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Luoghi magici

Quel triangolo maledetto

Le coordinate geografiche del mistero

Per chi ama la geografia di certi luoghi magici o da brivido il Triangolo delle Bermuda riassume in sé gli episodi e i risvolti più suggestivi: ci sono posti nel mondo dove accadono cose inspiegabili, fenomeni naturali, oppure tragedie misteriose, a cui l’uomo per una sorta di inchino alla categoria del mito vuole per forza attribuire spiegazioni particolari.
La scena stavolta è quella dell’Oceano Atlantico, delle sue onde alte e dei suoi venti turbolenti. Nello specifico in un’ampia porzione di mare che è quella compresa al largo della costa sud orientale degli Stati Uniti, ovvero sotto la Florida, l’isola di Portorico nei Caraibi e la più grande delle Bermuda appunto.

Le coordinate geografiche del mistero

La stessa zona dove addirittura Cristoforo Colombo nel 1492 notò secondo le cronache storiche degli strani fenomeni come una serie di lampi infuocati inghiottiti dal mare, clamorosi bagliori di luce sulle acque e insoliti comportamenti delle bussole.

Una crociera proprio là

Mi ritrovo a pensare al Triangolo delle Bermuda per la prima volta quasi per caso, nel corso di una crociera fatta per motivi di lavoro alcuni anni fa.
Lasciate le palme, i club e i palazzi in stile Art Decò di Miami Beach la grande nave fa rotta verso i Caraibi, prima una manciata di isolette stupende, poi Portorico. Guardando le mappe e ascoltando qualche “simpatico” annuncio dagli altoparlanti di bordo mi rendo conto più di chi fa i trenini in piscina o sgomita ai buffet che stiamo passando proprio sulla base del triangolo. E allora la curiosità di leggere e capire si fa più forte, anche perché dei nuvoloni neri all’orizzonte creano un clima sicuramente più adatto a certe suggestioni!

Mi ritrovo a pensare al Triangolo delle Bermuda per la prima volta quasi per caso
Possibile che dove la nostra nave da crociera passa tranquilla e potente altre navi si siano davvero inabissate per sempre?

Possibile che dove la nostra nave da crociera passa tranquilla e potente altre navi si siano davvero inabissate per sempre? Possibile che mentre noi sorseggiamo i drink sui ponti più alti là sotto ci sia qualche oscuro buco magnetico che ha catturato barche e aerei negli ultimi 180 anni? Davvero si origina in queste acque qualcosa di simile alla paurosa onda anomala che tanto ci ha colpito nel film “La tempesta perfetta” con George Clooney e Mark Wahlberg?
In realtà il peschereccio del capitano a caccia di spada veniva travolto molto più a nord, a Gloucester, sopra Boston, ma si sa che il cinema ha questo grande potere di far assomigliare i luoghi e sovrapporre i confini. Da allora comunque il mito delle Bermuda mi ha sempre affascinato, per questo ho cercato con attenzione e passione notizie, tesi, testimonianze. Eccole qua.

il mito delle Bermuda mi ha sempre affascinato

Le sciagure ufficiali

Nel 1840 nel tratto di mare in questione viene trovato alla deriva un veliero francese senza equipaggio. Cosa strana: tutto il prezioso carico fu trovato integro a bordo quindi si esclusero attacchi di pirati, pur se frequenti in quei tempi e in quei mari.

Nel 1872 il mercantile americano “Mary Celeste” salpò con un equipaggio di 10 persone per un viaggio transatlantico da New York a Genova. Fu ritrovato alla deriva, senza danni ma anche senza passeggeri.

Nel 1881 la goletta americana “Ellen Austin” incrociò una nave “fantasma”, il capitano Becker provò a riportarla a terra spostandoci parte del suo equipaggio ma durante una tempesta sparirono tutti e la nave riprese il suo macabro veleggiare alla deriva, vuota e spettrale.

Uss Cyclop, marzo 1918, cargo pieno di manganese in viaggio dal Brasile a Baltimora: 300 uomini che spariscono senza messaggi o richieste di soccorso… E il relitto mai più trovato.

Nel 1921 un’altra nave trovata nello stesso modo, solitaria nell’immenso silenzio del mare, senza marinai, ma con i pasti ancora caldi in cambusa!

“Ellen Austin” incrociò una nave “fantasma”
il cargo Cotopaxi in viaggio da Charleston a L’Avana scomparve misteriosamente

Nel 1925 il cargo Cotopaxi in viaggio da Charleston a L’Avana scomparve misteriosamente. Pare che solo di recente dei team di scienziati inglesi abbiano rintracciato sezioni del relitto sui fondali. Questa nave in “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg fu fatta ritrovare tra le sabbie nel Deserto del Gobi in Mongolia e nello stesso film il grande regista alimentò il mito del rapimento alieno nella scena finale in cui degli umani facenti parte di equipaggi spariti riscendono liberi dalle astronavi!

