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Tour sudafricano, giù al Capo

Cape Town

Tour sudafricano, giù al Capo di Cape Town

Da insediamento commerciale olandese del XVII secolo utile agli scambi con la via delle indie (i primi coloni la chiamavano “la taverna dei mari” e il suo porto è ancora uno dei più importanti dell’Africa) a polo turistico del paese, Città del Capo ti aspetta alla punta estrema del continente, col suo aspetto di città bellissima e panoramica, dalla Table Mountain al Waterfront, dagli edifici vittoriani disposti lungo Long Street alle casette colorate del Malay Quarter ancora abitate dai discendenti degli schiavi malesi e indonesiani trascinati qui dai coloni olandesi, fino alle sue lunghe e pure spiagge con le caratteristiche cabine di legno colorate, dove ti riempi gli occhi di azzurro.

E’ una città pulita e organizzata Cape Town, molto colta (ospita chiese di tutte le confessioni, case storiche, la National Gallery, il castello di Buona Speranza e musei dedicati ai Boscimani come alla Via delle Indie), ormai anche piuttosto ricca (proventi dal turismo in primis ma anche da petrolio, pesca, elettronica, tessuti) e sicura, dagli standard di vita europei. Un luogo assolutamente attraente, comodo e rilassante, pieno di energia e di luce, tutto affacciato sul mare, abitato da cittadini amanti dello sport e dell’aria aperta (vela, surf, rugby, cricket, atletica, calcio), con molti grattacieli, mercati all’aperto, locali da happy hour sul vivacissimo Waterfront riqualificato intorno alla rossa Torre dell’Orologio, un’ottima gastronomia che spazia da ostriche e crostacei fino ai succulenti tagli di carne, vini famosi prodotti nelle vicine tenute di Groot Constantia e serate cosmopolite e divertenti.

E’ una città pulita e organizzata Cape Town
Città del Capo ti aspetta alla punta estrema del continente, col suo aspetto di città bellissima e panoramica, dalla Table Mountain al Waterfront

L’arcobaleno

Cosmopolite, esattamente: oggi si calcola che a Cape Town, una delle prime dieci città multiculturali del mondo, vivano il 50% di meticci, il 30% di neri di origine boscimana e bantù, il 18% di bianchi quasi sempre di ceppo olandese e britannico e alcune piccole minoranze di indiani e asiatici. La nazione arcobaleno si presenta così a tavola, nelle gallerie d’arte, nelle architetture, nelle chiese, nelle botteghe artigianali, nei club musicali. La gente di tutte le razze sembra ormai essersi mescolata, anche se nei vari strati sociali non mancano gli sguardi violenti, impauriti, rassegnati o snob. Dipende da chi sei, che storia hai, che pelle hai. Dipende da quello che hai vissuto, subito, ereditato.

La nazione arcobaleno si presenta così a tavola, nelle gallerie d’arte, nelle architetture, nelle chiese, nelle bottegh

Se le vie dello shopping più importante sono per tutti Adderley Street e Bree Street, se il quartiere degli atelier di pittura è Woodstock, se il tempio dello sport (soprattutto il mitico rugby) è lo stadio di Green Point, se una delle esperienze più gradevoli da compiere è una passeggiata tra le vie del folkloristico quartiere malese del Bo-Kaap, se un necessario viaggio e omaggio alla memoria di Mandela ti fa compiere il percorso in traghetto di mezz’ora per raggiungere il carcere di Robben Island dove il gigantesco uomo politico rimase recluso per 18 anni nella famigerata Sezione D – Cella numero 4, il giardino botanico di Kirstenbosch è considerato con le sue 5.000 varietà di piante endemiche uno dei più belli del mondo e la salita in funivia e la vista dai 1000 metri di altezza della Table Mountain lasciano senza fiato per quanto orizzonte svelino.

