La fuga ideale
Ce l’avete un luogo ideale per una pausa invernale?
Ce l’avete un posto a tre ore di volo dove spalmarvi grati sulla sabbia dorata, dove immergervi beati nel turchese, dove sentire con la migliore predisposizione d’animo la calda natura africana impossessarsi di voi, così essenziale e così vergine?
Ce l’avete già in mente un luogo così adatto allo scopo, a dimenticare gli affanni della città, a chiamarvi così quieto, così seducente, a giornate pigre e rilassanti?
La risposta per me è solo una, facile facile: Marsa Alam.

Già il suo nome, tradotto in arabo dice tutto, per gli egiziani questa è la “Baia della Bandiera”, per l’affetto che gli fa provare.
Più che baia una striscia infinita di sabbia a contatto con un mare da sogno, con Quseir avamposto più abitato a nord, unica cittadina degna di nota, e poi solo la marina turistica di Port Ghalib, resort molto belli e molto tranquilli a intervalli parecchio distanti e quindi il nulla, perché Marsa Alam “città” è qualche bazar e una moschea nella polvere, poi c’è solo un paesaggio torrido e accecante fino a Berenice, fino al mercato dei dromedari di Shalatin e a toccare i confini col poverissimo Sudan.
Marsa Alam è più una regione quindi, molto diversa dalla più celebre Sharm, più avvolgente, più silenziosa. Senza il bisogno – quasi – di altri divertimenti, di altre escursioni (magari Luxor, ma è lontana, di sicuro il mare che fa parte dello stesso incanto) perché l’ultimo Resort italiano lì aperto basta assolutamente a sè stesso.

E allora fatevi ispirate dalle foto anzi dalle cartoline pubblicate in queste pagine…
Cosa vi piace di più tra la spiaggia placida e i ristoranti vista mare? Tra l’acqua park e le casette colori pastello? Tra il tramonto al mare, i giardini curati e l’abbraccio di una piscina riscaldata?
Perché in fondo a Marsa Alam vi aspettano tutti, ma proprio tutti gli elementi e le coccole che rendono unica una vacanza relax al mare da ottobre ad aprile.
A Marsa Alam dominano il giallo e il celeste.
Il giallo delle dune, dei litorali, dei chilometri di vuoto, dell’annuncio del vicino e grande deserto pietroso dell’Egitto.
Il celeste delle acque, dei riflessi, della barriera, col suo paradiso di pesci e coralli.

Le giornate cominciano presto perché alle 06.30 il sole già batte forte, invita a fare colazione vista mare, a respirare tutto il pulito e tutto l’immenso mondo giallo e celeste che ci troviamo intorno e davanti. Una camminata poi, o una nuotata, una lunga nuotata con snorkeling, a catalogare tutti i colori che vediamo sui fondali, sui coralli e nei pesci.
A discrezione segue un riposino in spiaggia o magari un po’ di sport perché in questo villaggio ci sono almeno dieci attività da fare, il beach volley, il calcio, il tennis, il padel, le bocce, il fitness, l’acquagym, il ping pong e il biliardo, un po’ di jogging sulla pista di atletica (!!), un giro in canoa o addirittura in risciò su e giù per la battigia, con un occhio ai bimbi, alle curve e alle discese!
Il pranzo rischia di farti restare immobile per tutto il pomeriggio tale e tanta è la qualità dei buffet, in genere in Egitto io mi affido molto a riso aromatico e a grigliate di pesce e carne ma anche sul fronte della cucina tutti i gusti vengono assecondati, dal crudo, alla pasta fatta in casa spadellata all’italiana, fino ai tavoli di dolci lunghi almeno 10 metri. E la siesta la vogliamo fare difronte a un mare così bello? Necessaria, assolutamente necessaria, se poi l’animatore è coinvolgente ci scappa anche un gioco insieme ovvio.

Le escursioni, a giorni alterni, sicuramente sono un altro bel passatempo: la baia di Abu Dabbab per nuotare con le tartarughe in un mondo cristallino, il reef di Elphistone, il parco marino di Sharm el Loli con una delle barriere coralline più preservate, la spiaggia di Tondooba coi branchi di pesce appena entri in mare, i delfini nella zona di Sataya, la gita dal porto di Hamata per scoprire le isole del Mar Rosso, la laguna di El Naaba che è il paradiso dei kitesurfer, lo specchio d’acqua a forma d’occhio di Nayzak che dicono essersi formato dopo l’impatto con un meteorite, il parco nazionale di Wadi el Gemal con le sue praterie sottomarine, una serata mondana e chic a Port Ghalib, una mezza giornata a curiosare tra i vicoli autentici, i mercati e le moschee di Quseir oppure il grande interno col classico contorno di the nella tendopoli beduina, motorata e cammellata.
E poi le sere, cene eleganti o sotto le stelle, il teatro, la discoteca, i bar o le tende in riva al mare con la shisha, per finire contenti nel lettone di comode camere, col silenzio assoluto che aiuta il sonno.
Insomma Marsa Alam emoziona e rigenera.
E’ un regalo da farvi e da fare. E’ la fuga ideale.
Ed è pure la casa del dugongo!
Nei miei numerosi viaggi di lavoro in Mar Rosso purtroppo non l’ho mai visto, mi sono dovuto accontentare di tartarughe giganti, razze e barracuda, oltre al tripudio dei pescetti colorati.
Ma il dugongo è l’animale più raro e curioso di tutti sulla riviera di marsa Alam, un bestione innocuo che può arrivare fino a tre metri di lunghezza e 900 kg di peso, una specie di goffa e massiccia mucca di mare dalla pelle resistentissima, dalle labbra enormi con cui aspira anche 30kg al giorno di erbette marine e piante acquatiche, la sua dieta preferita. Sono buffi e sono mammiferi, quindi da qualche parte (Dove? Doveeee? Ti voglio vedere dugongo!!) devono pur riemergere per respirare!!!

(foto del dugongo presa da wikipedia)
E poi vuoi mettere l’impatto di trovarselo davanti e di capire una volta per tutte se porta fortuna o sfortuna come dicono i vari popoli che lo ospitano ancora nei mari del mondo? Parlo appunto degli egiziani, ma anche dei filippini, di qualche esemplare rimasto in Giappone, in Madagascar o nell’Australia settentrionale. Per le volte che sono tornato a marsa Alam mi sarei già meritato di vederlo caspita! Non mi va di vedere le descrizioni del dugongo solo in libri come “Ventimila leghe sotto i mari” o “L’isola del tesoro”. Quindi te lo prometto cucciolone mio, la prossima volta non me ne vado da Marsa Alam, i bene informati mi hanno detto che devo scovarti a Marsa Mubarak, la baia dedicata all’ultimo “faraone”. Ormai non hai scampo e mi farò un selfie con Te 😊 !


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