La metropoli più cosmopolita d’Europa
Si, va bene, ci piove spesso, il cielo tende al grigio, la nebbia si alza dal vecchio Tamigi, il bavero dei cappotti va verso l’alto. D’accordo è abbastanza cara, per i ristoranti, per i trasporti, per i musei, addirittura per la sua ruota panoramica. Può anche essere difficile da mettere subito a fuoco perché ha mille anime, mille sobborghi, mille etnie.
Però Londra è un grande laboratorio di popoli, di mode, stili, cucine, tendenze artistiche e culturali, basta scegliere un sapore e lo si trova, sia indonesiano, thailandese, arabico, latinoamericano, italiano, francese, spagnolo, greco; basta voler frequentare teatri, cinema, musica, club, mostre ed eventi di ogni tipo e il cartellone è pressoché infinito; basta cercare la cultura e ti viene incontro, con le sue grandi collezioni di pittura o coi suoi stupefacenti musei scientifici; e se si vuole oscillare tra tradizione e futuro Londra ugualmente lo permette, perché se da una parte ha i suoi riti immutabili, il thè delle cinque, il cambio della guardia a Buckingham Palace, gli artisti di strada nei parchi, il rintocco del Big Ben, i protagonisti del Museo delle Cere, i bus a due piani e le cabine telefoniche rosse, i taxi neri e panciuti, le luci al neon di Piccadilly Circus, dall’altra ecco la scoperta della sua dimensione alternativa, con le vie, i graffiti e i canali di Camden Town, il mercato di Covent Garden, i templi del football, i litri di birra che scorrono nei suoi pub.
Classica e moderna insieme, di eleganza vittoriana e dal fascino bohemien, civettuola e borghese come a Notting Hill, avveniristica nelle costruzioni che sfidano il cielo, una New York in Europa, una metropoli per tutti, vibrante e creativa, organizzata e pulita, dove prima o poi si capita, per un corso di lingua, per un long week end, per sentirsi “british”. Credo pure che a Londra manchi un po’ l’Europa che ha voluto abbandonare perché una grande madre che tutti accoglie non può stare bene separata dal resto del continente.
Le sue cartoline sono un bene comune, un patrimonio di tutti gli europei: guardiamole.

The Tower Bridge
Sarà un caso oppure un effetto-calamita tutto personale ma le mie tre visite di Londra sono iniziate tutte da qui, da ragazzo, da fidanzato e da papà. A due passi dalle acque limacciose del Tamigi, ad ammirare la costruzione severa del ponte mobile più famoso di Londra, costruito a fine ‘800 per migliorare il traffico navale e commerciale della città.
Il ponte è’ una grandiosa opera di ingegneria vittoriana e mi è sempre piaciuto guardare le sue due torri neogotiche tra i nuvoloni che incombono e gli squarci di sole che le rendono all’improvviso più poetiche e gentili, le funi di acciaio colorate di celeste, l’elegante passerella sospesa in cielo da dove ammirare i tramonti sulla vecchia e nuova Londra (i docks e le gru, le cupole e i palazzi storici, i grattacieli che si specchiano nel fiume), il modo carismatico in cui sorveglia l’acqua e abbraccia la capitale inglese.

The Tower of London
Una fortezza poderosa, inaccessibile, voluta dai Normanni di Guglielmo il Conquistatore nel 1066. Coi suoi fossati, mura, corti e torri è stata negli anni residenza reale, prigione, arsenale, tesoreria, zecca, sede dei gioielli e simbolo stesso della Corona Inglese. Trasmette ancora oggi il suo fascino medievale, le gesta di Riccardo Cuor di Leone e di tanti Enrico e Edoardo, evoca i tempi delle dinastie Tudor e Hannover, storie di spionaggio e di tortura, leggende di fantasmi. Il palazzo della Torre Bianca è stato definito quello più completo d’Europa nell’XI secolo e fa rivivere tutta la Londra del potere e della storia imperiale. Mi ha dato sempre l’idea della forza mista alla tradizione.

Westminster e The Big Ben
Il Palazzo di Westminster è la Casa del Parlamento inglese e ospita le sue due Camere, quella dei Lords e quella dei Comuni. Costruito a inizio ‘900 in stile neogotico è una delle cartoline più famose di Londra, insieme alla Torre dell’Orologio alta ben 96 metri, chiamata come sappiamo The Big Ben e risalente a pochi anni prima, al 1858.
Nel vasto complesso si celebrano i riti della politica e le cerimonie di stato e sono più di 1000 le sue stanze e quasi cinque i chilometri di corridoi che comprendono anche biblioteche, camere da pranzo, bar e palestre! La Westminster Hall nella storia d’Inghilterra è stata usata per ospitare le corti di giustizia e le più importanti cerimonie del paese mentre il nome Big Ben che è passato nel tempo dal descrivere la campana più grande della Torre dell’Orologio a identificare la Torre stessa è dovuto probabilmente al primo commissario delle opere, il corpulento Sir Benjamin Hall. L’intero complesso è di una eleganza senza pari quando si illumina al tramonto rispecchiando le luci nelle acque del fiume.
La silhouette di Westminster sul fiume è un grande classico di Londra, così come per me lo è sempre stato aspettare sul ponte difronte il passaggio di un tipico bus rosso a due piani per scattare una foto comprendente tante icone della capitale: il bus appunto, il Palazzo, il Big Ben, il Tamigi.

