Se nella tua meta di vacanza vuoi trovare colori incantevoli, valli scenografiche, alte vette che sembrano toccare il cielo, laghi incorniciati dalle montagne, aria buona, profumi, rifugi dove trovare conforto unitamente a specialità locali. Ma anche leggende che coinvolgono la curiosità, la fantasia, amplificando il fascino dei luoghi, allora non ci sono dubbi sulla scelta. Tutto questo infatti non è un miraggio ma è la magica realtà delle Dolomiti, patrimonio Unesco, con le sue perle alpine la cui maestosità è indiscutibile. Pronti per scattare una perfetta foto panoramica impreziosita da uno specchio d’acqua limpido? Magari sentite già il profumo di polenta, selvaggina e strudel?

In questo contesto incantevole creato da Madre Natura i rifugi sono un punto di riferimento molto importante, talvolta essenziale quando la loro collocazione in luoghi remoti li rende indispensabili come “un faro nella notte” per offrire ristoro, pernottamento e soccorso. Alcuni percorsi fra laghi e montagne presentano più di un rifugio e sono una sosta molto gradita anche a livello culinario.
Madre Natura ci invita a scoprire i suoi tesori, alcuni noti ed altri più segreti. Raggiungiamo alcuni di questi angoli, molti dei quali sono associati a leggende che rendono queste località vere e proprie perle in altura, perfette sia per chi cerca adrenalina sia per chi desidera il relax nella tranquillità montana. Famiglie, amici, innamorati ed escursionisti, partiamo!
Un chiarimento
In genere si definisce “d’alta quota” o “alpino” un lago che si trova sopra la linea di presenza degli alberi, normalmente sopra i 2.000 metri. Per quanto riguarda le Dolomiti il limite di riferimento si pone già a 1.900. In ambito turistico la quota si abbassa a 1.500 metri.
LAGHI IMPERDIBILI – LE PERLE DELLE DOLOMITI
Lago di Braies – Braies (BZ) – 1.496 mt

Si trova nel cuore del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies ed è dominato dalla parete rocciosa della Croda del Becco che si specchia nelle sue acque creando sfumature che vanno dal verde smeraldo al turchese. Da metà giugno a ottobre è possibile noleggiare barche per godersi lo specchio d’acqua da una prospettiva privilegiata.
Il lago ha ulteriormente incrementato la sua fama dopo essere stato il set della serie televisiva “Un passo dal cielo”.
Una leggenda narra l’avidità dei pastori locali che rubavano alle creature dei boschi gioielli e tesori custoditi in quota. Per proteggere le proprie ricchezze e per difendersi, questi ultimi fecero sgorgare sorgenti d’acqua che sommersero la conca del tesoro dando così vita al Lago di Braies. Queste creature si rifugiarono poi all’interno della Croda del Becco e si dice che le loro ricchezze siano ancora custodite sul fondo del lago.
Lago di Carezza – Nova Levante (BZ) – 1.520 mt

È conosciuto nella cultura ladina come “Lec de Ergobando“ (Lago dell’Arcobaleno) per le sue acque limpide che assumono sfumature che vanno dal verde smeraldo al turchese intenso regalando uno scenario da cartolina. Il lago è incorniciato dai massicci del Latemar e del Catinaccio le cui guglie rocciose e i boschi di abeti si specchiano sulla superficie.
La leggenda narra che lo stregone Masaré fosse innamorato della ninfa Ondina che viveva nel lago e cercò di rapirla. Su consiglio della strega Langwerda creò un meraviglioso arcobaleno e si finse un venditore di gioielli per attirarla a riva ma dimenticò di travestirsi. Ondina lo riconobbe e si rifugiò per sempre nel fondo del lago. Furioso e disperato, lo stregone distrusse l’arcobaleno e lo gettò nelle acque insieme ai gioielli, dando al lago i suoi tipici riflessi colorati. Oggi, una statua di bronzo a tre metri di profondità emerge o scompare a seconda del livello dell’acqua e ricorda la bellissima ninfa.
Anche la leggenda legata al Catinaccio ci aiuta a vivere con più emozione la magia luogo. Il re dei nani di questa catena, il sovrano Laurino, invitò ad una festa la principessa Similde, si rese invisibile e la rapì. I cavalieri della fanciulla lo inseguirono e riuscirono a catturarlo perché, seppur invisibile, le sue orme erano evidenti fra le rose del giardino. Furioso, Laurino maledisse il roseto decretando che nessuno potesse più vederlo né di giorno, né di notte. Avendo però dimenticato di specificare l’alba e il tramonto, le Dolomiti si tingono ancora oggi di rosa e di rosso in quei precisi momenti dando vita alla cosiddetta enrosadira.
Lago di Misurina – Misurina (BL) – 1.754 mt

