawa Bay racchiude la più grande foresta di Zanzibar caratterizzata da una grande biodiversità nonché da un’estesa presenza di mangrovie. Mentre si apprezza la natura lo sguardo è concentrato sull’avvistamento di volatili, scimmie e tartarughe marine.
Le Kuza Caves sono invece grotte calcaree naturali che vantano stalattiti e stalagmiti e un’incantevole piscina d’acqua dolce di colore turchese dove nuotare è un’esperienza memorabile. Sono anche l’habitat di scimmie, volatili e farfalle.
Il Mnarani Marine Turtles Conservation Pond è un luogo dove i visitatori possono interagire con le tartarughe che qui vengono protette e riabilitate.
Per una scelta di ambientazione particolarmente scenografica, il Rock Restaurant al largo della spiaggia di Michamwi Pingwe parla da sé perché è stato costruito su una grande roccia nell’oceano. Non stupisce che, data la popolarità, non sia economico e che sia consigliato prenotare in anticipo, magari per una romantica cena al tramonto. Uno dei tanti aspetti positivi di quest’isola è che, qualunque sia il proprio budget, c’è la possibilità di optare per numerosi punti di ristoro con prezzi contenti dove si mangia bene ma se volete provare l’esperienza del Rock Restaurant sappiate che si raggiunge a piedi con la bassa marea ed in barca con quella alta.

A nord di Zanzibar, l’isola di Pemba è caratterizzata da un paesaggio collinare, verdeggiante, dalla produzione di spezie, in particolare chiodi di garofano, e dalla barriera corallina dove nuotare fra i suoi “abitanti” è emozionante. Anche in quest’isola sono presenti strutture ricettive e spiagge tranquille, ad esempio Vumawimbi e Ngezi.
Prison island, (battezzata anche Changuu Island), si raggiunge con un breve tragitto in barca dalla capitale e regala esperienza indimenticabili di snorkeling e immersioni a cui va aggiunto l’incontro con le tartarughe giganti, dono del governo delle isole Seychelles. Generalmente questa escursione comprende anche Nakupenda Island per la sua lingua di sabbia mozzafiato creata dalla bassa marea.

Se il vostro soggiorno a Zanzibar è lungo, approfittate per un’escursione in Tanzania al Parco del Serengeti, patrimonio Unesco.
Dobbiamo solo scoprire quale angolo di Zanzibar ci emozionerà di più.


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