Westminster Abbey
Insieme alla Cattedrale di St Paul è il luogo di culto, prima cattolico e poi anglicano, più importante di Londra, nonché luogo delle incoronazioni dei sovrani e di sepoltura di tanti personaggi importanti. In pratica, per restare agli ultimi tempi, la sua imponente facciata gotica e le immense navate hanno visto i funerali di Lady D e anni dopo l’incoronazione di Carlo (magari avrei scelto un altro posto!). Come il Big Ben e Westminster Palace fa parte del Patrimonio Unesco e deve la sua nascita verso il 1050 a Edoardo Il Confessore. Se devo pensare a una chiesa gotica insieme a Notre Dame de Paris mi viene senz’altro in mente questa.
St.Paul’s Cathedral
Non esiste una chiesa più grande in Gran Bretagna, per questo è la Madre della diocesi anglicana. Considerata il capolavoro dell’architetto Christopher Wren venne completata nel 1711, ispirandosi come è noto anche alle forme del classicismo italiano di Palladio e a quello francese di Mansart. St Paul ha ospitato i Te Deum alla fine delle due Guerre Mondiali, il matrimonio di Carlo e Diana, i funerali dell’ammiraglio Nelson e del Duca di Wellington, di Churchill e della Thatcher, i Giubilei delle Regine Vittoria e Elisabetta, è stata insomma sempre al centro della vita politica e religiosa del paese, oltre che luogo simbolo della stessa vita di corte.


Buckingham Palace

Chi è stato a Londra anche solo una volta là davanti ci si è sicuramente fermato, un po’ per tradizione, un po’ per reverenza: quelle cose che gli abitanti della City seppur frenetici e moderni conservano sempre. Davanti a Buckingham Palace si sosta per sbirciare nel cortile dietro le lunghe cancellate, aspettando il cambio della guardia nei giorni dispari alle ore 11.00 (e tutti i giorni di giugno e luglio per la felicità dei numerosi turisti), o chissà se l’uscita di qualche membro della Royal Family.
La residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito misura una superficie di 77.000 mq (!!), ospita tante cerimonie e le visite dei capi di stato ma è più semplicemente The Palace della famiglia reale inglese. Raggiunge il suo massimo splendore nel corso del’700, costruito con la pietra chiara di Bath, ispirato alle forme del neoclassicismo francese, con sale da trono, da pranzo e da ballo, le sue cappelle, le gallerie di dipinti e gli spazi per i concerti, la grande corte e i pregiati soffitti a cassettoni, arricchito da mobili e tesori di ogni tipo, tappezzerie damascate e stucchi dorati.
La Regina Vittoria fu la prima sovrana a vivere stabilmente qui, mentre la versione attuale ospita 188 stanze (su un totale-monstre di 775) per la sola servitù. La storia del palazzo è piena di episodi curiosi, opera di gente stravagante vogliosa di avvicinare e profanare il mito della Corona: nel 1945 un paracadutista nudo atterrò sul tetto dell’edificio, negli anni ’80 e ’90 dei turisti tedeschi e dei manifestanti antinucleari riuscirono ad accamparsi in giardino, mentre un tipo riuscì addirittura a entrare nella stanza della Regina Elisabetta mentre dormiva! Gran finale negli anni 2000 con varie scalate a Buckingham compiute da personaggi travestivi da Batman e Robin e poi da Babbo Natale!!
Probably… le 300 guardie con le giubbe rosse e i cappelloni di nera pelliccia dovrebbero essere più attente?

Kensington Palace

Finchè a Londra, almeno da fuori, ti soffermi a vedere anche il lussuoso Palazzo dove viveva Lady D e dove oggi sono di casa William e Kate, gli eredi al trono. Kensington è circondato da un curatissimo giardino, con viali alberati, che segna il confine occidentale di Hyde Park ed è elegante come i suoi dintorni pieni di negozi di moda, hotel e musei, gallerie d’arte e sale da concerto.
Dentro si visitano la Sala della Cupola dove fu battezzata nel 1819 la Regina Vittoria, la Sala della Presenza, il Salotto e la Galleria del Re.
Trafalgar Square
La gloria eterna dell’impero navale inglese è ricordata nella famosa Trafalgar Square, la piazza dedicata alla battaglia dove l’Ammiraglio Nelson sconfisse le flotte francesi e spagnole durante le guerre napoleoniche. E’ curioso sapere che dove una volta c’erano le stalle reali oggi esiste uno degli snodi commerciali più importanti di Londra, con celebri architetti come Nash che progettarono il grande spazio, Wilkins e Barry che crearono la National Gallery e Railton e Landseer che donarono a Londra l’altissima colonna celebrativa di Nelson e i leoni alla sua base, riprodotti osservando un grande felino morto dello zoo della città!


Piccadilly Circus
E per fare un salto nella Londra delle mode, delle notti e delle vibes, le sue infinite vibrazioni, l’appuntamento d’obbligo e il punto di partenza è in Piccadilly Circus, nel cuore del West End, a due passi da Leicester Square, Regent Street e Soho. D’altronde quale luogo può eccitare di più i sensi e la mente che la storica piazza animata dal tramonto in poi dagli enormi cartelloni pubblicitari che lampeggiano nel buio con le vivaci luci al led e che ha il suo altro simbolo nella statua dedicata ad Eros?
Generazioni di hipies si sono radunati qui, alcuni ci suonano ancora, ma sono soprattutto i turisti a ritrovarsi sotto i Led e sotto Eros per avventurarsi nelle London Nights.



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