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Il grillo Racconta / Isole

Capri, l’isola dell’eleganza

L’incontro col bello

Capri, l’isola dell’eleganza

Il bisogno di rimanere estasiati davanti ai panorami di Capri ha caratterizzato i viaggi e i sogni e le attese di tanti intellettuali del Nord Europa, completamente assorbiti dalle tappe e dal fascino del Grand Tour, che per loro era esattamente una preparazione all’incontro col bello. Un vero desiderio di scoperta e di bellezza del Sud, del mare azzurro e del sole perenne, dell’ozio e dell’arte. E quando ci si mette l’arte a descrivere delle meraviglie come i Faraglioni e la Grotta Azzurra di Capri, come i suoi numerosi sentieri che vanno su e giù per un territorio scosceso, quando l’arte lascia a testimonianza ville di ogni epoca e di ogni stile che guardano le aspre rocce, la verde macchia mediterranea e l’orizzonte blu succede che tutte queste cose diventano mito, diventano eterne.

L’amore per l’isola più elegante e incantata del Mediterraneo è rimasto tale fino ai tempi moderni, Capri è stata dipinta in modo molto realistico (da Friest, da Diefenbach), è apparsa nelle poesie e nei diari di viaggio (Kopisch, Douglas “Terra delle Sirene”), è stata amata da Gorky, dalla Yourcenar e da Neruda. Tutti abili nel riprodurre in arte colori, sensazioni, cartoline della natura ed effetti catartici. Riguardo a questi basti pensare anche a un film recente come “Il talento di Mr. Ripley”.

Svernare a Capri, riempirsi gli occhi di Capri, mica male come progetto di vita.

Svernare a Capri, riempirsi gli occhi di Capri, mica male come progetto di vita.

I paesaggi naturali

Il benvenuto di Capri in genere è la facile passeggiata lungo la Via Krupp, neanche un chilometro e mezzo di sentiero lastricato tra il verde e l’azzurro, che sale dalla Marina Piccola ai Giardini di Augusto, offrendo lo sguardo prima alle ripide scogliere e poi alla meravigliosa vista dei Faraglioni. Krupp era un costruttore tedesco di cannoni ma in questo luogo magico pensava a tutto meno che alle armi da guerra e volle battezzare col suo nome il primo dei sentieri che si incontra sull’isola.

Capri è un’isola fatta apposta per camminare, anche verso l’alto.

Capri è un’isola fatta apposta per camminare, anche verso l’alto.

Il sentiero del Passetiello per esempio porta ai quasi 600 metri del Monte Solaro, la sommità di Capri, segnata dall’Eremo di Cetrella, da dove si ammirano i Faraglioni e la Penisola Sorrentina.

In questo modo si ammira il cuore verde dell’isola e nell’iride si riflettono mille colori, l’azzurro del cielo e del mare, il giallo dei fiori come mimose e ginestre, il verde delle agavi, dei fichi d’india e della rigogliosa vegetazione che la ricopre, i puntini colorati delle barche, le macchie brune delle rocce, quelle bianche delle case.

Dopo aver sostato sul Belvedere del Parco Astarita con la vista su Punta Campanella si imbocca invece il Sentiero delle Calanche che unisce la romana Villa Jovis alla neoclassica Villa Lysis e molto bello è anche il Sentiero del Dentecale che scende lungo la formazione rocciosa calcarea del Pizzolungo, con sosta obbligata all’imperdibile Belvedere di Tragara e all’Arco Naturale circondato dai pini marittimi.

Il più lungo dei sentieri da praticare a Capri con circa cinque ore di trekking è quello dei Fortini e attraversa le varie torri di avvistamento sistemate sul mare, in un tratto meraviglioso di paesaggio che va da sopra la Grotta Azzurra al Faro di Punta Carena. Bellissimi i tramonti da qui.

Il colore dominante che avvolge tutti i sentieri a Capri oltre al verde è l’azzurro, così sono il cielo e il mare, così la sua splendida grotta, uno spazio incantato di 60 metri per 25 che era il Ninfeo di Tiberio.

Belvedere del Parco Astarita con la vista su Punta Campanella si imbocca invece il Sentiero delle Calanche

La Piazzetta

Si chiama Piazza Umberto I ma in realtà è conosciuta come la celebre Piazzetta, dove in alta stagione l’affollamento è tale, per farsi vedere, per passeggiare, per gustare un cocktail o un gelato, una torta caprese o un limoncello, per comprare vini, ceramiche, abitini, gioielli, profumi, scialli, sandali artigianali di cuoio nelle boutique del centro storico o per visitare le raffinate gallerie d’arte, da avere bisogno in alcuni momenti di un vigile per i pedoni, che dirige, fischia come alle auto, vietando la sosta prolungata addirittura! Viene richiesto anche un certo decoro nell’abbigliamento e per i gruppi sono vietati fischietti, ombrellini, altoparlanti, altrimenti la ricercata Piazzetta diventa qualcos’altro. Si preferisce frequentarla la sera, dal tramonto in poi, quando coi turisti giornalieri che riprendono i traghetti per Napoli la Piazzetta si trasforma nel salotto più mondano e ricercato dell’isola.

