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Le icone di Londra

Qui capita tutto

Le icone di Londra

Dopo il dovere, il piacere, o magari anche insieme. Nel senso che una volta che a Londra si sono “assolti gli obblighi principali”, i cosiddetti must della visita, si sono visitati gli highlights, ci meritiamo di godere a pieno del cosmopolitismo, della multietnicità, della varietà estrema e della vitalità infinita della metropoli britannica. Che di recente è stata eletta dal “Times” come la città con l’offerta culturale più importante del mondo.

A Londra davvero può capitare di tutto e nella stessa giornata: camminare, correre o fare un pic-nic nel parco tra laghetti, orchestrine, mimi e scoiattoli, entrare e uscire da un’elegante mostra d’arte, da uno straordinario museo scientifico, da un evento vibrante, assistere alle partite di calcio del campionato più ricco del mondo, frequentare un mercato borghese, vintage o alternativo, compiere un giro turistico su un tipico bus rosso a due piani o semplicemente a piedi in uno dei quartieri diventati di moda grazie a pellicole come “Notting Hill”, “Love Actually”, “About a Boy”, salire sulla ruota panoramica più cara d’Europa, vivere a fondo la cultura del pub, visitare un quartiere etnico, emozionarsi per un Musical e alla fine mangiare davvero la cucina straniera che si vuole e quando si vuole.

Londra è piena di luoghi iconici, di simboli culturali, di possibilità, di locali divertenti, di spazi alternativi, di ritrovi chic e di tendenze underground, di sapori e musiche provenienti da tutto il mondo, di culture capaci di contaminarsi l’una con l’altra e di donare con tale mescolanza una ricchezza unica alla città.

Londra ha una riserva formidabile di energia, di capacità di trasformazione, il dono di unire le architetture più avveniristiche alle tradizioni più antiche, ti fa vedere facilmente lo scheletro gigante di un dinosauro, una galleria di quadri romantici e uno stadio pulsante per uno dei suoi numerosi derby. Tra l’altro il calcio l’ha accesa di nuovo perché l’Arsenal è riuscito a interrompere nel 2026 il dominio degli squadroni delle città industriali del nord, il Manchester City e il Liverpool.

Gli spazi verdi

Hyde Park, lo spazio naturale più famoso della metropoli

Basta avere pazienza e aspettare gli squarci di sole e i parchi di Londra, numerosi nel cuore stesso della città, ti aspettano per una pausa rigenerante. Il tema del giardino è molto, molto inglese, te ne accorgi in giro per i sobborghi o per l’Inghilterra minore, di quanto siano curati i prati, le siepi, i fiori anche nelle più piccole abitazioni, per non parlare poi delle lussuose residenze di campagna e appunto dei grandi parchi urbani. Agli inglesi piace proprio indugiare davanti a un laghetto, leggere un giornale su una panchina, sdraiarsi sull’erba appena sa di sole e organizzare un pic-nic con gli amici, noleggiare una barchetta a remi, fare un giro in bicicletta nel verde o cercare nel verde uno spunto musicale e artistico, basta vedere cosa accade ogni giorno lungo il Serpentine Lake o presso lo Speakers Corner ad Hyde Park, lo spazio naturale più famoso della metropoli. Oltre al polmone verde si possono visitare nello stesso giorno i due giardini più eleganti e nobili, perché situati vicini ai palazzi della Corona e del potere: parliamo di St. James Park, dei suoi storici pellicani, dei suoi simpatici scoiattoli, a due passi da Buckingham Palace, con viste magnifiche su Westminster e la ruota panoramica della London Eye e dei Kensington Gardens che ospitano l’omonima residenza dove alloggiava Lady D, la sua fontana commemorativa e la sua statua capace di emanare calore, eleganza ed energia oltre che di esprimere l’impatto generazionale e universale della sua figura e del suo lavoro che fu impegnato in tante azioni di solidarietà. Nello stesso parco i londinesi possono salutare anche l’amatissima statua di Peter Pan.