È il bacino naturale più grande del Cadore. I suoi colori spaziano fra smeraldo, turchese e blu. Questo specchio d’acqua è dominato dalle Tre Cime di Lavaredo, dal massiccio del Sorapis, dai Cadini di Misurina e dal Monte Cristallo. Un vero e proprio pezzo da 90!
Il lago vanta un clima e un’aria pura notoriamente indicato a chi soffre di malattie respiratorie. Infatti qui sorge un importante centro per la cura dell’asma infantile.
ALTRI LAGHI IN ALTA QUOTA
Laghi dei Piani – Sesto (BZ) – 2.400 mt
Sono due laghi glaciali principali ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, meta ideale per chi vuole trovarsi davanti ad un capolavoro della natura. Gli specchi d’acqua si trovano sotto il famoso rifugio Locatelli. Il punto di partenza di questa esperienza indimenticabile è il rifugio Auronzo a cui si accede in auto o con autobus navetta; da lì un suggestivo percorso ad anello mediamente di 3-4 ore di cammino non impegnativo porta al suddetto rifugio Locatelli e ritorna al rifugio Auronzo.
Lago di Antermoia – Mazzin (TN) – 2.500 mt

Nel cuore del Catinaccio questo lago di origine glaciale dal colore turchese intenso vanta un paesaggio d’alta quota di grande bellezza che possiamo definire “lunare”. Il Rifugio Antermoia, a 2.496 mt, è a una decina di minuti a piedi dallo specchio d’acqua. Completamente rinnovato dal CAI, vanta anche un’ottima cucina locale.
La conca del Lago di Antermoia, tradizionalmente considerata un ritrovo di streghe, era abitata da un terribile drago che causava alluvioni e devastazioni. Per fermarlo, un gruppo di coraggiosi giovani della Val di Fassa riuscì a intrappolarlo sul fondo legandolo con catene. Si dice che il colore turchese intenso delle acque del lago sia dovuto al respiro congelato della creatura tuttora imprigionata sotto la superficie.
Lago di San Pellegrino – Moena (TN) – 1.890 mt
È un piccolo lago tranquillo adatto per famiglie con bambini e persone con difficoltà motorie o più semplicemente per chi desidera visitare un luogo incantevole e rilassante dove lo scenario sulle cime della Marmolada e del Costabella si tingono del rosa dolomitico al calar del sole. A questo proposito si dice che dal vicino Col Margherita sia nata la prima enrosadira, il fenomeno per cui le Dolomiti si tingono di rosso all’alba e al tramonto. Nelle vicinanze del lago il rifugio Fuciade è una facile meta provenendo dal Passo San Pellegrino.
In questa leggenda moderna il re del passo San Pellegrino si innamorò di Raggio di Luna, la bellissima e luminosa figlia della Luna, la convinse a sposarlo e a vivere con lui nelle profondità della montagna. Ben presto però la fanciulla iniziò a deperire per la nostalgia del cielo. Capendo di non poterla trattenere, il re dei nani decise di lasciarla libera e al momento del doloroso addio sul passo i due sposi piansero così tante lacrime che la conca si riempì dando vita al Lago di San Pellegrino. Inoltre, nelle notti di luna piena, le acque del lago diventano d’argento perché riflettono il successivo abbraccio tra la Luna e la figlia ritrovata.
Lago di Sorapis – Cortina d’Ampezzo (BL) – 1.925 mt