Se si vuole “paparazzare” un vip questi sono i dintorni ideali, oppure tra gli yacht ormeggiati a Marina Piccola, nei Lidi su pedane davanti ai Faraglioni, davanti al “Quisisana”, al “Tiberio Palace” o alla “Scalinatella” relais di lusso e boutique hotel tra i più ambiti, tra i negozi di Via Camerelle che vendono le migliori griffees, nelle cene dei ristoranti “Paolino” o “Aurora”o “Villa Verde” con dehors e limoneto o nelle serate di musica e divertimento nella taverna “Anema e Core”.

Se si vuole “paparazzare” un vip questi sono i dintorni ideali, oppure tra gli yacht ormeggiati a Marina Piccola

Vicino la Piazzetta e al borgo medievale si vedono già i primi orti, le vigne, gli uliveti. Più o meno nascosti, riparati, da muri ricoperti di bouganville, da giardini sospesi in cielo, gli accessi a tanti piccoli hotel di lusso perché nell’isola dell’eleganza, nel luogo col più alto reddito della Campania, il soldo scorre facile e rende tutti felici. Tra i Vip di oggi Leonardo Di Caprio, Jennifer Lopez e Beyoncè si vedono spesso, dove una volta si fotografavano Valentino, la Loren e la Callas. Citazione vip d’obbligo anche per gli spot televisivi davanti ai Faraglioni firmati da Dolce e Gabbana.

Le Ville più famose

L’eclettico e vizioso Barone Fersen ha lasciato in eredità a Capri Villa Lysis, stile tra liberty, art noveau e neoclassico, a picco sul panorama, con viste grandiose, saloni con stucchi dorati e marmi pregiati, giardini con fiori e statue, un senso diffuso di pace e di incanto. Il nome dato alla Villa era quello del giovane amante di Socrate e anche il Barone in questione aveva una predilizione per i giovani che invitava molto volentieri nel suo rifugio artistico… Visitarla oggi offre l’impressione di una raffinata decadenza, riassunta nella frase in latino “Luogo sacro all’amore e al dolore” posta in cima alla imponente scalinata d’accesso.

L’eclettico e vizioso Barone Fersen ha lasciato in eredità a Capri Villa Lysis
Un’altra splendida tappa è Villa San Michele ad Anacapri, voluta dal medico svedese Axel Munthe

Un’altra splendida tappa è Villa San Michele ad Anacapri, voluta dal medico svedese Axel Munthe: bianca, aperta al mare, alla luce e al vento come un tempio greco, col suo salone in stile veneziano, la loggia panoramica delle sculture, il ricordo di ospiti famosi come Oscar Wilde, Rilke e James, la collezione di reperti di assoluto valore come la testa della Medusa, quella del dio greco del sonno, il busto di Ulisse o la sfinge di granito rosso e quella etrusca di pietra grigia messe agli angoli del magnifico giardino pergolato a spingere lo sguardo nell’orizzonte. Una casa museo oggi aperta per concerti, convegni di letteratura e cinema nordico.

Infine, l’ardita e razionalista Villa Malaparte, trapezio rosso in bilico sullo sperone roccioso di Punta Masullo tra gli scogli, la macchia mediterranea e l’incanto blu.

l’ardita e razionalista Villa Malaparte, trapezio rosso in bilico sullo sperone roccioso di Punta Masullo tra gli scogli

Le tracce romane e medievali

Anche l’Imperatore Tiberio aveva già capito tutto, perché scelse Capri come sua dimora.

Le vestigia romane a Capri sono rimaste nella sua Villa Jovis, la più grande e fortificata (occupava un’area di 7.000 mq) delle dodici residenze che fece costruire sull’isola nel I sec. D.C, nella Villa di Damecuta che era una specie di giardino delle delizie piena di opera d’arte e danneggiata dall’eruzione del Vesuvio e nelle sale del Museo Archeologico, piene di ricordi e busti dei Cesari e dove spicca anche il bassorilievo di una nave carica di soldati armati.

