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Lecce e il suo splendido barocco

Camminare tra le pietre chiare

Lecce, spesso soprannominata la “Firenze del Sud”, è una città che incanta per la sua ricca storia, l’architettura barocca e le tradizioni culturali radicate nel cuore del Salento, il lembo più a sud della bellissima Puglia, circondato ovunque dalla campagna e dal mare.

Passeggiando per le sue strade, si è avvolti da un’atmosfera unica, dove ogni angolo racconta storie secolari e ogni edificio testimonia la maestria degli artigiani locali e dei geniali architetti come Zimbalo e Cino che le hanno lasciato in dono per l’eternità la loro sublime arte.

Lecce e il suo splendido barocco

A colpire subito è il suo senso estetico, la sua pietra chiara, che lastrica le strade, adorna le facciate delle chiese, si ammira nel rivestimento dei palazzi storici.

Piazze, archi, campanili, balconi, fregi, mura, colonne, balaustre, ghirlande, capitelli, tetti, porte: Lecce esibisce ovunque un trionfo di chiara pietra barocca.

la sua pietra chiara, che lastrica le strade, adorna le facciate delle chiese, si ammira nel rivestimento dei palazzi storici

Storia e Architettura

Fondata in epoca messapica, Lecce ha visto il susseguirsi di diverse dominazioni, tra cui Romani, Bizantini, Normanni e Svevi, ognuna delle quali ha lasciato un’impronta indelebile sul tessuto urbano e culturale della città. Il grande anfiteatro romano per esempio apre la visita di Lecce e le stradine lì intorno spesso si animano nelle notti di movida, a unire i tempi passati con quelli moderni.

Il grande anfiteatro romano per esempio apre la visita di Lecce e le stradine lì intorno spesso si animano nelle notti di movida

Tuttavia, è durante il periodo barocco, tra il XVII e il XVIII secolo, che Lecce raggiunge il suo apice artistico. E il barocco a Lecce fiorisce in un momento storico preciso, subito dopo l’epica Battaglia navale di Lepanto nel 1571, quando i minacciosi turchi vennero sconfitti dalla Lega Santa degli Stati italiani e dell’Impero Spagnolo con Carlo V che fortificò la città e la elesse a baluardo del Cristianesimo proteso nel Mediterraneo orientale a controllo dell’esuberante Impero Ottomano.

Come reazione all’avvenimento i vari ordini religiosi già presenti a Lecce fecero a gara ad abbellirla di conventi e di palazzi, su tante guglie e colonne, su tanti fregi e facciate comparvero santi e angeli, simboli araldici e allegorie di animali, ornamenti vegetali dai significati particolari, come le pigne a rappresentare la fertilità, le mele a ricordare la tentazione, i melograni a evocare la Resurrezione e le viti a celebrare l’Eucaristia.

L’architettura leccese cominciava così a vivere la sua più straordinaria stagione, proprio per celebrare la fede e il fervore religioso e lo scampato pericolo degli invasori. Lo stile barocco si manifestava a Lecce come una festa, una liberazione delle energie e un’elevazione dello spirito,

Il centro storico della città si riempì di un tripudio di edifici barocchi realizzati in pietra leccese, una pietra calcarea locale nota per la sua malleabilità e il caldo colore dorato. Lecce sembrava ogni giorno più eterea, lieve, nobile grazie alla sua meravigliosa pietra. E il miracolo è che lo sembra ancora.

La Basilica di Santa Croce costruita lungo un periodo di addirittura cento anni ne è l’esempio più emblematico: la sua facciata riccamente decorata con motivi floreali, animali mitologici e figure allegoriche rappresenta l’apice dell’arte barocca leccese, così leggera, così fantastica. Di fronte, il Palazzo dei Celestini di Zimbalo, un tempo convento e oggi sede della Provincia, completa l’armonia architettonica della piazza.

La Basilica di Santa Croce costruita lungo un periodo di addirittura cento anni ne è l'esempio più emblematico: la sua facciata riccamente decorata con motivi floreali, animali mitologici e figure allegoriche

Un’altra tappa imperdibile è Piazza Duomo, considerata una delle piazze più belle d’Italia. La volle realizzare fortemente il Vescovo Pappacoda, a simbolo e gloria del potere vescovile appunto.

Circondata dal Duomo, dal Campanile, dal Palazzo Vescovile di Zimbalo e dal Palazzo del Seminario di Cino, la piazza offre una scenografia teatrale mozzafiato, soprattutto al tramonto quando la pietra leccese si tinge di sfumature dorate. In quell’ora magica mi sono fermato a lungo ai tavolini di un caffè per guardare dei monelli correre dietro a un pallone, per ascoltare le campane, per osservare la gente tranquilla, socievole, che qui si incontra per parlare, pregare o per decidere in che locale andare la sera. I colori si impossessano della piazza, letteralmente, fino a che arriva la notte coi lampioni, la luna e le stelle a regalarle un’altra magia. Tanto la pietra barocca è splendida a ogni ora.