Sotto la tovaglia

Si passeggia anche in cima alla grande montagna piatta, perché ospita una preziosa riserva naturale dove fioriscono le protee e le aloe e dove vivono linci, antilopi, manguste e babbuini. E si deve prima o poi, meglio poi come saluto e abbraccio finale a tutto lo splendore che si apre davanti agli occhi, compiere una crociera nella Table Bay, per ammirare in sequenza mare, spiagge, città e la carismatica sagoma della Montagna con la sua corona di nuvole che appare ogni pomeriggio. Tablecloth, “tovaglia di nuvole” la chiamano qui.

una crociera nella Table Bay, per ammirare in sequenza mare, spiagge, città e la carismatica sagoma della Montagna

Nel secolo scorso qui non sono affatto mancati i problemi, poco dietro il bagliore delle spiagge, a contrastare con la favola dei suoi panorami da cartolina e col lusso dei suoi circoli privati, golf club, ristoranti e ville con piscina, tutte in mano ai bianchi, c’erano dei ghetti problematici neri, le township come quella di Crossroads, di Langa, della sterminata Khayelitsa o delle Cape Flats, di Manenberg o Guguletu, dove i bambini giocavano tra rifiuti e fogne e dove c’era spazio solo per la miseria, la violenza delle bande e la disperazione a base di alcol, droga, aids e prostituzione.

Piano piano il tempo e la storia, Mandela e la democrazia, sindaci illuminati come Mrs. Zille, hanno migliorato le cose, ma certamente nelle bidonvilles di lamiera e argilla delle sacche di povertà e rabbia sopravvivono intatte.

Garden Route

Si chiama così la via costiera panoramica meridionale che va da Cape Town a Port Elizabeth: percorrendo il primo tratto della mitica N2 si attraversano spiagge, natura selvaggia, paesini pittoreschi, molto verde, si possono avvistare balene e pinguini o scegliere anche delle soste golose di degustazione sulla rotta vinicola.

percorrendo il primo tratto della mitica N2 si attraversano spiagge, natura selvaggia

Come escursioni si possono effettuare quelle al Capo di Buona Speranza, la frontiera delle pericolose correnti ambita e temuta da tutti i grandi navigatori nel secolo delle scoperte, quella spettacolare alle scogliere di Chapman’s peak, all’isola Duiker piena di foche e otarie, che si raggiunge con una piccola crociera. Oppure un giorno si può prendere la strada per la regione dei famosi vigneti, fermarsi così tra le wineries di Stellenbosch per assaggiare barbecue colossali di bovini, struzzi e addirittura coccodrilli accompagnati da pregiate etichette di vino rosso, o preferire, specie tra giugno e dicembre, l’emozione dell’avvistamento alle balene dal paesino di Hermanus definito non a caso il miglior punto al mondo della terraferma da dove vedere i grandi cetacei e il tramonto dal faro di Cape Agulhas, il punto più a sud dell’Africa. A dire il vero dentro sicure gabbie (ma andateci voi) si potrebbero vedere da vicino pure gli squali bianchi a Gansbaii… E più avanti, un po’ prima di arrivare a Port Elizabeth, al suo porto e alle sue case in stile vittoriano, si possono ammirare la laguna di Knysna ideale per la vela e la pesca, le foreste nei pressi di Plattenberg Bay e i grandi animali del viaggio in quel santuario della natura che è il Greater Addo Elephant National Park.

proprio vicino le ultime case di Cape Town, una spiaggia bianca come la Hout Bay
la famosa Muizenberg con le casette dai mille colori e da sempre libera per tutti, anche ai tempi dell’apartheid, dove sdraiarsi al sole, respirare l’oceano atlantico e praticare il surf e il kite surf,

O semplicemente si può scegliere, anche proprio vicino le ultime case di Cape Town, una spiaggia bianca come la Hout Bay regno delle aragoste, la Boulders Beach coi tipici esemplari di pinguini africani, la Kalk Bay con deliziose trattorie che cucinano i frutti di mare, Clifton coi suoi graniti giganti, l’elegante Camps Bay, la riservata Llundudno o la famosa Muizenberg con le casette dai mille colori e da sempre libera per tutti, anche ai tempi dell’apartheid, dove sdraiarsi al sole, respirare l’oceano atlantico e praticare il surf e il kite surf, una vera malattia per i giovani e i manager bianchi del Capo.

la Boulders Beach coi tipici esemplari di pinguini africani
la riservata Llundudno

Per chilometri e chilometri alla fine dell’Africa c’è questo: sabbia bianca, vento forte, mare azzurro, orizzonti infiniti.

Partendo dalla regione del Capo una netta sensazione, la stessa provata lasciando Rio de Janeiro o anche Vancouver e San Francisco: fra mare e monti, in un connubio raro e straordinario della natura, la “Mother City” è sicuramente uno dei posti più belli del mondo.

fra mare e monti, in un connubio raro e straordinario della natura, la “Mother City” è sicuramente uno dei posti più belli del mondo

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