Il 5 dicembre del 1945 tocca agli aerei ed è questo probabilmente l’episodio più eclatante, quello che comincia a far parlare di triangolo diabolico, di mistero maledetto.

Cinque velivoli con siluri della Marina degli Stati Uniti, impegnati nell’Operazione di addestramento Volo 19 al comando del tenente Charles Taylor, si alzano da Fort Lauderdale in Florida per scomparire nel profondo del mare, senza lanciare s.o.s, senza avvistamenti di cadute, senza alcun bagliore di fiamme sull’Oceano. Dalle radio le ultime parole dei piloti furono più o meno queste “Non troviamo più l’ovest, l’oceano ha un aspetto strano, voliamo su una schiuma di acqua bianca”.

Nel 2020 il ricercatore australiano Sutterly ha parlato di errore di rotta e di inesperienza dei piloti.

Nel 1948 si inabissano altri tre aerei.

Nel 1948 si inabissano altri tre aerei.

Fino al 1976 si contano altri numerosi misteri di navi scomparse nel nulla, senza lasciare tracce.

Nel 1991 un piccolo jet sparisce improvvisamente dai radar, mentre saliva a una quota più alta per evitare il mare in tempesta.

Nel 2017 il volo MU 2B da Porto Rico agli Usa si disintegra in volo sopra il Triangolo.

Uno dei nodi principali del mistero del Triangolo delle Bermuda è quindi che i relitti non si trovano mai, ma perché distrutti dalla furia degli elementi o inghiottiti da entità misteriose? Di certo i fondali dell’Atlantico in quel punto sono dei veri e propri abissi, abitati da draghi di mare, anguille pellicano, calamari vampiro, creature tenebrose insomma. Pare che fino ad oggi vi siano scomparsi 300 navi e 75 aere e oltre 1.000 vittime non hanno mai fatto ritorno a casa… Tutto casuale, tutta sfortuna o aleggiano dei segreti sulla vicenda?

Inciso numero uno

Intanto la nave va, fronteggia il tramonto, avanza nel mare nero

(Intanto la nave va, fronteggia il tramonto, avanza nel mare nero, coi suoi lussi, coi suoi giochi, con la sua mascotte, coi suoi spettacoli, coi suoi concerti, che per fortuna non assomigliano all’ultima esibizione della banda del Titanic, anzi che mi ricordano una strofa di Titanic di Francesco De Gregori:

“E con l’orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani,
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante”

Non succederà niente di pauroso in questo viaggio, solo divertimento, mangiate, un’allegra vacanza, di eleganza e tracotanza: tanti turisti manco lo sanno che siamo in zona Triangolo, io seguo a prendere appunti per un articolo che prima o poi scriverò!)

Le ipotesi sensazionaliste

Sul mitico Triangolo viene da sé che nei tempi si formulino ipotesi di tutti i tipi: terribili, a tratti diaboliche, fantasiose oppure misteriose, scientifiche fino al midollo, fantascientifiche fino a sospettare la presenza degli Ufo. O di mostri marini e piovre giganti, o di maledizioni a base di forze oscure e navi fantasma o di dilatazioni spazio-temporali!
Secondo alcune ardite tesi là sotto ci sarebbero i resti del favoloso mondo sommerso di Atlantide, con una piramide di cristallo ancora intatta dalla quale si sprigiona un’energia magnetica capace di creare pericolosi gorghi nell’oceano e di trascinare sul fondo navi e aerei. Anche nei fumetti e cartoon come Capitan Harlock e Martin Mystere si sposa questa versione fantastica. In particolare il tenebroso pirata spaziale scopre con la sua navicella Arcadia una piramide di vetro con un extraterrestre in quei fondali e decide di non profanarla.

terribili, a tratti diaboliche, fantasiose oppure misteriose, scientifiche fino al midollo, fantascientifiche fino a sospettare la presenza degli Ufo
O di mostri marini e piovre giganti

