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Isole

L’altra Ibiza

Il pregiudizio

Quante ne avete viste, sentite o anche soltanto immaginate di cose, episodi e situazioni ai confini del pudore se non dello scandalo che riguardano quest’isola?

Quante volte avete saputo di tribù di giovani sballati che la vivono solo dalle otto di sera alle otto di mattina, cercando l’ultima pastiglia, l’ultima tentazione, l’ultima bottiglia, l’ultimo vizio?

E delle discoteche sfrenate dove tutto è possibile, ogni abito, ogni trucco, ogni comportamento, ogni trasgressione… cosa dire?

E delle drag queen in giro per i locali o per i mercatini hippy della Città Vecchia che idea farsi?

L’altra Ibiza

Rende giustizia questo affresco esagerato e parziale a una delle isole più belle del Mediterraneo? Non è un insieme offuscato di visioni e pregiudizi che ne nascondono soltanto il suo volto più puro, fatto di baie splendide e azzurre, di spiaggette solitarie, colline boscose, angoli quasi spirituali, paesini intimi e artistici, botteghe artigiane, vigne, campi, fiori, scogliere, gabbiani, fari…?

Ibiza può essere molto vicina all’idea di peccato e di eccesso appena descritta o colta al volo proprio così, in modo superficiale, può essere mitizzata e narrata nel suo carattere border line dai soliti servizi televisivi o giornalistici, ma sicuramente ha molte altre facce e molte altre bellezze e come la sua sorella greca di Mykonos va scoperta con altri occhi, con gratidutine e con lentezza.

Si può infatti scegliere consapevolmente di comprare i pacchetti low cost, di dormire (?) in pensioncine di quarto ordine dove i turisti nordeuropei tentano ogni estate i salti dai balconi nelle piscine, di mangiare solo robaccia nei fast food di Playa d’en Bossa, di fare la conta dei discobar mancanti, di puntare la straniera e lo straniero che mancano al proprio palma rès, di cercare futilmente i motivi di una rissa campanilistica, di sudare, bere, muoversi senza fine…

Ibiza si può sfruttare, divorare, violentare.

Può essere la mecca del sesso facile, dell’ubriacatura perenne.

Oppure si può camminare, scoprire, nuotare, sognare, andare in barca, partecipare un po’ al circo notturno certo, ma poi meritarsi un’altra isola, un’altra dimensione. Perché Ibiza è un’isola speciale anche per questo, per le emozioni naturalistiche che ti regala.

baie splendide e azzurre, spiaggette solitarie, colline boscose, angoli quasi spirituali

Nel capoluogo

Eivissa è la terza per grandezza delle Baleari, oltre che di turismo vive di agricoltura, pesca e artigianato, nel suo mare limpido si incontrano delfini e tartarughe e specie le calette nella parte nord-est dell’isola sono disegnate, profumate e selvagge. Ha una storia a strati, millenaria: fenicia, cartaginese, araba, franca, normanna, aragonese e per ogni cultura il fondo del mare ha restituito anfore, ceramiche, monete, reperti, tutti ben custoditi nell’importante Museo Archeologico situato nella Plaza de Espana del capoluogo, dove vive circa la metà dei suoi 50.000 abitanti che ogni estate ovviamente si moltiplicano per effetto delle invasioni barbariche che da sempre segnano le vacanze e le mode in questo tempio del divertimento e dell’edonismo.

Ha una storia a strati, millenaria: fenicia, cartaginese, araba, franca, normanna, aragonese e per ogni cultura il fondo del mare ha restituito anfore, ceramiche, monete, repert

Ibiza città si scopre facilmente, con una serie di percorsi, tutti molto gradevoli: le passeggiate lungo il porto sulla Avinguda Andenes, piena di trattorie tipiche; l’altro porto, quello turistico, con le barche moderne, le feste sulle barche, le modelle intorno alle barche; un tuffo nella vera vita popolare nel quartiere dei pescatori di Sa Penya, caratterizzato da vicoletti e scalinate, colori, voci e odori di cucine; il quartiere più commerciale di Sa Marina, con tante boutique, bar e col famoso Mercatino della Pulci; le palme lungo il panoramico Paseo Vara del Rey, la Plaza de Toros e soprattutto la salita alla suggestiva Dalt Vila, la Città Vecchia, cinta da mura, molto vivace, molto colorata e piena di vita.

Da ogni monumento della Dalt Vila si gode di bellissimi scorci panoramici, siano essi il Portal Nou, il Patio de las Armas, il Municipio barocco, l’ex convento di Santo Domingo, la cappella gotica del Salvador da sempre dedicata alla gente di mare che celebra la sua festa ogni anno il 16 luglio, in onore della Virgen del Carmen, patrona dei pescatori.