Le vestigia romane a Capri sono rimaste nella sua Villa Jovis

Al Medioevo risale invece la splendida Certosa di San Giacomo voluta dalla prima Regina di Napoli, Giovanna I d’Angiò. E’ uno splendido esempio di architettura sacra, spicca col suo bianco nell’azzurro, è stata ospizio, carcere e oggi è sede del Liceo classico locale. Da vedere i chiostri, le pitture e da odorare per inebriarsi le piante aromatiche coltivate nell’attiguo Giardino del Priore! Lo spirito più autentico Capri si coglie anche in questi piccoli particolari, come nel profumo dei limoni.

In barca

Una vacanza a Capri ovviamente non è completa se non si ammirano le sue verdi colline scoscese dal mare, i grappoli di case bianche arrampicate su di esse, e se del mare non si visitano da vicino le sue meraviglie, la Grotta Azzurra e i Faraglioni.

La prima è una buia spelonca ma presenta un colore blu elettrico grazie alla presenza di una cavità situata proprio là sotto che filtra in maniera unica i raggi del sole. Meglio organizzarsi in tempo con un barcaiolo a remi (il costo è di circa 20 Euro a persona) per sostare nella Grotta fra le 12.00 e le 14.00 quando il sole allo zenith regala i colori e le sfumature migliori. Chiaramente non si può fare il bagno nella grotta per preservarne il delicato ecosistema.

I secondi sono dei titani di pietra che spingono la memoria ai tempi romani dell’isola, sono le sue sentinelle da sempre (il nome deriva dal greco faros, perché sopra le guglie venivano sistemati dei fuochi per orientare i naviganti), il simbolo principale di Capri, la cartolina più nota, la silhouette elegante presente in mille quadri e fotografie. Quello più attaccato alla costa è il Faraglione Stella, quello di Mezzo è il più celebre per il suo arco, quello più esterno si chiama Scopolo, supera i 100 metri di altezza e ospita un simpatico animaletto.

A Capri i Faraglioni vanno osservati alla opportuna distanza (li possono toccare solo le rarissime ed endemiche lucertole azzurre!), per preservare l’area marina protetta che è tutta intorno, infatti, sono vietate la navigazione in prossimità dei pinnacoli, così come la balneazione, le immersioni e la pesca.

Per finire il giro in barca ci sono le tante piccole insenature rocciose inaccessibili da terra, dove fare bagni da favola, dove indugiano i lussuosi yacht per ore lente nell’azzurro. Per godere il mare limpidissimo di Capri da terra si compie una sosta nei lidi molto ricercati di Marina Piccola con vista sui Faraglioni o in quelli più familiari ed economici di Marina Grande.

le sue meraviglie, la Grotta Azzurra
I faraglioni
Per godere il mare limpidissimo di Capri da terra si compie una sosta nei lidi molto ricercati di Marina Piccola con vista sui Faraglioni o in quelli più familiari ed economici di Marina Grande

Il rifugio di Anacapri

Rispetto alla mondanità, alle boutique e al mondo glamour che gira intorno alla piazzetta di Capri, Anacapri offre un’altra dimensione, più autentica e rilassante, fatta di vicoli bianchi e silenziosi, di piccole botteghe artigiane, di trattorie più casalinghe anche. Diciamo pure che il vero viaggiatore a Capri sceglie di soggiornare in questa frazione baciata dalla bellezza e dalla natura.

I monumenti più famosi di Anacapri sono due: la Chiesa di San Michele Arcangelo col pavimento maiolicato che illustra il Paradiso Terrestre e il peccato originale, opera del ‘700 di Chianese, e la Casa Rossa del colonnello americano Mackowen, rossa pompeiana veramente, con merletti esotici in cima alle facciate e all’interno collezioni di arte varia e statue antiche come quelle di Poseidone e Tritone rinvenute nei fondali della Grotta Azzurra. Per tacere della Villa di Munthe già descritta poco fa.

E poi c’è l’indimenticabile salita in seggiovia al Monte Solaro a regalare uno dei panorami più belli d’Italia, quello che cercavano prima o poi di raggiungere a piedi o col mulo tutti gli artisti impegnati nel Grand Tour. Sembra un paesaggio di altre latitudini è proprio vero, la seggiovia che sale, sale, sale e fa vedere da lontano, sempre più piccoli, il mare, il verde, i borghi, le barche. Una sensazione incredibile di bellezza e purezza. Un pezzo di Paradiso.

Sulla costa intorno alla zona del faro c’è la spiaggetta preferita dai locali e anche dai turisti che prestano fede al loro passaparola: da qui, infatti, al tramonto il panorama è semplicemente sublime.

Rispetto alla mondanità, alle boutique e al mondo glamour che gira intorno alla piazzetta di Capri, Anacapri offre un’altra dimensione, più autentica e rilassante
l’indimenticabile salita in seggiovia al Monte Solaro a regalare uno dei panorami più belli

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