Viaggio nell’anima dell’Armenia
Viaggiare in Armenia significa scoprire una destinazione carica di fascino incastonata nel sud della regione del Caucaso, crocevia fra Europa dell’Est e Medio Oriente. Addentriamoci in questa terra ospitale, a misura d’uomo, dove il turismo è in crescita ma senza essere al momento una meta sovraffollata o troppo costosa. Scopriamo l’anima dell’Armenia con i suoi monasteri medievali, l’imponente monte Ararat, il profumo del vino, la gustosa gastronomia e le melodie del Duduk, tipico strumento a fiato. Immergiamoci nella storia e nella cultura di questa nazione ancora poco conosciuta ma ricca di calore e di attrattive, una nazione indipendente dal 1991 che nonostante i precedenti domini bizantino, persiano, arabo, turco e russo ha saputo mantenere vive le proprie tradizioni. Un luogo dove scoprire località circondate in gran parte da montagne aspre, gole profonde e altipiani fluviali ma anche scenari fatti di panorami collinari, armoniose zone pianeggianti e un grande lago.
Benvenuti nella splendida Armenia.

CLIMA
In linea generale il clima è caldo d’estate e freddo inverno, con bassa umidità quindi tendenzialmente secco anche se le zone di montagna sono più piovose e fresche. Giugno e settembre sono i mesi migliori per visitare l’Armenia a 360°.
LINGUA
L’armeno, lingua ufficiale, è caratterizzato da una piacevole musicalità fatta di suoni lineari e poco gutturali. La sua scrittura, unica al mondo, è composta da un particolare alfabeto fatto di caratteri prevalentemente curvilinei la cui nascita è associata al monaco e teologo Mesrop Mashtot.
Il russo è parlato principalmente da adulti e generazioni più mature mentre l’inglese viene studiato dai giovani e viene utilizzato nelle aree urbane, nell’ambito turistico nonché nel settore tecnologico.
Un armeno con un buon livello d’istruzione è spesso in grado di scrivere utilizzando ben tre alfabeti: il proprio ayb-u-ben, il cirillico e il latino. Complimenti!

CUCINA
La cucina unisce influenze mediterranee, caucasiche e medio orientali esaltando la presenza di prodotti freschi, erbe aromatiche, cereali e carne, principalmente ovina, bovina e suina.
Il Lavash è un pane piatto di forma rotonda o ovale che accompagna quasi tutti i pasti. Ricorda una piadina riminese quando è fresco oppure il pane carasau sardo quando è secco. Non vi viene voglia di assaggiarlo?
Il Khorovats è il barbecue armeno con cottura alla brace che esalta il sapore della carne senza tanti condimenti che tenderebbero ad alterarne il gusto. La carne viene infilzata su lunghi spiedi ed una volta cotta è accompagnata da verdure grigliate. Questo è il piatto tradizionale di feste, cerimonie e riunioni di famiglia.
Durante un momento conviviale non c’è niente di meglio che celebrare con i migliori vini armeni rossi, bianchi e rosé ma per gustare questi deliziosi nettari gli armeni ed i visitatori non aspettano solo le occasioni speciali. Le regioni di maggior produzione sono Vayots Dzor, Aragatsotn e Armair.
SICUREZZA
Le maggiori autostrade e strade che collegano la capitale Yerevan a località turistiche sono in buone condizioni. Le vie di comunicazione rurali secondarie presentano uno stato di manutenzione più carente in quanto non sono generalmente pavimentate e presentano buche. Come sempre è buona norma prestare attenzione ai passi di montagna e alle loro condizioni legate anche a fattori climatici. Per quanto riguarda le realtà geopolitiche, è buona norma non spingersi troppo verso il confine con l’Azerbaijan, fra l’altro chiuso come lo è quello con la Turchia. Seguendo queste poche ma importanti informazioni viaggiare in Armenia è sicuramente un’esperienza gratificante.
YEREVAN

