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Mare, mare, mare

La costa egiziana di Hurghada

C’era una volta un villaggio

Quante volte abbiamo sentito questa storia tutta egiziana del piccolo villaggio di pescatori dove gli unici rumori che si sentivano una volta erano lo sciabordare delle onde, le preghiere del muezzin dal minareto della moschea e le voci di allegria che accompagnavano il rientro delle barche?

E di come poi il borgo sia cresciuto, la spiaggia si sia animata, i primi turisti arrivati e poi ecco un albergo, dieci alberghi, e quindi i resort, le piscine, i casinò, i motoscafi, le discoteche a cambiare per sempre il volto di una costa povera, semplice e desertica?

La costa egiziana di Hurgada

Hurghada non fa eccezione, si è sviluppata più o meno una decina dopo il caso fenomenale di Sharm el Sheikh: negli anni ’80 al governo egiziano serviva un nuovo polo turistico, dove il mare fosse un’attrazione più vicina agli splendori storici e archeologici disposti lungo il corso del Nilo, parliamo ovviamente dei due siti e delle città di Luxor e Assuan.

D’altronde andando su e giù lungo la sua costa di 80 chilometri di fantastico contrasto cromatico tra la sabbia bionda del deserto e le sfumature turchesi del mare era facile immaginarsi già da allora il destino di Hurghada, coi villaggi turistici a prendere il posto delle casupole dei pescatori, coi turisti in bikini e bermuda a sovrapporsi ai beduini sui dromedari e alle donne velate sempre nascoste dietro le loro porte.

piccolo villaggio di pescatori dove gli unici rumori che si sentivano una volta erano lo sciabordare delle onde, le preghiere del muezzin

Si concepì qui un altro di quei paradisi che contribuirono a fare dell’Egitto, del Mar Rosso, la meta più ambita del turismo all’estero degli italiani: a sole tre o quattro ore di volo, col sole e il mare bellissimi tutto l’anno, a cercare il relax come l’evasione e il divertimento, l’escursione subacquea alternata a quella culturale.

Era l’altra faccia di Sharm appunto, nata proprio sulla costa dirimpettaia alla punta del Sinai, un’idea presa d’assalto da noi occidentali per tornare in vacanza in questo magnifico scenario naturale ma stavolta con uno sguardo anche alla storia millenaria del fiume.

Le meraviglie del mare

A Hurghada oggi abitano 200.000 abitanti circa, la maggior parte chiaramente impiegati nel settore del turismo. Oltre agli alberghi di lusso, ai nuovi resort sempre più ricchi che si sono sviluppati fino alla marina di Sahl Al Hashesh e che davvero assomigliano alle strutture moderniste e strapiene di comfort di Dubai, si arriva fino a Hurghada per visitare alcune delle sue meraviglie lungo la costa e in mezzo al mare: l’Isola di Gota Abu Ramada con le sue spiagge bianche e silenziose per esempio è definita l’acquario del Mar Rosso e i suoi fondali sono fra i più fotografati della zona, grazie ai favolosi colori della barriera corallina lì presente; il Parco Marino dell’Isola di Giftun regala il relax assoluto su spiagge anche più abbacinanti e offre ben 14 punti salienti per le immersioni nel suo fragile ecosistema da sempre molto protetto e sorvegliato; lo snorkeling più famoso da terra probabilmente si pratica 40 km a sud della città, nella zona delle scogliere rosse di Sharm el Naga, a Soma Bay; oppure la meraviglia ti aspetta a Sahl Al Hasheesh, 30 km a sud di Hurghada, dove oltre a essere sorti degli alberghi mozzafiato capaci di soddisfare ogni desiderio turistico si vanno a scoprire, sotto il mare, i resti di una grande città sommersa, coi suoi templi, palazzi e strade di epoca greco-romana.

Resort visto dall'alto
Splendidi interni di un resort
Piscine e zone relax
fantastici scenari tra mare e piscina

Volendo si arriva fino a El Gouna per praticare golf e sport acquatici e per visitare i suoi edifici colorati e i suoi canali artificiali, si sceglie il porticciolo di Abu Tig Marina per guardare barche, taverne e compiere shopping nei suoi negozietti, si cerca un po’ di spensieratezza nei parchi acquatici di Sindbad o Makadi o magari ci si accontenta della parte più vecchia e tipica di Hurghada, ovvero di una passeggiata nel suo quartiere di El Dahar.

Qui le atmosfere sono quelle di una volta, con le vie acciottolate, gli edifici storici, i luoghi di culto come la Moschea di El Mina, i mercati più vivaci che mettono in vendita da secoli spezie, tessuti e oggetti di artigianato. In alcuni momenti, in alcune ore del giorno, il suk ha ben poco di turistico e ti permette di scoprirlo come se fossi a Fès o a Marrakech.

Riposarsi in un Caffè o gustare una cena in un ristorante popolare di El Dahar dopo giornate intere di sole e di mare, di bagni tra i delfini, di avventurosi giri in quad fino alle aride e nude montagne e uscite in diving tra migliaia di pesci colorati, è veramente piacevole.

Un tempo per tutto

Cos’altro manca?

La notte divertente in un Beach Club?

La scoperta emozionante e comoda dell’Acquario per indovinare tutti i nomi dei pesci osservati in fondo al mare?

La prova del Kite Surf in questo mare assolutamente turchese?

L’insolito Museo della Città di Sabbia?

La lunga e affascinante esplorazione sottomarina dalle vetrate di un moderno Seascope?

La visita in mezzo al deserto di un villaggio beduino con una poetica cena sotto un bel cielo di stelle?

La visita in mezzo al deserto di un villaggio beduino con una poetica cena sotto un bel cielo di stelle?

Senz’ altro anche queste attrazioni sono piacevoli e “completano” il quadro ma direi più che altro che va vissuta la magia della storia, la visita della vecchia Tebe.

I templi di Karnak e Luxor si trovano a sole tre ore e mezza di strada, molto poche se si considerano gli spazi enormi del deserto egiziano. Le colonne possenti, le statue di sfingi, lo spettacolo al tramonto o con gli show di suoni e luci che si organizzano tra le vestigia rimaste a bordo del Nilo da sole valgono il viaggio. Queste rovine svelano come e più delle Piramidi del Cairo la potenza dei faraoni, la solennità dei loro regni, lo splendore delle loro culture e dei loro palazzi e templi cerimoniali. L’escursione di un giorno intero comprende anche la visita delle fabbriche di papiri e di alabastro e un ottimo pranzo in un ristorante sul Nilo.

Dal mare al mito, in una vacanza a Hurghada questo è un salto assolutamente possibile.

La prova del Kite Surf in questo mare assolutamente turchese?
I templi di Karnak e Luxor si trovano a sole tre ore e mezza di strada, molto poche se si considerano gli spazi enormi del deserto egiziano

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