Il giorno successivo si può invece decidere di vedere gli animali e le 12.000 rose più belle della città passeggiando per Regent’s Park, sede dello Zoo e dei Queen Mary’s Gardens. Dalla sommità di Primrose Hill è bello ammirare al tramonto la moderna sky line di Londra.Le gite “fuori porta” – termine un po’ desueto per questa immensa città-regione – possono infine riguardare a sud-ovest il Richmond Park che è pieno di querce secolari e cervi e daini a spasso, a nord Hampstead Heath dove i londinesi in genere si recano per il panorama da Parliament Hill e a est il Greenwich Park con viste sul Tamigi e sui grattacieli e sede del famoso osservatorio dove passa il meridiano di riferimento delle ore mondiali.

vedere gli animali e le 12.000 rose più belle della città passeggiando per Regent’s Park, sede dello Zoo e dei Queen Mary’s Gardens

Le icone rosse e nere

Londra non sarebbe nel nostro immaginario la stessa città senza i suoi taxi, i suoi bus a due piani, le sue cabine telefoniche, tutti simboli iconici di guide, foto, cartoline e vita quotidiana.

le sue cabine telefoniche
Londra non sarebbe nel nostro immaginario la stessa città senza i suoi taxi

Quali sono le origini di queste icone? E perché sono colorate in questo modo?

Le famose cabine del telefono (oggi destinate a diventare un reperto di archeologia industriale con l’avvento delle nuove tecnologie multimediali?) nacquero nel lontano 1924 per un concorso bandito dal Post Office britannico che scelse di dipingere le strutture in ghisa di rosso per celebrare lo stesso colore del suo logo e per farle distinguere, nel cielo grigio e nebbioso della città probabilmente!

Gli inglesi sono rimasti così affezionati alle Red Telephone Box disegnate dall’architetto Sir Scott che ci si baciano dentro, ci si riparano dalla pioggia oppure le hanno trasformate in piccole librerie gratuite dove si scambiano i libri, in stazioni di ricariche di cellulari o in mini-chioschi dove si vende il caffè o dove si trovano addirittura defibrillatori d’emergenza.

Lo stesso motivo di identificare più facilmente i bus a due piani (primo modello una carrozza trainata da tre cavalli nel 1829!) nella nebbia e nella pioggia londinese fece scegliere il colore rosso accesso per pitturarli e così anche loro diventarono iconici e immortali. I bus londinesi dal centro alle periferie sono arrivati ovunque e hanno caratterizzato più di un secolo di storia urbana, diventando anche un fenomeno pop per il loro utilizzo in fotografie, videomusicali e film come le serie di James Bond e Harry Potter. Chiaramente stanno diventando sempre più ecologici ed elettrici e sono ambitissimi per esporre sulle loro fiancate rosse i marchi pubblicitari ma intanto quello che ogni abitante di Londra e ogni turista continua ad aspettare è quel passaggio del Bus sul Westminster Bridge o davanti a Buckingham Palace o a Piccadilly Circus o a Trafalgar Square, per finire dritto dritto nelle memorie più personali.

Se poi a Londra li avete visti più volte potete cercarli in Australia o in Giamaica, in Canado o a Hong Kong, perché sono stati esportati come ovvio in tutte le colonie del grande Impero britannico.

Dal rosso al nero, ovvero ai taxi, alle macchine panciute e classiche, le Austin FX4, modello iconico anche questo di London Town. A dire il vero nel XVII secolo si parlava soltanto di carrozze nere trainate da cavalli, furono loro il primo taxi della grande città che cresceva a dismisura con la Rivoluzione industriale. I veri Black Cabs hanno invaso le strade di Londra intorno al 1920 e si scelse in questo caso di verniciarli di nero perché nei duri tempi del primo dopoguerra era quella la vernice che costava di meno. I dati economici di oggi sono i seguenti: oltre 25.000 taxi neri per Londra, giro d’affari annuali di oltre 55 milioni di sterline e i cinesi che sono entrati nel giro della produzione… Vabbè aspettiamoli comunque passare accanto a un bus rosso, a una cabina rossa e a un portoncino rosso per la copertina del nostro album fotografico!