Immaginate edifici in pietra rosa, palazzi dell’epoca sovietica, strade strette in contrapposizione a viali larghi e spazi verdi. Una città viva sia di giorno sia di sera, che si anima lungo i viali in cui si fanno acquisti, nei quartieri centrali e nelle caffetterie. La sera, nei mesi più caldi, lo spettacolare show delle fontane musicali con giochi d’acqua, luci colorate e musica ha luogo in Republic Square, cuore pulsante della capitale Yerevan. Si tratta della piazza centrale dove sorgono il Palazzo del Governo, il Museo di Storia Armena con manufatti dal paleolitico all’età moderna e la Galleria Nazionale con una prevalenza di quadri armeni che percorrono secoli di storia. Nei dintorni s’incontra il Vernissage Bazar, un imperdibile mercato all’aperto in cui si vende oggettistica di vario genere ed anche qualcosa da mangiare come street food armeno e spuntini tipici. Se state cercando un souvenir questo è il posto giusto. Da qui ci si sposta verso uno dei complessi religiosi più grandi dell’intero Caucaso meridionale: la vicina Cattedrale di San Gregorio, sobriamente decorata e principale luogo di culto della Chiesa Apostolica Armena. Proseguendo lungo Abovyan Street s’incontrano edifici del 19° secolo che ospitano negozi e ristoranti. Continuiamo poi per il museo Matenadaram che ospita preziosi manoscritti antichi e documenti dell’età medievale. Non può mancare Cascade Complex, un’imponente struttura a doppia scalinata laterale tramite la quale si raggiunge la cima. Questo è il punto ideale, insieme ai quartieri più alti, per ammirare l’Ararat, la città dall’alto e un tramonto da sogno. Chi non se la sente di affrontare tutta la serie di gradini può approfittare della serie di scale mobili poste all’interno della struttura con terrazze panoramiche intermedie. Continuando la visita verso aree verdi, incontriamo Fountain Park con la sua mappa rosa in quarzite raffigurante Yerevan, proseguiamo poi verso Victory Park, su una collina panoramica, dove spicca la statua chiamata Madre Armenia. Infine vale la pena di apprezzare i colori e l’armonia del grande giardino botanico. Un programma niente male! Dalla piazza quindi potete seguire il suddetto percorso che dal centro porta verso la periferia in un tripudio di arte, cultura, shopping e natura.

La capitale armena con il suo milione di abitanti è la vera grande città. Basti pensare che Gyumri, seconda città per popolazione, fa un salto enorme in termini numerici e conta circa centomila abitanti. La maggior parte delle altre realtà urbane consiste in piccoli agglomerati. Molte delle mete possono essere programmate e raggiunte utilizzando Yerevan come base di partenza. Iniziamo dalle più vicine.
ASHTARAK
Sorta lungo la gola del fiume Kasakh, vanta diverse chiese ed edifici storici in pietra. La natura si esprime al meglio con un canyon dalle pareti rocciose a strapiombo. Nei pressi si ergono incredibili complessi monastici medievali come Saghmosavanq e Hovhannavank noti per i vertiginosi strapiombi e il Monte Aragats nello sfondo nonché per le sfumature di colore rosso dorato che la pietra lavica e il tufo assumono verso il tramonto. Un vero spettacolo.
Avete mai sentito la leggenda delle tre sorelle nota in tutta l’Armenia? Racconta delle tre ragazze innamorate dello stesso giovane. Per non farsi torto a vicenda si suicidarono gettandosi nella gola del fiume indossando rispettivamente abiti rossi, albicocca e bianco. In loro memoria sono state dedicate la chiesa di Karmravor (rossa), Tsiranavor (albicocca) e Spitakavor (bianca).
MONASTERO DI ETCHMIADZIN

Durante l’impero romano l’Armenia ha adottato il cristianesimo. Successivamente la religione più diffusa è diventata quella della Chiesa Apostolica Armena, una branchia ortodossa orientale. Questo monastero ospita la chiesa madre armena, sede patriarcale. Il complesso di Etchmiadzin, riccamente decorato, vanta anche un seminario teologico ed un museo che custodisce la Sacra Lancia che ha trafitto il costato di Gesù Cristo nonché frammenti lignei attribuiti all’Arca di Noè. Non stupisce quindi che questo sito sia stato dichiarato patrimonio Unesco.
MONASTERO DI GEGHARD
Questo particolare monastero parzialmente scavato nella roccia, anch’esso Patrimonio dell’Umanità, appare come una cattedrale sotterranea. Nel complesso è presente una sorgente naturale con acqua benedetta ed un altro grande valore aggiunto è l’eccezionale acustica che impreziosisce un luogo già di per sé mistico.
MONASTERO DI KHOR VIRAP