Immaginate acque dal colore turchese pastello e alle spalle l’imponente e affilata guglia rocciosa del Dito di Dio che staglia per 2.603 metri e si specchia nel bacino. Sorto su una terrazza naturale, il Rifugio Alfonso Vandelli, a 1.928 mt, è a 5 minuti a piedi dal lago. Il panorama sulla conca è davvero indimenticabile quasi quanto la polenta e spezzatino che si possono gustare dal rifugio.
Per accontentare la figlia Misurina, il re Sorapis accettò di farsi trasformare in montagna da una strega in cambio di uno specchio magico per la figlia. Durante la turbolenta metamorfosi la bambina cadde nel vuoto da un’altezza vertiginosa. Il pianto disperato del re Sorapis, ormai tramutato in montagna, diede vita al sopracitato Lago di Misurina nel punto della caduta, mentre tra le alte pareti rocciose del massiccio si formò il Lago di Sorapis, il cui inconfondibile colore turchese deriva dallo specchio magico andato in frantumi.
Lago Federa – Cortina d’Ampezzo (BL) – 2.038 mt

Ai piedi del massiccio della Croda da Lago, questo bacino è famoso in tutto il mondo per il panorama da cartolina in cui il Becco di Mezzodì si specchia perfettamente nelle sue acque dando il meglio di sé in autunno grazie al foliage dorato dei larici circostanti. Il rifugio Croda da Lago/Gianni Palmieri, a quota 2.046 mt, è proprio sulla sponda del lago e regala un’atmosfera piacevole, davvero accogliente in cui trovare cucina ampezzana e una particolare sauna a “botte”.

Lago del Coldai – Alleghe (BL) – 2.143 mt
Alle pendici del monte Civetta questo meraviglioso laghetto alpino si è formato in una conca naturale ai piedi delle immense pareti verticali del Monte Civetta. Il rifugio Sonino al Coldai a quota 2.132 mt si raggiunge con una breve camminata di poco più di 15 minuti dal lago. Chi pratica escursionismo dovrebbe averlo sentito nominare in merito alla celebre Alta Via n.1 delle Dolomiti.
Laghi di Olbe – Sappada (UD) – 2.150 mt
Sovrastati dalla Cresta del Ferro e dal Monte Lastroni, questo gruppo di laghetti di origine glaciale impreziosisce una splendida conca adornata da prati. Una camminata di circa due ore porta a rifocillarsi al rifugio Monteferro e una camminata di un’ora e mezza circa porta al rifugio 2000. La splendida vista sulle montagne ripaga ampiamente dell’impegno profuso.
Nelle acque limpide e color smeraldo del lago più grande si specchiano le vette circostanti mentre a poca distanza sorge la chiesetta alpina dedicata alla Madonna della Neve. Questo luogo di culto è legato sentimentalmente alla canzone “Signore delle cime” scritta dal compositore vicentino Bepi De Marzi nel 1958. La canzone fu scritta per commemorare l’amico Bepi Bertagnoli travolto da una valanga nel 1951. Il canto è una preghiera che chiede al Signore e alla Madonna di accogliere l’amico tra le montagne del cielo. La canzone è diventata un punto di riferimento per il ricordo di chi ha perso la vita in montagna. Ogni anno durante la festa della Madonna della Neve, all’inizio di agosto, alpinisti e alpini si radunano qui eseguendo il suddetto toccante brano.
La devozione alla Madonna della Neve è profondamente radicata nelle comunità montane e chi frequenta zone in alta quota.

Preparatevi a visitare i laghi delle Dolomiti e a scoprire qual è il vostro preferito fra scenari che rappresentano il connubio perfetto tra contatto con la natura, rigenerazione fisica e stacco dalla frenesia quotidiana, un’esperienza magica.


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