Il piacere della conoscenza, di scoprire nuovi orizzonti, di vivere emozioni passo dopo passo in un paese che da pochi anni ha aperto le sue porte ai visitatori. Grazie a questo piano ideato nell’ambito dell’alleggerimento di alcune restrizioni volute dal principe Mohammed bin Salman, figlio dell’attuale sovrano saudita, dal 2019 si può visitare l’Arabia Saudita. Questo ha permesso che meraviglie archeologiche e naturali, quartieri storici e metropoli futuristiche riempiano gli occhi dei visitatori.

Il progetto Vision 2030 ha lo scopo di modernizzare la nazione, diversificare l’economia e allentare le restrizioni sociali. Quando si visita questo paese è importante tenere presente le seguenti raccomandazioni: non avvicinarsi al confine con lo Yemen, rispettare le norme culturali, guidare con prudenza facendo attenzione alla propria sicurezza e a quella altrui nonché munirsi di patente internazionale oltre a quella propria.
La lingua ufficiale è l’arabo. L’inglese si sta diffondendo rapidamente e le guide accompagnatrici sono in grado di parlarlo. Non è comunque difficile capirsi in maniera alternativa o creativa dato che la popolazione saudita è amichevole e accogliente.
I sauditi vestono in maniera sobria. Anche se le restrizioni si sono allentate ancora molte donne indossano l’abaya, l’abito nero, ampio, con maniche lunghe, accollato che si sviluppa fino alle caviglie. Non sono da escludere donne velate che mostrano solo gli occhi e con il capo coperto anche fuori dai luoghi sacri. I turisti possono vestire secondo canoni occidentale ma sempre in maniera decorosa. È importante coprire almeno spalle, ginocchia e décolleté.

Da evitare vestiti aderenti e trasparenti, optate decisamente per qualcosa di ampio. Nei luoghi sacri come le moschee è richiesto di coprire anche il capo e non è permesso mostrare gambe e braccia. L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta dove la legge è regolata dal Corano e l’islam sunnita è la religione di stato che ne regola la quotidianità, ad esempio non sono ammessi edifici religiosi non islamici, né proselitismo non musulmano, niente conversione ad altre religioni e tanto meno effusioni in pubblico. La legge saudita impedisce categoricamente ai non mussulmani di visitare la Mecca e simili restrizioni vengono applicate in alcune parti della Medina, i due luoghi più sacri dell’islam. È consentito invece l’accesso ai visitatori nella Moschea di Quba, la più antica, e nella Moschea Al-Qiblatayn in cui venne modificata la direzione delle preghiere, da Gerusalemme verso la Mecca.
Con questo atteggiamento rispettoso chi vuole scoprire il paese non deve far altro che pensare al piacere di addentrarsi nella sua natura, arte, storia e cultura millenaria.

Fra il Mar Rosso e il Golfo Persico l’Arabia Saudita occupa una gran parte della penisola arabica spaziando da zone deserte a montuose passando per altipiani.
Piogge molto scarse, significative escursioni termiche fra giorno e notte, grande caldo estivo, temperature piacevoli in inverno. Questo è un quadro sintetico del clima che risente anche della morfologia del territorio. Il consiglio quindi è di viaggiare in inverno, ad esempio fra dicembre e gennaio.
I pasti sono molto importanti nella cultura saudita e sono generalmente condivisi intorno a un piatto da gustare fra i commensali. Il cibo è solitamente caratterizzato da sapori ricchi e aromatizzati come ad esempio il Mandi e il Kabsa, piatto nazionale, entrambi caratterizzati da riso speziato e carne. Nei pasti sauditi sono presenti agnello, pesce, spezie e datteri ma anche pietanze con influenze mediorientali, persiane e indiane. Sia il tè che il caffè, solitamente serviti dopo il pasto, sono simboli di ospitalità, convivialità e quotidianità. Generalmente accompagnati dai datteri, queste bevande, la cui versione nera è la più comune, possono essere aromatizzate.
Tante sono le premesse che alimentano la curiosità, andiamo quindi a scoprire alcune delle meraviglie che l’Arabia Saudita ci riserva.

Riyadh è la capitale e la più la grande città della nazione dove moderno e antico s’incontrano. Un tempo circondata da mura, la città vecchia vanta il Souq Al Zal proprio nel suo cuore e fra i vicoli si possono acquistare articoli tradizionali, di pomeriggio e sera. In questo antico quartiere denominato Deerah la fortezza Al Masmak dove visitare il suo museo dedicato alla storia della fortezza e alla riconquista di Riyadh. Poco fuori da questa zona il Murabba Historical Palace con la sua enorme piazza era un tempo la residenza del re, ora è un museo in cui si possono esplorare alcune stanze reali. The National Museum of Saudi Arabia racconta invece la storia e la cultura del regno saudita. Risalente al 2004, la Al Rajhi Grand Mosque è la più grande moschea in città che unisce stile moderno e tradizionale con due minareti e una grande cupola. Altrettanto invitante la candida King Khalid Grand Mosque, che unisce architettura turca ed islamica, presenta un’elegante facciata bianca, una cupola centrale, un minareto e finestre decorate. Da non perdere lo Sky Bridge, passerella di 65 metri in acciaio e vetro posta a 300 metri d’altezza, precisamente in corrispondenza del 99° piano del Kingdom Center; il tramonto è il momento migliore per osservare il panorama metropolitano. Ma non si può lasciare Riyadh senza vedere il distretto, patrimonio Unesco, di Al-Turaif, prima capitale della nazione, ancor più fiabesco e suggestivo al calar della sera, coi suoi edifici in adobe.