San Gregorio l’Illuminatore, primo santo della Chiesa Apostolica Armena, nonché patrono nazionale, fu imprigionato nelle segrete del monastero. Ma non è solo questo che richiama i visitatori. Grazie alla sua posizione collinare questo luogo offre il miglior punto di osservazione in Armenia da cui ammirare il Monte Ararat. La montagna si trova appena oltre il confine con la Turchia che, come già evidenziato, è attualmente chiuso. La visuale resta comunque straordinaria in tutta la sua maestosità e richiama alla mente il libro della Genesi con il racconto dell’arca di Noè, figura di cui gli armeni si ritengono discendenti.
LAGO SEVAN
A 1.900 metri di quota il Lago Sevan è il più grande bacino alpino di acqua dolce della regione del Caucaso. Grazie alle gradevoli temperature estive è possibile nuotare in acque pulite godendosi poi il sole sulla spiaggia di sabbia accarezzati dalla brezza. L’Armenia non ha sbocchi sul mare ma questo splendido lago d’alta quota è un perfetto sostituto. Tra le località più note nei pressi del lago c’è Shorzha mentre l’intera area è circondata da importanti monasteri storici fra cui Sevanavank, con due chiese principali ed una splendida panoramica sul lago, e Hayravank su uno sperone di roccia con la sua chiesa a croce greca, luogo di profonda pace.

DILIJAN
È una località di montagna immersa nella natura rinomata per le sorgenti di acqua minerale, i laboratori artigianali e le caratteristiche strutture in legno risalenti al XIX secolo. Ma non è tutto: il Parco Nazionale di Dilijan offre un paesaggio straordinario fatto di montagne, canyon, valli verdi e fitte foreste. In questo angolo di mondo la natura è la vera protagonista. Da qui, un breve tragitto in auto di una ventina di chilometri o un trekking impegnativo per i più esperti conduce a monasteri medievali tra gole lussureggianti: Haghartsin, che sembra fondersi con la natura intorno ad esso, e Goshavank che custodisce un’antichissima, preziosa, croce di pietra.
MONASTERI GEMELLI DI HAGHPAT E SANAHIN
A breve distanza l’uno dall’altro, questi complessi monastici medievali patrimonio Unesco dominano un lussureggiante altopiano e nel passato erano sedi universitarie nonché centri intellettuali oltre ad essere luoghi di culto.

La leggenda narra che i monasteri furono edificati rispettivamente da un maestro costruttore e dal suo allievo o figlio. Colpito dalla bellezza dell’opera del ragazzo, il maestro esclamò “Hagh pat”, che in armeno significa “che muro possente!”, battezzando di fatto il monastero. Anche il nome Sanahin, secondo la leggenda, ha un’origine legata alla priorità storica, significa letteralmente “questo è più vecchio dell’altro” ad indicare il monastero costruito dal maestro. Perché vengono definiti “gemelli”? Il termine sta ad indicare la stessa scuola e il risultato architettonico molto simile.
PONTE DI KHNDZORESK
Circondato da montagne e sospeso a 63 metri di altezza sopra una spettacolare gola rocciosa, questo ponte pedonale in acciaio e legno unisce perfettamente natura selvaggia e storia. È infatti la via d’accesso perfetta per esplorare l’antico villaggio rupestre di Old Khndzoresk. Con i suoi 160 metri di lunghezza la struttura oscilla a ogni passo regalando una forte dose di adrenalina.
Possiamo riassumere il viaggio in un’esperienza che potremmo descrivere indimenticabile. Pronti per una vacanza fra storia, cultura, pace e scenari suggestivi?


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