Molto bella anche la vista dal campanile della Cattedrale, edificata sui resti del santuario di una dea punica. E dagli spalti dell’antica fortezza. E dal vicino Monte dei Mulini, dove c’era una volta il più grande cimitero dei cartaginesi. Sono rimasti alcuni resti di pietra dei mulini a vento a far compagnia alla necropoli ormai svuotata.

Dalt Vila, la Città Vecchia, cinta da mura, molto vivace, molto colorata e piena di vita

Tra spiagge, scogliere e campagne

Si passa poi alle spiagge vicine al capoluogo e qui va in scena ogni giorno e ogni notte una gara di party, disco bar, chioschi, locali, stabilimenti, sport nautici: parliamo di Playa Talamanca, Figueretes, Playa d’en Bossa, strapiene di hotel, di giovani, di bellezze in costume.

Il secondo centro di Ibiza è Sant Antonio, un altro litorale pieno di locali, di spiagge, di discoteche. Molto famosa la passeggiata sul suo lungomare, dalle quale si gode la vista di favolosi tramonti. Per chi volesse un po’di cultura sono da visitare il Museo Etnologioco e la chiesetta rupestra di Sant’Agnese, poco fuori dal centro. Ma l’emozione più forte della costa di San Antonio secondo me è la passeggiata sulla selvaggia e romantica costiera di Cap Nuno.

In giro per le campagne di Ibiza si notano ville da sogno, cubetti bianchi e minimalisti nascosti nel verde e con accanto azzurre piscine, aziende agricole di una certa dimensione, qualche mulino, qualche pozzo, qualche chiesetta fortificata che in genere corrisponde alla principale attrazione di qualche villaggio addormentato come Sant Lorenc, come Balafi, Sant Augustì, Sant Miquel, Sant Carles.

Si passa poi alle spiagge vicine al capololuogo e qui va in scena ogni giorno e ogni notte una gara di party, disco bar, chioschi, locali, stabilimenti, sport nautici: parliamo di Playa Talamanca
qualche villaggio addormentato come Sant Lorenc, come Balafi, Sant Augustì, Sant Miquel, Sant Carles

Ovunque, lontano dai ritmi della techno music, si godono tanta calma, tanta tranquillità. A Ibiza per questo motivo hanno aperto non solo rumorose e gigantesche discoteche ma anche relais, spa orientaleggianti, le haciendas che sono dei boutique hotel con ambientazioni da sogno e raffinati locali in design dove cenare a lume di candela a base di pietanze locali o di cucine etniche.

A Ibiza c’è chi viene anche solo per il trekking, lo yoga, la vela, una vita frugale e alternativa. Ibiuza ti può stupire per questo, perché a chi lo cerca offre un quadro di vita davvero bucolica.

A Ibiza per questo motivo hanno aperto non solo rumorose e gigantesche discoteche ma anche relais, spa orientaleggianti, le haciendas che sono dei boutique hotel con ambientazioni da sogno e raffinati locali

La scelta più difficile infine: quale spiaggia e baia scegliere, il sogno azzurro e dorato dove fermarsi. Sono almeno cinque le tappe imperdibili del mare di Ibiza: Cala Tarida, quella del nostro villaggio, col suo scoglio centrale, sempre piena di barche e di turisti che vengono qui per il rito dell’aperitivo al tramonto con vicina Cala d’Hort e in mezzo al mare l’isoletta di Es Vedra, dove secondo la tradizione sarebbe nato Annibale; la verdissima insenatura di Cala San Vicente dove si scende dopo curve piene di pini; le piccole e suggestive Cala Portinatx e Cala Xarraca, incorniciate dalle rupi e da uno stupendo ambiente naturale; le acque smeraldine di Cala Vadella, un vero paradiso per i subacquei.

 le tappe imperdibili del mare di Ibiza: Cala Tarida, quella del nostro villaggio, col suo scoglio centrale, sempre piena di barche e di turisti

People from Ibiza

Il saluto all’isola può essere celebrato stappando una bottiglia su Punta d’en Valls, a nord, assolutamente lontani dal clamore e dalla folla, circondati solo dalla macchia mediterranea, dalle rocce, dal verde e dall’azzurro.

Oppure proprio lì, in mezzo al delirio, dove cento tapas e bicchierini ti preparano ai mille decibel delle notti ibizenche.

Razze, popoli, tipologie umane, orari, turni e gusti diversi: benvenuti nell’isola divisa in due, divisa tra gli amanti del sole e del blu e gli amanti della notte di movida più pazza del Mediterraneo.

L’isola con due anime. Un trattato sociologico, quasi.

Il saluto all’isola può essere celebrato stappando una bottiglia su Punta d’en Valls
L’isola con due anime. Un trattato sociologico, quasi.

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