Andiamo a conoscere due destinazioni che, per via del loro contenuto, possiamo sicuramente definire “mirate”, ma per addentrarci nell’argomento è fondamentale partire da una storia a lieto fine, un cambio totale di rotta che ha visto queste isole nipponiche protagoniste di una grande iniziativa volta a trasformare località in pieno declino industriale e demografico in due luoghi speciali dove natura, architettura ed arte contemporanea vivono in simbiosi, quella sintonia che anche chi sceglie di visitarle avverte pienamente. Per via della sua dislocazione, l’ambientazione museale non è paragonabile a qualcosa di consueto ai nostri occhi, ecco perché va vissuta in prima persona dagli appassionati o più semplicemente da tutti coloro che sono desiderosi di allargare i propri orizzonti.

Dimenticate grattacieli, treni proiettili, centri commerciali e la frenesia delle moderne località giapponesi perché qui regna la pace stimolata da un design contemporaneo che invita al silenzio, alla riflessione, al benessere interiore. Ma non solo, questo progetto ha ridato vita anche ad un piccolo gruppo di antiche case giapponesi con fantasiosi interventi artistici e precisi obiettivi che suscitano grande interesse. Esplorare queste isole significa anche incontrare abitazioni dai cortili ben curati, giardini zen, templi buddisti e scintoisti; nascosti nello scenario sono infatti presenti anche luoghi religiosi di piccole dimensioni e sobriamente decorati a dimostrazione della fusione fra quotidianità rurale, spirituale e arte contemporanea.
Anche se in queste isole collinari sono presenti alcune automobili e qualche autobus, il metodo migliore è quello di viverle a piedi o in bicicletta elettrica accompagnati dalla brezza. Indicativamente sono grandi come il centro storico di Roma con Naoshima che conta poco più di 3.000 abitanti e Teshima circa 900. Si trovano nel calmo mare interno di Seto e questa striscia d’acqua le separa dalle grandi isole Honshu, Kyushu e Shikoku. Dopo le disavventure industriali Teshima e Naoshima si sono dedicate alla pesca e negli ultimi anni al turismo, non di massa, che andremo a conoscere più in dettaglio. Naoshima è anche dedita alla produzione di sale e alghe nori nonostante non sia così attiva come un tempo mentre la fertile Teshima è puntellata di terrazzamenti di riso, frutteti e sorgenti di acqua dolce, entrambe con il design d’avanguardia che è ormai diventato parte vivente ma non invadente dello scenario locale.

Perché Naoshima e Teshima ospitano arte contemporanea sotto forma di moderni musei, dipinti, sculture, opere d’arte ed edifici rivitalizzati? L’idea di creare una realtà educativa-culturale per mantenere i giovani sull’isola è partita dal sindaco di Naoshima nel 1985. Da lì si è sviluppato il concetto di “creare e recuperare” con il coinvolgimento di architetti, primo fra tutti Tadao Ando unitamente ad altri artisti di grande fama nel campo dell’arte contemporanea. Il successo dell’iniziativa ha allargato i confini dell’idea all’isola di Teshima e sono stati creati nuovi posti di lavoro dovuti allo sviluppo del turismo e dei settori ad esso collegati dove comunque non mancano le millenarie tradizioni giapponesi. Artisti e chef hanno deciso di mettere radici in questo angolo di mondo e si è ridato finalmente vita a un mix anagrafico. Non solo, meno giovani lasciano l’isola e alcuni ritornano.
Questi sono luoghi dove è tangibile l’omotenashi, la cultura dell’ospitalità giapponese e l’attenzione verso gli ospiti. Due isole dove i ritmi quotidiani custodiscono cordialità e pace interiore, stati d’animo che il progetto artistico ha ulteriormente amplificato a beneficio di residenti e visitatori, trasformandoli in fonti d’ispirazione attraverso molteplici forme d’arte.
Naoshima si raggiunge con un traghetto che parte da Takamatsu, isola di Shikoku, a circa 50-60 minuti di navigazione da Miyanoura ma anche con un motoscafo più veloce a circa 30 minuti. Altre possibilità per arrivare a Naoshima sono il ferry che parte dal porto di Uno nella prefettura di Okayama a circa 15-20 minuti per Miyanoura oppure in motoscafo da Uno verso Honmura. Esistono anche collegamenti diretti di 15-20 minuti fra Naoshima e Teshima. Generalmente non sono operativi di sera e di mattina presto, quando i musei sono chiusi ed è importante sapere che la frequenza varia nell’arco dell’anno per vari fattori, stagionali, derivanti da imprevisti e manutenzione. Sono presenti imbarcazioni che permettono di caricare anche automobili. Preparatevi ad un bel giretto in acqua perché non sono presenti collegamenti aerei o terrestri. Navigare in questo mare tranquillo significa avvistare decine di isolotti collinari verdi che sembrano essersi tuffati nell’acqua, piccoli fari, coltivazioni di ostriche e alghe. Anche il tragitto in mare è in sé stesso un’attrazione.
Scopriamo in dettaglio cosa vedere a livello artistico nelle due isole oltre ad ammirare il panorama naturale, camminare fra le stradine dei villaggi tradizionali, fare attività balneare, osservare i pescatori intenti all’opera, passeggiare lungo la costa e godersi una bella pedalata sul lungomare.

