Acquarelli nel Mediterraneo

Basta una notte in traghetto da Ancona o da Bari per Igoumenitsa o Patrasso e poi una mezza giornata di viaggio in auto e un’altra barca per sbarcare in una delle più belle isole del Mar Ionio: Cefalonia.
Già stupenda di suo per i colori, i paesini, il mare cristallino, le spiagge bianche e resa ancora più celebre dal film “Il mandolino del Capitano Corelli” con Nicholas Cage e Penelope Cruz se ce ne fosse mai stato il bisogno. Tutto è stato generoso con Cefalonia, la natura che dona calette e boschi, profumi inebrianti e colori simili a quelli degli acquarelli, percorsi straordinari per le barche e per il trekking, il cibo e il vino ottimo, il folklore autentico, la vita semplice, le acque fra le più turchesi e più pulite del Mediterraneo.
Tour delle spiagge
Serve un’auto, una mappa e la voglia di muoversi ed esplorare: si scopriranno così Petani e Xi, la prima che è una spiaggia bagnata da acque color smeraldo, la seconda, lungo la penisola di Paliki, che è famosa per la sua sabbia rossa; poi ecco le sabbie morbide e comode di Makris Gialos e la caletta invece più impegnativa, quella di Platia Amnos, tutta in ciottoli, che si raggiunge dopo 400 scalini; infine quelle coi fondali più belli dell’isola, probabilmente Lagadakia medaglia d’oro e Antisamos medaglia d’argento per quello che si po’ ammirare con maschera e pinne. Oppure Mounda, dove se si ha fortuna si può nuotare insieme alle tartarughe caretta caretta.
Il rito è sempre lo stesso: mare greco, ulivi greci, cipressi, sole, qualche chiesetta che sorveglia le magnifiche coste, qualche barca che ti aspetta per navigarle, qualche taverna dove abbandonare ogni pensiero e ogni cellulare, e andare a letto la sera, stanco e felice, posseduto dal vento e dal caldo, dalla natura e dal mare.

LA spiaggia
E dopo che hai visto le altre cinque o sei spiagge più belle dell’isola alla fine arrivi qua, in una sorta di percorso verso la perfezione, dove la sommità e la vetta della bellezza e della purezza si raggiungono per forza di cose dopo altri paesaggi, dopo altre esperienze. Come un premio.
Scendi con una macchina i tornanti a gomito e arrivi a Myrtos Beach, un paradiso incontaminato. Senza alberghi, senza lidi, senza il caos del turismo moderno (anche se ad agosto l’affollamento è inevitabile), il luogo ideale per definire una volta per tutte il bianco e il celeste, che a Myrtos sembrano diventare due categorie assolute e aristoteliche. Circondata da una vegetazione lussureggiante e da rocce imponenti, a livello del mare però si tratta di una spiaggia nuda, essenziale, senza alberi, senza tettoie, senza ombrelloni. Gli amanti del mare e della sabbia a Myrtos buttano l’ancora, adorano il sole, le ore passate a contare tuffetti, riposini, spuntini. Fino a ogni, incredibile, tramonto. Perché Myrtos è semplicemente LA spiaggia, il motivo principale per raggiungere quest’isola. Si può vedere all’alba, oppure al tramonto, oppure dall’alto, dall’ombra di un bosco, dalla cupoletta rossa di una chiesa e ti regala sempre una vista straordinaria, un senso unico di pace e di gratitudine.


Le altre attrazioni
Ma Cefalonia non finisce col suo mare, col suo bellissimo mondo azzurro. Gli antichi reperti dell’isola si possono visitare nel Museo archeologico di Lixouri, il paese più grande di Cefalonia, noto per la sua tradizione musicale e i suoi edifici neoclassici. Il panorama dal faro di Agioi Theodoroi è emozionante, il monastero di Agios Georgios ti permette un salto nel mondo e nel silenzio ortodosso, mentre le rovine del Vi secolo del castello veneziano di Assos ti fanno pensare a un altro mare, a un’altra cultura: la nostra. Proprio Assos è un gioiellino, rimarresti per sempre a guardare le sue casette colorate che si specchiano nell’acqua. Per gli acquisti il consiglio è di girare a caso fra i vicoletti del capoluogo Argostoli, la meta migliore anche per un aperitivo sul porticciolo.

Una escursione naturalistica che non si può assolutamente mancare è quella in barca al laghetto delle grotte di Melissani, una specie di grande cenote maya ben nascosto, se invece si vogliono seguire con fiducia i propri passi e i dolci pendii nelle ore più fresche si possono percorrere i sentieri che collegano Antisamos a Poros oppure si può esplorare la riserva naturale del Monte Ainos. Sulla strada si incontreranno sempre contadini cordiali, che vendono miele, formaggi, vino locale. Per vivere in modo più animato qualche notte la meta giusta invece è il villaggio marinaro di Fiskardo, che in estate propone sempre feste in spiaggia ed eventi musicali. Non a caso gli yacht di Cefalonia li incontri tutti ormeggiati sulle sue banchine. E per le soddisfazioni della gola? Almeno tre ricette: il pasticcio di baccalà, lo stufato di coniglio e cipolle e le mandorle caramellate alla cannella, senza escludere gli arrivi giornalieri di pesce nei porti o le delizie degli orti interni.


L’isola del mandolino triste
“Il mandolino del Capitano Corelli” è una versione internazionale di “Mediterraneo”, sicuramente più sdolcinata e edulcorata, ma col merito di far vedere la magia dei paesaggi e delle spiagge di Cefalonia e di ritrarre in modo fedele, al tempo dell’occupazione italiana nelle isole ioniche durante la seconda guerra mondiale, il sincero rapporto che legava contadini e pescatori greci ai nostri soldati, sentiti vicini, proprio come nel capolavoro di Gabriele Salvatores, per usi, costumi, sentimenti, carattere, incapaci in fondo di portare odio, saccheggi o morte in quei villaggi poetici tra campagna e mare.
Nel film una splendida Penelope Cruz impersona Pelagia, la ragazza di Cefalonia che si innamora del Capitano Corelli, un Nicholas Cage abbastanza credibile nel ruolo di romantico capitano italiano e capace di sopravvivere all’eccidio nazista e di rimanere negli anni legato alla sua donna e alla sua isola grazie alle musiche composte col suo mandolino.



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