I Pub

Public House, la verità come spesso accade è tutta nel nome di cui Pub è diventata la colloquiale forma contratta e di uso popolare e quotidiano. Va messo a fuoco cosa è il Pub a Londra, perché intanto può essere storico o di quartiere, un punto di riferimento per i turisti, per gli uomini e le donne d’affari, per gli yuppies, per l’ampia cerchia degli studenti, o degli operai, o degli artisti, o dei i tifosi o delle modelle – spesso ce ne è più di uno per ogni categoria umana e sociale – ma il Pub è innanzitutto questo, un luogo pubblico di incontro che diventa per consuetudine, per la partita di calcio o di rugby o di tennis da seguire insieme o per la sfida a freccette, per la serata attesa dei quiz in tv, per la gioia di ritrovare lì il proprio ambiente e i propri amici, per quel senso di riposo e di divertimento che offre magari dopo il lavoro grazie a una birra fresca e a un fish and chips o a una salsiccia calda, qualcosa di davvero importante e di familiare. Per ogni inglese che esiste sulla faccia della terra, letteralmente (e in altri passaggi di questo diario vedremo l’analoga importanza che il Pub riveste ovviamente per i cugini irlandesi, scozzesi e gallesi).

il Pub è innanzitutto questo, un luogo pubblico di incontro

Se i Pub più famosi di Londra (ogni classifica rischia di essere davvero personale o incompleta) sono forse quella specie di labirinto sotterraneo amato da Dickens, il Ye Olde Cheshire Cheese, il The Lamb & Flag il The Crown & Anchor che da sempre ispirano più di una visita a Covent Garden, il The Old Bank of England che ti crea la suggestione di berti una pinta nei locali della vecchia Banca d’Inghilterra, il Prospect of Whitby che è considerato il pub più antico che si affaccia sulle sponde nebbiose del Tamigi (l’atmosfera ideale, qui si impiccavano i ladri del porto e i pirati, manca solo di incontrare Jack lo Squartatore!), il The Churchill Arms noto per la facciata floreale e gli spuntini thailandesi, il Mr. Fogg’s Tavern per l’atmosfera tipicamente vittoriana, il The Dove con giardinetto sul fiume, il The Holly Bush che sembra aver rubato a un cottage della Cornovaglia, il The Blackfiars che sorge sui resti di um monastero domenicano, il Ye Old Mitre che è il più antico del Regno Unito, il The George Inn l’unico con le gallerie di legno del periodo elisabiettiano, The Holy Tavern dove si fermava Shakespeare (e visto che abbiamo nominato il sommo poeta ci fermiamo qui)… è più vero che ogni abitante di Londra te ne suggerirebbe un altro o che ogni turista potrebbe scoprire la sera quello ancora più preferito.

Perché nei pub si torna per istinto, per l’atmosfera, per la musica dal vivo magari, perché si è conosciuta lì una persona cara, un poeta, un personaggio famoso, uno come te, per l’oste che regala una pinta o una pie, per quello che cucina il Sunday Roast più buono o organizza la lotteria di beneficenza più generosa (perché la gente nei Pub è anche molto generosa), per quello dove i tifosi di calcio ti hanno fatto innamorare di più di una delle tante squadre londinesi della Premier League, per il biliardo più liscio o la cameriera più avvenente, per le sedute interminabili al gioco da tavolo preferito, per il camino più accogliente o gli snug (gli ambienti separati e nascosti ), le vecchie foto in bianco e nero e quelle travi in legno che ti smuovono qualcosa di romantico dentro.

insieme salotto di quartiere, centro sociale, ritratto, espressione e soprattutto estensione di una comunità

Il Pub, quindi, è un must a Londra, un fatto culturale, perché rappresenta un po’ la storia e le tradizioni della città e dell’intera nazione (gli inglesi quando i romani lasciarono le isole britanniche decisero di costruirne uno in ogni più remoto villaggio!) ed è insieme salotto di quartiere, centro sociale, ritratto, espressione e soprattutto estensione di una comunità. Possibile anche sceglierlo a caso, seguendo qualche oscuro richiamo, qualche notte nebbiosa, bussando dove l’insegna che penzola è la più araldica, la più strana o la più bella, dove le vetrate sono le più offuscate, dove le risate e l’allegria risultano più contagiose, uscendo per la strada. Non vi resta che chiamare giro, tocca a voi offrire una pinta adesso.

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