L’arte di Naoshima e Teshima sorprende, incuriosisce, dà spazio alla meditazione e lascia anche un velo di mistero.
Naoshima
- Prima ancora di scendere dal traghetto a Naoshima, lo sguardo viene catturato da una grande zucca rossa a pois neri che accoglie i visitatori al porto. Questa scultura in vetroresina racchiude l’essenza autobiografica di Yayoi Kusama che fin dall’infanzia ha trovato in questi ortaggi una forma di conforto e stabilità contro le sue allucinazioni ed il caos mentale. Oggi Yayoi vive serenamente per sua scelta fra una struttura psichiatrica a Tokyo e il suo studio. Per lei l’arte è una vera e propria terapia di sopravvivenza, una disciplina totale che l’ha consacrata tra le artiste moderne viventi più influenti al mondo. Nel 2026, a 97 anni compiuti, Yayoi continua a creare senza sosta. Che dire? Complimenti!
- Il Benesse House Museum è un hotel-museo suddiviso in quattro aree: Museum, Oval, Park e Beach. La struttura del complesso museale comprende dipinti, sculture e fotografie realizzate da famosi artisti contemporanei. Qui le opere sono disposte in spazi geometrici complessi secondo il concetto di coesistenza di natura, arte e architettura. Gli ospiti dell’albergo hanno il privilegio di poter visitare le gallerie anche a museo chiuso per un’esperienza intima e meditativa. Una curiosità: la sezione Oval si trova in una posizione sopraelevata collegata al museo tramite un caratteristico ascensore inclinato. Con una brevissima camminata, si raggiunge il molo sul Mare di Seto che ospita un’altra grande zucca di Yayoi Kusama, questa volta gialla a pois neri.

- Realizzato da Yayoi Kusama, il Narcissus Garden, è inserito nello spazio denominato Valley Gallery che fa parte del complesso Benesse House Museum. Il “giardino” è un’installazione permanente, sia all’aperto, sia al chiuso, con 1.700 sfere d’acciaio inossidabile specchianti che riflettono il paesaggio e chiunque è intorno. Il nome “Giardino dei Narcisi” deriva dal mito greco di Narciso che si innamorò della propria immagine riflessa nell’acqua. In questo caso lo scopo dell’opera va oltre, invita a meditare sull’ego e fonde l’uomo con la natura. Per l’effetto riflettente questa opera ricorda il Cloud Gate di Chicago, nota anche con “The Bean”.
- Il Chichu Art Museum, creato per non impattare l’ambiente, è un museo sotterraneo che ospita permanentemente creazioni di tre artisti: Claude Monet, James Turrell e Walter De Maria. Nelle sale espositive non esiste alcuna luce artificiale ma solo naturale, per questo motivo la percezione visiva delle opere cambia a seconda dell’ora del giorno, delle condizioni meteorologiche e delle stagioni: un effetto notevole e degno di grande creatività. Pensate che le opere di Monet sono proprio cinque tele originali della serie dedicata alle ninfee.
- Il Lee Ufan Museum, museo semi sotterraneo in cemento grezzo ospita le creazioni minimaliste dell’omonimo artista coreano. Nelle sue opere astratte vengono utilizzati materiali come ferro, acciaio, granito, vetro e cotone. Il giardino del museo fa da perfetto scenario a una grande installazione ad arco in metallo: affacciata sul mare aperto, l’opera nasce per guidare lo sguardo verso l’infinito, liberando il pensiero e aprendo la mente a nuove prospettive. Richiama alla memoria il Gateway Arch di Saint Louis ma certamente questa “vetrina” è carica di emozioni diverse.
- All’interno dell’edificio in legno di cedro bruciato denominato Minamidera risiede l’installazione Backside of the Moon dove il buio e il silenzio sono i protagonisti. Ogni gruppetto di 10-12 persone inizia l’esperienza percorrendo un corridoio totalmente buio, camminando in fila indiana con la mano sinistra che segue la parete. Il personale fa sì che gli ospiti si siedano su una panchina in fondo alla stanza. Dopo 10-15 minuti, gli occhi riescono a percepire sulla parete di fronte una forma rettangolare blu. A quel punto gli ospiti vengono invitati ad avvicinarsi, scoprendo che la forma geometrica è un una luce. Ciò che crediamo di vedere non è sempre reale.