Jeddah è la seconda città dell’Arabia Saudita nonché il porto principale e più trafficato del Mar Rosso. Al Balad è l’incantevole città vecchia con la meraviglia architettonica, patrimonio Unesco, delle balconate in legno dai diversi colori fra cui la casa museo Nassif, dove apprendere la cultura della regione. Questo angolo storico ospita i mercati all’aria aperta di Souq Qabil e Souq Al Alawi ma anche la Al Shafi Mosque, una delle moschee più antiche in città, caratterizza dall’influenza islamica e ottomana, con un cortile spazioso. La Corniche invece è la passeggiata sul lungomare che si affaccia sul litorale caratterizzo da sabbia dorata, talvolta bianca, acqua turchese e dalla barriera corallina ideale per praticare snorkeling e immersioni; non passa inosservato l’altissimo getto d’acqua della fontana Re Fahd. Lungo la Corniche si trova anche il Fakieh Aquarium con la sua varietà di vita marina. King Saud Mosque è la moschea più grande in città con una serie di cupole, un minareto alto 60 metri e l’interno caratterizzato da luce naturale e marmo bianco. Da non perdere anche Al Rahmah Mosque, nota come moschea galleggiante per la particolare posizione in prossimità dell’acqua e la bellissima cupola azzurra.
In una regione montuosa a nord-ovest, la grande località di Tabuk e i suoi dintorni presentano varie attrazioni fra cui un forte, ora museo archeologico. Da visitare Al Tawbah Mosque, realizzata per assomigliare alla moschea della Medina, dove si dice che abbia pregato Maometto. Souq Twaheen e Al Jadda Market sono due mercati all’aperto dove curiosare fra prodotti artigianali e alimentari. Nei pressi della città, all’interno della Prince Mohammed Bin Salman Natural Reserve, da non perdere il Wadi Al Disah (o Wadi Qaraqir), la “valle delle palme”, un canyon che accoglie un’oasi lussureggiante alla sua base, ideale per ammirare flora, fauna e le stelle. Proseguendo attraverso una piccola valle questo sito lascia ancor più stupefatti, cambia aspetto fino a diventare Al-Shaq, uno dei canyon più spettacolari con formazioni rocciose in arenaria, il “Grand canyon dell’Arabia Saudita.” Qui è possibile esplorare il territorio praticando hiking e ammirando cieli stellati. Suggerisco anche di godere delle bellezze dell’altopiano desertico Jibal Hisma con profonde gole e della montagna Jabal al Lawz, sito con pregevoli incisioni rupestri.

Circondata da un suggestivo scenario naturale fatto di formazioni rocciose in arenaria, la storica città nabatea di Alula, lungo l’antica Via dell’Incenso, vanta una particolare città vecchia con intersezioni di vicoli e case di fango. La strada principale pedonale è il luogo ideale per passeggiare fra botteghe artigianali e ristoranti in un’atmosfera davvero d’altri tempi. Poi, ad una decina di chilometri, non si può perdere la suggestione di Jabal Al-Fil nota anche come Elephant Rock, una formazione rocciosa di circa 50 metri, particolarmente carica di fascino al tramonto. E, come se non bastasse, a breve distanza ecco Hegra (Mada’ in Salih o anche Al-Hijr), il sito patrimonio Unesco più simbolico del paese con le rovine di monumenti funebri scavati nella roccia che portano alla memoria il sito di Petra in Giordania. Ma le sorprese non finiscono in questo lembo di terra e si volta totalmente pagina davanti al moderno Maraya Concert Hall adibito ad eventi, il più grande edificio con pareti interamente di vetro che, essendo immerso nel deserto roccioso della Ashar Valley, fa restare a bocca aperta quando lo scenario mozzafiato circostante si riflette sulle vetrate.

Ha’il, ai piedi della catena Shammar accanto al deserto di Nafud, regala ai visitatori il piacere di visitare l’Al Qishalah Palace con un museo che racconta la storia regionale e poi di beneficiare di vedute panoramiche dalla collina su cui sorge la fortezza A’ Arif Fort. Il Souq Barzan è un mercato all’aperto fra cibo e creazioni artigianali in cui si respira pienamente la realtà locale. Si può praticare sentierismo presso le montagne Aja e Salma.
Jubbah, un tempo attraversata da rotte carovaniere, era un’oasi ricca di acqua dove prosperavano animali che ora troviamo nei preziosi petroglifi raffiguranti ad esempio ghepardi e leoni. Questo sito, unitamente a quelli di intaglio nella vicina provincia di Ha’il, sono ora preservati dall’Unesco.
Buon viaggio


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