La maggior parte degli studi sull’enigma vengono pubblicati tra il 1952 e il 1974: parliamo di “Sea Mistery a tour back door” di Sand, di “Invisible Horizons” di Gaddis, di “Limbo of the Lost” di Spencer, di “Devil’s Triangle” di Winer e soprattutto di “Bermuda, il triangolo maledetto – un’incredibile saga di inquietanti sparizioni” di Berlitz, l’unico volume tradotto in italiano e capostipite delle tesi propendenti a considerare il fenomeno come paranormale. Lo scrittore lavorò per lunghi 15 anni nell’intelligence della U.S Army ma evidentemente rimase affascinato dal “dark side of the moon” riguardo le Bermuda.
Per altri visionari come Adamski, leader dei “contattisti” la scomparsa di navi e aerei proverebbe esplicitamente la messa in opera di una cattura da parte di forze extraterrestri.
A capovolgere forse in modo decisivo il punto di vista, a seminare dubbi razionali contro il sensazionalismo e ad accreditare il mare al largo delle Bermuda capace solo di grandi tempeste climatiche fu Kusche nel 1975, con l’opera “The Bermuda’s Tringle Mistery: solved”.
Nel 1977 una spedizione italiana con a bordo il subacqueo Enzo Maiorca, il navigatore Ambrogio Fogar e un…sensitivo (!) non riesce a cavare un ragno dal buco. Incontra solo tanti squali.

non riesce a cavare un ragno dal buco. Incontra solo tanti squali

Inciso numero 2

(Mi rimane la voglia di conoscerle queste Bermuda, queste isole dalle scogliere selvagge e insieme dal volto chic, british e coloniale. Questi isolotti da dove vengono i famosi calzoni tagliati al ginocchio, circondati da barriere coralline ideali per lo snorkeling, abitati da vecchi ed eleganti fari, chiesette coi campanili a punta, rigogliosi giardini botanici e case con veranda sul grande Oceano.

le red phone cab retaggio della corona inglese
queste isole dalle scogliere selvagge e insieme dal volto chic, british e coloniale
le Bermuda con gli alberi fioriti
le strade e le scalinate colorate della capitale Hamilton

Le Bermuda con le strade e le scalinate colorate della capitale Hamilton, le Bermuda con gli alberi fioriti, le red phone cab retaggio della corona inglese, le fortezze sulle spiagge incontaminate e con quel mistero vivo laggiù, insondato, in fondo al mare).

La svolta razionale basata su una meteorologia funesta

La scienza ufficiale negli anni successivi (per esempio coi russi negli anni ’80 e con gli inglesi negli anni ‘2000), appoggia quasi sempre le teorie di Kusche e libera la lettura del fenomeno da ogni riferimento al mistero, propendendo sempre di più verso analisi razionali e naturali, quelle delle spaventose tempeste elettromagnetiche, degli uragani clamorosi che creano anche delle nebbie fittissime e si sa che la nebbia è il fenomeno naturale ambiguo per eccellenza, visto che tutto nasconde e tutto dissolve.

La svolta razionale basata su una meteorologia funesta

Oltre a ciò si osserva in modo empirico che l’incontro-scontro tra venti opposti, provenienti da nord e da sud, causa nel Triangolo delle Bermuda onde alte fino a 30 metri, capaci di spezzare le navi davvero in un attimo. Oltre a ciò si racconta che la maggior parte dei casi misteriosi di sparizioni avvenne fra le due guerre mondiali quando poteva essere normale qualche aziona spericolata o qualche attacco in quelle acque (e in più si scoprirono piloti ubriachi che commisero per colpa di mappe approssimative o sbagliate degli evidenti errori di rotta). Oltre a ciò vari studiosi hanno messo in evidenza che in quel punto d’Oceano, di superfici ampissime (oltre 1 milione di kmq!) e di traffici commerciali da sempre importanti, tali che lo facevano percorrere da navi su navi, gli incidenti rapportati ad altre parti del globo non avvennero poi in un numero così eccezionale.
Oltre a ciò alcune ricostruzioni di tragedie sono state smentite, almeno a livello geografico: ovvero, una nave o un aereo affondati in altri mari si diceva che fossero affondati nel Triangolo maledetto. Oltre a ciò dei “periti” esperti in campo navale e di aviazione hanno sottolineato negli incidenti occorsi la presenza di mezzi vecchi e obsoleti, con sistemi di ricerca e salvataggio molto precari…
Quindi è stata più forte la forza del mito e della suggestione a creare tutto ciò? E’ davvero molto probabile, ecco perché i croceristi proseguivano spensierati col trenino!!

onde alte fino a 30 metri, capaci di spezzare le navi davvero in un attimo
Quindi è stata più forte la forza del mito e della suggestione a creare tutto ciò?

P.S
Dovere di cronaca: il 28 dicembre del 2020 20 persone partono con una barca a vela dalle Bahamas per andare a festeggiare il Capodanno in Florida. Non arriveranno mai, non li ritroveranno mai. Chiamiamo Capitan Harlock???

Non arriveranno mai, non li ritroveranno mai. Chiamiamo Capitan Harlock???
il 28 dicembre del 2020 20 persone partono con una barca a vela dalle Bahamas per andare a festeggiare il Capodanno in Florida

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