- Il tempio Shintoista Go’o Shrine unisce l’architettura tradizionale al design moderno. È presente una scala in vetro ottico che simboleggia il passaggio fra cielo e terra, come se volessimo collegare la vita alla morte. Un tunnel conduce ad una stanza sotterranea vuota, silenziosa e in penombra. L’unico spiraglio di luce è la suddetta scala. Quest’opera suggestiva è stata pensata dall’artista Hiroshi Sugimoto come luogo contemplativo e di riflessione.
- Dopo essersi “tuffati” nell’arte potete rilassarvi al Naoshima Bath, un moderno bagno pubblico in cui immergersi tra acque calde ancor più apprezzate nei mesi freschi. L’ambiente è luminoso, decorato con piastrelle artistiche e oggetti di recupero, in una parola…eccentrico. Non manca anche un elefantone che osserva silenzioso chi è in vasca. Questo non è il classico bagno pubblico giapponese “sento” dall’atmosfera zen, ma un’esperienza nel pieno stile di quest’isola artistica.
Teshima
- Dal porto iniziamo la visita del Teshima Art Museum, edificio futuristico a forma di gigantesca goccia immersa in una terrazza di risaie. Quest’opera, che fonde natura, arte e architettura, ha due grandi aperture ovali che consentono di prendere luce, osservare il cielo, percepire rumori e suoni. L’esperienza continua con la sorprendente presenza di goccioline d’acqua che si raggruppano e scivolano quasi danzando seguendo l’inclinazione impercettibile della base.

- Teshima Yokoo House è una casa tradizionale di pescatori che ospita svariate creazioni artistiche e che è stata ristrutturata con colori accesi, creazioni surreali, rocce rosse nel giardino e luci color rubino ad effetto laser. Qui l’artista ha voluto creare un gioco fra il rosso, la vita e gli effetti di luce che ne annullano il colore, la morte, evidenziando così il confine fra le due realtà.
- Heartbeat Archive è un edificio buio, isolato sulla spiaggia dove si trova probabilmente una delle installazioni più suggestive che la mente umana abbia creato. Consiste nell’ascoltare il battito cardiaco di varie persone e nella possibilità di aggiungere anche il proprio.
Non è tutto
A Naoshima e Teshima gli inverni sono freschi e secchi mentre l’estate è calda e umida. La pioggia è scarsa se paragonata ad altre zone del Giappone. Le temperature sono condizionate da una brezza costante, più intensa in inverno. Ma la meteorologia è solo un dettaglio per chi vuole visitare questi angoli dediti all’arte in quanto la Triennale di Setouchi, il festival d’arte contemporanea, si svolge in tre sessioni stagionali. Il Prossimo appuntamento sarà nel 2028: in primavera da metà aprile a fine maggio, in estate nel mese di agosto e in autunno da ottobre ai primi di novembre. Il festival richiama artisti internazionali che creano opere d’arte ispirandosi alla cultura locale e coinvolge anche altre isole d’arte nel Mare di Seto come Megijima, Ogijima e Inujima.

Siete pronti per vivere un’esperienza fuori dalle classiche mete turistiche giapponesi? Questi luoghi sapranno sorprendervi invitandovi ad ammirare, contemplare e riflettere.


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