Per trovare una perfetta definizione del barocco leccese mi affido a una frase dello scrittore di viaggi Massimo Jevolella: “E’ l’arte della fantasia mistica e sensuale, che trasforma la pietra in simulacro dello spirito e avvicina la materia minerale alla leggerezza e alla profondità del cielo” (Meridiani Puglia n°130)

Un'altra tappa imperdibile è Piazza Duomo, considerata una delle piazze più belle d'Italia

Cultura e Tradizioni

Ma Lecce non è solo arte e architettura; è anche un centro pulsante di cultura e tradizioni.

La città è famosa per la “pizzica”, una danza popolare salentina caratterizzata da ritmi incalzanti e movimenti vorticosi. Originariamente legata a rituali di guarigione dal morso della tarantola, oggi la pizzica è espressione di gioia e festa, celebrata in numerosi eventi e festival locali a ritmo di violini e tamburelli. Durante un’estate mi è capitato di vedere la famosa kermesse di Melpignano, borgo agricolo poco lontano. Ragazze tarantolate, vestite sgargianti, un po’ stile andaluso, una musica coinvolgente, impossibile restare fermi. Si salta, si ride, si conoscono gli altri, si ama sempre di più il Salento perché la “pizzica” ha il potere di far sentire vive e felici le persone.

L’artigianato è un altro pilastro della cultura leccese. La lavorazione della cartapesta, in particolare, ha radici profonde nella città. Passeggiando per le vie del centro, è facile imbattersi in botteghe artigiane e di restauro dove abili mani modellano figure sacre e profane, mantenendo viva una tradizione secolare. Personalmente mi sono innamorato di uno specchio di legno laccato di bianco, che riporta l’immagine stilizzata di un ramo d’olivo: oggi mi fa compagnia nel salotto di casa.

La città è famosa per la "pizzica", una danza popolare salentina caratterizzata da ritmi incalzanti e movimenti vorticosi

Per gli amanti dell’arte contemporanea, la città ospita diverse gallerie e spazi espositivi che promuovono artisti locali e internazionali, creando un dialogo tra il patrimonio storico e le espressioni artistiche moderne. Lungo Via Palmieri e nei vicoli là vicino tanti atelier si affiancano a ristorantini deliziosi. Sulle terrazze in alto a guardare la pietra e la notte altri bar, o giardini pensili, o relais di charme che hanno affacci meravigliosi sul centro storico.

Gastronomia

La cucina leccese è un tripudio di sapori autentici che riflettono la generosità della terra e del mare. Tra i piatti tipici spicca il “purè di fave con cicoria”, che evoca ricordi d’infanzia e tradizioni familiari. Un’altra delizia imperdibile è il “pasticciotto”, un dolce di pasta frolla ripieno di crema pasticcera, perfetto per una colazione indulgente o una dolce pausa durante la giornata. Per uno spuntino salato, il “rustico leccese” offre una combinazione irresistibile di pasta sfoglia, besciamella, pomodoro e mozzarella. Ovviamente il mare arriva in tavola con crudi e pesci squisiti, che condiscono anche indimenticabili primi piatti. Dalla campagna grigliate di ottima carne e squisiti formaggi e verdure, anche uniche come i lampascioni, degli squisiti cipollotti agrodolci che col rosè di Gallipoli, i taralli e le olive si stuzzicano molto volentieri.

La cucina leccese è un tripudio di sapori autentici che riflettono la generosità della terra e del mare

Nel Salento

La posizione strategica di Lecce permette di esplorare facilmente le meraviglie naturali del Salento. A pochi chilometri dalla città, le coste adriatica e ionica offrono spiagge incantevoli, scogliere mozzafiato e acque cristalline. Per una gita al mare c’è l’imbarazzo della scelta, davvero.

Otranto ti aspetta coi suoi bianchi spalti sul mare, col tipico centro storico di viuzze, botteghe, mercati, con l’incredibile collezione di teschi in una delle sue chiese, con le barche colorate che prendono il largo e la luce che domina su tutto, sulla sua affascinante storia come sulle sue spiagge dorate.

Otranto ti aspetta coi suoi bianchi spalti sul mare, col tipico centro storico di viuzze, botteghe, mercati

Gallipoli, conosciuta per le sue acque turchesi e la vivace vita notturna, ha una parte vecchia meravigliosa, da vedere nelle ore del tramonto, quando una luce morbida si posa sui bastioni della spiaggia cittadina della Purità, sulle facciate delle chiese e dei palazzi storici. Un aperitivo accompagnato dalla degustazione di crudi di pesce a Gallipoli non ha davvero uguali e inoltre si possono comprare qui le spugne di mare pescate ancora a una ventina di metri di profondità.

Per gli appassionati di trekking tra prati, scogliere, villaggi di campagna e tipiche masserie, o di bicicletta per altre vie secondarie, il Salento offre numerosi percorsi che da Lecce conducono sulle due coste oppure al tacco d’Italia, quella Santa Maria di Leuca dove si respira un’aria di frontiera.

Quello che resterà nella mente saranno sicuramente tutti i passi e i chilometri percorsi, tutti gli ulivi e i muretti a secco e la terra bruna, tutte le spiagge immacolate e il mare turchese, tutte le soste nei piccoli borghi bianchi e addormentati.

Bellissimo il Salento, col suo ritmo lento.

Bellissimo il Salento, col suo ritmo lento.

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