Un paese da fiaba
E’ il secondo anno consecutivo che vado in questa meravigliosa terra, ancora non molto turistica ma in pieno sviluppo.

Cosa mi ha colpito di più? Soprattutto la bellezza della natura: mare, deserto, montagne, oasi ma anche i sapori indimenticabili delle spezie e l’odore persistente dell’incenso che subito ti avvolge appena scesa dall’aereo.
L’anno scorso la lunga spiaggia bianca di Salalah con le acque calde e cristalline, la scogliera della spiaggia di Taqa, la cascata di Darbat, il verde accesso di Wadi Darbat con le sue cascate e i cammelli che ti attraversano la strada. Quest’anno Muscat la capitale, la prima impressione e la prima sensazione che ti toglie il fiato è la maestosità delle montagne, severe e altissime, risalta l’enorme opera dell’uomo che per costruire ha scavato e scavato senza fine.

La città offre alcuni monumenti da visitare come la grande moschea del Sultano Qaboos, il magico teatro dell’opera e ancora merita una passeggiata lungo le stradine dei vecchi quartieri dove gli anziani siedono davanti alle porte e sul lungomare della Corniche dal quale puoi vedere l’immenso yatch del sultano Qabus bin Saiid Al Saiid. Bello anche il palazzo Al Alam, visitabile solo dall’esterno.
Esperienze da non mancare per immergerti nella cultura locale – io sono stata aiutata dalla mia guida Safi, 100 per cento omanita e questo fa la differenza – sono sicuramente la serata di ‘fumo’ Shisha seduti su un divano in uno dei tanti cafè di Muscat, l’assaggio degli arrosticini di cammello, accompagnati da una bella pepsi perché come saprete in Oman non si bevono alcolici e lo struscio a The Mall in notturna mescolati ai locali.

Poi, un viaggio indimenticabile in 4×4 a Nizwa a visitare il fortino, il suk dove spiccano ceramiche, argenti e dove protagonisti assoluti sono i dolcissimi datteri in tutta la loro varietà. La montagna torna maestosa nel Grand Canyon dell’Arabia che si raggiunge dopo alcuni chilometri di tornanti che ricordano vagamente la salita dello Stelvio. Raggiunto il picco, sembra davvero di essere nel Grand canyon americano ma con colori diversi, qui spiccano i grigi, i marroni scuri e un’aria fresca ti avvolge nella sua purezza. Infine, le acque cristalline delle isole Damayat dove le tartarughe accompagnano le tue nuotate, lasciandosi quasi accarezzare, per niente impaurite.

Che dire l’Oman mi ha soddisfatto in pieno, chissà se ci tornerò anche il prossimo anno.

Benedetta B. viaggiatrice da Firenze
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